“La scelta nasce dall’esigenza di approfondire i criteri di assimilazione. Abbiamo fondati motivi per ritenere che siano illegittimi”
“I gruppi consiliari Rifondazione Comunista-Cittadini per Castelfiorentino e Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani di Certaldo presentano, nei rispettivi Consigli Comunali, un’interrogazione relativa al controllo sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.
L’interrogazione nasce dall’esigenza di approfondire i criteri di assimilazione contenuti nel Regolamento per la gestione dei rifiuti e alla base del Piano tecnico finanziario di Publiambiente; infatti, la pratica di eccessivi livelli di assimilazione dei rifiuti speciali delle imprese agli urbani, tipica dell’Italia e soprattutto della Toscana, porta ad una maggiore produzione di RSU nella nostra regione.
Abbiamo fondati motivi per ritenere che l’assimilazione prevista dai regolamenti comunali recentemente approvati contrasti con i divieti stabiliti dall’art 195 del Codice dell’Ambiente D.lgs 152/06 e sia da considerarsi illegittima.
Non è chiaro inoltre sulla base di quali dati sia stata calcolata la tariffa dei rifiuti che pare eccessiva rispetto al fabbisogno finanziario di Publiambiente e più in generale si richiede di sviluppare un robusto sistema di controllo pubblico sul gestore come vorrebbe la normativa vigente, soprattutto in considerazione del salto di qualità positivo e da noi da anni sollecitato, ma molto impegnativo, del passaggio al porta a porta.
Riteniamo che tutto questo sia un atto dovuto nel momento in cui l’ATO Toscana Centro per i rifiuti avvia le procedure per giungere alla gara per l’affidamento del servizio ad un privato o per la cessione di almeno il 40% del capitale ad un socio privato con attribuzione di specifiche competenze operative, o infine, come auspichiamo, al ritorno ad una gestione sovra-comunale integralmente pubblica in house come prevista dal comma 3 dell’art. 23 del DL112.
L’approfondimento richiesto ad oggi non c’è stato; per questo motivo, tra le altre cose, chiediamo un intervento di ARPAT, quale organo pubblico preposto al controllo tecnico. Alleghiamo il testo integrale dell’interrogazione”.
Di seguito il testo dell’interrogazione.
CONSIDERATO che l’attuale normativa riserva alle amministrazioni comunali e solo ad esse tutte le principali competenze e le notevoli responsabilità relative alla gestione della raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani
CONSIDERATO che i Comuni del Circondario Empolese Valdelsa hanno deciso insieme di sostituire la raccolta dei rifiuti a cassonetto stradale con la raccolta porta a porta e la tariffa presuntiva con la tariffa puntuale, scelta che non solo condividiamo ma che abbiamo proposto quattro anni fa come alternativa valida alla proliferazione degli inceneritori;
RILEVATO altresì che questo passaggio comporta una importante riconversione industriale ed un salto di qualità tecnico organizzativo al gestore del servizio, nonché un rilevante impegno per la popolazione e nell’immediato un aumento tariffario, ciò che richiede una particolare attenzione ed un controllo attento sulla gestione da parte della A.C.
CONSIDERATO che il D.lgs 152 del 2006, Codice dell’ambiente, art 195 lettera e), così come completamente riformulato dal D.Lgs 4/08 voluto dal Governo Prodi, al fine di ridurre la pratica scorretta di eccessivi livelli di assimilazione dei rifiuti speciali delle imprese agli urbani, tipica dell’Italia e soprattutto della Toscana, che per questo motivo risulta la regione con maggiore produzione di RSU, recita, tra le competenze dello stato
“e) La determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l’assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani.
Ai rifiuti assimilati, entro un anno, si applica esclusivamente una tariffazione per le quantità conferite al servizio di gestione dei rifiuti urbani. La tariffazione per le quantità conferite che deve includere, nel rispetto del principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato, una parte fissa ed una variabile e una quota dei costi dello spazzamento stradale, è determinata dall’amministrazione comunale tenendo conto anche della natura dei rifiuti, del tipo, delle dimensioni economiche e operative delle attività che li producono. A tale tariffazione si applica una riduzione, fissata dall’amministrazione comunale, in proporzione alle quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero tramite soggetto diverso dal gestore dei rifiuti urbani. Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 114 del 1998. Per gli imballaggi secondari e terziari per i quali risulti documentato il non conferimento al servizio di gestione dei rifiuti urbani e l’avvio a recupero e riciclo diretto tramite soggetti autorizzati, non si applica la predetta tariffazione. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti, entro novanta giorni, i criteri per l’assimilabilità ai rifiuti urbani”
E successivamente all’art. 198 impone esplicitamente ai comuni di adottare i criteri di assimilazione indicati all’art. 195.
CONSIDERATO che, come è ormai noto a tutti gli addetti ai lavori, un parere interno all’ARPAT del 15 dicembre 2009 afferma con estrema chiarezza che: “I comuni possono ad oggi continuare a regolamentare l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani in accordo con quanto previsto dalla Delibera del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984 non abrogata dal nuovo Testo Unico Ambientale, soltanto per quanto non espressamente in contrasto con i dettami di cui all’art. 195 comma 2 lett. E del D.lgs 152/06; questo in base al principio di gerarchia delle fonti”
CONSIDERATO che l’ipotesi del rinvio al DM da adottare anche a quanto espressamente stabilito dall’art 195, contenuto nell’art. 11 del regolamento comunale di gestione dei rifiuti appare ormai palesemente illegittimo così come illegittimi risultano i criteri di assimilazione del nuovo regolamento;
RITENUTO che al riguardo sia indispensabile acquisire un parere dell’organo pubblico preposto al controllo tecnico ossia l’ARPAT
CONSIDERATO che il Consiglio Comunale nell’approvare i nuovi regolamenti sui rifiuti nonché il Piano finanziario non ha avuto il tempo tecnico per sottoporre a valutazione politica attenta il Piano Finanziario e la sua congruità con le tariffe deliberate dalla Giunta;
VISTO che in nessun atto formale reso disponibile ai consigli comunali appaiono i dati di base per il calcolo delle tariffe, così come previsto dagli allegati 1 e 2 del regolamento per la TIA, con il quale si sono determinate le tariffe a partire dal previsto fabbisogno economico-finanziario del servizio, non essendo indicati il numero di utenze domestiche e non domestiche soggette a tariffa negli undici comuni, le superfici complessive ed il numero di abitanti.
CONSIDERATO che ad un nostro calcolo sommario realizzato con i dati in nostro possesso, relativi ai numeri ed ai tipi di utenze elettriche nel Circondario, che dovrebbero pressappoco corrispondere alle utenze di Publiambiente, ci risulta un notevole sovraccarico tariffario rispetto al fabbisogno di 23 milioni di € nel 2010 che fa pensare quantomeno ad un elevato livello di evasione tariffaria o altro fattore di distorsione e che, se come da noi calcolato, ridurrebbe considerevolmente gli aumenti tariffari previsti del 30% in tre anni;
CONSIDERATO infine che l’ATO Toscana Centro per i rifiuti ha recentemente avviato il procedimento per la ricognizione della situazione delle gestioni in affidamento diretto per poi procedere ai sensi dell’art. 23 bis del D.L 112/2008 così come completamente riformulato dal D.Legge 135/2009 art 15, all’avvio di procedure di gara per l’affidamento del servizio ad un privato o per la cessione di almeno il 40% del capitale ad un socio privato con attribuzione di specifiche competenze operative, sempre con procedure competitive ad evidenza pubblica.
RITENUTO che anche questa circostanza che comporterà a breve termine, l’ingresso di un privato con funzioni decisive nella gestione del servizio oppure appellandosi alla deroga di cui al comma 3 dell’art 23 bis citato ad un ritorno ad una società di scopo effettivamente in house, meriti la massima attenzione da parte politica per le implicazioni che avrà e per i sistemi di controllo pubblico che comporta sulla gestione dei servizi.
CHIEDE AL SINDACO
1) Se non ritenga indispensabile ed urgente una revisione in tempi rapidi dei criteri di assimilazione dei rifiuti stabiliti nel Regolamento recentemente approvato che tenga conto dei divieti di assimilazione contenuti nell’articolo 195 citato, nonché, conseguentemente del Piano finanziario del servizio;
2) se non ritenga necessario richiedere un parere ad ARPAT sull’insieme del regolamento approvato;
3) di chiarire nel dettaglio come le tariffe dei rifiuti deliberate dalla giunta sono legate al fabbisogno indicato dal Piano finanziario, indicando numero di utenze per tipologie su cui si è effettuato il calcolo e chiarendo il metodo di calcolo applicato;
4) Se l’A.C. intenda avvalersi della deroga di cui al comma 3 art 23 bis del D.lgs 112/08 che consente la gestione in house;
5) In caso contrario in quale dei 5 punti da a) ad e) del comma 8 dell’art 23bis citato rientri l’affidamento a Publiservizi Spa e come intende affrontare le conseguenti opzioni
6) più in generale se non ritenga necessario, date le premesse e le conseguenze degli errori commessi, da parte dei comuni dell’ATO Toscana Centro un celere potenziamento dei sistemi di controllo tecnico, amministrativo, economico e finanziario presso i comuni stessi e l’ATO per assicurare comunque una effettiva capacità di controllo pubblico sulla gestione del ciclo dei rifiuti e parallelamente sulla gestione del ciclo integrato delle acque che presenta le stesse problematiche.
Gruppo Consiliare PRC-Cittadini per Castelfiorentino
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