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domenica 5 settembre 2010

GC e FGCI verso l'unità


Dispositivo approvato dall’attivo unitario del campeggio “Alternativa Rebelde 2010″ Le compagne e i compagni che hanno partecipato al campeggio “Alternativa Rebelde 2010″ valutano positivamente il dibattito che si è sviluppato in questa settimana, che ha registrato notevoli e significative convergenze tra i soggetti promotori, pressoché in tutti i dibattiti e i workshop tematici.
In particolare consideriamo positivi i due documenti politici votati dalle organizzazioni giovanili che definiscono percorsi analoghi e convergenti. Riteniamo infatti inderogabile avviare un percorso che porti entro la fine dell’anno alla costruzione di un momento costitutivo nazionale. L’urgenza di

giovedì 29 aprile 2010

Giovani Comunisti di Enna: Happy hour sociali


Enna. Avrà inizio giovedì 29 Aprile alle ore 18:00, presso i locali della Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista siti in Via Regione Siciliana n. 4 (dietro il Tribunalee la Stazione bus Sais), la nuova iniziativa dei GC di Enna, a comunicarlo Carla Catalano, coordinatrice provinciale dei giovani comunisti ennesi.
Il progetto si propone di creare uno spazio giovanile di scambio e dibattito in una realtà dove purtroppo mancano luoghi di aggregazione e socializzazione per i più giovani. Al di fuori del frastuono assordante ed alienante di pub e discoteche, l’iniziativa vuole offrire ai ragazzi ennesi e non la possibilità di poter discutere su tematiche di volta in volta differenti in maniera libera e democratica, introdotte attraverso la proiezione di un film a tema.
Il primo incontro avrà inizio con la proiezione di “segreti di stato” e verterà sulla commemorazione della strage di Portella della Ginestra, avvenuta nel lontano 1947 e di cui ancora oggi si sconoscono i mandanti e le cause che portarono Salvatore Giuliano a sparare su una folla di donne e bambini nonché di lavoratori in festa, causando 11 morti e 27 feriti. Il dibattito che ne seguirà sarà anche l’occasione per invitare gli accorsi alla visita in pullman organizzata dall’ ANPI-Enna e dalla CGIL proprio a Portella in occasione della consueta commemorazione annuale. Un momento di incontro intorno al “sasso di Barbato” per continuare a interrogarsi sul perchè i misteri della storia repubblicana italiana restano tali e non ci sia mai, dalla parte delle istituzioni, una ferma volontà di andare all’origine di ciò che accade nel nostro territorio.

A seguire presenteremo:
6 MAGGIO: ore 18 aperitivo, ricordiamo Peppino Impastato ucciso 32 anni fa dalla mafia proiettando il film “I CENTO PASSI” e infine dibattito.
20 MAGGIO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “PORCI CON LE ALI” e infine dibattito sulla pillola abortiva e la libertà sessuale.
10 GIUGNO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “NAZIROCK” e infine dibattito su l’attualità dell’antifascismo.
24 GIUGNO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “I FIGLI DEGLI UOMINI” e infine dibattito su l’ambientalismo.



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martedì 20 aprile 2010

Documento finale dei Giovani Comunisti: Unità, radicamento, conflitto


Documento finale approvato dal Coordinamento nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i

Le elezioni regionali ci consegnano una vittoria netta delle forze di destra. In particolare si afferma l’asse costituito da Berlusconi e Bossi, e cioè l’asse di forze più pericoloso sul piano democratico e più insofferente nei confronti dell’impianto costituzionale e dei suoi valori guida. Quel che è peggio, i dati elettorali indicano uno sfondamento della destra e della Lega Nord anche nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale, tradizionalmente progressiste. È il segno di una corrosione lenta ma inesorabile di un’intera fase storica, quella iniziata nel secondo dopoguerra, segnata dall’egemonia di quei valori con i quali era stata combattuta e vinta la guerra di Liberazione dal nazifascismo.
Oggi siamo in piena «emergenza democratica», che si accompagna all’emergenza sociale, e cioè all’attacco da parte del governo e di Confindustria nei confronti delle maggiori conquiste del movimento operaio del secolo scorso. Tutto questo nel pieno di una crisi economica inedita che sta lasciando a casa decine di migliaia di lavoratori.
Ad eccezione del risultato delle liste Grillo (segno, insieme all’astensionismo ben oltre il livello di guardia, dello sfondamento di un populismo antipolitico e reazionario che è avversario delle forze di sinistra), l’opposizione è sempre più debole: prosegue il crollo del Pd, che perde il governo di regioni cruciali (Piemonte, Lazio, Campania, Calabria) e proseguono le difficoltà della sinistra. SeL conferma il risultato delle Europee grazie al successo di Vendola in Puglia e la Federazione della Sinistra perde lo 0,7 % dei voti.
Il nostro è un risultato negativo, ma non omogeneo. Andiamo particolarmente male in Lombardia e Campania e andiamo dignitosamente, seppure con risultati tra loro anche molto diversi, in regioni come le Marche, la Liguria, la Toscana, l’Umbria e la Calabria.
Il fatto che si vada meglio in regioni in cui la Fed riesce a stringere accordi (con SeL o con il centrosinistra) non implica automaticamente la necessità di fare accordi ovunque. Indica, al contrario, il fatto che il nostro elettorato ci premia laddove percepisce una nostra utilità e laddove percepisce che noi lavoriamo per costruire una massa critica e per uscire dall’isolamento.
Questo è il senso dell’offensiva unitaria che il partito ha messo in campo recentemente: offensiva unitaria verso il centrosinistra, per battere Berlusconi pur nel riconoscimento delle differenze strategiche; offensiva unitaria verso SeL, per costruire un polo di sinistra autonomo dal Pd; offensiva unitaria per la Fed, per portare a termine con determinazione il processo unitario avviato nei mesi scorsi.
Il coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti mette però in guardia dal politicismo che spesso anima le nostre analisi. Occorre mettere a tema, a fondo, la necessità di indagare la società italiana, studiando il carattere regressivo e rivoluzionario (non contingente) dello sfondamento delle destre nelle classi popolari. Occorre mettere a tema un programma semplice (salario sociale di 1000 euro al mese, stop ai licenziamenti, abrogazione della legge 30, acqua pubblica, no alla riforma Gelmini, difesa intransigente dei diritti civili, in primo luogo quelli rivendicati dal movimento GLBTQ), anche attraverso i referendum, che renda percepibile la nostra diversità e il nostro profilo. Infine, serve un immaginario, ricominciando a costruire la “capacità di raccontare” il nostro orizzonte di alternativa e le nostre prospettive.
In questo quadro si colloca l’iniziativa politica della nostra organizzazione. La Conferenza nazionale ha rappresentato un momento importante di discussione che ha finalmente ridato passione al corpo dei Giovani Comunisti. Al contempo, la Conferenza ha messo in evidenza i limiti dell’irrigidimento correntizio e del deficit di autonomia dal partito. Questi due sono limiti ed errori che ci impegniamo a superare al più presto.
La strada che abbiamo intrapreso è riassumibile nei tre obiettivi dell’unità, del radicamento e del conflitto.
L’unità equivale per noi alla massima solidarietà interna, in sintonia con quanto sta responsabilmente accadendo sempre più a livello territoriale; ma equivale anche al processo unitario esterno, sul quale l’organizzazione si impegna a proseguire e rafforzare un dialogo a sinistra tra le forze giovanili comuniste e di alternativa, costruendo in tempi rapidi una proposta politica precisa e con tempi certi da sottoporre al corpo dell’organizzazione.
È necessario investire, inoltre, sul radicamento territoriale, impegnandoci affinché si concluda nei tempi stabiliti l’iter congressuale su tutti i territori con lo svolgimento delle Conferenze regionali e rafforzando il ruolo delle istanze territoriali (coordinamenti provinciali e regionali). Il tesseramento 2010 dei GC rappresenta un momento importante della nostra iniziativa politica, e va per questo curato con particolare attenzione, al pari dei mezzi di comunicazione esterna (assumiamo l’impegno di potenziare il sito e di investire nel progetto di una radio nazionale dei Giovani Comunisti). Vanno infine messi in agenda due momenti di aggregazione importanti come la festa nazionale e il campeggio unitario estivo dei Giovani Comunisti.
Il coordinamento nazionale prende poi atto della difficilissima condizione economica in cui versa la nostra organizzazione e si impegna quindi ad approntare un serio piano relativo all’autofinanziamento. Non da ultimo, afferma la necessità di investire sulla condivisione politica la più larga possibile del lavoro esecutivo investendo direttamente, tramite incarichi da assegnare e tramite la costituzione di gruppi di lavoro, i compagni del Coordinamento nazionale.
Sul piano delle campagne esterne il coordinamento nazionale si impegna a porre in essere quattro campagne di massa che vertano intorno a quattro temi centrali per la nostra iniziativa politica: il lavoro, la formazione, l’antifascismo-antirazzismo, i diritti civili.
In particolare, pensiamo ad una campagna sul salario sociale, la precarietà, l’abrogazione della legge 30, il blocco dei licenziamenti; una sul diritto allo studio e la critica radicale della riforma Gelmini (e in particolare una campagna contro il ddl 1905 sulla organizzazione dell’Università: aumenta il ruolo dei Rettori, esautora completamente gli studenti da qualunque potere di contrattazione e controllo); una terza sull’antifascismo militante e sulla solidarietà con i migranti, contro la xenofobia e il razzismo dilaganti; una quarta sui Pride e sui diritti civili per tutte e tutti.
Prima dell’estate, a precedere ed accompagnare il lavoro politico nelle scuole e nelle Università, convocheremo due attivi nazionali, uno degli studenti medi e uno degli studenti universitari, al fine di discutere e definire la nostra piattaforma di lotta.
All’interno del contesto universitario, rileviamo come elemento significativo la collocazione, all’interno delle liste Udu-liste democratiche-liste di sinistra, di alcuni compagni iscritti alla nostra organizzazione giovanile o vicini alla Federazione della Sinistra per le prossime elezioni universitarie al CNSU. Si tratta di Elio Alotto nel collegio del Nord-Ovest, di Franco Tomassoni in quello del Nord-Est, di Sirio Zolea in quello del Centro e di Alessandro De Plano e Guerino Nisticò nel collegio del Sud. Il CNSU è un organismo che fino ad ora ha messo in evidenza tutti i suoi limiti e la sua incapacità di essere funzionale alle lotte degli studenti: va dunque criticato a fondo, come correttamente la nostra organizzazione ha fatto in questi anni. Tuttavia, valutata la presenza a queste elezioni di numerose liste di destra, anche fascista, che rischiano di diventare egemoniche e maggioritarie, noi auspichiamo una buona affermazione dei candidati comunisti e di sinistra.
COORDINAMENTO NAZIONALE GIOVANI COMUNISTE/I


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sabato 20 marzo 2010

GC Torino 2.0 - E' tornato Garibaldi

Di:

Andrea Salutari

http://rifondazionenichelino.blogspot.com/2010/03/gc-torino-20-e-tornato-garibaldi.html

E' tornato Garibaldi e dietro con sé si è portato il nuovo corso della nostra organizzazione giovanile denominata GC Torino 2.0.
Posso annunciarvi che un nuovo CLN ha liberato l'organizzazione giovanile del partito e che si ritorna a lavorare a testa alta, ma soprattutto a pugni chiusi , usiamoli bene.
Chi si aspettava una totale rottura con la fallimentare gestione precedente non rimarrà deluso. Non saremo un'anonima setta universitaria a-comunista, ma una vera organizzazione radicata nelle lotte e nei territori, fieri delle nostre idee e delle nostre progettualità
Le macerie sono sotto i nostri piedi, sono evidenti e le ereditiamo dagli illuminati che ci hanno preceduto.
Ma queste caratteristiche rendono la sfida più stimolante, più motivante.
Partiamo da zero, proprio per questo mi piace sottolineare il nuovo corso GC Torino 2.0.
Con ambizione posso affermare che il nostro sarà un laboratorio politico che guarderà al socialismo del XXI secolo, una realtà che sposa il motto del partito sociale "prima fare, poi parlare".

Il CLN in realtà è stato un attivo provinciale per nulla chiassoso, dove le poche divergenze si sono risolte con una discussione rivoluzionaria nei contenuti, ma pacata nel metodo.
Sia il coordinamento, sia il portavoce sono stati eletti senza la necessità di una votazione e già questo di per sé mostra una chiara volontà di unità d'azione, lasciando le indolori critiche a quegli illuminati che tutt'ora sono iscritti alla nostra giovanile senza dare un minimo contributo.
Insomma, alle loro sterili chiacchiere, rispondiamo con i nostri fatti, concreti e ben visibili.
Ufficialmente l'organizzazione è nata per la seconda volta dopo il primo semi-aborto.
Lavoreremo a contatto sia col mondo del precariato, sia col mondo della scuola; saremo immersi nella mai doma lotta No Tav e con gli altri movimenti. La lotta più dura sarà però quella culturale, dentro e fuori il nostro partito. Scardinare i luoghi comuni di una sinistra e dei comunisti che hanno prodotto questi risultati e che non sanno più cosa vogliono essere e dove vogliono andare. Usare la Biblioteca Popolare Karl Marx di Nichelino per studiare e creare seminari, serate e idee che guardino al socialismo del XXI secolo fuori dai soliti preconcetti nostrani. Ebbene sì, anch'io come tanti altri amo sollevare problemi esistenti, ma a differenza di altri adoro anche risolverli, non sono uno che nasconde tutto sotto il tappeto chiamato "partito!

La rottura col passato è stato il comune denominatore della nostra rinascita, per evidenziare ulteriormente questa lacerazione ho preferito uscire pubblicamente con un nuovo logo della nostra organizzazione provinciale
La scelta di Garibaldi è culturale, storica e lungimirante, dalla sua figura prendiamo la forza della nostra lotta.
Onoriamo la sua lotta per l'Unità d'Italia, come onoriamo le brigate garibaldine per la loro lotta per la liberazione d'Italia.
Ora noi dobbiamo renderci eredi delle loro lotte per liberare la nostra nazione dal cancro della nostra società: il capitalismo.
Per questo dico: "E' tornato Garibaldi e la nuova impresa tocca a noi".
Non augurateci buon lavoro, rimboccatevi le maniche e venite a lavorare con noi.

Membri del nuovo coordinamento provinciale:
Salutari Andrea (Coordinatore, Partito Sociale, Lavoro, Web Designer)
Cossavella Andrea (Università)
Cavallaro Matteo (Rapporti con PdCI ed esterno)
Moffa Davide (Seminari, Formazione, Comunicazioni)
Jallà Leonardo (Studenti medi, Internazionale)
Granata Michelangelo (Tesoriere)
Sommario Andrea (Movimenti)


Salutari Andrea
Coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino



 

venerdì 19 marzo 2010

Sciogliere immediatamente tutte le organizzazioni fasciste!


Intervento di Simone Oggionni, da Liberazione di oggi
Lunedì mattina l’ennesimo episodio, descritto su queste pagine da Daniele Nalbone. A Tor Vergata, all’interno dell’Università, l’ennesimo atto di squadrismo fascista, l’ennesima aggressione, l’ennesimo atto di violenza politica, di recrudescenza di una malattia – l’estremismo di destra nel nostro Paese – che troppe volte abbiamo pensato di avere debellato. Ora bisogna interrogarsi rapidamente non soltanto sulle cause, ma anche e, forse, principalmente, sulle contromosse.
Perché dilaghi il neofascismo, in Italia e in tutta Europa (basti pensare al recente exploit dell’estrema destra alle elezioni amministrative in Olanda e, in questi giorni, al risultato straordinario del Front National di Le Pen in Francia), è purtroppo sin troppo facile da capire. Il riemergere cronico delle pulsioni più barbariche della civiltà europea, i guasti del capitalismo e della crisi, l’incapacità delle classi dirigenti liberali di dare risposte ed evitare il conflitto orizzontale tra i segmenti sociali più deboli, la sconfitta culturale e la crisi di radicamento della sinistra tra le classi popolari, la complicità istituzionale degli eredi del Msi. Tutto vero, tutto facilmente comprensibile.
Ma ora dobbiamo passare dall’analisi all’iniziativa. Anzi: alla controffensiva.
Primo punto. Occorre una battaglia tutta politica per la legalità costituzionale. Proprio in queste settimane in cui la Costituzione è così pesantemente sotto attacco, perché sotto attacco sono le regole elettorali, il ruolo di garanzia e controllo che la nostra Carta assegna al Presidente della Repubblica, tutti i principi basilari dello Stato di diritto, nonché la centralità fondativa del lavoro e della sua dignità, bisogna coinvolgere in questa difesa democratica la XII disposizione transitoria e finale e lanciare un’offensiva sul terreno antifascista. Avviamo con forza una campagna per chiedere la soppressione immediata di tutte le organizzazioni fasciste. Tutte, comprese quelle a cui compiacenti amministrazioni di centrodestra, come a Roma, assegnano spazi e concedono una visibilità e una agibilità politica sconcertante. Deve passare il principio secondo il quale le formazioni di stampo fascista non possono avere, nella nostra comunità democratica, alcun diritto di espressione e di manifestazione.
Secondo punto. Occorre agire allo scopo di contestare sistematicamente tutte le iniziative pubbliche di estrema destra, a maggior ragione quelle che hanno luogo all’interno di strutture pubbliche. Non è più tollerabile che Università pubbliche concedano aule per la propaganda e la diffusione di idee razziste, antisemite, anti-egualitarie, anti-democratiche. E ciò – la contestazione sistematica di queste iniziative – non può essere demandato esclusivamente alla buona volontà dei movimenti o dei centri sociali oppure alla stanca liturgia istituzionale delle fasce tricolori e delle commemorazioni: serve un lavoro capillare, di massa, politicamente organizzato, che coinvolga tutti, in un fronte permanente delle associazioni e delle forze politiche e sociali antifasciste.
Terzo punto. Si sente ormai il bisogno di tutelare le nostre compagne e i nostri compagni che quotidianamente rischiano la propria incolumità. Occorrono strutture pronte ad intervenire in ogni circostanza, pronte a difendere chi distribuisce volantini, fa attacchinaggio, piccole manifestazioni, iniziative di protesta. Si tratta il più delle volte di compagne e compagni molto giovani.
In questi giorni, sette anni fa a Milano veniva assassinato Davide “Dax” Cesare, un giovane militante dell’Officina di Resistenza Sociale di Milano. Venne assassinato a freddo, premeditatamente, da tre neofascisti armati di coltelli. Quanti Dax devono morire ancora prima che si assuma fino in fondo e definitivamente la consapevolezza che la Resistenza contro i fascisti non è ancora finita perché, ancora, non siamo riusciti a sconfiggere movimenti, idee, istanze, valori che hanno a che fare, in molteplici forme, con il fascismo?
Penso che sia arrivato il momento per il partito, e in primo luogo per le/i Giovani Comuniste/i, di prendere in mano seriamente la questione e agire conseguentemente.
Campagna per lo scioglimento immediato delle organizzazioni neofasciste, unità delle forze democratiche e vigilanza permanente, strutturazione di un livello di autodifesa a tutela dei nostri compagni: tre indicazioni e tre obiettivi sui quali possiamo iniziare a discutere e a lavorare.
SIMONE OGGIONNI
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i
da Liberazione del 18 Marzo 2010


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sabato 6 marzo 2010

Sei un grafico, giovane e comunista? Batti un colpo!


tratto dal sito dei giovanicomunisti.it - Care compagne, cari compagni, la comunicazione esterna per un’organizzazione politica è semplicemente essenziale. Per questo nelle settimane scorse abbiamo avviato il nuovo sito, con la nuova grafica, e la pagina Facebook, e dopo le elezioni regionali lanceremo la radio web nazionale delle/i Giovani Comuniste/i. Una parte importante della nostra strategia comunicativa deve essere il lavoro grafico di produzione del materiale di divulgazione (manifesti, bandiere, banner, depliant, etc.). Il motivo di questa comunicazione è semplice: chiamare a raccolta tutti i grafici che volessero dare il proprio contributo volontario, entrando a fare parte di una squadra di compagne e compagni disponibili a mettersi a disposizione della nostra organizzazione.
Come abbiamo detto per la radio, chi è disponibile batta un colpo, mettendosi in contatto con noi!
un caro saluto comunista,
ANNA BELLIGERO (anna.belligero@email.it)
SIMONE OGGIONNI (simone.oggionni@gmail.com)


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venerdì 26 febbraio 2010

La Conferenza Nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i dice NO a qualsiasi tipo di accordo con l'UDC


Le/i Giovani Comuniste/i respingono qualsiasi ipotesi di collaborazione istituzionale o alleanza elettorale con l’Udc, partito che in Sicilia, come nel resto d’Italia, rappresenta uno dei fronti più avanzati dell’internità del potere mafioso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica.



Riteniamo inoltre incompatibile con le battaglie promosse dai GC per difendere la libertà di orientamento sessuale, i diritti delle coppie di fatto, la legalizzazione delle droghe leggere e per contrastare la dilagante violenza ai danni di Gay, lesbiche e trans, qualsiasi accordo con un partito espressione dell’integralismo cattolico, omofobico e liberticida. Nel rispetto delle lotte dei GC a fianco del movimento Glbt, della lunga tradizione di antimafia sociale e dell’impegno quotidiano delle /dei compagne/i per contrastare il potere politico mafioso in Sicilia, esprimiamo quindi la più ferma opposizione ad ogni proposta di accordo con il partito di Cuffaro.

Riteniamo infatti, una simile scelta incompatibile con l’appartenenza a Rifondazione Comunista, con la sua storia e con una coerente battaglia antimafia.


Favorevoli 110 delegati, contrari 104, 24 astenuti.


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sabato 9 gennaio 2010

Giovani e comunisti in fabbrica: l’esperienza della Fiat di Pomigliano D’Arco.

Contributo al dibattito nei GC di Domenico Loffredo (Segretario del circolo PRC Fiat auto – Avio di Pomigliano d’arco. Documento 2 “Lottare, occupare, resistere” alla conferenza dei GC)
La Conferenza dei Giovani Comunisti quest’anno è inserita in uno scenario sociale che non ammette errori, specie perché dovrebbe servire a formare nuove leve, di cui il partito ha notevolmente bisogno, che sappiano affrontare il domani.
Oggi ci troviamo immersi in una crisi che ha dei risvolti inediti per la maggior parte della popolazione italiana, ed è giusto partire da questo dato per comprendere le difficoltà che ci troviamo ad affrontare. Solo analizzando concretamente la fase che viviamo e relazionandola alle esperienze passate potremo avere, come comunisti, la possibilità di trovare le giuste soluzioni, rendendole al contempo credibili agli occhi della nostra gente.
È proprio il dato generale della crisi a rendere particolare il campo di battaglia in cui ci troviamo e in cui si trovano specialmente le nuove generazioni che più di ogni altro pagano il prezzo in termini di disoccupazione, espulsione dal mondo del lavoro in seguito ai contratti non rinnovati, maggior ricattabilità sul posto di lavoro per mezzo della precarizzazione e assoluta assenza di prospettive per la propria esistenza.
Una situazione drammatica che fatica a trovare uno sbocco politico all’altezza della situazione.
Il nostro lavoro affinché le giovani generazioni non paghino il costo sociale della crisi va di pari passo con la necessità di guadagnare terreno e consenso da parte nostra, a partire dai singoli luoghi di lavoro. Cosa non facile, considerando la sfiducia nella politica e nei partiti, specie quelli storici, testimoniate dal proliferare di nuove formazioni politiche, nonostante queste siano per lo più solo nuova pelle di vecchi serpenti.
Il tema è dunque come riconquistare la fiducia del nostro popolo per riuscire a portare avanti le nostre idee, e soprattutto come farlo in un contesto caratterizzato dalla crisi e da un generale livello di arretramento delle forze del nostro campo, che non manca di produrre però l’esplodere di lotte che assumono tratti di radicalità e combattività come non vedevamo da tempo.
Bene, il nostro partito dopo notevoli cambiamenti e scosse oggi riprende a lavorare, tra mille difficoltà, in questo senso. Lo fa tentando un dialogo oramai quasi del tutto perso, in special modo con i lavoratori, per far capire a quest’ultimi che c’è ancora un partito che si definisce comunista e che tende a ridare voce agli sfruttati.
Lo sforzo fin qui perpetrato si è basato per lo più su una presenza mediatica (comunicati stampa o presenze simboliche ai presidi di lotta) e un sostegno materiale dato attraverso le pratiche di mutualismo, con la buona esperienza del partito sociale, le casse di resistenza, la vendita di prodotti a basso costo per sostenere economicamente la lotta e così via.
Ritengo che questa strategia sia giusta, a patto però di non perdere di vista il vero lavoro che bisogna svolgere per la risoluzione definitiva dei problemi che attanagliano il mondo operaio.
Queste pratiche infatti rischiano di essere insufficienti a confronto dei disagi percepiti dai lavoratori e possono risultare efficaci solo se si aggiunge sostanza a quanto fatto, entrando cioè nel merito delle vertenze con proposte precise su cui far intervenire il corpo militante del partito e dei Giovani Comunisti.
In altre parole il punto è che abbiamo bisogno di un salto di qualità che permetta il passaggio da un approccio basato essenzialmente sul sostegno, dato per lo più dall’esterno delle mobilitazioni, a un altro che punta ad entrare nel merito della lotta e in prima fila, con l’obiettivo di essere percepiti come parte interna alla mobilitazione stessa, in grado di intervenire con i lavoratori, da pari, con le nostre proposte di merito e di metodo. È questo l’unico modo per rompere la diffidenza che possiamo avere intorno quando ci approcciamo ad una mobilitazione.
Questa modo di agire si può produrre solo se si ha una conoscenza dei problemi delle varie vertenze che si presentano quotidianamente ai nostri occhi, che spesso hanno gli stessi risultati (tagli del personale, chiusure di impianti, delocalizzazioni) ma risoluzioni più complesse che non possono seguire schemi precostituiti, e ancor meno più bastare lo schiacciamento delle nostre posizioni su quelle sindacali.
Sarebbe infatti un grave errore affrontare il mondo del lavoro con tutte le sue diverse sfaccettature sempre con lo stesso approccio. La realtà è che per dare sbocchi che possano essere ritenuti perseguibili dai lavoratori c’è un elemento fondamentale: la conoscenza diretta delle dinamiche e degli andamenti delle lotte, che vuol dire comprendere i rapporti di forza come gli aspetti psicologici, che spesso fanno da elemento determinante nel rendere percorribile o meno una soluzione.
Questo ragionamento è particolarmente valido per le giovani generazioni di lavoratori che oggi percepiscono Rifondazione, ma anche i Giovani Comunisti, come qualcosa di distante dalla propria attività politica quotidiana, col paradosso di compagni che magari sono presenti nei luoghi di lavoro, ma non hanno nessun indirizzo dal proprio partito per intervenire nelle mobilitazioni.
Quindi la presenza di compagni all’interno dei luoghi di lavoro può concederci elementi utili alla pianificazione di strategie adeguate ad ogni singolo caso, ancor di più se il partito e i GC divengono il luogo di confronto delle diverse esperienze in lotta.

Sulla base di questa riflessione il circolo di FIAT AUTO-AVIO di Pomigliano D’Arco sta lavorando, riuscendo ad incidere, nonostante tutte le difficoltà, nel percorso di lotta, ottenendo così la fiducia di buona parte dei lavoratori che vedono comunque nei compagni un punto di riferimento su cui fare affidamento.
Un gruppo di compagni che oltre ad essere impegnati in prima fila sul terreno sindacale, intervengono come circolo di fabbrica tra i lavoratori. Un circolo che dopo un periodo di forte crisi si è riattivato a partire da singoli quadri rimasti nelle fabbriche rendendo possibile la sua ricostruzione e il suo rilancio.
A Pomigliano è stato perciò possibile il passaggio di testimone alle giovani generazioni, garantendo l’entrata di giovani operai nella lotta politica a partire dalla fabbrica e innescando un processo di formazione collettiva di quadri che è un bene prezioso per l’intero partito.
Certo non sempre si riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati ma quanto meno questo ci da la possibilità di superare quel muro tra i lavoratori e il corpo vivo delle idee comuniste che si è creato attorno al nostro partito, a causa di tanti errori e di mancanza di strategie.
Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché la forza lavoro presente nel sito produttivo di Pomigliano D’Arco ha un'età media di 35 anni, e non è affatto facile parlare con loro di temi quale la nazionalizzazione, ma questo è stato possibile proprio conoscendo fino in fondo e vivendo la discussione in fabbrica, articolando una proposta capace di sfidare quanto Marchionne e Fiat dicevano e dicono rispetto al mercato automobilistico in Italia e nel mondo.
Con questo approccio è stato possibile elaborare la proposta di voler costruire una autovettura ecologica capace di dare prospettive future ai lavoratori. Proposta che ha avuto un ascolto in fabbrica grazie al lavoro quotidiano dei compagni in cui il ruolo dei giovani comunisti presenti nel circolo è stato sicuramente fondamentale nell’abbattere la barriera di diffidenza nei nostri riguardi.
Credo per questo che la nostra esperienza, per quanto parziale, possa essere utile per fornire un esempio di come sia possibile riconquistare terreno perduto attraverso un radicamento nei luoghi di lavoro.

Gli sforzi da compiere sono tanti ancora, ma è per questo che mi rivolgo ai Giovani Comunisti; la direzione da seguire e gli impegni da perpetrare devono assolutamente seguire questi aspetti, utilizzando le conoscenze passate, adeguandole al presente e modellandole sulla realtà.
Senza stravolgere i nostri capisaldi, potremo ottenere un buon ritorno al futuro.

domenica 6 dicembre 2009

Assemblea Federazione: "FGCI E GC UNITI SUBITO"

Il blitz del gruppo di facebook "Fcgi e GC Uniti Subito" alla presentazione della Federazione della Sinitra. Interviste a Daniele Caneschi, fondatore del gruppo su facebook, Simone Oggionni (Coord. naz. GC) e Flavio Arzarello (Coord. naz. FGCI)
 




domenica 29 novembre 2009

Giovani Comunisti Enna: Forum on-line con Jacopo Venier


Forum on-line con Jacopo Venier. Secondo appuntamento de "L'incontro" su gcenna.forumfree.com Ospite del forum Jacopo Venier, direttore di PdciTV. La libertà di stampa, il conformismo dei media, il silenzio sul lavoro e i lavoratori, il gossip, l'intervento dei comunisti e della Federazione della Sinistra nella comunicazione per parlarne ospite de "L'incontro" su gcenna.forumfree.it Jacopo Venier già deputato, membro della Segreteria nazionale dei Comunisti Italiani e direttore di Pdcitv che risponderà alle domande pervenute lunedì 30 dicembre dalle ore 21,00 alle 22,00. Partecipare è semplicissimo, se non si ha già un account su forumfree si ci registra (lo si può fare anche dalla home del forum), poi nella sezione "I Comunisti nella rete - Forum con Jacopo Venier" si apre un topic con la propria domanda. Potete già adesso fare la vostra domanda! link diretto: http://gcenna.forumfree.it/?f=8157465 Vi Aspettiamo!



martedì 24 novembre 2009

Conferenza Giovani Comunisti: "Documento unitario o no?"




Il 17 Novembre è stato il termine per la presentazione delle bozze dei documenti per la conferenza nazionale dei Giovani comunisti: su queste bozze vanno poi raccolte 200 firme entro il 28 Novembre. Siamo quindi arrivati ad un momento cruciale per poter finalmente conoscere le posizioni in campo ed iniziare una discussione  aperta e democratica.
 Tuttavia, ancora una volta, non è così. A 3 giorni di distanza dal termine di presentazione non è ancora chiaro quali siano i documenti e i loro firmatari. L’unico documento pubblico e sul quale è da settimane avviata la raccolta firme è “Lottare, occupare, resistere”,  quello promosso dai membri uscenti del coordinamento nazionale che fanno riferimento alla sinistra del partito.

In queste settimane è stato detto agli iscritti che esiste un “documento unitario” e un “documento di FalceMartello”. Facciamo solo notare un paio di cose. Primo: chi ha detto finora di aderire ad un documento unitario che non esiste e di cui non ha visto nemmeno il testo, dovrebbe spiegarci su cosa è stata raggiunta l'unità. Secondo: se l'unica proposta pubblica è stata finora il documento “lottare, occupare e resistere”, sarebbe stato buon uso spiegare su cosa si dissentiva da tale testo e per quale ragione lo si riteneva non emendabile.

Proviamo a dare umilmente una nostra spiegazione. Per oltre 2 mesi è stata diffusa da Nord a Sud l’idea che ci sarebbe stato un documento unitario che avrebbe raccolto tutte le aree della maggioranza nazionale: questa unità avrebbe magicamente ricostruito i GC dalle ceneri! Per settimane abbiamo atteso invano che questo documento si materializzasse per valutarne i contenuti. Attesa appunto vana. L’infinita discussione che c’è stata tra le aree che avrebbero dovuto scriverlo non ha mai riguardato veramente  né le idee né le proposte. Come abbiamo scritto a settembre, abbiamo assistito per settimane ad una estenuante trattativa sugli equilibri del futuro gruppo dirigente che, tra veti contrapposti e interventi della Segreteria nazionale, ha ritardato l’approvazione del regolamento e, quindi, dei tempi della conferenza.

Ci siamo sottratti a questa discussione fatta alle spalle della base, in cui gli iscritti sembravano solo numeri da trasformare in percentuali e le aree si autorappresentavano nel coordinamento nazionale prima ancora di aver fatto una sola conferenza! Noi abbiamo preferito concentrarci sulla stesura dell’appello, sulle idee e le proposte per rilanciare l’organizzazione, sul confronto pubblico e aperto tra i gc. Non appena nella maggioranza si è trovato un qualche accordo sotto banco e si è dovuti passare a scrivere qualcosa… il banco è saltato. A riprova di quanto dicevamo, il risultato è che non  solo non c’è mai stato un documento unitario ma che, a quanto sappiamo, mai ci sarà.

Non è necessariamente un male: se ci sono posizioni diverse è di gran lunga preferibile che vengano presentate nelle conferenze e che siano i Gc a valutarle, piuttosto che mantenere una finta unità dove oltre alla retorica non c’è accordo su nulla. Questa unità può mettere insieme un gruppo dirigente, ma non può né evitarne  gli scontri interni, né far si che funzioni. Non è un caso se la trattativa sul documento unitario sia naufragata in una notte di metà novembre tra reciproche  recriminazioni e scontri verbali: quando l’unità la fanno i vertici con una discussione chiusa e senza che la base abbia alcuna voce in capitolo, non può che accadere questo.  Si sa cosa non c’è, non cosa c'è: non sono ancora stati pubblicati altri documenti né sappiamo chi stia raccogliendo le firme né su quale testo. Si continua a trattare, con la Segreteria nazionale intenta disperatamente a ricucire le ferite. Che il documento “unitario” si divida in 2 o 3 (con ogni parte  pronta a giurare sulla propria buona fede nell’aver cercato l’unità e di aver voluto pensare solo a ricostruire i GC),  non cambierà la storia di questi mesi. 

Ad un anno dall’apertura della più grave crisi dell’organizzazione, la maggioranza continua a lasciare i GC nell’incertezza ed a comportarsi come un corpo estraneo e al di sopra della base. Non siamo più disposti a tollerare, i Gc hanno atteso fin troppo. Abbiamo presentato 
il nostro appello per farla finita con questa gestione e rilanciare i Giovani comunisti con idee e metodi completamente diversi dal passato.

Tiriamo dritti per la nostra strada e diamo appuntamento a tutti i compagni nelle lotte che si stanno svolgendo in questi giorni. I fatti di Eutelia e dell'Alcoa confermano l'intuizione del nostro documento: l'idea di lottare, occupare e resistere è oggi una dura necessità per migliaia di lavoratori. Da qua possiamo partire per invertire i rapporti di forza.

Vi diamo appuntamento anche nelle assemblee di presentazione dei documenti della Conferenza. Ne promuoveremo e invitiamo a promuoverne il più possibile per permettere un'approfondita discussione tra gli iscritti. Insomma ci troverete là dove si parla di politica.

Di seguito, la lettera che abbiamo inviato oggi al commissario dei Giovani Comunisti
 
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Roma 20 novembre 2009

Al commissario dei Giovani Comunisti Gianluca Schiavon,

La situazione della Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti sta superando i limiti del ridicolo e della decenza. Sono passati tre giorni dalla scadenza per la presentazione delle bozze dei documenti e, ad eccezione del nostro testo “Lottare, occupare, resistere”, nulla viene pubblicato. Non sono interessato a inseguire le voci di corridoio per capire cosa ne sarà della conferenza;  i nostri iscritti hanno diritto a un minimo di trasparenza e rispetto ed a sapere cosa avviene nelle "segrete stanze".
Per oltre 2 mesi sono state portate avanti trattative per un presunto documento unitario, che avevano come tema portante non le proposte per la ricostruzione dei gc, bensì la formazione del futuro gruppo dirigente dell’organizzazione. A questa modalità di discussione fatta completamente al di sopra della base, si è sottratta solo l’area che rappresento. Questo documento unitario su cui tanta retorica è stata sparsa non è mai esistito perché mai c’è stato un accordo tra le aree che avrebbero dovuto sostenerlo e, da quanto vengo ora a sapere, non esisterà mai.
L’unico risultato è stato quello di far slittare i tempi della conferenza e di ritardare ulteriormente il momento in cui la parola sarebbe finalmente tornata alla base. Tuttavia, non sono ancora stati resi noti i documenti realmente consegnati né i loro firmatari. Una situazione di incertezza nella quale tutto viene ancora nascosto agli iscritti e alle iscritte dei Giovani comunisti.
Tralascio ogni ulteriore considerazione politica, che mi riservo di fare nelle sedi più adatte e pubbliche, e ti invito a prendere le tue responsabilità facendo tre cose molto semplici e peraltro dovute.
1) Rendere noto in forma ufficiale quanti e quali testi ti sono stati consegnati, rendendo noto al contempo chi ne sono i primi firmatari.
2) Pubblicare i medesimi sul sito dei Gc;
3) Convocare in tempi rapidi una riunione del comitato di gestione.

Saluti comunisti,

Paolo Cipressi
(Comitato di gestione nazionale dei Giovani Comunisti)
 

Info e contatti: 3335454692 - conferenzagc@marxismo.net
Puoi iscriverti inoltre al  nostro gruppo su facebook 
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giovedì 19 novembre 2009

Unità GC-FGCI, Arzarello: "strada lunga ma possibile"


Pubblichiamo la risposta di Flavio Arzarello, Coordinatore Nazionale della FGCI, tratta da la scintilla



Care compagne e cari compagni,
ho letto con grande attenzione la vostra lettera: la trovo colma di stimoli per il nostro lavoro.
La fase che stiamo attraversando è davvero una delle più difficili nella storia dei comunisti nel nostro Paese.
Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un fatto innegabile, la crisi economica  infatti  rivela con grandissima forza ed estrema chiarezza che il capitalismo inasprisce le disuguaglianze, rende i lavoratori e le lavoratrici sempre più poveri e priva noi giovani di qualunque prospettiva.
Il capitalismo, dopo 20 anni in cui quasi tutti ne hanno tessuto le lodi, ha fallito.
La discussione dunque, su come organizzare chi si pone il tema del superamento dell’attuale sistema è di assoluta e stringente attualità.
Risulta del tutto evidente che oggi, divisi, siamo largamente insufficienti per rappresentare e far avanzare le istanze per cui ci battiamo ogni giorno.
Per quanto ci compete, abbiamo detto chiaramente nella nostra Conferenza Nazionale di ottobre che intendiamo lavorare alla costruzione di un’organizzazione giovanile comunista unitaria, che  scelga strategicamente l’internità alle lotte e la costruzione di una società non più regolata dalle logiche del profitto, connessa e innervata alle realtà sociali che stiamo incrociando in quest’autunno.
Condivido dunque sino in fondo ciò che scrivete, anche in relazione ad una maggiore autonomia rispetto alla Federazione della sinistra, credo cioè che dobbiamo trovare il nostro modo di essere comuniste e comunisti in questo XXI secolo, anche a rischio di compiere qualche errore.
Troppo spesso infatti, almeno secondo me, abbiamo replicato e credo valga anche per i Giovani comunisti, in maniera sterile e forse un po’ caricaturale le discussione che avvenivano nel Partito.
Per costruire l’unità non dobbiamo tuttavia fermarci ai proclami, alle dichiarazioni di intenti, ma riempire questa parola di contenuti e di organizzazione: mettiamo a frutto l’esperienza dell’ultimo campeggio Alternativa Rebelde, un’esperienza che ci ha visti fianco a fianco per confrontarci su come organizzare la lotta.
Il terreno del lavoro, articolato in lotta alla precarietà, per un salario dignitoso, contro il lavoro nero e quello dei saperi, con la lotta contro la privatizzazione e aziendalizzazione delle nostre scuole e università, per una nuova edilizia scolastica  debbano essere quelli su cui piantare i semi del nostro lavoro unitario.
Chiedo quindi, a tutte e tutti noi, che siamo militanti e dirigenti a diversi livelli delle nostre organizzazioni di sederci e discutere, nei livelli e nelle modalità in cui è possibile, in maniera includente anche per altri soggetti sociali (gruppi di lavoratori, sindacati, organizzazioni studentesche), di come costruire insieme la lotta per riprenderci il futuro.

Saluti comunisti,
Flavio Arzarello
Coordinatore nazionale Fgci”

mercoledì 18 novembre 2009

FGCI E GC uniti subito: lettera ai Segretari.






Dalla rete -




Cari Compagni Segretari, Cari dirigenti, Cari compagni delle giovanili


Circa un paio di settimane fa è apparso su Facebook un appello all'unione delle giovanili dei nostri due partiti. Nel giro di una decina di giorni si sono iscritte più di 561 persone. 561 persone vere, 561 persone che vogliono scegliere e contare, 561 compagni che sono pienamente consapevoli dell’urgenza di questa nostra iniziativa e che, nei rispettivi territori, costituiscono una parte essenziale delle nostre strutture.


In un periodo in cui trovarsi d'accordo in 561 su un concetto così grande come l'unificazioni delle giovanili comuniste non è affatto facile, crediamo che questo sia il momento di dare un segnale.


Se la federazione delle sinistre è il miglior patto possibile tra i due partiti, le giovanili hanno già fatto enormi passi in avanti: ne sono dimostrazioni tangibili sia il presente appello sia il campeggio giovanile unitario svoltosi ad agosto. Crediamo che debbano essere proprio i giovani a dare l’esempio, facendo quel salto che ancora alcune componenti dei due partiti non hanno il coraggio di compiere.




Se la Federazione della Sinistra d’Alternativa è il migliore strumento per coordinare nel nostro Paese i comunisti e gli anticapitalisti, noi sappiamo che i giovani sono capaci di un coraggio maggiore.
È ingiusto continuare ad alimentare, specie nei giovani, le motivazioni della diaspora comunista che oramai sono archeologia; è un delitto alimentare nei giovani la diffidenza verso il simile quando dovremmo usare energie solo per combattere il capitale!
Proprio nella nostra divisione sta la radice dei nostri fallimenti.


Crediamo che chi ha sottoscritto quest'appello abbia piena coscienza delle difficoltà in cui ci troviamo e di come sia difficile chiedere alle due organizzazioni un passo del genere. Crediamo altresì che siano proprio questi i cambiamenti di cui abbiamo bisogno: in un periodo in cui il capitalismo è agonizzante e i partiti comunisti invece di proliferare vanno scomparendo è necessario fare un passo avanti nella giusta direzione.


La nostra richiesta è quindi quella di unificare le due giovanili in una unica organizzazione, il più autonoma possibile dai due partiti. C'è bisogno di una nuova classe dirigente, e se questa sarà coltivata nella diaspora, crescerà tra le ortiche!
I giovani vi chiedono di lasciarli liberi di darvi il buon esempio gridando la parola più comunista che conoscono: "unitevi!".


Gruppo Facebook FGCI e GC Uniti Subito
561 membri
http://www.facebook.com/group.php?gid=182265621833&ref=ts

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