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sabato 20 febbraio 2010

Cosentino ritira le dimssioni


"Apprezzo molto che Nicola Cosentino abbia accolto il mio invito a ritirare le dimissioni da membro del governo e da coordinatore regionale, dimostrando cosi' quanto gli stia a cuore il futuro della Campania". Cosi' il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla notizia del ritiro delle dimissioni da parte del sottosegretario Nicola Cosentino.

"Durante il nostro incontro abbiamo stabilito che le liste regionali, con le quali ci presenteremo agli elettori, saranno caratterizzate da una forte presenza di giovani e di donne capaci di dare un nuovo e decisivo contributo al rilancio di una regione fortemente penalizzata da quindici anni di malgoverno della sinistra. A lui dunque va il mio augurio di buon lavoro in questo clima di rinnovato entusiasmo".

"Ho ritirato le mie dimissioni. Ora l'obiettivo e' vincere uniti in Campania". Alla fine Nicola Cosentino scioglie la riserva. Dopo l'ultimo faccia a faccia con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli nel pomeriggio si lascia convincere e arriva la decisione: "Resto al mio posto".

Il sottosegretaio all'Economia spiega all'AdnKronos: "Ho incontrato piu' volte il presidente Berlusconi, ieri, stamattina, di nuovo nel pomeriggio. Adesso abbiamo un solo scopo comune: battere la sinistra dopo 15 anni di malgoverno. Dobbiamo farlo tutti insieme, al fianco di Stefano Caldoro".

Cosentino assicura di aver avuto "garanzie" dal premier "per realizzare il mio progetto politico. Lo ripeto, questo e' il momento di lavorare insieme, con tutti i dirigenti locali del partito, a sostegno di Stefano".

Nel pomeriggio sulle dimissioni c'era stato un giallo. Perché dopo l'incontro con Berlusconi, arriva la notizia del ritiro delle dimissioni. Però poi è la portavoce del sottosegretario a smentire e a parlare di "pausa di riflessione". Poi la dichiarazione di Berlusconi che chiude la questione
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giovedì 26 novembre 2009

No all'arresto e Cosentino si salva



La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di arresto avanzata dai magistrati campani per il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. I voti contrari alla richiesa di custodia cautelare sono stati 11, 6 quelli favorevoli, una astensione.

La maggioranza ha votato compatta, mentre nell'opposizione ci sono stati alcuni distinguo. Il Pd ha votato a favore della richiesta di custodia catuelare, ad eccezione dell'esponente radicale Maurizio Turco che si è astenuto e che presenterà una relazione di minoranza in aula.

Si è detto contrario alla richiesta di arresto per Cosentino, ma con motivizoni diverse da quelle di Pdl e Lega. Nell'Udc un voto a favore dell'arresto, quello di Pierluigi Mantini, mentre contrario è dichiarato in sede di voto il suo collega di partito Domenico Zinzi. Alla votazione ha partecipato anche il presidente della Giunta Pierluigi Castagnetti, favorevole alla richiesta avanzata dai magistrati campani. La proposta della Giunta sarà al vaglio dell'assemblea di Motecitorio e dovrebbe approdare in aula entro il 10 dicembre prossimo. Oltre a quella di Maurizio Turco, saranno tre le relazioni di minoranza, che si affiancheranno a quella di maggioranza: una rappresenterà l'esponente dell'Italia dei valori Federico Palomba, la seconda sarà quella dell'Udc Mantini, la terza quella della componente del Pd della Giunta, Marilena Samperi.

«Abbiamo votato per l'autorizzazione agli arresti dell'onorevole Cosentino e presenteremo in Aula una puntuale relazione di minoranza perchè abbiamo ritenuto che i gravi elementi circostanziati e riscontrati nell'ordinanza del Tribunale di Napoli escludano il fumus persecutionis», spiega, la capogruppo del Pd nella Giunta per le autorizzazione a procedere della Camera, Marilena Samperi: «L'accertamento della responsabilità penale spetta alla magistratura competente. Noi ci auguriamo un corso rapido della giustizia nel rispetto delle garanzie costituzionali».

Del caso è stato investito anche il Senato, chiamato a votare due mozioni presentate dall'opposizione che chiedevano le dimissioni di Cosentino. Entrambe sono state respinte. La mozione del Pd, che aveva come primo firmatario il vicecapogruppo Luigi Zanda, ha ottenuto 116 voti favorevoli, 165 contrari e 2 astenuti. Quella di Italia dei Valori, primo firmatario Felice Belisario, ha avuto 95 sì, 170 no e 17 astenuti. Non hanno partecipato alla votazione i due senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca e il senatore del Pd Pietro Marcenaro.

"Oggi i senatori col loro voto possono far capire al Paese d'aver coscienza della misura e dei limiti del loro potere e dimostrare senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni. Oggi il Senato col suo voto può restituire ai cittadini un pò di rispetto per il Parlamento". Così, intervenendo nell'Aula del Senato, il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda, primo firmatario della mozione del Pd che impegna il governo ad 'invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.

'Il Gruppo del Pd chiede che la votazione non avvenga a voto segreto. Lo chiede perchè la mozione non riguarda la colpevolezza o l'innocenza dell'onorevole Cosentino, ma riguarda l'onore, la dignità e il decoro del Governo. Ed è bene che i cittadini italiani e l'opinione pubblica internazionale possano conoscere il nome e il cognome dei parlamentari che hanno difeso l'onore e il decoro del Governo italiano. 'Chi siede in Senato - continua Zanda - sente il peso dell'ampio giudizio negativo dell'opinione pubblica sui privilegi veri o presunti della politica e sugli eccessi dei comportamenti di tanti uomini politici. Noi non possiamo rimuovere la protesta della gente, non considerare le nostre responsabilità nella pericolosa, ma purtroppo comprensibile diffusione nel nostro Paese di sentimenti di antipolitica e di sfiducia nelle istituzioni.

Due giorni fa - aggiunge il vicepresidente dei senatori del Pd - l'onorevole Granata ha detto che chi crede nella legalità,
nell'antimafia, nella giustizia, chi ha senso dello Stato, viene guardato come un appestato. Nella società italiana c'è oggi un visibile, chiarissimo, quasi palpabile precipitare della tenuta morale, c'è un diffuso rifiuto di ogni senso del limite, c'è un'ostentata volgarità nell'uso del potere che sta danneggiando la nostra credibilità e riducendo il nostro Paese a zimbello della comunità internazionale. Oggi il Senato può fare un gesto per fermare questa derivà.

'Il Senato deve riconoscere all'onorevole Cosentino, come a tutti i cittadini, il diritto di essere considerato non colpevole sino alla condanna definitiva. Ma, contemporaneamente, deve solennemente affermare il fondamentale principio di etica politica che vieta a un cittadino nei cui confronti la magistratura ha emesso un ordine di custodia cautelare per rapporti con la criminalità organizzata di far parte del Governo. Il Senato - conclude Zanda - ha il dovere di chiedere al Governo che su nessuno dei suoi membri resti l'ombra di possibili rapporti con la camorra

venerdì 13 novembre 2009

Fini umiliato. Berlusconi candida Cosentino in Campania.



da Dazebao.org  |  Ancora un colpo per Gianfranco Fini assestato da Berlusconi. Il  sottosegretario all'Economia e coordinatore del Pdl  della Campania, Nicola Cosentino, per il quale pende la richiesta di arresto per consorso esterno in associazione mafiosa,  ha reso noto che "mantiene la candidatura" a presidente della Regione. L'annuncio dopo un incontro a Palazzo Grazioli con Berlusconi che - dice Cosentino - " ha preso atto di questa posizione" e gli ha espresso "la più ampia solidarietà".

Una smentita, uno schiaffo in faccia per il presidente della Camera che proprio ieri aveva sostenuto che il sotosegretario non sarebbe stato candidato e che anche Berlusconi aveva espresso identica posizione. Cosentino sarebbe rimasto sotto se non fosse stato presentato ma, assicurava Fini, non sarebbe stato presente alle elezioni regionali di  marzo. Dagli  ambienti del presidente della Camera si faceva circolare la notizia che l'intesa fra Fini e Berlusconi sulla esclusione del  sottosegtretario dalle liste elettorali   faceva parte dell'accordo che ha portato al disegno di legge che evita al premier di essere processato.

Parlando dell'incontro con Berlusconi  chiarisce. "Gli ho spiegato le ragioni del territorio, non possono essere i procuratori  a decidere l'evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c'è un largo consenso" e "non faccio un passo indietro". 
 Il sottosegretario ha illustrato la situazione al premier, ma lui "conosceva un po' le carte processuali".  Berlusconi ha preso atto della decisione di 
Cosentino di andare avanti e - spiega il sottosegretario "non saranno brevissimi i tempi per la scelta delle candidature". "Berlusconi - assicura - non mi ha chiesto di fare un passo indietro". 
Riferendosi  alle posizioni sostenuteda Gianfranco Fini ha detto: " E' giusto che lo faccia, ma lui deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio"

"La mia candidatura - afferma Cosentino - non nasce dal nulla, ma è espressione dell'intera regione 
Campania. Mantengo questa candidatura  perché è ancora forte e nasce dal territorio. Qualsiasi scelta diversa dovrà tenere conto delle indicazioni del territorio" E la destra fa muro attorno a Cosentino e spara palle infuocate contro il magistrati napoletani.  Trenta senatori del Pdl hanno presentato un'interrogazione urgente al ministro dellaGiustizia sollevando, così come aveva  fatto un gruppo di deputati della Camera qualche giorno fa, il problema "del clima di preoccupante conflittualità che regna presso la procura della Repubblica di Napoli". "I senatori  hanno chiesto  un'ispezione urgente alla Procura di Napoli avanzando pesanti accuse  sulla gestione di quell'ufficio.Hanno chiesto addirittura di conoscere  se" i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l'equidistanza e l'indipendenza dei magistrati che procedono alle indagini". Insomma da accusatori i magistrati che hanno la sola colpa di esercitare  la loro funzione, di battersi contro la camorra, di mettere a nudo il torbidoi intreccio fra criminalità e certa politica t diventano per i parlamentari della maggioranza , per la corte berlusoniana, degli accusati. La riprova del potere che  in Campania come in Sicilia, in Calabria, ma anche in Lombardia, nelle regioni del Nord, hanno i clan camorristi mafiosi.

mercoledì 11 novembre 2009

Ferrero a Berlusconi: "Ma quando si dimette Cosentino?"


In merito all’avviso di garanzia ricevuto dall’onorevole Nicola Cosentino per appoggio esterno in associazione mafiosa, stante la presunzione d’innocenza che vale per ogni cittadino italiano e in attesa che l’inchiesta della magistratura faccia il suo doveroso corso, chiedo al governo Berlusconi com’è possibile che Cosentino possa continuare a svolgere il proprio delicato incarico di sottosegretario all’Economia. Se, come ha detto il presidente della Camera Fini, che Cosentino possa svolgere il ruolo di candidato del Pdl per la carica di governatore della Campania, in quale “novero di possibilità” è, per il presidente del Consiglio, la possibilità che Cosentino continui a svolgere il ruolo di membro del governo della Repubblica?

Il Pd salva Cosentino - I nomi-


Da L'espresso.it (del 30 gennaio)


Mercoledì scorso la Camera ha respinto una mozione (presentata da esponenti del Pd, dell'Idv e dell'Udc) per far dimettere il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, accusato da sei pentiti - come ha scritto "L'espresso" nelle scorse settimane - di fiancheggiare il clan camorrista dei Casalesi. Nella mozione, di cui il democratico Soro è stato primo firmatario, si ricordano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, l'inchiesta della Procura di Napoli, i presunti patti elettorali tra l'esponente di Forza Italia e i boss di Casal di Principe. "A prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la magistratura", recitava la mozione, "è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese; ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo, peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del Cipe". La mozione impegnava il Governo ad invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.


La mozione non è passata perché, se la maggioranza di centrodestra ha difeso compatta il sottosegretario, molti esponenti del Partito democratico si sono astenuti, mentre altri hanno preferito uscire dall'aula e non votare. Tra l'altro, date le molte assenze nelle file del Pdl, se il Pd avesse votato compattamente per la sua mozione questa avrebbe avuto ottime possibilità di passare. Spicca in modo particolare l'assenza dal voto del segretario del Pd Walter Veltroni, che in
un'intervista a L'espresso aveva chiesto le dimissioni di Cosentino. In 22 erano assenti, altri sette risultavano in missione. Alcuni dei presenti sono addirittura rientrati subito dopo la bocciatura, e hanno ripreso a votare altre risoluzioni.


Nella lista qui sotto - diffusa Sinistra democratica - i parlamentari Pd, che con il loro voto contrario, la loro astensione o la loro assenza hanno determinato l'esito della votazione.
Hanno votato contro gli onorevoli: Capano e Sposetti.
Si sono astenuti gli onorevoli: Bachelet, Cuperlo, Parisi, La Forgia, Bernardini, Madia, Mantini, Maran, Boccia, Capodicasa, Concia, Coscioni, Ferrari, Giachetti, Ginefra, Marini, Mecacci, Recchia, Sarubbi, Schirru, Tempestini, Turco Maurizio, Vannucci, Viola, Zamparutti Zunino.
Non hanno partecipato al voto, nonostante in giornata fossero presenti in aula, gli onorevoli: Tenaglia (ministro ombra della giustizia), Calearo, Fioroni, Gasbarra, Lanzilotta, Letta Enrico, Morassut ,Bobba, Sereni, Vassallo, Merloni, Boffa, Bonavitacola, Bressa, Bucchino, Carra, Castagnetti, Corsini,Cuomo, D'Antona, De Pasquale, De Torre, Fadda, Ferranti, Fiano, Fiorio, Genovese, Giacomelli, Giovannelli, Gozi, Losacco, Lovelli, Lulli, Marantelli, Margiotta, Mosca, Murer, Narducci, Pedoto, Piccolo, Rosato, Russo, Samperi, Scarpetti, Servodio, Testa, Vaccaro, Vassallo, Vernetti, Vico.
Erano assenti gli onorevoli: Veltroni, Bersani, Colannino, D'Alema, Lusetti, Melandri, Pistelli, Touad, Ventura, Gentiloni, Beltrandi, Calvisi, Cenni, Colombo Furio, Damiano, Gaglione, Luongo, Lusetti, Marroccu, Melis, Motta, Portas, Tullo, Calipari.
Risultavano "in missione" gli onorevoli: Fassino, Migliavacca, Bindi, Albonetti, Barbi, Farina, Rigoni.
(30 gennaio 2009)


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