«Un fronte democratico contro una destra eversiva, che in Piemonte ha il volto di Cota». Così Armando Petrini, segretario regionale di Rifondazone comunista, spiega l’accordo tecnico della Federazione della Sinistra con la candidata a presidente Mercedes Bresso: «Non abbiamo condiviso lo scivolamento dei contenuti al centro, nato dall’accordo tra Pd e Udc, ma per un senso di responsabilità, di fronte a una destra che disprezza le regole e i diritti dei lavoratori, abbiamo deciso un’alleanza».
Petrini, ma in sostanza in cosa consiste il vostro accordo con Bresso?
Abbiamo due programmi differenti, non abbiamo sottoscritto quello del centrosinistra. Non saremo impegnati in giunta e i nostri consiglieri avranno mani libere. L’intesa prevede che nel listino Bresso sia candidato Vincenzo Chieppa (consigliere regionale, segretario Pdci, ndr). Ci battiamo sui temi a noi più cari: una legge contro le delocalizzazioni, che il Pd insieme al Pdl hanno affossato in Regione, il reddito minimo sociale, un rafforzamento della sanità pubblica, un no al nucleare, condiviso dalla presidente Bresso, e un no alla Tav.
Ecco la Tav, nonostante un totale dissenso con il centrosinistra, avete trovato un’intesa tecnica.
Sul no alla Tav non abbiamo mai mollato, anche di fronte a un sì bipartisan. Ma, ripeto, ci troviamo di fronte a un’emergenza democratica.
E perché sì all’alleanza in Piemonte e no a quella in Campania? Anche lì la situazione è molto delicata.
De Luca è un candidato impresentabile, rappresenta una delle due destre in campo. In Piemonte la situazione è diversa, al di là delle critiche alla Bresso e all’alleanza con l’Udc, non mi sfugge la differenza tra la figura della presidente in carica e quella di Cota, che rappresenta la peggior destra.
Come sono stati i cinque anni di governo Bresso?
Tra luci e ombre, ma con diversi aspetti positivi. Si poteva fare di più, ma si è fatto molto. E non lo rinneghiamo. Nel sociale e nella sanità, per esempio l’investimento al reddito o la difesa dei servizi pubblici.
Cosa vi spaventa dell’Udc?
Che venga messa in discussione l’ultima politica sanitaria. Quella che, con gli assessori Mario Valpreda ed Eleonora Artesio, ha combattuto l’avanzata dei privati. Inoltre, l’Udc non ha una posizione chiara sul nucleare.
Il centrodestra vi ha attaccato per gli sprechi, 100 milioni, soprattutto nella sanità.
Dovrebbero avere il buon senso di tacere, quando hanno governato hanno lasciato un buco di bilancio enorme. Scandali e corruzione, non presunta. Accertata.
Le vere emergenze del Piemonte?
Il lavoro, prima di tutto, per questo è necessaria la costruzione di una politica industriale. E poi una inversione nelle scelte infrastrutturali: basta investire risorse ed energie nella Tav e nelle grandi opere, dobbiamo invece rafforzare il trasporto locale.
Lunedì 29 quale sarà l’esito?
Mi auguro che aver costruito un fronte ampio possa portare a un risultato positivo. Anche se, con un programma condiviso e di sinistra avremmo tolto ogni incertezza. Sono soddisfatto che la Federazione della sinistra, seppur in una fase transitoria, stia suscitando un crescente interesse.(m.rav.)
19.02.2010
Bussoleno, h 18 - "Fiaccolata per la dignità" del popolo No Tav
|Appuntamento in piazza del mercato| La valle torna in piazza, mentre emergono altri particolari sui pestaggi della notte tra il 17 e il 18 febbraio a Coldimosso.
La Val di Susa non ha paura! L'aveva già detto un mese fa mentre gli squallidi signorotti dei vari palazzi vantavano grandi risultati per l'installazione di qualche trivella, resa possibile sola con una scorta di mercenari degna di truppe d'occupazione.
'La Valle' - come viene affettuosamente chiamata dai tanti torinesi che da anni fanno parte del movimento NoTav - continua ad essere territorio indomito e barbarico per chi vuole imporvi la propria pax romana (o torinese che sia!). Strani barbari questi valligiani: uomini e donne di ogni età, estrazione sociale (ma ben pochi sono gli 'sgnur'), provenienza politica, storie personali e retroterra culturale. Hanno una colpa: non arrendersi e non accettare un destino già scritto da altri per loro. E non sembrano proprio essere in vendita, non c'è soldo che li compri. Quand'è così, se non funziona la carota... ben vengano i manganelli!
E' quello che devono aver pensato i dirigenti dell' "ordine pubblico" che l'altra sera hanno ordinato una carica contro i 300 notav che ancora una volta, indefessi, assediavano la trivella, colpevoli del gran crimine di tirare qualche scherzosa palla di neve e gavettoni. Un plotone di Carabinieri parte in esecuzione sommaria, lasciando a terra, letteralmente massacrati, un ragazzo trentenne di Torino e una valligiana di 45 anni. I due, senza troppo vittimismo, hanno mandato al coordinamento dei comitati riunito ieri sera in riunione a Condove, un messaggio che dice tutto di questo movimento.
Marinella Alotto: «Quello che è successo è triste. Ma dà più forza alle nostre convinzioni». E ancora: «Quando si lotta, sono cose che possono succedere»!
Simone, dalla sua, ringrazia il movimento per la vicinanza, fa sapere di star meglio e commenta: «Non era certo la prima volte che prendevo manganellate ma mai così forte come quella notte»!
Interessanti retroscena
A due giorni dai fatti emergono intanto ulteriori dettagli sulla notte tra 17 e 18. Il movimento ha sottolineato il differente comportamento rispettivamente tenuto dall'ospedale di Susa e di quello delle Molinette a Torino. Mentre il personale del primo ha avuto un profilo "eccezionale", rifiutandosi di consegnare dati dei ricoverati e allontanando fisicamente vari esponenti delle forze dell'ordine in divisa e in borghese un po' troppo curiosi, i dottori delle Molinette hanno invece autorizzato lo scorrazzare impunito di agenti della digos per i corridori dell'ospedale. solo l'intervento di molti amici e amiche che li hanno allontanati, prima con le buone, poi con qualche spintone.
Racconta Simone che nella 1a giornata di degenza ospedaliera ha avuto pure l'onore di ricevere la poco gradita visita del vice-questore Sanna in persona (accompagnato da un energumeno), preoccupato per le sue gravi e incerte condizioni di salute... Il ferito NoTav ha avuto la prontezza di declinare qualsiasi offerta e di non aver bisogno di niente, precisando che anche se non lo conosceva di persona (il vice), lo conosceva di fama (il vice-questore era alla guida della ruspa che nel 2005 "sgomberò" Venaus, senza particolare attenzione per il materiale umano che si frapponeva tra lui ed il suo obiettivo).
PD: Partito Disastro
Su tutti brilla però per squallore e pratica delatoria il Pd torinese che non perde occasione per ribadire la propria assoluta ed incondizionata solidarietà di rito alle forze dell'ordine.
Nel documentino firmato dagli "onorevoli" Esposito e Portas, (esponenti di quel disastro politico che dalla propria fondazione riesce solo ad accumulare sconfitte e cali di consenso) vengono additati quali responsabili dei "disordini", "i capi di Askatasuna ed altri esponenti dell’anarchismo". Segue la solita tiritera sull'infiltrazione di "cattivi" dentro un movimento ingenuamente buono quanto poco consapevole delle sorti magnifiche e progressive del super-treno.
La risposta migliore a queste ormai stanche insinuazioni è quella data dagli "estremisti" di Ambiente Valsusa:
«Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di "antagonisti". Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini...»
(3 feriti, uno molto grave, dopo gli scontri "più strani" della storia No TAV)
Qualche parola in più meritano però gli estensori di questo tristo appello e il Partito che rappresentano. Con queste leccate di culo a "tutori dell'ordine", collaborazionisti di ogni risma e poteri forti Esposito (e dietro di lui, il suo tirapiedi) pensa forse d'iniziare a farsi strada come possibile successore al vuoto politico che presto lascerà l'uscente Chiamparino.
Quanto al suo partito, che dire...? Può ancora chiamarsi così un'impresa fallimentare mantenuta coi soldi pubblici? Un partito neanche più in grado di portare avanti una sola delle sue attività "militanti" senza ricorrere a cooperative di lavoro precario e sottopagato (speso migrante): attacchinaggio, servizio d'ordine... pure il semplice servizio di base ad una sempre più impresentabile Festa dell'Unità !?!
Come ha sottolineato molto bene Marco Revelli nell'editoriale di oggi sul Manifesto, "quanto è accaduto in Val di Susa nella notte tra mercoledì e giovedì è terribilmente significativo dell'Italia di oggi". Da un lato il disastro di un regime da belle èpoque declinante, tra orge di ricchi e speculazione politico-economica sui disastri e sui deboli, dall'altra forze di polizia che massacrano 300 cittadini colpevoli di difendere il proprio territorio. Il movimento NoTav sa bene da che parte della barricata sta il Partito "Democratico". Infoaut_Torino
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17 febbraio 2010 Valle di Susa
C'è qualcosa di strano nell'attacco dei militi stasera contro i manifestanti nei pressi di Susa.
Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di "antagonisti".
Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini..
Da settimane i No TAV e la polizia si affrontavano di fronte alle trivelle che portavano avanti la "farsa Virano" dei sondaggi... un modo per ottenere qualche spicciolo da una sbadata UE, propensa a credere alle panzane circa "il tutto va bene in valle di Susa, adesso si dialoga".
Sembrava che prefetto e politica avessero intenzione di tenere un "livello basso" ovvero piazzare le trivelle di notte, senza farsi notare, evitare lo scontro diretto con gli oppositori, che peraltro si limitavano a fare baccano e sberleffi, ma non hanno mai ecceduto in animosità.
Invece stasera è successo qualcosa di strano, come se fosse scattato un ordine superiore, un ordine che se c'è stato, può avere un'implicazione politica o una spiegazione economica. Magari non è stata neppure estranea alla cosa la visita di De Magistris, oggi, al presidio di Rivoli (non dimentichiamo che l'ex magistrato si occupa di bilanci e contributi UE).
L'implicazione dipende dal fatto che le elezioni si avvicinano ed il comportamento dei militi può anche spostare voti da uno schieramento all'altro...
Se è vero che la differenza di voti tra i 2 schieramenti è di poche migliaia, le botte cattive, esagerate, che hanno mandato all'ospedale 3 persone, di cui una molto grave, sono probabilmente in grado di spostarne più e meglio di uno SPOT elettorale, e senza nessuna "Par Condicio".
La spiegazione economica può anche legarsi con l'implicazione di cui sopra, ma non necessariamente.
Si tratta della difficoltà dichiarata da Scajola recentemente circa il reperimento delle risorse necessarie a realizzare tutte le "Grandi Opere". Se dovessero abbandonare la Torino Lyon, almeno momentaneamente, dovrebbero avere un alibi migliore... magari dare la colpa ai valsusini,
teste dure, che rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Sì, questo potrebbe essere un alibi migliore! Falso, ma migliore. Anche di fronte ai francesi, che potrebbero richiedere le penali, sarebbe un buon alibi. E poi resta il fatto che nessuno ha ancora dimostrato che l'opera in questione sia tecnicamente realizzabile.
Certo, l'ideale per questi signori sarebbe prendere i 670 milioni di Euro, darne 1/3 alla Francia come da contratto, e chiudere la questione delle penali con i cugini, e magari contemporaneamente non dover restituire nulla all'Europa anche se non si parte, perchè "l'opera viene solo rimandata" a tempi migliori... Forse per ottenere ciò bisognerà ancora fare un piccolo passo... cominciare il tunnel geognostico di Chiomonte, che poi un buco, se resta incompiuto, si sa sempre come riempirlo con un adeguato ritorno economico...
Insomma. c'è un solo problema... l'Europa a Bruxelles sarebbe meglio che non venisse a sapere degli scontri, dei feriti, e se ci sono sono stati sono solo degli squatters, autonomi, gente che vagabondava, cattivi Blak Blok con il passamontagna nero calato fin sugli scarponi, infatti non li abbiamo manganellati, sono inciampati nel passamontagna... Oppure troveranno un'altra scusa. A pensarci bene Virano potrebbe dire ai commissari che è stato uno spiacevole incidente, un manganello sfuggito ad un poliziotto sprovveduto mentre girava la polenta insieme ai manifestanti. Una sorta di incidente durante un happening tipico delle ospitali popolazioni valsusine, che si offendono se non mangi la polenta con loro. Forse alla UE lo prenderanno ancora una volta sul serio e tutto bene ciò che finisce bene. Ditelo anche ai manganellati ed al ragazzo in ospedale...
Tanti auguri ai feriti, speriamo bene, e per quello che riguarda le "forze dell'ordine", mentre tornate a Torino, fate un giro nei paesi, prendete a manganellate qualche ladro, qualche deficiente che viaggia ubriaco, qualche spacciatore, così almeno visto che Vi paghiamo noi e non Virano, fate anche un pò del lavoro che "state lasciando indietro" a causa delle amate trivelle della compagnia VCBS (Virano-Chiampa-Bresso-Saitta).
E dire che tutto era cominciato così: Video e commento
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NO-TAV - Comunicato stampa del 17 febbraio
Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato dai NO TAV. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della notte, il luogo improbabile dell'ennesimo sondaggio truffa (sotto il cavalcavia autostradale) e il blitz a sorpresa a lampeggianti spenti.
Invece l'allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato.
Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l'S72.
Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell'ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di
persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che "a freddo" ordina ai suoi uomini di
caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell'ordine.
Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l'autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella.
Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per poter garantire una via di fuga a loro, alla trivella e agli operai GeoMont, non possono far altro che mettersi a tagliare con il cannello il guard-rail
che dà sull'autostrada, anch'essa bloccata, e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo "volante" contiguo al cantiere appena installato.
Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell'autostrada e si fanno uno svincolo tutto per loro. Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri, in una zona già stratigraficamente conosciuta.
E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni...
...a sarà dura...ma sempre per loro!
Comitato no tav Spinta dal Bass - Spazio Sociale libertario Takuma
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(AGI) - Torino, 8 feb - E’ stato presentato formalmente oggi l’accordo tecnico elettorale tra la candidata del centro sinistra alle prossime elezioni regionali del Piemonte e presidente uscente Mercedes Bresso e la Federazione della Sinistra, che raggruppa Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani e Lavoro e Solidarieta’. “Non si tratta di un accordo che implica una condivisione programmatica - ha spiegato Bresso - tuttavia c’e’ condivisione di alcuni temi importanti sollecitati dalla federazione della Sinistra, come la difesa dell’occupazione, la tutela del reddito e la dignita’ del lavoro, il miglioramento dell’efficienza dei servizi pubblici piemontesi e il contrasto di ogni forma di xenofobia”.
L’intesa prevede un posto per un esponente della Federazione della Sinistra nel listino della presidente Bresso.
“Riteniamo - ha detto ancora Bresso - che questo accordo ci renda piu’ forti per battere una destra sempre piu’ inquietante e nello stesso tempo garantisca alla Federazione di Sinistra un diritto di tribuna”.
Secondo il segretario regionale di Rifondazione Comunista Armando Petrini “questo accordo ha lo scopo di costruire un fronte democratico il piu’ ampio possibile per tentare di impedire al candidato Roberto Cota di diventare presidente. Inoltre, e’ un segnale di intelligenza politica, perche’ uniamo le forze per far fronte ad un’emergenza”.
“Cota ha fatto in questi giorni una serie di dichiarazioni contro questo accordo - ha commentato il segretario del Pdci Vincenzo Chieppa - fatto che ci dimostra che stiamo facendo la cosa giusta. Questa volta il consenso per noi vale doppio: e’ utile per battere la destra e serve per richiamare le altre forze dello schieramento ad avere piu’ contenuti di sinistra”.
Per Fulvio Perini di Lavoro e Solidarieta’ “sara’ una battaglia a difesa dei lavoratori. Questo e’ il nostro principale obiettivo”.(AGI) Cli/chc