Visualizzazione post con etichetta brunetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta brunetta. Mostra tutti i post
martedì 25 maggio 2010
mercoledì 31 marzo 2010
Comunali: Castelli e Brunetta bocciati
ballottaggi a Mantova, Macerata, matera e Vibo. LA Destra CONQUISTA Chieti e Andria
Comunali: Castelli e Brunetta bocciati
Al centrodestra le quattro province: L'Aquila, Imperia, Caserta e Viterbo. Il ministro della PA attacca la Lega
MILANO - Il centrodestra fa il pieno nelle quattro province dove si disputava la corsa per la poltrona di presidente: dopo L'Aquila, Viterbo e Imperia, anche a Caserta vince il candidato del Pdl Domenico Zinzi con un vero plebiscito: 64,4%. Si è votato anche in nove città capoluogo: in due vince il centrodestra (Chieti e Andria) e in tre il centrosinistra (Lecco, Venezia, Lodi), con gli inaspettati ko di Castelli a Lecco e Brunetta a Venezia. Le altre vanno al ballottaggio: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia.
LE SCONFITTE DI LECCO E VENEZIA - A Lecco risultato in controtendenza rispetto alla regione Lombardia: Roberto Castelli, esponente di punta della Lega Nord, ha perso la sfida per la poltrona di primo cittadino. Il nuovo sindaco è Virginio Brivio, che ha ottenuto al primo turno il 50,2% dei consensi, distanziando nettamente il vice ministro dei Trasporti del governo Berlusconi che si è fermato al 44,2%. «I lecchesi erano evidentemente troppo scontenti dell'amministrazione uscente - ha detto Castelli al Corriere.it -. E forse sono stato penalizzato dall'avere annunciato che non avrei rinunciato all'incarico nel governo. Ma penso che sia stato giusto essere onesto con gli elettori». A Venezia il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha ammesso la sconfitta. Il suo 42,6% non basta rispetto al suo rivale di centrosinistra Giorgio Orsoni che, con il 51,1%, diventa sindaco già al primo turno. «Ho telefonato a Orsoni per congratularmi. Se avessi avuto i voti della Lega che ha avuto Zaia, avrei vinto al primo turno» ha commentato Brunetta. L'unica amarezza, spiega, è stato il calo della Lega: «Proprio qui a Venezia, nello stesso giorno in cui si è votato per le regionali, la Lega ha perso 8 punti su 19: se io avessi avuto gli stessi voti della Lega che ha avuto Zaia avrei vinto al primo turno». Brunetta ha detto che non si candiderà più nella città lagunare dopo due sconfitte: la prima nel 2000 al ballottaggio contro Paolo Costa e oggi, a distanza di 10 anni, contro Orsoni.
COMUNI AL CENTRODESTRA - Nel comune di Andria il nuovo sindaco è il candidato del centrodestra Nicola Giorgino, che ha ricevuto quasi il 60% delle preferenze degli elettori mentre il candidato di centrosinistra Liso Nunzio si è fermato a circa il 17%. Giovanna Bruno, candidata dall'Unione di Centro, ha ottenuto oltre il 10% mentre Stefano Porziotta, sostenuto dalle liste civiche, raggiunge quasi il 12%. A Chieti Umberto Di Primio è sindaco con il 61,4% dei voti grazie al sostegno del centrodestra (Popolo della Libertà al 29,6%) e dell'Udc (14,4%), mentre il candidato del centrosinistra Francesco Ricci si ferma al 33,8%.
COMUNI AL CENTROSINISTRA - Oltre ai sopra citati Lecco e Venezia, il centrosinistra si aggiudica Lodi dove Lorenzo Guerini si conferma sindaco con il 53,7% dei voti e batte il candidato di centrodestra Sergio Tadi, al 38,6%. Il Partito Democratico è primo con il 28,6%, seguito da Pdl (19,5%) e Lega Nord (16,6%).
COMUNI AL BALLOTTAGGIO - A Matera il candidato del centrosinistra Salvatore Adduce (48,5%) è avanti sul candidato del centrodestra Angelo Raffaele Tosto (26,2%), ma il risultato finale sarà deciso al ballottaggio. Stessa cosa a Macerata, dove Romano Carancini (centrosinistra) è in vantaggio con il 46% su Fabio Pistarelli (41,1%) ma nessuno arriva al 50%. Primo partito il Pd con il 24%, seguito da Pdl con il 23,3% e Rifondazione Comunista con il 7,3%. Sarà quindi necessario il secondo turno per decretare il sindaco. Anche a Mantova nessun candidato ha superato la soglia del 50%: Fiorenza Brioni, candidata del centrosinistra, ha ottenuto il 40,3% mentre Nicola Sodano, candidato di Pdl e Lega Nord, il 35,7%. Infine a Vibo Valentia ci sono tre candidati sopra il 20%: Michele Soriano del centrosinistra con il 41,1%, Nicola D'Agostino del centrodestra con il 28,7% e il candidato dell'Udc Antonio Daffinà con il 24,6%.
PROVINCIALI - Le quattro province dove si votava vanno tutte al centrodestra, che ne aveva già due (Imperia e Caserta). All'Aquila successo di Antonio Del Corvo che ha ottenuto il 53,4%, scalzando dalla poltrona di presidente Stefania Pezzopane (centrosinistra), ferma al 45,3%. A Imperia vittoria al primo turno di Luigi Sappa: il candidato del centrodestra ha ottenuto il 59%, mentre il rivale del centrosinistra Riccardo Giordano si è fermato al 32,5%. A Viterbo Marcello Meroi (centrodestra + Udc) con il 54,6% è il nuovo presidente della provincia e subentra al centrosinistra: superato il rivale Federico Grattarola con il 32,1%, penalizzato anche da Raffaele Saladino (Idv, Rifondazione + Pdci, Sinistra ecologia e libertà) che ha ottenuto l'11,6%. A Caserta plebiscito per Domenico Zinzi (centrodestra) con il 64,4%, mentre Giuseppe Stellato (centrosinistra) ha il 30,6%.
Redazione online
Etichette:
brunetta,
comunali,
elezioni,
federazione sinistra,
in primo piano,
politica,
provinciali
venerdì 22 gennaio 2010
Perugia- Rifondazione: Assenteisti paghino ma arresto è eccessivo
(AGI) - Perugia, 21 gen. - ''Chi ha sbagliato deve pagare, deve risarcire lo Stato e perdere il posto di lavoro pubblico, ma finire agli arresti domiciliari o in galera per assenteismo e' forse il frutto amaro di una societa' malata e orientata ad un profondo imbarbarimento''. Cosi' Stefano Vinti, capogruppo regionale di Rifondazione comunista, esprime il proprio dissenso rispetto all'arresto dei dipendenti della Provincia di Perugia accusati di assenteismo. Per Vinti e' giusto che ''la magistratura accerti tutti gli illeciti e processi i dipendenti che hanno commesso reati'' ma ''gli arresti domiciliari sembrano una misura da societa' in armi, frutto di un clima da guerra fredda nella pubblica amministrazione creata dal ministro Brunetta con la sua crociata (molto spesso demagogica) contro i presunti fannulloni, o contro gli impiegati tristi e poco gentili''. ''Forse - prosegue Vinti - Brunetta dimentica che fa parte di un Consiglio dei ministri il cui presidente da anni si sottrae alla giustizia e ancora oggi e' impegnato in una riforma dei processi che gli consentira' di non presentarsi davanti alla corte di giustizia per essere processato, come qualsiasi cittadino, quando venga sospettato di aver commesso un reato''. Per il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni '' c'e' un accanimento eccessivo nei confronti della pubblica amministrazione, in un Paese cosi', dove il premier non e' un cittadino uguale agli altri davanti alla legge, dove si muore in carcere con estrema facilita', dove si puo' investire e uccidere qualcuno ebbri alla guida di un'auto e non si finisce in galera, dove migliaia di falsi invalidi truffano per anni l'Inps e poi giustamente sono obbligati a risarcire l'ente, ma non finiscono in galera''.(AGI)
Etichette:
brunetta,
dal territorio,
giustizia,
in primo piano,
perugia,
politica,
rifondazione comunista,
umbria
lunedì 18 gennaio 2010
Il provocatore idiota
Da Rita Pani
Ho letto sull’Unità che oggi c’è stata una nuova provocazione di brunetta e mi domandavo perché non si abbia il coraggio delle parole. Perché mai chiamare provocazione quella che senza timore di smentita dovrebbe essere chiamata idiozia?
Così riflettendo mi è venuto in mente che si potrebbe davvero attuare una rivoluzione pacifica e incruenta. È semplice: basterebbe accettare le provocazioni. Lo spiegava molto bene qualche giorno fa Travaglio riferendosi agli immigrati e alle promesse della lega di liberare l’Italia dagli stranieri. Bisognerebbe estendere il concetto, e ogni volta che uno statista padano apre bocca, richiedere a gran voce che la minchiata venga convertita in legge.
Già da domani mattina, tutta l’opposizione dovrebbe lavorare perché al più presto venga presentato al parlamento il decreto che impone a un genitore di mandar fuori di casa i figli diciottenni, a calci nel culo. Sarebbe bellissimo. Persino il decoro urbano ne trarrebbe un certo vantaggio. Non più quelle facce rugose e stanche, quelle mani con le unghie che sembrano di marmo, a chiederti i centesimi che hai scordato nel fondo delle tue tasche. Ma una marea di ragazzetti con anellino al naso, e pantaloni che sembrano non saper resistere all’attrazione della forza di gravità. Tanta colorata gioventù.
Ho sempre pensato che il provocatore idiota altro non sia che un ex succube di ogni tipo di nonnismo o bullismo. Arrivato a ricoprire la carica di ministro per il solo merito di essere riuscito ad essere più basso del nano del consiglio, ora si sta vendicando con quel suo piccolo animo rancoroso. La cosa più patetica è comunque che qualcuno abbia sentito l’urgenza di commentare le sue dichiarazioni, sputate ad un microfono probabilmente per far dimenticare che abbiamo pagato a lui e ad altri ministri, un viaggio ad Hammamet per commemorare un ladro e un profittatore, morto in Tunisia da latitante.
Mostrarsi idiota ha un suo perché. Domani il sondaggio di SKY TG 24 probabilmente chiederà: Sei d’accordo che si faccia una legge per mandare a morire di fame i ragazzini di diciotto anni? Che casino se avessero dovuto chiedere: “Ti è piaciuta la commemorazione di un ladro, avvenuta ieri in Tunisia?”
Rita Pani (APOLIDE)
Così riflettendo mi è venuto in mente che si potrebbe davvero attuare una rivoluzione pacifica e incruenta. È semplice: basterebbe accettare le provocazioni. Lo spiegava molto bene qualche giorno fa Travaglio riferendosi agli immigrati e alle promesse della lega di liberare l’Italia dagli stranieri. Bisognerebbe estendere il concetto, e ogni volta che uno statista padano apre bocca, richiedere a gran voce che la minchiata venga convertita in legge.
Già da domani mattina, tutta l’opposizione dovrebbe lavorare perché al più presto venga presentato al parlamento il decreto che impone a un genitore di mandar fuori di casa i figli diciottenni, a calci nel culo. Sarebbe bellissimo. Persino il decoro urbano ne trarrebbe un certo vantaggio. Non più quelle facce rugose e stanche, quelle mani con le unghie che sembrano di marmo, a chiederti i centesimi che hai scordato nel fondo delle tue tasche. Ma una marea di ragazzetti con anellino al naso, e pantaloni che sembrano non saper resistere all’attrazione della forza di gravità. Tanta colorata gioventù.
Ho sempre pensato che il provocatore idiota altro non sia che un ex succube di ogni tipo di nonnismo o bullismo. Arrivato a ricoprire la carica di ministro per il solo merito di essere riuscito ad essere più basso del nano del consiglio, ora si sta vendicando con quel suo piccolo animo rancoroso. La cosa più patetica è comunque che qualcuno abbia sentito l’urgenza di commentare le sue dichiarazioni, sputate ad un microfono probabilmente per far dimenticare che abbiamo pagato a lui e ad altri ministri, un viaggio ad Hammamet per commemorare un ladro e un profittatore, morto in Tunisia da latitante.
Mostrarsi idiota ha un suo perché. Domani il sondaggio di SKY TG 24 probabilmente chiederà: Sei d’accordo che si faccia una legge per mandare a morire di fame i ragazzini di diciotto anni? Che casino se avessero dovuto chiedere: “Ti è piaciuta la commemorazione di un ladro, avvenuta ieri in Tunisia?”
Rita Pani (APOLIDE)
giovedì 3 dicembre 2009
Brunetta convoca i sindacati, ma non la CgiL
La convocazione dei sindacati ci sara' la prossima settimana. Ha detto il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Il ministro ha precisato che la convocazione interessera' 'tutti i sindacati che hanno firmato il nuovo modello contrattuale' (non e' stato sottoscritto da Cgil). La convocazione potrebbe arrivare oggi. Nei giorni scorsi le organizzazioni hanno sollecitato il confronto per il rinnovo contrattuale, lamentano l'insufficienza delle risorse in Finanziaria. Per i sindacati, infatti, la sola indennita' di vacanza contrattuale prevista consentira' aumenti pari a circa 20 euro. La Cgil ha indetto per l'11 dicembre uno sciopero generale della categoria, la Uil per il 21 del mese; interessera' i dipendenti delle amministrazioni centrali (tra cui ministeri, presidenza consiglio, agenzie fiscali, scuola, enti pubblici non economici). Il 10 dicembre e' in calendario una manifestazione davanti Montecitorio e le Prefetture promossa dalla Cisl e dalla Uil di categoria. Da oggi, inoltre, parte la mobilitazione a livello locale della Fpl-Uil (enti locali e sanita') e della Fps-Cis.
Epifani, Brunetta scortese
"Mi sembra una scelta sbagliata, potrei dire molto scortese per un ministro che chiede ai dipendenti pubblici di essere cortesi ma poi cade in una scortesia istituzionale, politica e sociale: direi un gravissimo autogol". Questo il commento del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, all'annuncio del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, di convocare gli statali la prossima settimana escludendo la Cgil. La convocazione e' per scongiurare gli scioperi: il primo convocato dalla Cgil per il prossimo 11 dicembre ed una seconda protesta proclamata dalla Uil per il 21 del prossimo mese per protestare sulla mancanza di risorse della legge finanziaria per rinnovare il contratto. "Se si parla di contratti - ha detto il leader sindacale incontrando i giornalisti ad un convegno sul trasporto aereo organizzato dalla Filt-Cgil - credo che Brunetta abbia il dovere di convocare tutti". "In tutti i tavoli contrattuali, sia dove abbiamo firmato sia dove non l'abbiamo fatto - ha proseguito Epifani - la Cgil e' stata sempre convocata visto che rappresenta tante persone e non si puo' fare a meno della sua rappresentanza. Quella di Brunetta - ha concluso Epifani - mi sembra una scelta sbagliata, potrei dire molto scortese per un ministro che chiede ai dipendenti pubblici di essere cortesi"
mercoledì 2 dicembre 2009
L'ira di Brunetta
Da ilpuntorosso
Attaccato e oscurato dagli hacker il nuovo sito sulla riforma della Pubblica amministrazione (www.riformabrunetta.it) che il ministro aveva appena presentato proprio questa mattina.
Da Palazzo Vidoni fanno sapere di essere al lavoro per ripristinarne l'accesso e allo stesso tempo individuare i responsabili del blocco. Sulla vicenda il ministro Brunetta ha annunciato una circostanziata denuncia alla Polizia postale.
Nella sua prima ora di vita, riferiscono sempre da Palazzo Vidoni, il portale - che nasce con l'obiettivo di far conoscere i diversi aspetti della riforma ma anche di monitorarne in tempo reale l'implementazione - aveva ottenuto "un successo davvero inatteso: più di 20mila utenti unici si erano collegati per scoprire nel dettaglio caratteristiche e finalità della prima grande riforma strutturale di questa legislatura".
"Tanta attenzione - afferma il ministero - ha evidentemente suscitato le ire di quanti avversano l'azione del ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione. A partire dall'una del pomeriggio è stato infatti attaccato senza sosta da un gruppo nutrito di cracker (quella particolare categoria di hacker che mira a distruggere o comunque a rendere inagibile un determinato sito Internet) e ancora adesso i tecnici di Palazzo Vidoni sono al lavoro per garantire nel più breve tempo possibile il ripristino delle funzionalità del portale". Probabile che siano stati usati "robot" informatici che hanno preso a interrogare in maniera massiccia (a ritmo di migliaia al minuto) i server del sito fino a causarne il collasso.
Iscriviti a:
Post (Atom)




