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domenica 28 febbraio 2010

Il Popolo viola conquista Roma

da Antefatto - Manifestazione contro il legittimo impedimento. Questa volta i democratici ci saranno ufficialmente, sul palco anche Genchi e Flores



Tutto pronto. Appuntamento alle 14 e 30 in Piazza del Popolo a Roma contro il legittimo impedimento. "La legge uguale per tutti" è la seconda puntata in piazza del movimento viola nato il 5 dicembre 2009 per il No Berlusconi Day. Un centinaio di autobus e due treni arrivano da tutta Italia. Per il pullman, sosta concordata con il comune ad Anagnina (si prende la metro A per scendere a Flaminio, accanto alla piazza; stessa fermata per chi arriva da Termini). 


Gli interventi cominceranno alle 16: aprirà la giornata contro le leggi ad personam, l’appello di Roberto Saviano contro la criminalità in Parlamento: ‘Ora basta’”. Con un intervento video daranno un saluto alla piazza Giorgio Bocca e Marco Travaglio. 

Si continua con gli interventi dei ragazzi del Popolo Viola, quindi Guido Scorza, Asor Rosa, Gioacchino Genchi, Norma Rangeri, Gianni Minà, Paolo Flores d’Arcais e Oliviero Beha.

Spazio quindi alle testimonianze lavoratori che rischiano il posto e i cittadini de L’Aquila. In piazza è stato montato un palco di 12 metri per 8 con tanto di proiettore. Ieri sera riunione tecnica per il 120 volontari: sono steward pronti a dare informazioni e a garantire che tutto vada per il meglio. Pier Luigi Bersaninon sarà in piazza: “Avevo già un altro impegno - dice il segretario. Ma rassicura: “I nostri militanti e dirigenti andranno”. 


Numerosi esponenti democratici hanno assicurato la loro presenza e ieri Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma ed esponente di spicco del Pd, ha incontrato i militanti. “E’ stato un incontro molto costruttivo: ha dimostrato tutto il suo interesse per il movimento e l’intensione di un confronto continuo con noi” fanno sapere i viola. “In piazza passeremo dalla fase della protesta a quella della proposta” aggiungono. 


Questa volta ogni spesa è stata autofinanziata: è andato a segno la raccolta lanciata solo qualche giorno fa: “1000 euro in 2000 minuti”. Raccolti con le offerte quasi 30.000 euro, e domani ulteriori fondi saranno raccolti in piazza: “Pubblicheremo rendiconti minuziosi sul nostro sito Internet” l’impegno dei viola. 

In piazza Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Pdci, Federazione dei Verdi. Ieri è arrivata anche l’adesione dei radicali, a cominciare daEmma Bonino. 


La maggioranza non gradisce il ritrovo viola. Daniele Capezzone fa sapere che: “Un’opposizione così, senza progetto, senza proposte, unita solo dall'ostilità controSilvio Berlusconi, è destinata a rimanere minoranza per altri 15 anni”. Il popolo del No B. Day non ascolta. 


Scrivevano ieri sera sulla loro pagina Facebook: “Corrotti e corruttori, ‘ndranghetisti e minzolini, sciacalli e bertolasi, mafiosi, prescritti, ladri e affaristi speravate nel sonno delle coscienze e invece no, siete stati sfortunati: noi ci siamo e vi stiamo col fiato sul collo: o noi o voi”. 

Sono sicuri di essere in tanti, in piazza del Popolo, sotto il sole di Roma.


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mercoledì 10 febbraio 2010

Viola contro viola Si è rotto il popolo


Da un parte volano accuse di verticismo e scarsa trasparenza nel prendere le decisioni. Dall'altra si contrabbatte accusando invece chi critica di voler fare in realtà una scissione e di cercare soprattutto visibilità. E poi la pagina ufficiale del movimento su Facebook che viene chiusa ai commenti provocando così una mezza rivolta in Rete, inviti a San Precario a venire allo scoperto sostituendo l'ormai celebre nickname con un vero nome e cognome e alcuni esponenti del movimento che, controcorrente rispetto a quanto affermato finora, scelgono di candidarsi con l'IdV di Antonio Di Pietro e per questo vengono invitati a farsi da parte.
Sembra proprio essere finita la pace che solo fino a una settimana fa regnava dentro il Popolo Viola. Al punto che, a pochi mesi dalla sua nascita, ecco che il movimento che è stato capace di organizzare l'imponente NoBday del 5 dicembre scorso (restituendo a molte persone la voglia di fare politica) fa una cosa che è davvero tipica della sinistra, anzi del centrosinistra: dà vita a una corrente, Resistenza Viola, in contrapposizione al coordinamento nazionale del Popolo Viola eletto ai primi di gennaio a Napoli. «Resistenza Viola nasce dall'esigenza di trovare un luogo di aggregazione dove approfindire i temi che costituiscono il perno dei nostri obiettivi: la democrazia, la legalità, il rispetto e l'applicazione della democrazia», spiega il primo comunicato della corrente che ha anche aperto una propria pagina su Facebook che in pochi giorni ha raccolto più di duemila adesioni.
Pomo della discordia è una delle scadenze più importanti del movimento Viola, l'appuntamento indetto per il 27 febbraio a Roma per la manifestazione nazionale contro il legittimio impedimento. «Come e chi ha preso questa decisione?», si chiede Simonetta Zandiri, di Resistenza Viola. Nessuno, tra chi ha dato vita alla corrente mette in dubbio i contenuti e gli obiettivi del movimento: l'antiberlusconismo e la difesa della Costituzione sono e restano punti indiscutibili. Il problema semmai, accusano i «resistenti», è la velocità con cui, a livello di coordinamento nazionale, vengono prese certe decisioni. «Noi capiamo che la velocità è necessaria perché il caos della nostra politica la impone, ma non per questo bisogna saltare le regole, perché altrimenti non si discute mai nel merito delle cose».
Come, appunto, sarebbe successo con la manifestazione del 27 febbraio. «Venire a sapere dai giornali che è stato convocato un altro Nobday, a molti di noi non è piaciuto» continua Zandiri, che nega ogni volontà scissionista. «Però abbiamo sempre detto che il movimento viola deve essere molecolare, non ci deve essere un molecolone su tutto. Lo so che non è facile, perché la gestione della democrazia è un work in progress, ma le persone devono essere consultate».
Stando ai resistenti, invece, questo non sarebbe accaduto. Al punto che venerdì scorso, dopo che dubbi e critiche hanno cominciato a farsi sentire in Rete, la pagina del movimento è stata chiusa ai commenti, brutto gesto che sa tanto di censura deciso da San Precario, misterioso nickname a cui si deve la nascita del NoBday e responsabile della pagina viola. «Nessuna censura, San Precario ha chiuso la pagina dei commenti per evitare insulti e offese», spiega Franz Mannino, uno dei sei componenti il coordinamento nazionale dei Viola eletti a Napoli. Mannino si dice convinto che Resistenza Viola voglia in realtà arrivare a una scissione. «Alcune delle persone che hanno dato vista alla corente facevano parte del coordinamento interno dei gruppi viola, quindi erano a conoscenza delle decisioni». Per Mannino tanto malumore sarebbe dovuto soprattutto a due fattori: «L'appuntamento del 27 è stato deciso da San Precario con il Popolo Viola di Roma senza neanche consultare il coordinamento nazionale, al punto ch anche tra di noi c'è chi non ha gradito questo modo di fare». Il secondo punto riguarda invece proprio il cordinamento. «Alcuni non lo accettano, ma è una struttura transitoria che serve ad arrivare al meeting del 21 marzo, quando tutti assieme diremo chi siamo e come e chi deve guidarci».
Duro con i «resistenti» anche Massimo Malerba, anche lui del coordinamento nazionale. «Hanno organizzato una corrente su contenuti che non capisco», dice. «Il coordinamento è l'unico organismo eletto e legittimato a rappresentare il Popolo Viola. Non riconoscno la decisione presa per il 27? E come avremmo dovuto prenderla? Usano questo argomento solo come pretesto per creare agitazione. Contestano al coordinamento di prendere decisioni unilateriali, ma loro hanno aperto una pagina su Facebook senza consultare i gruppi locali. Cercano solo visibilità».
Non la pensa così Simona Lanes, che proprio su Facebook spiega perché è nata Resistenza Viola. «Molti di voi si staranno chiedendo il perché di questa scelta. La risposta è semplice: l'orizzontalità sbandierata in questi mesi dal coordinamento nazionale non esiste». Mentre Donato Gregoriose la prende con San Precario: «Fatti riconoscere, così sappiamo con chi abbiamo a che fare. Quanto mi resta prima di essere bannato? Poco».

martedì 8 dicembre 2009

Ma... l'organizzatore del noBday chi è?



Ce lo dice il suo curriculum riportato sul suo blog. Riportiamo, per brevità, i punti che ci interessano focalizzare.  Il resto lo potete leggere qui La domanda che ci ponevamo era,"ma  che c'avrà contro i partiti"? Va bene essere estranei alla politica ed essere solo della società civile ma come mai quell'accento, poi rimosso perchè l'organizzazione di QUALCHE partito è servita come il pane, sulla manifestazione APARTITICA? O è populismo o è idosincrasia rispetto ai partiti, insomma, che c'avrà contro i partiti? Nulla a quanto pare...

formazione politica
La mia formazione sociale e politica inizia ufficialmente, dopo anni di impegno anche nel cattolicesimo sociale delle ACLI, con il contributo alla nascita del movimento nonviolento di Ravenna.
Sono stato poi tra i fondatori dei Verdi in Emilia-Romagna, sempre impegnato nelle battaglie sul fronte ambientalista, le più stimolanti, quelle che davvero hanno sviluppato la mia anima “movimentista”



Nell’estate del 2005, per realizzare una intervista video, incontro Ivan Scalfarotto che tenta di diventare prima candidato e poi Premier del centrosinistra. Mi aggrego al suo team come consulente video e web. E proprio il blog è lo strumento che (con poco investimento) ci permette di far partecipare Ivan alle Primarie senza sfigurare.
Nel febbraio 2006 ho iniziato ha collaborare con la Federazione Nazionale dei Verdi, occupandomi soprattutto di comunicazione web. Coordino lo Staff che assiste Alfonso Pecoraro Scanio nella gestione del suo blog personale.
Sono anche giornalista di EcoTv. In questa veste ho coordinato la diretta tv del Vday e Vday2 di Beppe Grillo

Sono uno dei quattro “comunicatori” che hanno coordinato la campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno (della quale ho contribuito alla creazione del simbolo). Adesso molti si tirano indietro, ma io rivendico l’operazione e ne sono orgoglioso

attualmente
Sono un collaboratore di Grazia Francescato, nuova presidente dei Verdi. Mi occupo della comunicazione web del partito e sono il webmaster ed il responsabile del suo nuovo blog personale.
Svolgo anche docenze nel campo della Comunicazione Web presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa.

Le ultime mie fatiche sono state seguire come comunicatore la campagna elettorale per le Europee di Sinistra e Libertà e creare e dirigere SLtv, la web-tv della Nuova Sinistra Italiana.
In questo ambito mi sono divertito (insieme a Francesca Fornario, Vincenzo De Cecco, Simone Salis, Eva Macali, i Komic Blues e Francesco Mazzotta) ad ideare, realizzare e lanciare  il video dei Democratici Anonimi che ha spopolato letteralmente su Facebook e su Youtube ed è stato definito l’evento cult della campagna elettorale.
La mia attività lavorativa la svolgo attraverso Borromeo Comunicazione, una agenzia di comunicazione multimediale che ho fondato nel gennaio del 2007

lunedì 7 dicembre 2009

Sorpresa la manifestazione si tinge di rosso




La manifestazione viola è colorata anche di rosso. Tanto. Organizzato. Orgoglioso. Con migliaia di bandiere rosse con falce e martello che punteggiano tutto il corteo fino a piazza San Giovanni. Rifondazione ha aderito alla manifestazione fin dal primo giorno insieme ad Antonio Di Pietro. Quando il successo della giornata era solo un miraggio e prevalevano sospetti e scetticismo. Anche con i pochi soldi rimasti in cassa ha contribuito con discrezione a centinaia di autobus da tutta Italia. E a fine giornata tra i dirigenti c’è il sorriso di chi, almeno per una volta, l’ha azzeccata, per dirla in dipietrese.
«Non è bizzarro chiedere le dimissioni di Berlusconi: è costellato di processi, è ritenuto colluso con la mafia e non sta facendo nulla per fronteggiare la crisi», commenta soddisfatto Oliviero Diliberto del Pdci. Paolo Ferrero (Prc) è invece molto critico con il Pd: «Mi fa specie che non ci sia. L’opposizione drammaticamente è solo qui in piazza – dice a piazza San Giovanni – ma dire no a Berlusconi è necessario per poter dire sì alle cose che vogliamo fare». Sinistra e Verdi intanto, esclusi dal parlamento, hanno cominciato a raccogliere le firme per diversi referendum: contro la legge 30 e il nucleare, per l’acqua pubblica.
Parte la federazione Prc-Pdci
Per la sinistra “rossa”, la giornata inizia un po’ prima degli altri manifestanti. A migliaia affollano dalle 10 il teatro Brancaccio, a due passi da piazza Esedra. Rifondazione, Comunisti italiani e le associazioni Socialismo 2000 (Cesare Salvi) e Lavoro-solidarietà (Giampaolo Patta) hanno scelto il giorno del «No-B day» per battezzare la loro Federazione della sinistra. Un progetto un po’ bizantino un po’ sudamericano per unire la sinistra, non solo comunista, a partire da quello che c’è. «Ci siamo ispirati al Fruente amplio e a Izquierda Unida», spiega il responsabile esteri Fabio Amato. «L’America Latina è oggi il punto più avanzato contro l’imperialismo e il capitalismo», aggiunge Ferrero. L’idea sulla carta è ambiziosa: a guidare la federazione dopo il congresso del 2010 sarà un coordinamento composto per un quarto dai partiti fondatori ma per i tre quarti eletto dagli iscritti secondo il principio una testa, un voto. Le decisioni verranno prese solo con una maggioranza dei due terzi in modo da garantire il consenso.
Non è ancora un partito unico come avrebbe voluto il Pdci né c’è una cessione di sovranità vera e propria da parte dei partiti fondatori. Però «è un tentativo di unire la sinistra a partire dal 90% su cui siamo d’accordo. Larga parte di chi vuole fare politica del resto oggi lo fa fuori dai partiti» (Ferrero). Nel documento politico si parla di «un processo aperto rivolto a tutti quelli – partiti, associazioni, movimenti, singole persone – che vogliono il superamento del capitalismo e del patriarcato». Lothar Bisky, leader della Linke tedesca, è venuto apposta a Roma per fare gli auguri.
Ferrero dal palco apre la porta anche agli ex compagni del Prc Nichi Vendola e Fausto Bertinotti. Perché nel marasma di Sinistra e libertà non sono pochi, almeno sul territorio, a pensare a un ritorno a casa nel campo «neutro» della federazione. Per il leader si vedrà. Per ora ci saranno portavoce a rotazione (tre mesi per uno, inizia Ferrero, poi Diliberto, Salvi e Patta). E’ ovvio che il primo scoglio sono le regionali. Le alleanze sono ancora tutte per aria. E non è esclusa una «bicicletta» con i simboli delle sinistre rosso-verdi in un’unica lista.
Pesa lo scontro sulla Cgil
Tra le iniziative in cantiere c’è «Arancia metalmeccanica». Come per la vendita diretta di pane dell’anno scorso stavolta si venderanno arance a 5 euro: metà del ricavato va ai coltivatori, l’altra metà a un «fondo di resistenza» per i lavoratori in lotta come quelli di Eutelia. Iniziativa lodevole. Se non fosse però che nonostante la tradizionale vicinanza con la Fiom la «federazione» non si è ancora espressa sul prossimo, delicatissimo, congresso del primo sindacato italiano. Anzi, la presenza di Patta tra i fondatori fa inclinare la bilancia verso un sostegno implicito alla maggioranza di Epifani. Un punto su cui lo scontro, dentro e fuori il Prc, non manca.

di Matteo Bartocci su “Il Manifesto”

domenica 6 dicembre 2009

siamo veri siamo tanti


Da Ilmanifesto
Alle cinque della sera venivano ancora su da via Merulana. Entravano in piazza San Giovanni dietro lo striscione viola «Buffone fatti processare» nel più limpido dei tramonti romani, e la loro non era nemmeno la coda del corteo, ché un altro fiume di gente si perdeva intanto nella prospettiva lontana del grande viale alberato. Tanto caro a Carlo Emilio Gadda, come si sa, e a un signore del quarto piano che a via Merulana ci abita: ha aperto la sua finestra sopra il corteo, come si usava una volta, acceso a tutto volume lo stereo: «El pueblo unido jamas serà vencido». Nientedimeno.
Avevano avuto il loro bel daffare gli steward in casacca gialla e walkie talkie che dalle due del pomeriggio scortavano il primo striscione in viola diretto a San Giovanni, insomma la testa, a tenere dritta la barra del corteo. Diceva lo striscione: «La politica va fatta/ con le mani pulite», e il concetto si ripeteva ritmato in uno slogan. Forse un po' tirato per i capelli, ma pure quello era il senso della giornata. Missione degli steward ben presto fallita, comunque.Nel lungo pomeriggio del nobday ragazze e ragazze, signori e signore, bimbi, compagni, amici e sconosciuti, hanno avvolto i boulevard ottocenteschi attorno a San Giovanni con un onda pacifica, disordinata, più silenziosa che caciarona, più be-in che corteo. E come diceva quella canzone dei Sex Pistols? «Non so cosa voglio, ma so come ottenerlo». Tutti a piazza San Giovanni.
«Ma-fio-so, ma-fio-so». «Berlusconi dimissioni» «Chi non salta/ Berlusconi è». Stretti attorno alle macchie viola che punteggiavano l'enorme passeggiata, soprattutto ragazzi con lo zainetto e l'aspetto un po' centrosociale. Quelli a quali si ascriverebbe l'anima Facebook della cosa. Dalla Rete al Reale: a Roma c'erano arrivati e probabilmente si vedevano in faccia per la prima volta come in un blind-date che sarà stato emozionante per qualcuno, spiazzante per altri. Impegnati fino in fondo i viola, non avevano dimenticato di appuntarsi una seppur minima partitura: «Berlusconi non ti incazzare/ l'importante è farsi processare». «Berlusconi la vede nera/ si avvicina la galera». «Berlusconi delinquente/ non sei il nostro presidente». Cose così. Altri ricorrevano, come si è detto, ai vecchi hit: «Abbiamo un sogno nel cuore/ Berlusconi a San Vittore». Strada facendo abbreviavano tranquillamente «in galera!», tipo 1992/93, e sarebbe stato bene in bocca al vecchio Giorgio Bracardi. Che invece non si è visto. Almeno credo. In definitiva pescavano nella memoria collettiva dei rebelot questo paese, nella memoria di Mani Pulite, dell'uno-due-tre casino! Il grado zero della politica? Berlusconi vaffanculo. Che altro?
Quanti indumenti, accessori, robe viola esistono in natura? Soprendentemente parecchi. Sciarpe, cappellini di lana, maglioncini, felpe, cravatte (poche) non sarà stato difficile trovarne. Visti un paio di stivaletti viola shocking, giustamente dimenticati da anni in un armadio. Vista una frugoletta viola dalla testa ai piedi (per i bimbi è tutto più semplice). Vista una signora con la frezza orgogliosamente passata di spray. Direttamente dal carnevale la maschera di B. con i buchi sugli occhi e il naso ritagliato. Viola. Quelli di Di Pietro si erano fatti le t-shirt viola con su scritto «Noi ci siamo al nobday». Visto il venditore di pashimine che ha fiutato l'affare e ha portato in piazza tutte quelle viola che ha trovato. Ombrelli viola: un ragazzetto, con lo spray bianco, ha scritto sopra il suo «basta», una lettera per spicchio. 

All'angolo di piazza Santa Maria Maggiore raccogliamo il definitivo commento di tre ragazzi emiliani: «Cosa si celebra, il funerale di Berlusconi?» E perché no? Il viola è sempre andato poco di moda, tranne che ai funerali, e mister B. è pur sempre un tipo scaramantico. A proposito di hit, a via Merulana un sound system montato su un camion mandava in visibilio tutti sparando a palla Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano. Di seguito, la versione del fuorionda di Fini appena musicata da Elio e le storie tese, sulla musica di Just a gigolo. Sentita pure La luna bussò di Loredana Bertè. Il tutto in duplex con le bandiere di Rifondazione, e generalmente rosse, che dopo la prima ondata viola si incaricavano di rendere il corteo un tantino più familiare. 
Ma, onta delle buone intenzioni degli organizzatori, sventolavano pure le bandiere bianche di Di Pietro, strette strette, piantate sopra famigliole multigenerazionali, spesso accompagnate da palloncini dello stesso colore. Poche le bandiere tricolori, pochissime le bandiere della pace, due o tre bandiere palestinesi. Una sola bandiera dei pirati: nera con il teschio e le ossa incrociate, tanto per scherzare con la simbologia funeraria. Carnevalesca, mai cupa e neppure dark, beninteso salvo per una t-shirt della band heavy metal Twisted Sister vista addosso a un tizio, casualmente alla svolta di un viale. Finché i fantasmi veri sono arrivati dalle parti di piazza Vittorio quando quattro bandiere del Pd che sono entrate educatamente nel corteo. C'erano anche loro. Benvenuti, ci mancherebbe altro.
Alla creatività individuale è dedicato il finale di questo taccuino. Allo striscione viola con scritto sopra «No Tinto Brass», con l'ombra di un perbenismo subito fugato da una lettura più attenta della scritta: «No Tinto Bass», stile Travaglio. E le signore che si facevano scudo col Fatto Quotidiano. E il signore che si faceva scudo col libretto della costituzione italiana. Lo striscione bianco che ondeggiava languido «Mi voglio scurdà de te». Quello che ricorreva a un più televisivo «Silvio sei stato nominato». Mancava l'X factor, meglio così. Sulla pagina Facebook del nobday, nel frattempo, ci si poteva appendere un bel cartello «torno subito». Trascrivo l'ultimo messaggio di Claudio: «Sono rimasto a piedi da Milano! Avete soluzioni da propormi?».

Chissà se poi c'è arrivato, a Roma

Ferrero: Scandalosa cancellazione nostra presenza al No B Day


 
 
Roma, 5 dicembre 2009

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista.


COMUNICATO STAMPA


FERRERO: SCANDALOSA CANCELLAZIONE DELLA PRESENZA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ALLA MANIFESTAZIONE NO BERLUSCONI

TG1 e il TG 5, cioè le ammiraglie di Rai e Fininvest hanno semplicemente cancellato la presenza della Federazione della Sinistra dal No Berlusconi day.

Una vergogna visto il contributo che abbiamo dato alla organizzazione della manifestazione e visto che chiunque abbia partecipato alla manifestazione ha potuto verificare la presenza delle bandiere della Federazione. Nei prossimi giorni cominceranno atti di contestazione di questa inaccettabile censura.

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Ufficio stampa Prc-SE

sabato 5 dicembre 2009

Federazione della sinistra e NoBDay Le dirette


Su "PDCITV" (clicca)- Televisione Comunista, potrete seguire in diretta sia la nascita della Federazione della Sinistra che il No Berlusconi Day.


A partire dalle ore 9.30 diretta video dal teatro Brancaccio dell' Assemblea nazionale della Federazione della sinistra
A partire dalle 16.30 diretta video da Piazza San Giovanni del No Berlusconi Day

Arancia metalmeccanica al noBday



da rifondazione.it



Le arance verranno distribuite a Piazza della Repubblica e a PiazzaSan Giovanni, presso due gazebo.


Le arance metalmeccaniche saranno inoltre distribuite dai camion di Rifondazione Comunista e delle Brigate di Solidarietà Attiva


Continua la campagna "Arancia Metalmeccanica", per il sostegno dei lavoratori Eutelia e per la promozione dell' unità e della solidarietà tra tutti i lavoratori. Guarda la sezione Prossimi appuntamenti per visualizzare indirizzi e mappe dei prossimi banchetti.


Ottimo successo al debutto della campagna "Arancia MetalMeccanica", Sabato 28/11/09, in sostegno dei lavoratori Eutelia, per i circoli PRC e PDCI della tiburtina, con banchetti realizzati in vari siti del territorio. Il senso di questa iniziativa e' quello di dare un aiuto concreto ai lavoratori Eutelia da mesi senza stipendio, ma anche quello di promuovere unita' e solidarieta' tra le classi lavoratrici, nell'ottica di un blocco sociale in grado di opporsi concretamente alle politiche liberiste basate sulla speculazione economica e sullo sfruttamento di classe, a beneficio di pochissimi, e a danno di tutti gli altri

OGGI (ma non solo oggi) NOBDAY




L' inno:






Intervista dalla tv di Stato Giapponese.

mercoledì 2 dicembre 2009

Comunicato Stampa ANPI sul NoBday


 
Riceviamo e pubblichiamo:
Comunicato Stampa ANPI Nazionale 
A.N.P.I.
A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E P A R T I G I A N I D ’ I T A L I A
COMITATO NAZIONALE
____
00192 Roma – Via degli Scipioni, 271 – Telefoni 06/3211949 – 3212345 –3212807 – Fax 06/3218495
Ente Morale Decreto Luogotenenziale n. 224 del 5 aprile 1945 – c/c p. 36053007 – Cod. Fisc. 00776550584
www.anpi.it - e-mail anpisegreteria@libero.it oppure anpi.naz@libero.it
 
Roma, 2 dicembre 2009

La Presidenza e la Segreteria Nazionale dell’ANPI, nel sottolineare l’esigenza dell’unità tra tutte le forze antifasciste e democratiche, auspica che la manifestazione “No B day” del 5 dicembre prossimo possa costituire una positiva occasione per riaffermare con compostezza, serietà e forza:
- il valore irrinunciabile della legalità e dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;

- l’urgente necessità di una politica economica e sociale adeguata alla tutela dell’occupazione, del lavoro e delle fasce più deboli;

- il più rigoroso rispetto della Costituzione e delle autonome funzioni delle istituzioni repubblicane e dei poteri di garanzia, presupposto essenziale su cui si fonda la nostra democrazia conquistata dalla Resistenza.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

martedì 1 dicembre 2009

Intervista a Paolo Ferrero - Prc in piazza contro B., L'unico modo per esistere.

di Wanda Marra (il Fatto del 01/12/2009)


Sabato Rifondazione comunista sarà in piazza per il No B Day. Con l'Idv è stato il primo partito ad aderire alla manifestazione, lanciata sulla rete. “Abbiamo aderito per primi e invitato tutti i partiti e tutte le forze sociali a partecipare”, spiega il segretario, Paolo Ferrero. D'altra parte, insieme al Prc, ci saranno tutte le sigle della sinistra radicale ora extraparlamentare. Che con l'occasione riemerge dall'ombra.

Perché avete deciso di partecipare?
Si tratta di una grande manifestazione nata dalla società civile. Per noi è importante che le diverse istanze prendano voce: i diritti delle donne e dei migranti, l'acqua, la lotta alla mafia. Per noi, il punto fondamentale è che sia un grande passaggio di popolo che evidenzi che i problemi dell'Italia non sono il colore delle mutande delle amanti di Berlusconi o i minareti.

Ma la giustizia, che in questo momento è al centro dell'agenda politica, non è uno dei temi a voi più cari....
Noi abbiamo raccolto le firme insieme a Di Pietro sulla questione Lodo Alfano. Per noi, la democrazia e la giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia. Per quanto ci riguarda, non c'è nessun giustizialismo, ma siamo fermamente per la difesa della Costituzione.

Ma non sarà che è un'occasione di visibilità che non potete perdere?
È soprattutto l'occasione per l'allargamento e l’esplicitazione dell'opposizione a Berlusconi che va fermato. Anche all'interno di questo contesto la sinistra di alternativa si sta ricostituendo. Il 5 mattina parte la Federazione della sinistra con una serie di altre forze tra cui il Pdci, che noi proponiamo essere la casa di tutte le sinistre di alternativa. E la manifestazione è anche nostra: infatti, ci andremo lavorando per la partecipazione.

Ma non vi mette a disagio manifestare con Di Pietro, che da sempre cavalca tematiche molto diverse dalle vostre?
Nella misura in cui siamo d’accordo con la piattaforma, non abbiamo nessun imbarazzo. Noi accentuiamo le questioni sociali che sono le grandi dimenticate del dibattito politico.

Cosa avete in comune con l'Italia dei valori?
L’opposizione a Berlusconi e la necessità che l'opposizione sia molto forte e non compromissoria. Dopodiché, Di Pietro sul piano politico è legato a una famiglia politica come quella liberale che è di destra. Noi siamo di sinistra.

Quanti dei vostri elettori tradizionali sono ora con l'Italia dei valori?
Questo non sono in grado di dirlo. Di Pietro in questa fase ha goduto del fatto di essere molto visibile mediaticamente perché presente in Parlamento, mentre noi siamo completamente oscurati. Dobbiamo recuperare un po’ di visibilità, la cui assenza ci penalizza moltissimo. E vogliamo ripartire dal tema del lavoro e della precarietà

mercoledì 25 novembre 2009

NO-B DAY – DILIBERTO A BERSANI: “PERCHE’ DUE MANIFESTAZIONI SEPARATE?”


“Perché fare due manifestazioni a distanza di soli sette giorni una dall’altra? Il nostro popolo ancora una volta non ci capirebbe”. E’ quanto chiede Oliviero Diliberto, segretario del PdCI a Pierluigi Bersani. “Il 5 dicembre - continua Diliberto - spontaneamente, è stata convocata una manifestazione di popolo a cui sarebbe sbagliato non partecipare. Il Pd si convinca e scenda con noi in piazza”.

lunedì 23 novembre 2009

No b Day - La distanza "viola" dal passato

Il colore di una bandiera, come di una bandana esprime sempre un senso di appartenenza. Nel movimento operaio il rosso della bandiera o dei fazzoletti al collo esprimeva la condivisione di un progetto, ma anche di una stessa condizione. Tuttavia quel colore segnava, anche, una distanza e una differenza rispetto al potere dominante. Fin qui niente di nuovo. L'«affaire» si complica quando si sceglie un altro colore per marcare una critica rispetto ai comportamenti dominanti in quello che viene ritenuto lo stesso campo. È quanto è avvenuto in Italia nel tumultuoso inverno del 1976, quando i «circoli del proletariato giovanile» scrissero, in una delle loro fanzine, la scelta del viola come colore del loro movimento. Viola, da violare. Viola come invito a rompere il confine invisibile tra le fetide periferie di Milano, Torino, Bologna e Roma, per invadere il centro delle città. Un testo, quello, che suscitò un piccolo scandalo, ma anche un effetto. La sfida ai partiti del movimento operaio era stata lanciata, e l'appartenenza a «l'altro movimento operaio» dichiarata. Testo effimero, ma le vicende dell'anno successivo - il Settantansette - tutto sono state meno che transitorie. Fu la scelta del viola che risultò, quella sì, effimera. Durò il tempo di un autunno e terminò con i violenti scontri a Milano per l'inaugurazione della stagione lirica alla Scala. Eppure quel colore è tornato più volte nelle vicende della sinistra. Alcuni gruppi di donne rivendicarono il viola per segnare simbolicamente la distanza dalla sinistra. E i femminismi hanno sempre dato un grande valore all'analisi del «simbolico». La scelta del viola per l'appuntamento del No-B Day discende forse da altri discorsi, ma segna comunque una differenza e una distanza dalle culture politiche della sinistra. La piazza del 5 Dicembre sarà per questo anche visivamente non confondibile da altre piazze del passato remoto e di quello prossimo. Una scelta che ragionevolmente provocherà spaesamento per gli uomini e donne di sinistra. E che si colloca agli antipodi, ad esempio, dall'uso del verde fatto nelle ultime manifestazioni degli studenti, colore scelto per esprimere vicinanza, empatia con i giovani che nelle strade di Teheran hanno manifestato contro gli ayatollah conservatori. Anche in questo caso è stato privilegiato un colore diverso da quelli «tradizionali». Ma sia il verde che il viola, sottolineano l'intenzione di un'appartenenza. Si mette in campo un tratto distintivo che indica il confine tra il noi e gli altri, cioè quella divisione del campo tra amici e nemici che continua ancora a costituire un passaggio obbligato per l'agire politico.
di Benedetto Vecchi da Il Manifesto.it

domenica 22 novembre 2009

5 dicembre: riparte l'opposizione e parte la Federazione della Sinistra

Nel giorno della manifestazione contro Berlusconi nascerà la "Federazione della sinistra", di cui faranno parte Rifondazione, Pdci, Lavoro e solidarietà e Socialismo 2000. Claudio Grassi la descrive come un passo in avanti rispetto all'Arcobaleno, "un'aggregrazione con un programma politico comune". Via al tesseramento, congresso alla fine del 2010, ma per ora è vietato parlare di partito unico. Sinistra e libertà aderisce al "No Berlusconi day" e decide di sostenere la battaglia del Forum dei movimenti per l'acqua

Attorno alla manifestazione del 5 dicembre prossimo, il "No Berlusconi day" promosso dal popolo della rete, passa il destino della sinistra italiana, quella uscita malconcia dalle elezioni dell'anno scorso in cui non è riuscita a conquistare la rappresentanza parlamentare. L'adesione dei partiti dell'allora "Sinistra arcobaleno" c'è, oggi è arrivato l'annuncio anche dal coordinamento nazionale di "sinistra e libertà". In più, a partire da quella data, Rifondazione comunista e Pdci guideranno l'avvio di un processo di avvicinamento reciproco, la "Federazione della sinistra".
Assieme al Prc e al Pdci parteciperanno alla Federazione anche "Socialismo 2000" e "Lavoro e solidarietà". Il battesimo sarà a Roma, al teatro Brancaccio, a partire dalla nove e mezzo. Poi nel pomeriggio, ha detto il numero due di Rifondazione Claudio Grassi, "tutti in piazza per manifestare contro Berlusconi". La Federazione è pensata in una prospettiva diversa rispetto all'Arcobaleno - il cui fallimento elettorale fu la causa principale del cambio di maggioranza all'interno di Rifondazione e della conseguente scissione avviata dalla componente guidata da Nichi Vendola - e i promotori la ritengono "un passo avanti" rispetto a quell'esperienza. Perché, ha spiegato Grassi, i "cartelli elettorali di fronte alle difficoltà politiche si sciolgono come neve al sole" mentre la Federazione della Sinistra sarà "un'aggregazione con un programma politico comune". Un programma netto per "il superamento del capitalismo e del patriarcato" e una formazione pienamente indipendente, politicamente e culturalmente dal centrosinistra e, quindi, dal Pd.
"La Federazione - ha spiegato Grassi - non si colloca su una posizione genericamente di sinistra e di alternanza, ma su quella della trasformazione, del conflitto e della alternativa di società. Questo significa che con il centrosinistra si possono fare degli accordi su base programmatica, ma senza nessuna subalternita' e senza nessun automatismo". Sarà aperta ad associazioni, soggetti politici, comitati, movimenti locali e nazionali, "un processo aperto ma non indistinto".
Il 5 dicembre verranno costituiti un consiglio politico nazionale, un coordinamento politico ristretto e verrà nominato un portavoce nazionale, che per il primo anno sarà a rotazione tra le forze politiche promotrici. Partirà anche il tesseramento, il primo congresso è fissato per la fine del 2010. "Se non vogliamo costruire un cartello elettorale e un accordo statico tra quattro soggetti politici organizzati - ha rilevato Grassi - è necessario attivare la più ampia partecipazione. Questa non può che partire dal coinvolgimento di tutti gli iscritti in un processo democratico che parta dal basso e dal concetto una testa un voto".
La Federazione, ha concluso Grassi, dovrà cogliere due necessità, dopo "i colpi durissimi" subiti in questi anni dalla sinistra in Italia: "Dare un segnale di unità alla nostra gente, marcando una inversione di tendenza rispetto alle continue scissioni e divisioni e poi non dovrà fare pasticci, né nella direzione di un nuovo Arcobaleno né nella forzatura di un partito unico, per il quale le condizioni non sono ancora mature. Rifondazione comunista, quindi, resta con la sua piena autonomia, ma dal 5 dicembre sarà impegnata in un importante progetto di unità e di rilancio della sinistra comunista di alternativa nel paese".
Movimento anche sull'altro fronte della sinistra "extraparlamentare". A tre giorni dall'esortazione dell'assessore alla Cultura della Regione Lazio Giulia Rodano, anche Sinistra e Libertà ha ufficializzato l'adesione alla manifestazione del cinque dicembre. Lo ha deciso il coordinamento nazionale del movimento, che si è riunito appositamente oggi. Questa la nota diffusa dopo la riunione: "Sinistra, Ecologia e Libertà parteciperà alla manifestazione con la convinzione che sia uno dei momenti della mobilitazione contro il governo Berlusconi, incapace ancora una volta di affrontare serenamente il rapporto con la magistratura e la giustizia e che attraverso la riproposizione di leggi ad-personam come la prescrizione breve intende sottrarsi ai più elementari principi di legalità e democrazia". Sinistra e Libertà inoltre è "convinta che l'opposizione a Berlusconi deve essere innanzitutto opposizione sociale alle scelte economiche e ambientali che questo governo ha fatto". Il coordinamento di Sel incontrerà prima della manifestazione il comitato promotore.
La riunione di oggi segue l'incontro di ieri con il Forum dei Movimenti dell'acqua, nel quale il coordinamento di SeL ha deciso di "sostenere attivamente la campagna lanciata dal Forum dei Movimenti per l'acqua con la quale si chiede alle assemblee elettive di modificare gli Statuti comunali inserendo l'acqua come bene comune non a rilevanza economica. Nelle prossime settimane si svolgerà a Roma un'assemblea nazionale tematica degli eletti di SeL sulla questione specifica della ripubblicizzazione del servizio idrico. Questo sarà uno dei punti di piattaforma politica per la redazione dei programmi delle prossime elezioni regionali, seguendo anche l'esperienza positiva della Regione Puglia". Sinistra e libertà ha annunciato inoltre di stare valutando, assieme ai rappresentanti del Forum dei movimenti per l'acqua, l'opportunità di lanciare un referendum abrogativo.
L'auspicio della dirigenza è che le iniziative possano rilanciare il percorso di Sinistra e libertà, che in poche settimane ha subito la defezione dei Verdi a seguito del congresso (è rimasta nel movimento solo la minoranza dell'associazione ecologisti) e del Partito socialista. Con il Ps la divergenza durava già da qualche mese, vista la riluttanza del segretario Riccardo Nencini a fare passi avanti nel processo federativo. Due giorni fa la segreteria dei socialisti ha praticamente dato il via libera alla scissione, inaugurando il percorso autonomo in vista delle elezioni regionali. Nella stessa giornata Nencini ha incontrato il leader del Pd Pierluigi Bersani. Nel mezzo c'è stato l'oscuramento del portale internet (e il conseguente cambio di indirizzo) del movimento a seguito della pubblicazione di un documento che i socialisti non condividevano.

giovedì 19 novembre 2009

No B Day: 5 dicembre OPPOSIZIONE SOCIALE AL GOVERNO BERLUSCONI




ROMA - In piazza, tutti insieme, il 5 dicembre prossimo contro la politica del governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio. E' l'appello di Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero, che chiedono a tutte le forze dell'opposizione di partecipare al 'No Berlusconi Day', indetto da un gruppo omonimo, che il 9 ottobre ha aperto un sito su Facebook.
L'adesione di Di Pietro e Ferrero viene annunciata all'indomani delle primarie che hanno portato alla guida del Pd Pierluigi Bersani al quale, sottolinea il leader dell'Italia dei Valori, in una conferenza stampa, "rivolgiamo una domanda a cuore aperto: partecipa anche tu".
"Non chiediamo a nessuno di accodarsi e non abbiamo aspettato le primarie - precisa Ferrero - crediamo che questa sia un'opportunità per le opposizioni di ritrovarsi insieme, il nostro quindi è un invito al Pd a cogliere questa occasione. Non credo che i tre milioni di elettori abbiano votato alle primarie solo per scegliere il segretario, c'è voglia di partecipazione, perciò proviamo insieme a costruire un'opposizione. Svegliamoci e ripartiamo con una fase nuova".
Di Pietro attacca duramente il premier: "E' al governo solo grazie a una truffa mediatica" e il suo governo sta attuando azioni "tipiche di un regime, il solo modo democratico per fermarlo è informare i cittadini. Condivido il compagno Ferrero: serve più opposizione". Questa manifestazione, spiega ancora il leader dell'Idv, "non è nè di destra nè di sinistra, è un'iniziativa di persone per bene che hanno a cuore le sorti del paese".
"Chiediamo le dimissioni di Berlusconi - conclude l'appello sottoscritto dai due leader - anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l'incarico di presidente del Consiglio
Ufficio stampa Prc-SE


martedì 17 novembre 2009

Ferrero: Il SI BERLUSCONI DAY è una provocazione fascista


La provocazione dell’onorevole Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl e consigliere politico del ministro Gelmini, che ha dato il via ai preparativi per il “Sì Berlusconi Day” del corteo del No Berlusconi Day che, partito dalla Rete, vede l’adesione di noi del Prc, di tutta la Federazione della Sinistra d’Alternativa e dell’Italia dei Valori, oltre che di tantissime sigle e movimenti della società civile, è la provocazione tipica di chi ha in totale spregio le regole della democrazia e della convivenza civile.
L’idea che la maggioranza di governo convochi una ‘contro-manifestazione’ per impedire la democratica e legittima espressione di chi al governo Berlusconi si oppone, come facciamo noi e come vogliono fare e faranno, assieme a noi, gli organizzatori del ‘No Berlusconi Day’, è un’idea che sta alla base del fascismo e del nazionalismo di massa e cioè di quello che viene definito il sovversivismo delle classi dirigenti.
Restiamo in fervida attesa di apprendere se i supporter e i pasdaran del peggior governo della repubblica porteranno con loro, in piazza, il 5 dicembre, anche manganelli e olio di ricino.

No B Day: le censure dei TG della Rai

A confronto Tg1 e Tg3 sul tema della giustizia e del no Berlusconi Day. Le immagini parlano da sole.








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