mercoledì 18 novembre 2009

Thyssen Krupp - Licenziamenti: "Operai" contro Operai


Ci sono degli operai indagati per falsa testimonianza al processo Thyssen che è ripreso oggi presso la procura di Torino. Ma anche il direttore della fabbrica. Sono lavoratori dell'azienda comparsi in aula nelle scorse udienze in veste di testimoni, oltre a un dirigente che risulta indagato per istigazione alla corruzione. Quest'ultimo dovrebbe essere Cosimo Cafueri, responsabile dello stabilimento torinese della multinazionale dell'acciaio, già imputato di omicidio colposo per l'incendio che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai. Cafueri, che verrà interrogato nei prossimi giorni dai magistrati della procura di Torino, è indagato per istigazione alla falsa testimonianza.

Alcune dichiarazioni degli operai non hanno convinto la pubblica accusa, rappresentata in aula da Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo. Il punto controverso riguarda la risposta secondo cui non ci sarebbero stati contatti con nessuno in relazione ai contenuti della testimonianza deposta davanti ai giudici della Corte d'Assise. 

Tensione davanti a un'azienda del gruppo Thyssen nel bresciano. Intanto, mentre oggi il processo è ripreso con la deposizione di altri sei testimoni della difesa, ci son stati momenti di tensione davanti all'azienda Rothe Erde - Metallurgica Rossi, che produce cuscinetti volventi e fa parte del gruppo Thyssen Krupp. Due gruppi di operai si sono fronteggiati da una distanza di quindici metri e, anche se non sono mai entrati in contatto fra loro, le forze dell'ordine hanno dovuto impegnarsi per calmare gli animi. Da un lato vi sono gli operai raggiunti dai licenziamenti, in tutto 45, e quelli che stanno dando loro solidarietà, dall'altro i colleghi che invece vorrebbero entrare nell'azienda per lavorare.

Un gruppo di operai elude la sorveglianza e torna al lavoro: per i licenziati «un comportamento molto scorretto da parte dei nostri colleghi». Mentre veniva annunciata la possibilità di una riapertura delle trattative che riaprirebbe uno spiraglio rispetto al licenziamento comunicato un mese fa, un gruppo di operai e impiegati che da giorni vogliono tornare al lavoro è riuscito ad entrare nell'azienda da ingresso secondario nonostante il blocco dei lavoratori licenziati. «Ho presidiato il cancelletto ogni notte - racconta un operaio che ha perso il lavoro - perchè sapevo che qualcuno sarebbe entrato. Hanno approfittato di un momento di distensione, il primo da un mese a questa parte. Un comportamento molto scorretto anche quello dei nostri colleghi». Verso le 14 e 30 due impiegati sono usciti dal cancelletto "della vergogna" accolti dagli applausi sprezzanti dei colleghi. «E' un'azienda che non sa mantenere la parola data - ha dichiarato uno dei licenziati non è stato utilizzato alcun ammortizzatore sociale, dopo vent'anni qua dentro mi hanno licenziato dall'oggi al domani». Infine è giunta la comunicazione che oggi non ci sarà nessun incontro con i dirigenti: «Quell'annuncio che ci aveva dato speranza - commenta un operaio - a questo punto forse è stato fatto apposta».

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