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lunedì 1 febbraio 2010

La candidatura di Goracci: "E' stata una scelta necessaria: mentre gli altri si dilaniavano, noi parlavamo con la gente"


L’uomo è navigato ma una certa emozione non la nasconde: “Non nascondo l’emozione per questa scelta – ha detto il sindaco di Gubbio Goracci durante la conferenza stampa di questa mattina – che rappresenta una parte di storia importante di questa regione”. Il Prc dunque, “di fronte allo spettacolo poco edificante del Pd”, propone un suo candidato alla presidenza. Una scelta, secondo Goracci, che andava fatta addirittura qualche giorno prima: “La scelta che oggi rendiamo nota - dice - non solo è necessaria, ma addirittura avremmo dovuto farla qualche settimana fa, perché la gente dell'Umbria non si può permettere di aspettare ancora che il Pd risolva le sue numerose problematiche interne. Facendo, in questo modo, un danno non solo a sé stesso ma a tutto il centrosinistra ed ai cittadini umbri. Un danno per il quale dovrebbe chiedere scusa''.
L’occasione delle primarie, secondo Goracci, servirà anche “per parlare ai tanti elettori della sinistra che ci sono in Umbria. Io di certo non sono un grande amante delle primarie, ma di fronte a questa incapacità del Pd questa scelta si è rivelata necessaria”. Goracci poi si sofferma sullo scenario politico degli ultimi mesi e sottolinea che “mentre il Pd è stato capace soltanto di dilaniarsi, senza però essere in grado di intercettare i sentimenti e la realtà della gente comune, questo lavoro è stato portato avanti dal Prc”. A sostegno della sua tesi il sindaco eugubino porta alcuni esempi: “Anziché di mandati, statuti e ricorsi, noi abbiamo provato a parlare, ad esempio, della grande emergenza del lavoro: ci siamo dimenticati della crisi della Merloni che sta mettendo in ginocchio 1070 dipendenti?”.
Oltre alle tematiche del lavoro, Goracci intende mettere sul piatto della discussione altri punti che lui ritiene decisivi per quella politica di sinistra che, come ha ribadito anche stamattina, “in questa coalizione non può mancare: c’è bisogno di chi ha una lettura diversa delle cose”. E allora, oltre a ribadire un no forte al nucleare e la necessità di una forte riflessione sulla laicità, secondo il sindaco c’è bisogno di una grande valorizzazione delle politiche ambientali, come un’intensa opera di ripubblicizzazione delle acque ad esempio. Così come c’è la necessità di un “ragionamento sulle infrastrutture: non parlo solo di strade e autostrade, che vanno fatte evitando di devastare il territorio, ma anche di infrastrutture immateriali come quelle telematiche che sono decisive per uno sviluppo della regione”.
SCHEDA BIOGRAFICA DI ORFEO GORACCI
Di professione maestro elementare, diviene segretario del PCI nel 1987, dopo tre anni passati alla guida della locale sezione della FGCI. Nel 1988 è capogruppo in Consiglio comunale, e nel 1989 viene nominato assessore all'ambiente e ai lavori pubblici.
Nel 1992 aderisce al Partito della Rifondazione Comunista. Nello stesso anno viene eletto alla Camera dei Deputati, dove resta fino al 1994, mentre dal 1995 al 2000 siede nel Consiglio regionale dell'Umbria, e per quattro anni è anche vice-presidente della Giunta regionale.
Nel 2001, sostenuto da Rifondazione Comunista, Verdi e una lista civica, viene eletto Sindaco di Gubbio al ballottaggio con 10.623 voti; è confermato nel ruolo di primo cittadino anche dopo le consultazioni del 2006, nelle quali riceve oltre 11.000 preferenze.
Membro del comitato politico nazionale di Rifondazione in quota alla mozione 1 (Ferrero, Grassi), Goracci è stato candidato alle elezioni europee del 2009 nella Circoscrizione Italia centrale per la lista anticapitalista formata da PRC e PdCI.

lunedì 25 gennaio 2010

PrC Locorotondo: La vittoria di Vendola è la vittoria della Sinistra


Comunicato stampa:
La Puglia ha detto no ai diktat delle “gerarchie” partitiche e dei baroni della politica: ha vinto la partecipazione popolare, il desiderio dei pugliesi di decidere del proprio futuro.
E’ stato riconosciuto il percorso, che pareva interrotto, avviato 5 anni fa. E con esso l’ idea che la sinistra può vincere senza snaturarsi.
La vittoria di Nichi Vendola, sostenuta da una così grande partecipazione, impone al centro sinistra programmi chiari e scelte nette che contrastino le aperture opportunistiche verso i potentati economici che intendono appropriarsi del nostro territorio.
Ora è il tempo dei programmi e delle scelte, a partire dalla modifica della legge elettorale regionale con la quale si vorrebbe espellere la sinistra dalle istituzioni.
Rifondazione Comunista, che con lealtà e generosità ha contribuito a questa vittoria, è da ora impegnata alla costruzione di una coalizione i cui contenuti siano in contrasto con le politiche razziste e conservatrici del governo Berlusconi ma anche contro la subalternità culturale e politica presente in settori della sinistra.

Bari, 24 gennaio 2010 Nicola Cesaria
Sabino De Razza
Segretari Regionale e Provinciale
Rifondazione Comunista

FERRERO: LA SINISTRA UNITA VINCE IN PUGLIA SUI RICATTI CENTRISTI



Roma, 24 gennaio 2010.

Comunicato stampa.

Dichiarazione di Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra.

La vittoria che si va delineando da parte di Nichi Vendola nelle primarie pugliesi, ci dice come la sinistra unita possa vincere sui ricatti centristi. Questa vittoria va inoltre letta unitamente all’ottimo risultato di Gian Franco Bettin a Venezia. Non male per forze politiche che sono oggi fuori dal parlamento. Voglio sperare che la ritrovata unità che ha reso possibile la vittoria di Vendola e l’ottimo risultato di Bettin possa essere estesa in tutta Italia.

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Ufficio stampa Prc-SE

D’Alema: hanno lavorato contro di me


Dietro le quinte - La Puglia croce e delizia dell’esponente pd. Domani la probabile nomina al Copasir

L’amarezza dell’ex premier: è come se una squadra tifasse per gli avversari

ROMA — «Già so quello che scriveranno ora i giornali, che ho perso io, ce n’erano alcuni soprattutto che non aspettavano altro, che hanno sferrato un’offensiva ostile nei miei confronti. Ma anche nella politica c’è chi ha lavorato contro di me». Sul calar della sera Massimo D’Alema è alle prese con un risultato che non gli fa male, ma malissimo. Uno strappo nella tela che ha tessuto per stringere dei rapporti con l’Udc. Ma la popolarità di Vendola l’ha avuta vinta. Gli elettori del centrosinistra pugliese hanno ritenuto che questo governatore valesse più del progetto politico accarezzato da D’Alema. E così è accaduto, come ha ammesso lo stesso ex premier, che un pezzo del Pd abbia votato per Nichi: «È come se una squadra tifasse per la squadra avversaria». Ma è successo. Eppure l’ex premier è convinto di aver fatto quello che andava fatto. Il che lo ha portato a buttarsi in questa avventura pugliese pur sapendo che rischiava di perderci la faccia. Vendola lo ha accusato di far da «balia» a Boccia. E, naturalmente, D’Alema ha negato.
Ma in quell’affermazione del governatore pugliese c’è un fondo innegabile di verità. Perché se D’Alema non fosse andato in Puglia il risultato del candidato del Pd sarebbe stato ben peggiore. Del resto, D’Alema aveva capito che le primarie non si potevano non fare. Principalmente per due motivi. Primo, «perché una parte del nostro popolo le voleva e negargliele sarebbe stato come consentire a Vendola di avere una sfera di influenza su una fetta del nostro elettorato ». Secondo, «le primarie sono l’unico modo perché il Pd possa appoggiare Vendola alle elezioni regionali, perché è il candidato che è uscito vincente da una consultazione condivisa, in cui ognuno si è impegnato a sostenere il vincitore ». La Puglia, croce e delizia, dell’ex premier. Lì, in un ristorante di Gallipoli, tra un pescetto e l’altro, ha convinto Buttiglione a prender parte al ribaltone che fece cadere Berlusconi nel ’94. Lì ha vinto quando ha deciso, nel 2001, di rinunciare all’ombrello del proporzionale, al contrario di quanto avevano fatto tutti gli altri leader, e di sfidare Alfredo Mantovano, sostenuto dal Cavaliere. Azzardo altissimo: se avesse perso, sarebbe rimasto a casa, altro che Parlamento. E quindi ancora lì in questi giorni si è messo a far politica come un militante qualunque. E ad un certo punto, preso dall’entusiasmo, si è lasciato andare ad una confidenza ad altissimo rischio: «Io non ho mai perso un’elezione, non ho mai perso un congresso… Aspettiamo di vedere come va a finire e poi ne riparliamo».
Confidenza, quando si dicono gli scherzi della politica, consegnata allo stesso giornalista a cui, nel 2000, aveva detto, a proposito delle elezioni regionali dopo le quali sarebbe stato costretto alle dimissioni: «Vinciamo 10 a 5, e se siamo fortunati 11 a 4». Andò a finire come andò a finire. Ma D’Alema non per questo si arrese. Né lo fa ora, per quanto non nasconda di essere sotto botta e ammetta di non aver capito appieno quel che stava accadendo in Puglia. Domani, salvo sorprese per lui molto amare, verrà eletto presidente del Copasir. Non una poltronissima, è vero, occupata prima di lui da Francesco Rutelli ed Enzo Bianco. Ma è da quella postazione, in cui per dovere d’ufficio D’Alema dovrà vedere spesso il sottosegretario Gianni Letta, che l’ex premier può tentare un’altra avventura ancora: cercare di essere il terminale del centrosinistra nel confronto tra maggioranza e opposizione. A meno che non decida di ritirarsi dall’agone. Almeno per un po’.

Risultati Primarie Venezia. Vince Orsoni, sconfitto Bettin

VENEZIA - Giorgio Orsoni, ha vinto le primarie con il 46% dei voti, ed è il candidato sindaco di Venezia per il centrosinistra. Ha battuto Gianfranco Bettin (35,37%) e Laura Fincato (18,62%).




ORSONI, LAVORO PER ALLEANZA DA UDC A PRC  - "Obiettivo centrato. Bisogna mettersi al lavoro perché l'avversario non è certo da sottovalutare. L'ho sempre detto e lo ripeto, io punto ad una coalizione che va dall'Udc a Rifondazione". E' la prima dichiarazione, a urne ancora 'calde', dell'avvocato Giorgio Orsoni, appena ricevuta dalle primarie del centrosinistra l'investitura a candidato sindaco di Venezia contro il ministro Renato Brunetta. Proposto da Cacciari e sostenuto da buona parte del Pd proprio nella prospettiva di un'intesa con l'Udc, Orsoni è partito favorito alle primarie, e fin dal novembre scorso, al momento della sua discesa in campo ufficiale aveva dichiarato che era proprio la possibilità di allargare l'area del consenso del centrosinistra una delle ragioni a spingerlo a candidarsi. E questa sera ripete che il suo obiettivo è "allargare l'alleanza senza escludere nessuno del centrosinistra". "I contatti che ho avuto con l'Udc davano la cosa per sicura in caso della mia candidatura. Avevo parlato con Ugo Bergamo e lo stesso Casini. Cominceremo a rinsaldare i legami". Quanto al suo avversario Brunetta, Orsoni attacca le dichiarazioni del ministro e candidato sindaco nella conferenza stampa di ieri: "Sparate da prendere con le pinze, come quella del trasferimento della sede del Comune a Palazzo Ducale - polemizza - che significa far crollare tutto il sistema dei Musei civici, il quale trae gran parte dei finanziamenti proprio da Palazzo Ducale. O come quella di 25 miliardi di investimenti, che, come ministro, Brunetta avrebbe potuto dare da tempo a Venezia" "Il nostro programma sarà improntato alla concretezza e non agli annunci", assicura Orsoni.

Risultati Primarie Puglia. Vendola Stravince.

REGIONALI:PUGLIA; SCRUTINIO, VENDOLA A 70% ESPONENTE DELLA SINISTRA ECOLOGICA FA RIFERIMENTO A 30% SEGGI -BARI, 24 GEN – «Con oltre il 30% dei seggi scrutinati, e un dato omogeneo per tutte le province, si profila ormai un dato molto significativo che viaggia sul 70% in favore di Nichi Vendola». Lo ha detto poco fa nel comitato elettorale di Vendola, affollato di giornalisti, il coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Nicola Fratoianni.

Fratoianni ha precisato che «il dato di queste primarie del centrosinistra – ha sottolineato – va consolidandosi in maniera irreversibile». Fratoianni ha annunciato che tra poco si terrà una conferenza stampa, così come previsto dal regolamento, con il segretario regionale del Pd pugliese, Sergio Blasi, e lo stesso Vendola. Non si sa ancora se all’incontro con i giornalisti parteciperà Francesco Boccia.

sabato 23 gennaio 2010

Sondaggio: Vendola vince le primarie e perde le regionali

Sondaggio tratto da Il Liberale







PUGLIA

Primarie CSX

Vendola: 54,3%
Boccia: 45,7%


Elezione Governatore:

Romita (CDX): 53,5%
Vendola (CSX): 45,9%
Altri: 0,6%

oppure

Poli Bortone (CDX): 50,5%
Boccia (CSX): 48,7%
Altri: 0,8%

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