«Anche Piacenza scende in piazza a fianco dei lavoratori immigrati», questo l’annuncio dato da Rifondazione, Comunisti Italiani, Arci e da due comparti della CGIL (scuola e servizio pubblico).
A spiegare i motivi del sostegno agli stranieri, «ma a tutti i lavoratori in generale», sono i compagni Pino Genesi (Prc), Jessica Valisa (neocoordinatrice dei GC e rappresentante degli Studenti dell’Onda), Jiad Bouchaib (rappresentante degli stranieri) e Manuela Calza del comparto scuola CGIL. Ad introdurre la conferenza è il compagno Genesi : «in Italia, secondo dati INAIL, nel 2008 c’erano più di 4 milioni di stranieri di cui solo il 6% disoccupati e con redditi di netto inferiori ai 10000€ annui». La giornata dei migranti fissata, attraverso il web, per il primo marzo vedrà occupare un intero prato a Piacenza dalle varie organizzazioni. Lunedì prossimo infatti si assisterà ad una festa composta di musica, poesia ed interventi finalizzati «ad abbattere il muro di ignoranza e indifferenza – spiega Jessica – che da troppo tempo divide il nostro popolo da quello migrante».
Sarà una giornata «di rivendicazione dei diritti di tutti i lavoratori, stranieri e non, - continua Genesi – e per celebrare le piccole e recenti conquiste ovvero la possibilità per gli stranieri di lavorare nel pubblico servizio». Manuela Calza porta il sostegno del comparto scolastico affermando che la priorità della FLC «è mantenere la scuola come luogo primario di integrazione, opponendosi alle politiche razziste del Governo che vogliono impoverire l’istruzione ed infondere la paura per lo straniero, per esempio introducendo il tetto del 33% di stranieri per classe».
La giornata europea per i diritti dei migranti è stata fissata dall’associazione francese “24 ore senza di noi” per dimostrare che senza il lavoro degli stranieri la società si bloccherebbe; secondo Jessica Valisa «la popolazione spesso sottovaluta l’apporto socio-economico degli stranieri e noi quindi ci impegniamo a sottolineare quanto essi siano importanti in tutti i campi del quotidiano». Dello stesso avviso è anche Jiad, che spera che con il primo marzo «gli stranieri acquistino maggior visibilità, in quanto i media italiani si occupano di noi solo quando nascono dei problemi, dimenticando che spesso rispettiamo molti doveri ma non ci è concesso nessun dovere». L’immagine è tutto in fin dei conti, «e spesso – continua – i mezzi di comunicazione sono i primi responsabili della mancanza integrazione. Ci presentano come mostri o delinquenti, ma la maggior parte di noi sono comuni cittadini impegnati nel sociale. La festa di lunedì testimonierà proprio questo, che la convivenza civile è possibile e che non esistono differenze di colore tra gli esseri umani»!
Andrea Tagliaferri

