(AGI) - Perugia, 21 gen. - ''Chi ha sbagliato deve pagare, deve risarcire lo Stato e perdere il posto di lavoro pubblico, ma finire agli arresti domiciliari o in galera per assenteismo e' forse il frutto amaro di una societa' malata e orientata ad un profondo imbarbarimento''. Cosi' Stefano Vinti, capogruppo regionale di Rifondazione comunista, esprime il proprio dissenso rispetto all'arresto dei dipendenti della Provincia di Perugia accusati di assenteismo. Per Vinti e' giusto che ''la magistratura accerti tutti gli illeciti e processi i dipendenti che hanno commesso reati'' ma ''gli arresti domiciliari sembrano una misura da societa' in armi, frutto di un clima da guerra fredda nella pubblica amministrazione creata dal ministro Brunetta con la sua crociata (molto spesso demagogica) contro i presunti fannulloni, o contro gli impiegati tristi e poco gentili''. ''Forse - prosegue Vinti - Brunetta dimentica che fa parte di un Consiglio dei ministri il cui presidente da anni si sottrae alla giustizia e ancora oggi e' impegnato in una riforma dei processi che gli consentira' di non presentarsi davanti alla corte di giustizia per essere processato, come qualsiasi cittadino, quando venga sospettato di aver commesso un reato''. Per il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni '' c'e' un accanimento eccessivo nei confronti della pubblica amministrazione, in un Paese cosi', dove il premier non e' un cittadino uguale agli altri davanti alla legge, dove si muore in carcere con estrema facilita', dove si puo' investire e uccidere qualcuno ebbri alla guida di un'auto e non si finisce in galera, dove migliaia di falsi invalidi truffano per anni l'Inps e poi giustamente sono obbligati a risarcire l'ente, ma non finiscono in galera''.(AGI)
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venerdì 22 gennaio 2010
Perugia- Rifondazione: Assenteisti paghino ma arresto è eccessivo
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