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mercoledì 11 novembre 2009

"Alleanza per l'Italia" il nuovo movimento di Rutelli.



ROMA - "Alleanza per l'Italia" è il nome del partito lanciato da Francesco Rutelli insieme ad altri esponenti politici come Bruno Tabacci, Lorenzo Dellai e altri esponenti della società. Il movimento celebrerà la sua prima convention a Parma i prossimi 11 e 12 dicembre. 




lunedì 9 novembre 2009

Nuovo Centro: Veltroni al gruppo misto?

da aprileonline.info di Ida Rotano |    La corsa al centro sconquassa il partito democratico ma anche l'Udc. Da quando Rutelli ha lanciato il suo "manifesto per il buongoverno" non v'è giorno che passi senza la conta di chi salpa verso un nuovo lido: il gruppo misto della camera, improvvisamente sotto i riflettori. Oggi è stata la volta di Bruno Tabacci (Udc) e Gianni Vernetti (Pd). Ma si fa anche il nome di Veltroni




E già, perché proprio da questo spicchio di parlamento ci si appresta a scardinare definitivamente il bipartitismo per dar vita ad un nuovo raggruppamento politico. Un partito con l'ambizione di diventare l'ago della bilancia nel futuro politico del paese. Così, oggi è stata la volta di Bruno Tabacci: apprezzato anche dalla sinistra per il suo senso dello stato e delle istituzioni e, soprattutto, per le prese di distanza irrevocabili dalla politica del Pdl. Nel suo blog, l'ex esponente dell'Udc spiega che la sua scelta nasce dal fatto che Casini si "è riavvicinato a Berlusconi" , un "riavvicinamento tattico e non strategico", ma che configge con chi, come lui stesso scrive, con Arcore non intende avere "nulla a che fare". Il sogno di Tabacci è quello di dar vita ad "un centro distante e alternativo al populismo del Cavaliere e della Lega". 
In un'intervista al Corsera, Tabacci rimprovera a Casini di aver "tergiversato" mentre era all'opposizione invece di "accelerare la costruzione di un nuovo partito superando l'Udc e gli sforzi sia pure apprezzabili per la costituente di centro" ma non escludere di poter più avanti trovare un punto d'incontro con il leader dell'Udc anche perché si dice che convinto che Casini "ad Arcore non caverà un ragno dal buco".
Tabacci ha poi definito "ineccepibile la scelta di Rutelli" di lasciare il Pd dopo la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie di ottobre. Nel gruppo misto chiederà l'iscrizione "incrociando alcuni colleghi che sono già là: penso a Giuseppe Giulietti (eletto nelle fila dell'IdV e portavoce dell'Associazione Articolo 21), e alle rappresentanze regionali, come quelle di Raffaele Lombardo" ha detto l'esponente di centro che sottolinea: "A giorni si vedrà lo spazio per un'iniziativa politica e parlamentare adeguata, con Rutelli e Dellai, la cui traccia potrebbe essere il Manifesto per il cambiamento ed il buongoverno sottoscritto nei giorni scorsi".


Nel versante democratico si registra oggi l'abbandono di Gianni Vernetti, parlamentare che ha mantenuto i rapporti con i Democratici americani e con il Congresso del Parlamento Indiano, considerato vicino al senatore Achille Serra, ex prefetto della capitale. 
"Credo che il Partito Democratico sia qualcosa di molto diverso da ciò che avevamo pensato. I 4 milioni di voti persi fra il 2008 e il 2009 sono stati il primo campanello d'allarme, peraltro ampiamente sottovalutato" - spiega Vernetti in una nota diramata alla stampa -. "Oggi il PD occupa uno spazio politico angusto, raccoglie non più di un quarto del voto degli italiani e non riesce ad essere convincente per settori enormi della nostra società: giovani, lavoro autonomo, piccola e media impresa, commercio e artigianato, partite IVA, ceti urbani produttivi. Il voto della Margherita è praticamente sfumato. In più, non ha uno schema credibile di alleanze".
"Alla luce di ciò è sempre più urgente tentare, dunque, di costruire una nuova offerta politica innovativa in grado di recuperare tutti i voti persi che furono della Margherita e anche molto di più- sottolinea il deputato -. C'è un grande disagio in entrambe le coalizioni e credo che i tempi siano maturi per riprendere un cammino innovativo, lavorando assiduamente per costruire un bipolarismo più maturo ed europeo di quello odierno. C'è molto da fare per affermare nella politica italiana i valori e le idee democratiche e liberali che hanno ispirato la mia azione in questi anni".


Ma a far discutere è un altro nome eccellente: circola da qualche tempo, ma è la Velina rossa di Pasquale Laurito a metterlo nero su bianco: Walter Veltroni sarebbe in procinto di dire addio al Partito democratico. 
"E' vero che si è cercato di salvare la coesione e di non provocare eventuali scissioni - scrive Laurito - perciò bisogna prendere subito atto che l'onorevole Rutelli ha comunque aperto questa breccia nelle mura del Pd e insistentemente si mormora a Montecitorio che questa strada sarà seguita dall'onorevole Veltroni, se non prima, al massimo dopo le elezioni regionali".
Laurito osserva che una tale eventuale scelta dimostrerebbe "incoerenza" da parte dell'ex sindaco di Roma e inoltre "di fronte all'opinione pubblica sarebbe una ripicca, e quando si scelgono queste strade gli uomini politici rimangono sempre soli, andando incontro a disistima da parte dell'opinione pubblica".

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