Le scuole lombarde si sceglieranno i docenti da sole, niente piu' graduatorie. In una intervista al Corriere della Sera il governatore lombardo Roberto Formigoni anticipa la riforma della scuola che vuole mettere in atto nella sua regione che definisce "una proposta formigoniana-pidiellina-leghista, in profonda sintonia con il programma del governo e della coalizione". Stop alle graduatorie nazionali, con il reclutamento dei professori da parte delle scuole su base regionale, con assoluta parita' tra istituti pubblici e privati: questa la proposta Formigoni. "Ne ho gia' parlato con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini- spiega- e con il governo. La direzione e' condivisa". Il governatore assicura, poi, che c'e' un "terreno favorevole sia con i sindacati, sia con i professori". Nel suo modello le scuole "pescano" i docenti da un albo regionale "in base al merito". Gli albi non saranno per i soli residenti, come invece vorrebbe la Lega. Pero' ci saranno dei requisiti necessari per l'iscrizione come "una certa permanenza sul territorio, almeno un ciclo di studio di cinque anni".Da Liberazione
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lunedì 19 aprile 2010
sabato 13 marzo 2010
Stop definitivo alla lista del PdL romano
(ANSA) Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello del Pdl contro l'esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali improcedibile. Questo vuol dire che i giudici non si sono espressi nel merito sottolineando che non ci sono motivi per procedere. Cio' determina la definitiva esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali.
SI' ALLA LISTA FORMIGONI IN LOMBARDIA
ROMA - Il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Federazione della sinistra e dice sì alla lista Formigoni, confermando il ricorso del Tar. "Anche il Consiglio di Stato ci dà ragione ed è un'altra sentenza tombale, definitiva": il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così sul suo sito la decisione di respingere il ricorso di Federazione della Sinistra e Radicali che chiedevano di non ammettere il suo listino alle regionali. "Ora basta con i ricorsi e con i confronti in tribunale - ha proposto -. La parola torni alla politica: confrontiamoci sui contenuti. Voglio parlare e ascoltare i miei cittadini dalla mattina alla sera per tutta la campagna elettorale come già sto facendo da tempo. Voglio poi continuare a dialogare e lavorare con loro per una Lombardia sempre più solidale e forte per tutti i prossimi 5 anni".
I legali del governatore Formigoni, Fabio Cintioli e Beniamino Caravita di Toritto, esprimono "piena soddisfazione". "Dal dispositivo che è stato fatto ora dal Consiglio di Stato - spiega Cintioli - emerge che c'é stato anche un esame riguardo al merito, esattamente come avevamo richiesto noi, e che si conferma la pronuncia di primo grado". "Ora attendiamo le motivazioni che dovrebbero arrivare entro una decina di giorni - aggiunge l'avvocato di Formigoni - ma siamo senz'altro soddisfatti per come sono andate le cose, visto che ci hanno dato ragione su tutta la linea respingendo anche l'eccezione di inammissibilità sollevata dalla controparte".
Attesa adesso anche la decisione trattati gli appelli proposti dal Pdl contro l'esclusione della lista dalle Regionali nel Lazio, di Roberto Fiore (Forza Nuova) contro l'esclusione del suo listino e del consigliere regionale uscente del Lazio Fabio Desideri (Pdl). Gli ultimi tre appelli per contestare l'esclusione disposta dal Tar del Lazio.
La lista provinciale del Pdl di Roma e' stata esclusa dalle regionali del Lazio anche dalla Corte d'Appello, che ha bocciato ieri l'ennesimo ricorso per la riammissione.
I giudici di Palazzo Spada sono infatti chiamati a pronunciarsi sulla sentenza del Tar che aveva bocciato, qualche giorno fa, la richiesta di sospensiva presentata dal partito. Lo stop della Corte d'Appello e' giunto dopo il ricorso contro il pronunciamento del tribunale di Roma che aveva rifiutato la seconda presentazione della lista Pdl, avvenuta ai sensi del decreto legge cosiddetto ''salva-liste''.
mercoledì 3 marzo 2010
LA TRUFFA DEL BUONO SCUOLA DI FORMIGONI
(video realizzato dal Circolo PRC di Bresso)
Nonostante la scuola pubblica, oggi più che mai, sia sottoposta a continui tagli che compromettono la ricerca e l’istruzione di base, il signor Formigoni regala soldi PUBBLICI a chi non ne avrebbe alcun bisogno, andando a finanziare una piccola lobby, oltre che gli interessi della clientela politica del capo di CL.
Questo filmato è tratto dall’VIII rapporto sul buono scuola a cura del gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista. Questi dati sono stati utilizzati anche nell’inchiesta di Presa Diretta. Nel rapporto sono documentati gli enormi sprechi di denaro pubblico a favore delle scuole private.
Lo sapevate che la regione Lombardia stanzia per le scuole private l’80% delle risorse per il diritto allo studio? Vi chiederete come sia possibile tutto ciò. Ebbene: grazie al BUONO SCUOLA introdotto nel 2001dal presidente Formigoni. Esso è un sistema molto particolare, in grado di aggirare la Costituzione (che vieta l’impiego di denaro pubblico per finanziare scuole private), che elargisce montagne di denaro a chi iscrive i propri figli alle scuole private sottoforma di “buono” (e non di finanziamento).
Oltre il 99,9% dei beneficiari sono iscritti alle scuole private e oltre 4.000 di questi dichiarano al fisco (ripetiamo. al fisco) tra i 100 e i 200 mila euro annui! Oltretutto il buono finisce pure nelle tasche di chi vive nelle zone più ricche della città (Galleria Vittorio Emanuele, Corso Venezia, Piazza San Babila,…).
Ah, non è tutto: questi dati non sono MAI stati contestati dalla giunta Formigoni, proprio perchè veri!
E’ possibile leggere e scaricare il Rapporto sul finaziamento pubblico alle scuole privaterealizzato dal Gruppo consiliare regionale del PRC in formato pdf QUI
martedì 8 dicembre 2009
Il Business miliardario di Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell’enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini “ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?“.
Con questo aneddoto il giornale “Il Mondo” apre l’inchiesta shock “Comunione e Fatturazione” (mutuando il nome da Dagospia). Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di “amicizia” ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami “amichevoli” tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici si danno una mano. La chiamano “amicizia”, ma si potrebbe anche dire lobby.
La CdO (oggi guidata dal tedesco Bernhard Scholz) ha un giro d’affari stimato oltre 70 miliardi di euro, realizzati da circa 35 mila “amici” (aziende, industriali, professionisti) che operano soprattutto nel Nordovest. E che, da buoni amici, si danno una mano. Diversamente da CL, la Compagnia tiene dettagliati registri degli adepti, che crescono di circa il 10% all’anno. Nemmeno la crisi ha frenato l’avanzato di questo colosso economico, anzi: ha spinto ulteriormente i manager a rifugiarsi nell’aiuto degli “amici”.
L’inchiesta de “Il Mondo” illustra poi il funzionamento dell’universo CdO, il quale si articola su tre livelli, tre differenti categorie di “vantaggi” ai quali i membri della Compagnia possono accedere in virtù della loro appartenenza ciellina.
Il primo livello è la facilitazione burocratica, lo snellimento delle scartoffie favorito dal passaggio privilegiato attraverso i canali della CdO. In questa sfera rientrano le convenzioni per i servizi (che permettono, per esempio, di risparmiare sulla telefonia), le esportazioni (la compagnia opera in Argentina, Cuba, Usa, Cile, Kazakistan, Germania e Romania) e diversi altri benefit. Tutto ciò che, in parole povere, può aiutare un’impresa o un professionista nella gestione “spiccia” dei suoi affari.
Il secondo gradino d’azione della Compagnia è la potenza del network: all’interno della CdO e di CL un’azienda può trovare partner privilegiati sotto l’egida e la benevolente mediazione di CL.
Il terzo – e più prezioso e costoso – livello dell’organizzazione si riassume in una parola: sussidiarietà. Sussidiarietà significa questo: l’affidamento a privati di servizi in precedenza svolti dal pubblico (per esempio i servizi sanitari). Ovviamente si tratta di privati “amici” e – cosa più preoccupante – a dirottare su di loro tali servizi sono, per forza di cose, politici “amici”. In Lombardia, negli anni della presidenza Formigoni, circa 16 miliardi di spesa sanitaria furono passati a privati. Di questi, oltre 8 miliardi finirono nelle casse della galassia ciellina. Legato a questa dinamica di sussidiarietà, e “amico” della CdO è anche Giuseppe Grossi, Ad di Green Holding e collezionista di Maserati e Rolex recentemente finito in manette con l’accusa di aver drenato miliardi e miliardi dai fondi neri della sua società.
Questa è la Compagnia delle Opere, e questa è l’amicizia su cui si basa: il braccio economicamente armato di Comunione e Liberazione cresce del 10% all’anno, conta 35 mila amici e stringe in pugno 70 miliardi di euro.
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mercoledì 2 dicembre 2009
Lombardia: avvisi di garanzia a Formigoni, Moratti e Podestà
Da il Corriere
"Finalmente hanno trovato il modo di incastrare il presidente della Regione. L'avviso di garanzia sembra sia arrivato sulla base di una denuncia ed è la ripetizione di una cosa già avvenuta, che però aveva spinto il pm ad archiviare"
Ha reagito adombrando un'azione della procura di Milano in vista della campagna elettorale il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha ricevuto un'informazione di garanzia per un'inchiesta sull'inquinamento dell'aria avviato in seguito a una denuncia presentata dal Codacons. Nei giorni scorsi la Procura aveva già chiesto l'archiviazione del procedimento, ma il gip Marina Zelante l'aveva respinta disponendo nuovi accertamenti.
DOCUMENTO L'esposto del Codacons (.pdf)
La richiesta del gip. In particolare il gip aveva chiesto di accertare quali provvedimenti Comune e Regione avessero preso per limitare l'emissione di Pm10 e, attraverso l'Arpa (l'Agenzia regionale per l'ambiente), quante volte in un anno fosse stata superata la soglie di tolleranza. E' per questo che il procuratore aggiunto Nicola Cerrato (quando ministro della Giustizia era Roberto Castelli era distaccato al ministero) e Giulio Benedetti hanno inviato l'informazione di garanzia a Formigoni, ma anche al sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia, Guido Podestà.
"Un atto dovuto". Si tratta di una procedura, è stato spiegato negli ambienti di Palazzo di giustizia, necessaria per poter acquisire alcuni atti sull'attività compiuta per prevenire e limitare l'inquinamento atmosferico. Fra l'altro in Procura, dieci giorni fa, è giunto un nuovo esposto del Codacons che si riferisce al 2009 e che sarà trattato unitariamente al precedente.
L'annuncio del governatore. Formigoni ha subito convocato una conferenza stampa per annunciare di aver ricevuto l'informazione di garanzia: "Eccolo, eccolo il tanto agognato, scongiurato avviso di garanzia. Eccolo, è arrivato", ha detto senza nascondere una vena ironica a proposito di notizie che circolano da giorni su un suo presunto coinvolgimento in altre inchieste milanesi. Dopo aver spiegato che gli viene contestato il reato previsto dall'articolo 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) , he prevede una pena massima di un mese d'arresto o un'ammenda di 206,58 euro, il presidente della Lombardia ha definito l'informazione di garanzia ricevuta "una farsa" perché i documenti avrebbero potuto acquisirli come sempre fanno: "La Regione è limpida".
DOCUMENTO L'esposto del Codacons (.pdf)
La richiesta del gip. In particolare il gip aveva chiesto di accertare quali provvedimenti Comune e Regione avessero preso per limitare l'emissione di Pm10 e, attraverso l'Arpa (l'Agenzia regionale per l'ambiente), quante volte in un anno fosse stata superata la soglie di tolleranza. E' per questo che il procuratore aggiunto Nicola Cerrato (quando ministro della Giustizia era Roberto Castelli era distaccato al ministero) e Giulio Benedetti hanno inviato l'informazione di garanzia a Formigoni, ma anche al sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia, Guido Podestà.
"Un atto dovuto". Si tratta di una procedura, è stato spiegato negli ambienti di Palazzo di giustizia, necessaria per poter acquisire alcuni atti sull'attività compiuta per prevenire e limitare l'inquinamento atmosferico. Fra l'altro in Procura, dieci giorni fa, è giunto un nuovo esposto del Codacons che si riferisce al 2009 e che sarà trattato unitariamente al precedente.
L'annuncio del governatore. Formigoni ha subito convocato una conferenza stampa per annunciare di aver ricevuto l'informazione di garanzia: "Eccolo, eccolo il tanto agognato, scongiurato avviso di garanzia. Eccolo, è arrivato", ha detto senza nascondere una vena ironica a proposito di notizie che circolano da giorni su un suo presunto coinvolgimento in altre inchieste milanesi. Dopo aver spiegato che gli viene contestato il reato previsto dall'articolo 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) , he prevede una pena massima di un mese d'arresto o un'ammenda di 206,58 euro, il presidente della Lombardia ha definito l'informazione di garanzia ricevuta "una farsa" perché i documenti avrebbero potuto acquisirli come sempre fanno: "La Regione è limpida".
VIDEO "Ecco l'avviso di garanzia che ho ricevuto"
I veleni. "E' arrivato, è arrivato - ha proseguito - Finalmente hanno trovato come incastrare il presidente della Regione Lombardia", che ha ricordato come un identico esposto, sempre del Codacons, venne archiviato dal pm Grazia Colacicco. Formigoni si è allora chiesto per quale motivo, questa volta, i pm hanno fatto questa scelta: "Vuoi vedere - si è risposto in modo ironico - che c'entra il fatto che siamo in campagna elettorale? Vuoi vedere che il pm oggi decide di fare come alcuni suoi predecessori, che hanno sempre accompagnato le campagne elettorali di Formigoni con avvisi di garanzia? Ricordo di aver affrontato dieci processi e di essere sempre stato assolto". Il caso Abruzzo. Il presidente della Lombardia ha chiuso la conferenza stampa paventando l'invio di un'informazione di garanzia anche dall'Aquila per la costruzione della Casa dello studente realizzata dalla Regione. All'Aquila è in effetti aperta un'inchiesta, ma nessuna informazione di garanzia, per ora, è stata inviata.
(01 dicembre 2009)
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