Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post

martedì 7 settembre 2010

Ferrero a Vendola: "Ci vuoi morti?"



Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via
Inserisci mail per ricevere aggiornamenti:
Oppure Seguiteci su Facebook

venerdì 16 aprile 2010

Vendola: "Io, gay e cattolico: più facile dirlo ai preti che al partito"


«Sono sempre stato cattolico e omosessuale, non l’ho mai nascosto. E dichiararsi non è pettegolezzo. E’ carne, fatica, sangue, dolore, emarginazione, offese, violenza. Sono sempre stato anche cattolico e comunista, come la mia famiglia. Ed è stato forse più facile dire la mia omosessualità ai preti che al partito». Nichi Vendola, eletto per due volte a sorpresa presidente di una grande Regione del Sud, si dichiarò nel 1978, quando aveva vent’anni e da sei era nella Federazione giovanile comunista, con un articolo su un giornale da lui fondato, «In/contro». Titolo: «Le farfalle non volano nel ghetto». «Era un verso che avevo trovato in una raccolta di poesie scritte nel ghetto di Varsavia. E ho avuto tutte le difficoltà che potevo avere, nel partito, al Sud, al paese», Terlizzi, periferia di Molfetta, terra di braccianti. «Mi ha sempre affascinato il pensiero religioso. Ero uno di quei comunisti per cui il libro più importante è la Bibbia. Ma ha contato molto per me anche il pessimismo di Sergio Quinzio, ho amato i libri del cardinal Martini, e sono stato discepolo del vescovo di Molfetta, il mio vescovo, Tonino Bello».
«Ho parlato della mia omosessualità con molti preti, con uomini e anche con donnedi Chiesa — racconta Vendola —. Non mi sono mai sentito rifiutato. Sono state anzi interlocuzioni belle, profonde. La Chiesa è un universo ricchissimo e complicato, non riducibile a nessuna delle categorie politiche che usa la cronaca. Nella Chiesa ci sono molte sensibilità, molte cose; e qualcuna crea dolore e tristezza, quando evoca stereotipi pseudomorali che non hanno solo l’effetto di indicare identità ideologiche, ma anche di ferire la vita delle persone». E’ di Vendola la prefazione agli scritti di monsignor Bello, «Teologia degli oppressi». Comincia così: «Io ero sull’altra riva, quindi ero un rivale». «Tutta la teologia di Bello è una teologia della differenza— sostiene oggi il presidente della Puglia —. Come quando spiega il dogma della Trinità con la metafora della convivialità delle differenze: la presenza di tre differenze in un’unità ci insegna la bellezza della convivenza, che è qualcosa di più della tolleranza». Dice Vendola di non aver mai rinunciato alla fede, di credere più che alla rivoluzione alla conversione permanente, di confidare che Dio saprà capire anche quelli come lui, perché «Dio non è un tribunale islamico». Dice di non amare il coté «pirotecnico, esibizionista». Per questo in passato non app r e z z ò le confessioni di bisessualità rese da altri politici, «una dichiarazione che si faceva a 18 anni per fiutare un po’ l’aria. Anch’io sono stato bisex, e avevo fidanzate bellissime. Sono stato sul punto di sposarmi due volte. Ma non ho mai raccontato bugie, ho sempre vissuto quei rapporti da omosessuale». Storie lontane, «ho avuto molti amori, ho molto sofferto. Non mi sono mai arreso però, non ho mai permesso a nessuno di chiudere la mia storia dentro uno spigolo di rancore. Anche se mi hanno fatto di tutto».
Tempo fa raccontò di quando «un dirigente nazionale di An venne a fare campagna elettorale nel ‘94 e tentò di stroncarmi accusandomi di andare con i ragazzini, peraltro pagati per dirlo. Andò via con le pive nel sacco, mentre io ricevevo migliaia di lettere di ragazzi che mi dicevano grazie per avergli dato coraggio». Anche questa è una storia lontana, «oggi ho disimparato l’odio». Spiega il presidente della Puglia di essere rammaricato per aver fatto soffrire la madre; a sua volta rammaricata per aver sofferto. Mamma Antonetta, casalinga e donna all’antica di Terlizzi, ha ricordato il giorno in cui una nipote le aprì gli occhi sul terzo dei suoi quattro figli: «Ci siamo pentiti di averne patito e oggi siamo orgogliosi, anche se di sesso parliamo per accenni e per sottintesi». Nichi le portava in casa le fidanzate: «Ne ricordo una, Aurelia. Era bellissima. Ed è vissuta in casa con noi e con mio figlio per più di un mese». Una volta, nel comitato centrale del Pci, l’autorevole compagna Marisa Rodano disse rivolgendosi indirettamente a lui: «Se uno di questi mettesse le mani su uno dei miei nipotini gli darei subito una sberla». Si dibatteva dei diritti degli omosessuali, dei carcerati, di tutte le minoranze e Vendola, che stava già nell’Arcigay, predicava la liberazione dei «soggetti smarriti» che è il titolo del suo primo libro. Prima aveva scritto la tesi di laurea sul Pasolini degli Anni 50, cacciato dal Pci per indegnità morale. Pasolini: anch’egli cattolico, comunista, omosessuale. «Ma lo si può amare senza essere come lui— dice Vendola —. Pasolini, come Testori e in fondo anche Fassbinder, ha avuto il grande merito di tirare la sua condizione di omosessuale fuori dall’oscurità; ma l’ha illuminata con le fiamme dell’inferno. L’omosessualità di Pasolini è molto segnata dal suo cattolicesimo. Lui si percepisce come il Cristo della diversità: una condizione vocata al martirio, a causa del senso di colpa. Il peccato e l’espiazione del peccato, per cui la sua letteratura diventa premonizione della sua stessa morte. La diversità come impossibilità dell’amore, un’identità che si afferma negandosi, come la Jeanne Moreau che canta "Ogni uomo uccide come ama”. Io amo Pasolini come amo Testori e Fassbinder, ma mi rifiuto di accettare questa visione. Ho sempre cercato di trascenderla, e questo mi ha aiutato a essere una persona serena, a uscire dal tunnel senza fine del senso di colpa».
Tempo fa, Vendola fece discutere quando disse: «Non vorrei morire senza aver vissuto l’esperienza della paternità». «Non intendevo annunciare che sarei diventato padre, o che avrei fatto un’adozione che peraltro la legge mi vieta — spiega oggi —. Ma mi sento di ribad i r e i l mio d e s i d e r i o d i genitorialità. Sento molto la tutela della vita, la difesa del vivente. Sono contro la mercificazione e la privatizzazione della vita. Il tema fondativo del futuro è la costruzione della vita nelle forme di comunità. Il sangue non c’entra: per me la paternità non è un dato fisiologico, limitato al proprio seme. Allevare un figlio significa accudirlo, conoscerlo, ascoltarlo; amarlo. Dev’essere una cosa bellissima. Per questo, ogni volta che leggo di un neonato abbandonato, provo una stretta al cuore».


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedfeed rss comunista quoridianoSubscribe in a reader

venerdì 9 aprile 2010

La Puglia autorizza la cannabis terapeutica


La Puglia di Nichi Vendola inizia la nuova legislatura all’insegna del coraggio in materia di salute e solidarietà. Oltre alla somministrazione della prima pillola abortiva, Ru486, che ha suscitato l’attenzione mediatica, il servizio sanitario pugliese battezza la nuova legislatura con l’autorizzazione all’uso della Cannabis terapeutica per i malati terminali.
Si tratta, in realtà, della concretizzazione di decisioni adottate nella scorsa legislatura. Da giovedì 8 aprile, dunque, grazie a una delibera della giunta firmata nel febbraio scorso dall’assessore alla salute Tommaso Fiore, la regione Puglia coprirà per intero attraverso il servizio sanitario regionale le spese di quei malati terminali che abbiano deciso di fare uso di cannabinoidi.
La questione dell’uso della Cannabis a uso terapeutico, infatti, negli ultimi anni ha subito una crescente valorizzazione, diventando una consuetudine in molti paesi, compresi alcuni stati americani. In Italia, invece, la Cannabis è oggetto di un costante tira e molla che investe la politica e l’opinione pubblica, e che va dal referendum per la depenalizzazione della detenzione di droghe leggere ad uso personale approvato nel 1993 agli atteggiamenti bigotti e repressivi che invece hanno preso piede nel corso degli ultimi anni. Un clima che investe senza distinguo anche l’importante aspetto dell’uso terapeutico, vittima immotivata delle generalizzazioni e dell’ignoranza, così come tutte quelle persone ammalate gravemente che potrebbero beneficiarne.
In questi anni le conoscenze sul sistema dei cannabinoidi endogeni sono progredite di pari passo all’individuazione di nuovi potenziali campi di utilizzo terapeutico. Su questo terreno, però, l’Italia è ampiamente in retroguardia rispetto agli Stati uniti e alla gran parte dei paesi europei. Per questo dal 2001 è nata l’Associazione per la Cannabis Terapeutica (Act): uno spazio comune a pazienti, medici e a tutti i cittadini che vogliano impegnarsi per colmare il ritardo in quest’ambito (info: http://medicalcannabis.it/mainpage.php).
Con la delibera entrata in vigore, la Puglia è diventata una delle regioni con il testo più avanzato in materia insieme alla Toscana. D’ora in poi nella regione del governo Vendola i malati saranno liberi di decidere sull’uso o meno dei cannabinoidi, senza dover per questo scontrarsi con trafile burocratiche e spese insostenibili: coprire una spesa di 600-700 euro mensili significa infatti permettere anche ai meno abbienti di utilizzare questo strumento terapeutico.


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedfeed rss comunista quoridianoSubscribe in a reader

giovedì 11 marzo 2010

Sondaggio Puglia: Vendola aumenta il vantaggio

nichi vendola

Voto di Lista

(var. rispetto al 23 febbraio 2010)
(*: lista/candidato non presente in tutte le province)

CENTRO DESTRA: 44,0% (-1,0%)
- 
POPOLO DELLA LIBERTA': 34,0% (+0,5%)
- 
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO: 5,0% (+0,5%)
- 
Altri CDX (UDEUR, I Pugliesi, Pensionati, Allenza Centro-PLI_DC) *: 5,0% (-2,0%)

CENTRO: 10,5% (+0,5%)
- UNIONE DI CENTRO: 7,5% (+0,5%)
- 
Lista IO SUD-MPA *: 3,0% (INV)

CENTRO SINISTRA: 44,5% (+1,5%)
- 
PARTITO DEMOCRATICO: 23,0% (+2,0%)
- 
SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA': 9,5% (INV)
- 
ITALIA DEI VALORI: 6,5% (+0,5%)
- 
FEDERAZ. DELLA SINISTRA (RC, PDCI) E VERDI: 2,5% (+0,5%)
- Altri CSX (La Puglia per Vendola, Pannella) *: 3,0% (-1,5%)

ALTERNATIVA COMUNISTA: 1,0% (+0,5%)

Commento Partiti: CDX superato di un soffio dal CSX. Il PDL crolla rispetto alle Europee (liste diverse, elezioni non paragonabili) saccheggiato dalle liste minori, anche se appare in leggera ripresa nell’ultimo periodo. Si ferma il calo dell’l'UDC. PD e IDV in ripresa.

Candidati Presidente: 
Vendola (CSX): 45,5% (+1,0%)
 Palese (CDX) 43,5% (INV) 
Poli Bortone (CEN) 10,0% (-0,5%) 
Rizzi (AC): 1,0% (+1,0%)

Commento Candidati: Vendola attira ancora qualcosa in termini di voto disgiunto, anche se il fenomeno del voto disgiunto si sta continuando progressivamente a ridimensionare. Si sta arrestando il calo della Poli. Palese va 2 punti sotto Vendola. E' il caso di iniziare a pensare ad un CSX Leaning



Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedfeed rss comunista quoridianoSubscribe in a reader

giovedì 4 marzo 2010

FERRERO (FdS) il vero scandalo non è un piemontese che si candida in Campania ma Vendola che appoggia De Luca


Prendo atto delle dichiarazioni rese a 'Il Mattino' dal coordinatore regionale di Sinistra e Libertà De Cristofaro, che, cosi' come Bossi, pensa che l'Italia sia divisa tra Nord e Sud, tra napoletani e piemontesi. Io sono un uomo di sinistra e penso invece che l'Italia sia divisa tra sfruttati e sfruttatori, tra ricchi e poveri, tra lazzaroni e brave persone, tra destra e sinistra'. Lo dice, in una nota, Paolo Ferrero, segretario Prc e candidato della Federazione della sinistra alla presidenza della Regione Campania.
'La mia - aggiunge - non e' la candidatura di un piemontese, ma di un uomo di sinistra che ha fatto l'operaio alla Fiat, e' stato in cassa integrazione ed ha lottato da lavoratore insieme ai lavoratori per la difesa del posto di lavoro e forse e' in grado di capire la realta' dei lavoratori e dei disoccupati campani meglio di qualche giovane burocrate, che ha sempre fatto il funzionario di partito, senza lavorare nemmeno un giorno della sua vita'.
'Per questo il vero scandalo non e' che un piemontese si candidi in Campania -conclude Ferrero - ma che Sinistra e Liberta' appoggi a candidato governatore un signore come De Luca che si dichiara di destra, che ha un mucchio di guai con la giustizia e che per le sue posizioni ed i comportamenti razzisti ricorda molto Borghezio. Cari compagni e compagne di Sinistra e Liberta', abbiamo fatto assieme la battaglia per la candidatura di Vendola in Puglia contro Boccia. Che senso ha in Campania appoggiare De Luca?'.

La dichiarazione fatta da De Cristofaro a il Mattino di Napoli
De Cristofaro: «Ferrero come Maradona? A me ricorda più Calderon: passa più tempo in tribuna che in campo.[...] Ferrero, nato a Pinerolo, non sa cosa è la destra in Campania e cosa significa consegnare la regione ai Cosentino. Non vi è dubbio che De Luca è stato un buon amministratore. Con lui abbiamo stretto un accordo politico programmatico e sui temi più sensibili del programma abbiamo schierato i nostri uomini-chiave»


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedSubscribe in a reader

mercoledì 3 marzo 2010

Sondaggio Regionali Puglia: Vendola allunga?



Voto di Lista

(var. rispetto al 11 febbraio 2010)


CENTRO DESTRA: 45,0% (-1,0%)
- 
POPOLO DELLA LIBERTA': 33,5% (+0,5%)
- 
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO: 4,5% (-0,5%)
- 
LA DESTRA, Mov. X l'Italia: 1,5% (INV)
- LEGA D'AZ. MERIDIONALE: 1,5% (INV)
- Altri CDX (UDEUR, Nuovo PSI, etc): 4,0% (-1,0%)

CENTRO: 10,0% (-1,0%)
- UNIONE DI CENTRO: 7,0% (-0,5%)
- 
Lista IO SUD - Poli Bortone: 2,5% (-0,5%)
- 
MPA: 0,5% (INV)

CENTRO SINISTRA: 43,0% (+1,5%)
- 
PARTITO DEMOCRATICO: 21,0% (+1,0%)
- 
SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA': 9,5% (+0,5%)
- 
ITALIA DEI VALORI: 6,0% (+0,5%)
- 
COMUNISTI (RC, PDCI): 2,0% (INV)
- Altri CSX (VERDI, Socialisti, Alleanza X L'Italia, etc): 4,5% (-0,5%)

ALTRI (Rad, Alt. Com., PCL, FN): 2,0% (+0,5%)

Commento Partiti: CDX avanti di solo 2 punti. Il PDL crolla rispetto alle Europee (liste diverse, elezioni non paragonabili) saccheggiato dalle liste minori, anche se appare in leggera ripresa nell’ultimo periodo. Cala ancora l'UDC. PD e IDV e SEL in ripresa.


Candidati Presidente: 
Vendola (CSX): 44,5% (+1,0%) 
Palese (CDX) 43,5% (INV) 
Poli Bortone (CEN) 10,5% (-1,5%) 
Altri: 2,0% (+0,5%)

Commento Candidati: Vendola attira un 1,5% di voto disgiunto, anche se il fenomeno del voto disgiunto si sta progressivamente ridimensionando. Si sgonfia ancora la Poli. Palese va 1 punto sottoVendola.
Sulla carta e’ ancora Toss-Up anche se forse sarebbe il caso di iniziare a pensare ad un CSX Leaning

And-L: Gpg propone di passare al CSX Leaning come avete appena letto, sono abbastanza d'accordo visto l'andazzo degli altri sondaggi, tuttavia aspetterei che Vendola quantomeno vada al pareggio anche nelle mie rilevazioni. Si rimane così fino al mio ritorno.


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedSubscribe in a reader

domenica 28 febbraio 2010

Puglia, liste regionali: primi nomi della Fds


Presentata questa mattina la lista della “Federazione della Sinistra-Verdi” per l’elezione del Consiglio Regionale a sostegno di Nichi Vendola Presidente. 



Bellomo Michele ricercatore Università di Bari, impiegato, esponente storico delle battaglie per i diritti civili. 

Bongallino Massimo autista, segretario del Circolo PRC di Cassano Murge. 

Borrelli Monica giovane protagonista delle lotte ambientaliste. 

Catucci Giuseppe impiegato, dirigente della CGIL Funzione Pubblica. 

Ciaciulli Vitangelo commercialista di Gravina di Puglia. 

Cristantielli Giuseppe commerciante, impegnato nel sociale a Casamassima. 

De Mario Franco segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani. 

De Razza Sabino segretario provinciale di Rifondazione Comunista. 

Dell'Orzo Fortunata giornalista, di Bari. 

Di Stefano Dario giovane operatore culturale, gestore dell'Associazione Taverna del Maltese, Bari. 

Dragone Michelangelo architetto, segretario del circolo PRC di Alberobello. 

Falcone Vito Antonio pensionato, dirigente di lotte operaie all'ILVA di Taranto, di Gioia del Colle. 

Gargiulo Andrea musicista, docente Conservatorio di Bari e dirigente sindacale CGIL. 

Lomelo Mimmo consigliere regionale uscente, Verdi . 

Marra Paolo commercialista di Bari, assessore al comune di Ruvo, ex consigliere comunale PRC a Bari . 

Marzano Margherita impiegata, protagonista e dirigente delle lotte Eutelia–Omega-Agile, Bari. 

Porta Gianni consigliere comunale PRC a Molfetta, esponente movimento insegnanti precari. 

Ragnini Giancarlo impegnato nei movimenti ambientalisti a Modugno. 

Savino Vito impiegato AMGAS Bari, segretario del circolo PRC a Sammichele di Bari. 

Signorile Nicola ferroviere, dirigente sindacale e segretario del circolo PRC San Paolo, Bari. 

Ungari Filippo segretario del PRC di Corato. 


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feedSubscribe in a reader

lunedì 22 febbraio 2010

Sondaggio Regionali Puglia: all'ultimo voto per Vendola


sondaggio tratto da Scenari Politici.com


Voto di Lista
(var. rispetto al 26 gennaio 2010)

CENTRO DESTRA: 46,0% (+1,0%)
- POPOLO DELLA LIBERTA': 33,0% (-1,0%)
- LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO: 5,0% (-1,0%)
- LA DESTRA, Mov. X l'Italia: 1,5% (INV)
- LEGA D'AZ. MERIDIONALE: 1,5% (+0,5%)
- Nuovo PSI: 1,0% (-0,5%)
- UDEUR: 1,0% (INV)
- Altri CDX: 3,0% (+3,0%)

CENTRO: 11,0% (-2,0%)
- UNIONE DI CENTRO: 7,5% (-1,0%)
- Lista IO SUD - Poli Bortone: 3,0% (-0,5%)
- MPA: 0,5% (-0,5%)

CENTRO SINISTRA: 41,5% (+1,0%)
- PARTITO DEMOCRATICO: 20,0% (+1,0%)
- SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA': 9,0% (-2,0%)
- ITALIA DEI VALORI: 5,5% (INV)
- COMUNISTI (RC, PDCI): 2,0% (+0,5%)
- SOCIALISTI: 1,5% (INV)
- VERDI: 1,0% (INV)
- ALLEANZA X L'ITALIA: 1,0% (INV)
- Altri CSX: 1,5% (+1,5%)

ALTRI (Rad, Alt. Com., PCL, FN): 1,5% (INV)

Commento Partiti: CDX avanti di 4-5 punti. Il PDL crolla rispetto alle Europee (liste diverse, elezioni non paragonabili) saccheggiato dalle liste minori. Cala l'UDC. PD e IDV restano deboli, SEL forte al 9% anche se in frenata.

Candidati Presidente:
Vendola (CSX): 43,5% (+1,0%)
Palese (CDX) 43,5% (+1,5%)
Poli Bortone (CEN) 12,0% (-3,0%)
Altri: 1,0% (+0,5%)


Commento Candidati: Vendola attira un 2% di voto disgiunto, si sgonfia laPoli. Palese aggancia Vendola. Toss-Up assoluto.


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feed.

domenica 14 febbraio 2010

Unire la sinistra: in Puglia il dibattito è aperto

Ai sottoscrittori dell’ appello

“UNIRE LA SINISTRA”



Riteniamo doveroso dare seguito all’ appello pubblico “Unire la Sinistra” sottoscritto da centinaia di cittadini, intellettuali, esponenti della realtà sociale pugliese su un tema cruciale quale l’ unità delle sinistra per la costruzione di un’ alternativa politica e sociale nella nostra regione.
In questa fase di crisi della politica e della forma partito, di frammentazione e di sconfitta della sinistra, sentiamo su di noi la responsabilità di scelte le cui conseguenze potrebbero avere un peso enorme sui possibili scenari futuri.
Per quanto ci riguarda, dichiarando tutta la nostra disponibilità ad affrontare pubblicamente, in forma aperta e partecipata, le questioni contenute nell’ appello, intendiamo rendere esplicito il percorso compiuto dal nostro partito, rendere conto del nostro operato e delle nostre proposte.
Il PRC ha partecipato attivamente alle primarie pugliesi a sostegno della candidatura di Nichi Vendola: questo sostegno, di cui non sfuggirà l’ elemento di lealtà e di generosità, ha avuto la finalità di non disperdere definitivamente le ragioni di una stagione importante per la Puglia, riconsegnandola irrevocabilmente alla logica degli apparati e dei potentati economici e destinando la sinistra al moderatismo e la trasformismo (altro cos’era il corteggiamento all’ UDC, alla Poli Bortone?).
Il risultato strepitoso a favore di Vendola si presta a più letture: per quanto ci riguarda, condividiamo nella sostanza la vostra analisi.
Riteniamo infatti che abbia ripreso fiato un grande bisogno di partecipazione popolare, di parole e contenuti chiaramente e inequivocabilmente di sinistra.
All’ indomani delle primarie abbiamo incontrato il candidato presidente e il segretario di Sinistra e Libertà, ai quali abbiamo proposto una risposta concreta a questo bisogno, la costruzione di programma e lista unitari, un’ alternativa di sinistra riconoscibile, oltre che nei suoi simboli, anche nella chiarezza dei contenuti e nella scelta partecipata delle candidature.
Pensiamo, infatti, che dalla Puglia debba partire, rafforzato, un progetto di ricostruzione della sinistra di alternativa in grado di parlare al Paese, al presente e al futuro.
Per ragioni a noi difficilmente comprensibili, e riteniamo difficilmente spiegabili al popolo delle primarie, a questa proposta i dirigenti di SeL hanno risposto negativamente: il successivo accordo con i socialisti ne è la conferma.
Il rischio sarà quello di avere un presidente ancor di più assediato e prigioniero dei poteri forti.
A maggior ragione sentiamo come un dovere politico quello di assumere la responsabilità di lavorare affinchè l’ opzione di una sinistra di alternativa sia in campo, insieme a quanti vorranno affiancarci in questo difficile percorso. Parteciperemo, dunque, a tutti i momenti di discussione pubblica in tal senso.

Bari, 12 febbraio 2010

Le compagne e i compagni pugliesi
di Rifondazione Comunistaa


Seguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feed.

martedì 9 febbraio 2010

Di Pietro verso il PD. E a sinistra?

Martedì 9 febbraio si terrà un dibattito curioso a Roma in occasione della presentazione del libro di Alessandro Valentini - già dirigente cossuttiano del Prc oggi membro dell'area "bertinottiana" che è restata in Rifondazione - "Per il socialismo". La presentazione vedrà dietro lo stesso tavolo Fausto Bertinotti, Achille Occhetto e Paolo Ferrero, attuale segretario del Prc. L’intento di Valentini è quello di «contribuire a una discussione vera sulle prospettive della sinistra, di una sinistra che vuole continuare a svolgere una critica anticapitalistica». E non c'è dubbio che di questo si discuterà nell'incontro con argomentazioni e bilanci in parte già scontati, in parte forse nuovi. Ma certamente i vari dirigenti della sinistra non potranno eludere il tema del proprio futuro, cioè del futuro delle rispettive organizzazioni o della sinistra più in generale, alla luce del micro-terremoto che sta smuovendo certezze e prospettive apparentemente consolidate.

Le novità dell'ultima fase non sono poche. La prima, la più voluminosa riguarda la crisi strisciante del Pd e i differenti casi di Puglia e Lazio, dove due forti personalità di una sinistra contigua al Pd hanno strappato a quest'ultimo la leadership imponendosi anche agli occhi dei suoi elettori. La vittoria di Vendola alle primarie pugliesi, in particolare, ha fatto allusione a uno scenario nuovo, quello di una sinistra interna-esterna al partito democratico in grado di condizionarne le scelte. Così come il caso Bonino nel Lazio con la leader radicale in grado di risolvere, almeno in superficie, la crisi del Pd laziale dopo il caso Marrazzo. Ma anche di aprire una discussione nuova all'interno dello stesso partito. Prima è stato Luigi Manconi - già portavoce dei Verdi, membro del Pd e attivo nel campo delle carceri e della repressione - dalle colonne dell'Unità a proporre l'ingresso di Bonino e Vendola nel Pd per costruire un nuovo grande partito della sinistra italiana. Poi, sabato scorso, è stato Ignazio Marino, già candidato alla segreteria, a sostenere la necessità di fare del Lazio «il vero laboratorio politico della sinistra». «Crediamo - ha detto Marino concludendo i lavori della convention della propria area "Cambia l'Italia"- che vadano recuperate le molte forze di sinistra che oggi non sono rappresentate in Parlamento e credo che, insieme all'Idv possono contribuire non solo a fare opposizione al governo Berlusconi ma anche costruire una valida e concreta alternativa per il futuro del nostro paese». Anche qui, l'ipotesi di un Pd grande o, se si preferisce, del "grande Ulivo, che inizia a essere ribadita da diversi dirigenti piddini e che trova orecchie attente a sinistra. Ad esempio in Fausto Bertinotti, anche lui intervenuto nel fine settimana, questa volta dagli schermi di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, dove ha avanzato una proposta tipicamente "bertinottiana", con l'idea che dopo le elezioni venga indetta un'assemblea nazionale per costruire «una sola grande sinistra italiana». Chi può indire una simile assemblea non è chiaro ma la prospettiva è chiaramente segnata e punta a risolvere nella riunificazione di tutti i pezzi che popolano l'attuale centrosinistra - ad eccezione di Rutelli e Casini - la crisi attuale.
La prospettiva "unitaria" ovviamente muove il dibattito di Sinistra, Ecologia e Libertà, la formazione più contigua all'ex presidente della Camera e quella il cui portavoce è proprio Nichi Vendola. Ora, è chiaro che Sel punta a ottenere un buon risultato elettorale alle Regionali per aumentare il proprio peso, anche se la dialettica interna è piuttosto accesa. Nel Lazio, ad esempio, è già guerra per le candidature con l'assessore uscente, Zaratti (ex verde) che ha già fatto affiggere i manifesti 6X3 (con il simbolo non aggiornato, cioè senza l'aggiunta "Con Vendola"), con l'altro assessore Nieri che vorrebbe riconosciuta la testa di lista e con Sinistra Democratica che rivendica spazi per sé, addirittura lanciando, e poi ritirando, la proposta di Claudio Fava come capolista nel Lazio. Nonostante i successi di Vendola, Sel non trova pace al suo interno segno non solo di una dirigenza rissosa e litigiosa ma anche di un non trovato equilibrio, di una transitorietà destinata a risolversi con il tempo. La prospettiva di "una sola sinistra" trova molti consensi ma la sua probabilità è ancora incerta e quindi non è chiaro quale debba essere il baricentro attuale (un partito nuovo, un'alleanza elettorale, altro?).
Un disagio analogo si respira ancora più a sinistra, dalle parti della Federazione della sinistra. Qui brucia lo schiaffo rimediato nel week-end da Antonio Di Pietro. Nella crisi dell'ultimo anno Ferrero e soci avevano individuato nell'ex pm un punto di riferimento per cercare di non restare isolati rispetto al Pd. Con Di Pietro, lo stesso Ferrero aveva indetto una conferenza stampa per lanciare la manifestazione "viola" dello scorso 5 dicembre e poi era stata annunciata un'intesa per la raccolta firme su tre referendum abrogativi (acqua, nucleare, legge 30). Oggi, l'amarezza del Prc è chiaramente espressa dalle dichiarazioni che il suo segretario ha fatto subito dopo la conclusione del congresso Idv: «Nel congresso dell’Italia dei Valori prevale nettamente la scelta di un accordo organico con il PD ed esce sconfitta la linea di costruire un polo politico della sinistra. La svolta fatta da Di Pietro mi pare fortemente negativa». In realtà, se a Di Pietro si fosse applicata un'analisi rigorosa e non puramente tattica, la svolta moderata sarebbe stata annusata in anticipo, perché Di Pietro è esattamente quello che si è visto al congresso: un politico abile, istrionico e populista e, soprattutto, moderato nei contenuti di fondo e quindi adeguato strutturalmente a un'alleanza organica con il Pd. Stupirsene in ritardo è solo il segno di una debolezza così come è sintomo di fragilità pensare a "un polo di sinistra" con lui.
Quello che brucia di più, però, è il caso Campania. Di Pietro ha compiuto una vera e propria "rodomontata" inventandosi l'appoggio plateale a Vincenzo De Luca, sindaco-sceriffo di Salerno. E facendolo ha messo in un angolo Luigi De Magistris, indicato alla vigilia come alter ego dell'ex magistrato e possibile nuovo leader dell'Idv ma uscito piuttosto emarginato dall'assise dipietrista. Non solo, ha spaccato anche la sinistra. La prima reazione da registrare è ancora un'altra scissione, stavolta campana, del Prc con l'assessore Corrado Gabriele che, dimessosi da Rifondazione, ha annunciato la formazione di una lista civica "Campania solidale" alleata a De Luca. Poi, i consiglieri comunali napoletani Raffaele Carotenuto (Prc), Salvatore Parisi e Ciro Borriello (Sel) hanno redatto una nota congiunta in cui chiedono alle forze di sinistra della Campania di sostenere De Luca.
Rifondazione, inoltre, ha difficoltà a mantenere una linea unitaria sulle elezioni. Nonostante fosse intenzionata a siglare accordi ovunque con il Pd è stata costretta a correre da sola in Lombardia, dopo aver a lungo supplicato Penati di stringere l'accordo, è stata esclusa dagli accordi nelle Marche, è costretta a subire un contraccolpo in Campania essendo saltata l'alleanza con Di Pietro e, forse, si deciderà a correre da sola anche in Toscana. In compenso si allea nel Lazio con Bonino e in Piemonte e Liguria stringe accordi elettorali anche con l'Udc. Insomma un puzzle poco coerente.
Si discute, quindi, di come uscire dalla crisi della sinistra ma la discussione è gestita dalle forze moderate, grazie agli evidenti rapporti di forza, con una sinistra che non riesce a afferrare il bandolo della matassa e che, con l'acqua allo gola, aspetta solo che le venga lanciato il salvagente giusto.

lunedì 8 febbraio 2010

Sondaggio Regionali Puglia: Vendola avanti


Autore:
CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente:
Il Clandestino

Criteri seguiti per la formazione del campione:
Sondaggio telefonico a livello regionale

Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
800 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 15/01/2010 ed il 18/01/2010


QUESTIONARIO
QUESITO n.1
Domanda :  Se ieri si fossero tenute le elezioni per eleggere il Presidente della Regione Puglia, Lei per quale tra i seguenti candidati avrebbe votato? . .
Risposta: Vendola 42,0%, Palese 39,0%; Poli Bortone 19,0%; 
QUESITO n.2
Domanda : E per quale partito? . .
Risposta: Dati espressi in percentuale - PDL 39,5; La Destra 1,5; MPA 1,5; PD 20,5; IDV 8,5; PRC+PDCI 3,0; Sinistra Ecologia e Libertà 6,5; Lista Pannella Bonino 1,5; Verdi 1,0; Partito Socialista 1,0; UDC 9,5; Io Sud 6,0; Indecisi 25,3

venerdì 29 gennaio 2010

Perugia: Pd senza pace si dimette il segretario. Rifondazione vogliamo le primarie

Se c'è qualcuno nel PD che ha brindato perchè le elezioni primarie si terranno dopo infinite trattative e discussioni dovrà immediatamente rimettere in un angolo lo spumante perchè queste primarie rischiano di trasformarsi in un boomerang.

************************

PRIMO EFFETTO : si è dimesso il segretario provinciale del partito di Perugia, Alberto Stramaccioni, in dissenso totale con la segreteria regionale che ha accettato il diktat della minoranza. " Una decisione che non condivido, non per l'uso in sè di uno strumento di partecipazione democratica, ma perchè è stato rifiutato il sostegno ad una proposta, che poteva essere largamente condivisa, ed era rappresentata dal segretario regionale in carica del PD. Il gruppo dirigente del PD, si è dunque arreso. Il rischio è oggi quello di approfondire i conflitti interni. Non intendo contribuire ad ulteriori divisioni e conflitti e per questo ho votato contro lo svolgimento delle elezioni primarie e non intendo parteciparvi in alcun modo.. Per questo rassegno anche le dimissioni dall'incarico di segretario provinciale del partito ".

***********************

SECONDO EFFETTO : Rifondazione Comunista attacca il gruppo dirigente del PD e pretende elezioni primarie di coalizione. " Non accettiamo e non accetteremo lo scippo delle primarie di coalizione, ha detto Stefano Vinti, segretario regionale del partito. Stiamo valutando tutte le possibilità: il regolamento permette di candidare anche non iscritti. Rifondazione ha sempre riconosciuto al PD il diritto ad esprimere la 
candidatura, ora però. dopo mesi di tormenti, di discussioni, di interventi di penalisti, civilisti, costituzionalisti, e Corti di Cassazione, il PD ha perso questo diritto. Ora, tutte le forze hanno lo stesso identico diritto ad avanzare la candidatura. E la nostra avrà la stessa dignità di quella del PD " . Vinti ha poi annunciato una riunione, in serata, dei partiti della federazione di sinistra che prenderà una decisione unitaria. " Spiace, ha concluso Vinti, per gli umbri che debbono assistere a questo spettacolo ".

***********************

TERZO EFFETTO : Anche Sinistra Ecologica e Libertà ( la stessa di Vendola ) è molto critica. Attraverso il portavoce regionale, Luigi Bori giudica assai pericolose le primarie a ridosso delle elezioni regionali. " Ad ogni modo e a scanso di equivoci, nel caso si decidesse di tenere primarie di coalizione SEL presenterà la propria candidatura "

da terninrete.it

martedì 26 gennaio 2010

La lettera di Ferrero a Vendola.

Caro Nichi, colgo l’occasione di questo comune giorno di festa per porti una domanda: perché la positiva dinamica che abbiamo messo in moto in Puglia non può essere ripetuta anche nelle altre parti d’Italia?

Nella tua regione, di fronte all’arroganza del gruppo dirigente del PD abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie. Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza.

In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal PD, che è riuscito, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie. Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel PD proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.

Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un PD che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all’UdC, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il PD potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.

In tutta franchezza , proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d’Italia.

Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del PD decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l’opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.

Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l’alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.

Paolo Ferrero
(da il manifesto del 26 gennaio 2010)

REGIONALI: FERRERO A VENDOLA, FRONTE COMUNE IN TUTTO PAESE



20:29 (ANSA) - ROMA, 25 GEN - In una lettera aperta, che sarà pubblicata integralmente sul Manifesto di domani, il segretario del Prc Paolo Ferrero chiede a Nichi Vendola di fare "fronte comune in tutta Italia come in Puglia". "In particolare in Lombardia, dove il candidato del centrosinistra Penati ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione".(ANSA)

Masella (PRC) Dalla Caporetto di D'alema un insegnamento anche per noi


Con la Caporetto di D'Alema in Puglia (ed anche con la figura che ha fatto Chiamparino di fronte ai 40 mila gatti della manifestazione No-Tav in Val di Susa) viene sconfitto non solo il Pd ma anche una modalità di fare politica a sinistra (e non solo quella moderata) tutta a tavolino, politicista e ideologica, pseudo giacobina e pseudo leninista, con complotti di pochi generali (o che si ritengono tali), che prescindono (anzi che sono lontani anni luce) dalla oggettività della situazione, dai fermenti sociali e dai sentimenti popolari, dai movimenti di lotta. Viene sconfitto il politicismo, il soggettivismo, l'autonomia del politico, l'assenza di contenuti della politica, la priorità ai giochi di palazzo, la lontananza dal popolo, dalle sue condizioni, dalle sue sofferenze, dai suoi sentimenti. Bersani che appena eletto dice "per la Costituzione italiana vengono prima i partiti del popolo" per contestare il populismo di Berlusconi e di Di Pietro e forse di Veltroni e Franceschini, non solo dice una cosa non vera, ma ci dà il segno e persino la giustificazione politica e teorica della lontananza del Pd dal popolo. Ma di quali partiti parla Bersani ? Di quei partiti che da anni pensano solo ad aggiustare il palazzo e i palazzi del potere, che parlano un linguaggio persino incomprensibile alla gente ? Serve una riforma radicale della politica, del fare politica, per ricostruire una immagine nobile e positiva della politica, soprattutto per le giovani generazioni. Traiamo anche noi comunisti da questa vicenda un insegnamento. Quello che abbiamo definito "il partito sociale" è la strada giusta per ricostruire un rapporto di fiducia fra società e politica, in particolare fra i nostri soggetti sociali di riferimento, vecchi e nuovi, e la nostra politica, il nostro partito, la sinistra. Fare politica per noi comunisti significa mettere le nostre strutture, le nostre sedi, le nostre risorse economiche, i nostri militanti al servizio dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, degli immigrati, dei soggetti sociali sfruttati e oppressi dal capitalismo, trasformare i nostri circoli, le nostre sezioni, le nostre federazioni in case dei diritti sociali, in luoghi di aggregazione e di organizzazione di lotte, in strumenti di utilità sociale. Significa, per fare un esempio, andare ad un picchetto davanti ad una fabbrica in crisi e in lotta la mattina alle 6 assieme ai lavoratori che tutte le mattine entrano a quell'ora. Solo così potremo riavvicinare alla lotta politica la gente normale che da anni guarda la politica con lontananza quando non con disgusto.


Leonardo Masella
Direzione Nazionale del Prc

Ultime Notizie

Ultime News

Notizie di Politica

Roba Comunista