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venerdì 16 aprile 2010

The Berlusconi Show, il documentario di Mark Franketti




Bbc Two manda in onda The Berlusconi Show, un'esplorazione nell'oscuro mondo padrinesco del Silvione nazionale. Il documentario è curato da tale Mark Franchetti, reporter italo-oriundo che, con curiosità da antropologo, prova a decriptare il suo ex paese con l'analitico contributo del massimo esperto di criminologia berlusconiana: Marco Travaglio. L'evento mediatico è stato anticipato dall'autore con un intervento sul Times in cui si racconta niente di meno che il protection deal stipulato nel 1974 tra Berlusconi e la mafia, attraverso quanto ricostruito dalle messe cantate giudiziarie celebrate a Palermo in memoria di Marcello DellUtri.

La notizia del Berlusconi indagato viene ripresa solo qua e là, sulle testate europee: evidentemente le indagini contro il premier non sono più considerate notizia. Il corrispondente del Times piuttosto parla di Fini e del varo di Generation Italy come di una mossa contro un Berlusconi indebolito. E che sia indebolito, scrive il quotidiano di Rupert Murdoch, lo dimostrano i sondaggi che indicano la popolarità del presidente del Consiglio al 44%, in sensibile calo rispetto al 68% raggiunto nel 2008. A conferma dellindebolimento, si citano a) la manifestazione di piazza indetta dallopposizione, e b) la denuncia lanciata alla Corte europea dei Diritti umani da The Open Society Justice Initiative, listituto fondato dal finanziere George Soros, secondo cui il controllo di Mr Berlusconi sulla tv italiana sarebbe anti-democratico.

Anche il Financial Times si dedica allItalia, e lo fa esattamente il giorno dopo il vertice a Bruxelles dei ministri economici europei sul salvataggio della Grecia. Il quesito che il quotidiano economico britannico pone ai lettori è il seguente: Is Italy the real joker in the eurozone pack? In sostanza, argomenta Mike Dicks, il problema dei paesi delleurozona non è, come la crisi greca lascerebbe pensare, il debito, ma la competitività, ovvero la capacità di aggredire il disavanzo agendo sul denominatore la crescita attraverso laumento delle esportazioni.

Si osserva, al riguardo, che non potendo stampare moneta, ovvero favorire la svalutazione, la differenza tra i paesi nella sostenibilità del debito la fa il costo del lavoro. In Germania, ad esempio, le esportazioni crisi o non crisi crescono. Mentre in Grecia no. E guardacaso, si osserva, in Germania il costo del lavoro è del 17% inferiore a quello di Atene. E se si allarga lo sguardo al resto dell'eurozona si potrà osservare che in altri paesi a rischio debito, come Spagna e Italia, il costo del lavoro è persino maggiore. Un lavoratore italiano, si nota, costa il 30% più di un collega tedesco. E questo, ragiona lautore, ci dice che anche rappezzata la falla greca, nelleuronave se ne potrebbe aprire presto una ancora più grande, quella italiana. E in tal caso, signori, leuro-economia va a picco.
http://www.thefrontpage.it/2010/03/17...


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giovedì 18 febbraio 2010

PdciTv Intervista a Sue Glenton, Madre di Joe. Il primo soldato europeo che rifiuta di combattere


Maurizio Musolino incontra Sue Glenton, madre di Joe, il primo soldato europeo a rifiutarsi di combattere in Afghanistan. Joe sarà processato il 5 marzo malgrado sia stato dichiarato affetto da disturbo da stress postraumatico. Disarmiamoli!, Csa Kavarna, No Dal Molin, Centro Pace del Comune di Venezia e la Rete Uomini PayDay stanno promuovendo una serie di incontri pubblici per una sensibilizzazione sul tema



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