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martedì 9 febbraio 2010

UN POSTO DI LAVORO DIGNITOSO PER I LAVORATORI THYSSENKRUPP!

Riceviamo e pubblichiamo:

UN POSTO DI LAVORO DIGNITOSO PER I LAVORATORI THYSSENKRUPP!
Sopravvivere è una colpa??

Dopo due anni di cassa integrazione nessun posto di lavoro (come sottoscritto in un accordo dall’azienda) per i 25 lavoratori rimasti in cassa integrazione e costituitisi parte civile nel processo contro la multinazionale dell’acciaio. UN CASO???
Dopo due anni trascorsi dalla strage del 6 dicembre 2007 in cui morirono 7 colleghi di lavoro e dopo la chiusura di uno stabilimento in attivo solo per fini puramente speculativi e di delocalizzazione delle produzioni nel sito ternano della multinazionale, i lavoratori torinesi posti in cassa integrazione dall’azienda non sono mai stati ricollocati.
Da evidenziare che i lavoratori in questione sono quasi tutti costituiti parte civile nel procedimento apertosi al Palagiustizia contro l’azienda per i 7 morti del rogo del 6 dicembre 2007.
Da questo punto di vista è palese che l’azienda ha operato una scelta precisa, ovvero quella di non impegnarsi seriamente nella nostra ricollocazione in quanto “sgraditi” e dando i nostri curriculum vitae ad agenzie di lavoro interinale torinesi che hanno visto alcuni lavoratori non fare mai un colloquio di lavoro in oltre un anno e mezzo di iscrizione, se non per lavoretti a tempo determinato di un paio di mesi e in condizioni peggiorative rispetto alle mansioni ricoperte in precedenza.
L’azienda inoltre, per lavarsi le mani e fingere di rispettare l’accordo, che prevede la ricollocazione o percorsi formativi di riqualificazione professionale, lo scorso anno ci ha obbligatoriamente iscritti ad un corso di formazione professionale di “addetto alla lavorazione su macchine utensili tradizionali (tornitore – fresatore) e “aggiustatore meccanico con l’ausilio di macchine utensili”, senza minimamente preoccuparsi di avviare un percorso formativo in accordo con i lavoratori, che hanno espresso in maniera pacata e civilmente il loro dissenso a questi corsi, non rifiutando la formazione in se, ma per il fatto che questa avveniva su macchine dismesse negli anni ’70 e quindi di nessun aiuto per quanto riguarda una futura ricollocazione nel settore metalmeccanico, ormai sempre più improntata allo sviluppo tecnologico e comunque versante in un gravissimo periodo di crisi produttiva e occupazionale. Anche in questo caso la TK ha dimostrato scarso riguardo nei confronti dei lavoratori pensando di decidere al loro posto cosa sarà del loro futuro e ci ha “posteggiato” in un corso non scelto e per giunta inutile.
Vita e lavoro dignitosi e in sicurezza sono nostri diritti che come tali devono essere garantiti: chiediamo che del nostro futuro si facciano carico in primis la ThyssenKrupp (responsabile di questa situazione) e poi le Istituzioni di questo territorio (Comune, Provincia e Regione, responsabili della tutela dei cittadini) che si costituiscono parte civile e sinora poco o nulla hanno fatto per trovare una soluzione a questa situazione ormai divenuta insostenibile per tutti noi, quando hanno risorse e mezzi per farlo!
Siamo stanchi di essere presi in giro! Questa situazione non l’abbiamo né creata né voluta noi e non vogliamo pagarne le conseguenze!

INTERVENITE ALLE UDIENZE DEL PROCESSO IN SOLIDARIETA’ AI FAMILIARI DEI NOSTRI 7 COMPAGNI DI LAVORO UCCISI IN NOME DEL PROFITTO!

GIUSTIZIA E UN POSTO DI LAVORO DIGNITOSO PER I LAVORATORI THYSSENKRUPP DISCRIMINATI!


LAVORATORI IN CASSA THYSSENKRUPP - TORINO

Info e contatti: http://www.legamidacciaio.it

martedì 1 dicembre 2009

Muore un operaio alla Thyssen di Terni


Nuovo incidente sul lavoro in uno stabilimento della Thyssen. Un operaio di 31 anni, secondo quanto si apprende da fonti dei vigili del fuoco, e' morto in seguito ad un incidente che si è verificato nel centro movimento acidi dello stabilimento di Terni.

L'operaio potrebbe, secondo le prime informazioni, essere morto in seguito alle esalazioni di vapori di acido cloridico.

Nell'incidente sarebbero rimasti intossicati anche altri due operai ma le loro condizioni non sarebbero gravi

La ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni e' "impegnata" a "fare luce" sulle cause della morte dell' operaio, offrendo la sua collaborazione alle "autorita' competenti".
L' azienda - si legge in un suo comunicato - "annuncia con dolore la scomparsa del proprio dipendente Diego Bianchina, avvenuta durante lo svolgimento del proprio lavoro. L'azienda - continua il comunicato - sia al suo interno, che prestando la doverosa collaborazione alle autorita' competenti, e' impegnata a far luce sulle cause che hanno potuto determinare il decesso.
La societa' - conclude - e' vicina alla famiglia, alla quale assicura tutta l'assistenza necessaria".

mercoledì 18 novembre 2009

Thyssen Krupp - Licenziamenti: "Operai" contro Operai


Ci sono degli operai indagati per falsa testimonianza al processo Thyssen che è ripreso oggi presso la procura di Torino. Ma anche il direttore della fabbrica. Sono lavoratori dell'azienda comparsi in aula nelle scorse udienze in veste di testimoni, oltre a un dirigente che risulta indagato per istigazione alla corruzione. Quest'ultimo dovrebbe essere Cosimo Cafueri, responsabile dello stabilimento torinese della multinazionale dell'acciaio, già imputato di omicidio colposo per l'incendio che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai. Cafueri, che verrà interrogato nei prossimi giorni dai magistrati della procura di Torino, è indagato per istigazione alla falsa testimonianza.

Alcune dichiarazioni degli operai non hanno convinto la pubblica accusa, rappresentata in aula da Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo. Il punto controverso riguarda la risposta secondo cui non ci sarebbero stati contatti con nessuno in relazione ai contenuti della testimonianza deposta davanti ai giudici della Corte d'Assise. 

Tensione davanti a un'azienda del gruppo Thyssen nel bresciano. Intanto, mentre oggi il processo è ripreso con la deposizione di altri sei testimoni della difesa, ci son stati momenti di tensione davanti all'azienda Rothe Erde - Metallurgica Rossi, che produce cuscinetti volventi e fa parte del gruppo Thyssen Krupp. Due gruppi di operai si sono fronteggiati da una distanza di quindici metri e, anche se non sono mai entrati in contatto fra loro, le forze dell'ordine hanno dovuto impegnarsi per calmare gli animi. Da un lato vi sono gli operai raggiunti dai licenziamenti, in tutto 45, e quelli che stanno dando loro solidarietà, dall'altro i colleghi che invece vorrebbero entrare nell'azienda per lavorare.

Un gruppo di operai elude la sorveglianza e torna al lavoro: per i licenziati «un comportamento molto scorretto da parte dei nostri colleghi». Mentre veniva annunciata la possibilità di una riapertura delle trattative che riaprirebbe uno spiraglio rispetto al licenziamento comunicato un mese fa, un gruppo di operai e impiegati che da giorni vogliono tornare al lavoro è riuscito ad entrare nell'azienda da ingresso secondario nonostante il blocco dei lavoratori licenziati. «Ho presidiato il cancelletto ogni notte - racconta un operaio che ha perso il lavoro - perchè sapevo che qualcuno sarebbe entrato. Hanno approfittato di un momento di distensione, il primo da un mese a questa parte. Un comportamento molto scorretto anche quello dei nostri colleghi». Verso le 14 e 30 due impiegati sono usciti dal cancelletto "della vergogna" accolti dagli applausi sprezzanti dei colleghi. «E' un'azienda che non sa mantenere la parola data - ha dichiarato uno dei licenziati non è stato utilizzato alcun ammortizzatore sociale, dopo vent'anni qua dentro mi hanno licenziato dall'oggi al domani». Infine è giunta la comunicazione che oggi non ci sarà nessun incontro con i dirigenti: «Quell'annuncio che ci aveva dato speranza - commenta un operaio - a questo punto forse è stato fatto apposta».

venerdì 6 novembre 2009

Thyssen, il responsabile sicurezza: "Non mi risultavano carenze"




  PROCESSO - AULA GREMITA PER LE PRIME DEPOSIZIONI DEGLI IMPUTATI
Torino 06/10/2009

Cosimo Cafueri si difende: «Non ho nessuna responsabilità nel sistema dei controlli nella vicenda dell’incendio della ThyssenKrupp»«Non mi risultava assolutamente che vi fossero carenze nel sistema di sicurezza dell'azienda e non ho fatto nulla per sollecitare lo spostamento e non ho chiamato nessuno per modificare la situazione subito dopo l'incendio, soprattutto quella degli estintori,  - ha detto rispondendo a una domanda del pm Laura Longo - Anzi, mi sono raccomandato di non toccare nulla che fosse stato segnalato dai vigili del fuoco» afferma Cosimo Cafueri, responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’acciaieria, durante l'udienza del processo di questa mattina nel Palazzo di Giustizia a Torino.
Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza insufficienti o malfunzionanti e l’assenza di personale specifico per la sicurezza, invece, ha risposto: «La direzione del personale, a Terni, conosceva benissimo la situazione. Non toccava a me informarli».
Nell’ultima parte dell'udienza Cafueri ha sottolineato, fra le altre cose, che il pulsante d’emergenza, uno dei nodi centrali del processo, «in più occasioni è stato utilizzato dove serviva e il personale sapeva benissimo che doveva essere usato».
Rispondendo a una domanda del giudice Maria Iannibelli, secondo la quale, nei giorni precedenti l'incendio, vi era scarsa pulizia e materiale cartaceo all'interno dell'acciaieria, Cafueri ha poi ribadito: «era una anomalia il fatto che la carta fosse lungo la linea».
Durante la testimonianza c'è anche stato un vivace botta e risposta con il procuratore Raffaele Guariniello che ha chiesto all’imputato: «Lei ha detto "mi sono trovato a gestire una situazione così".Ma in questo caso - ha aggiunto Guariniello- come avrebbe dovuto reagire un responsabile della sicurezza? Accettarla o dimettersi?»


Segui il processo della ThyssenKrupp


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