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martedì 8 dicembre 2009

Il Business miliardario di Comunione e Liberazione


Comunione e Liberazione don Luigi Giussani nel 1986 si ritrovò angustiato da un problema: un suo amico era appena entrato nel business dell’enologia e, come tutti gli imprenditori agli inizi, aveva qualche difficoltà. Giussani si rivolse dunque al suo fedele Giorgio Vittadini “ma se voi non aiutate Sebastiano a vendere il vino, che razza di amici siete?“.
Con questo aneddoto il giornale “Il Mondo” apre l’inchiesta shock “Comunione e Fatturazione” (mutuando il nome da Dagospia). Con questo episodio si gettano le fondamenta del concetto di “amicizia” ciellina: ovvero reciproca, fruttuosa collaborazione, io do una mano a te, tu dai una mano a me. E così nasce la Compagnia delle Opere (CdO), braccio economico di CL basato proprio sui legami “amichevoli” tra ricchi e potenti. Che, da buoni amici si danno una mano. La chiamano “amicizia”, ma si potrebbe anche dire lobby.
La CdO (oggi guidata dal tedesco Bernhard Scholz) ha un giro d’affari stimato oltre 70 miliardi di euro, realizzati da circa 35 mila “amici” (aziende, industriali, professionisti) che operano soprattutto nel Nordovest. E che, da buoni amici, si danno una mano. Diversamente da CL, la Compagnia tiene dettagliati registri degli adepti, che crescono di circa il 10% all’anno. Nemmeno la crisi ha frenato l’avanzato di questo colosso economico, anzi: ha spinto ulteriormente i manager a rifugiarsi nell’aiuto degli “amici”.
L’inchiesta de “Il Mondo” illustra poi il funzionamento dell’universo CdO, il quale si articola su tre livelli, tre differenti categorie di “vantaggi” ai quali i membri della Compagnia possono accedere in virtù della loro appartenenza ciellina.
Il primo livello è la facilitazione burocratica, lo snellimento delle scartoffie favorito dal passaggio privilegiato attraverso i canali della CdO. In questa sfera rientrano le convenzioni per i servizi (che permettono, per esempio, di risparmiare sulla telefonia), le esportazioni (la compagnia opera in Argentina, Cuba, Usa, Cile, Kazakistan, Germania e Romania) e diversi altri benefit. Tutto ciò che, in parole povere, può aiutare un’impresa o un professionista nella gestione “spiccia” dei suoi affari.
Il secondo gradino d’azione della Compagnia è la potenza del network: all’interno della CdO e di CL un’azienda può trovare partner privilegiati sotto l’egida e la benevolente mediazione di CL.
Il terzo – e più prezioso e costoso – livello dell’organizzazione si riassume in una parola: sussidiarietà. Sussidiarietà significa questo: l’affidamento a privati di servizi in precedenza svolti dal pubblico (per esempio i servizi sanitari). Ovviamente si tratta di privati “amici” e – cosa più preoccupante – a dirottare su di loro tali servizi sono, per forza di cose, politici “amici”. In Lombardia, negli anni  della presidenza Formigoni, circa 16 miliardi di spesa sanitaria furono passati a privati. Di questi, oltre 8 miliardi finirono nelle casse della galassia ciellina. Legato a questa dinamica di sussidiarietà, e “amico” della CdO è anche Giuseppe Grossi, Ad di Green Holding e collezionista di Maserati e Rolex recentemente finito in manette con l’accusa di aver drenato miliardi e miliardi dai fondi neri della sua società.
Questa è la Compagnia delle Opere, e questa è l’amicizia su cui si basa: il braccio economicamente armato di Comunione e Liberazione cresce del 10% all’anno, conta 35 mila amici e stringe in pugno 70 miliardi di euro.

giovedì 5 novembre 2009

Bersani il catto-(post)-comunista.





da L'unità.it - 

Si è laureato con una tesi sull'ecclesiologia di Gregorio Magno, è diventato comunista "in parrocchia", e, quando serviva dietro l'altare, ha anche organizzato uno sciopero dei chierichetti, il nuovo segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. Che non è, però, un 'catto-comuista' a tutto tondo. Se rispetto alla gerarchia cattolica Bersani sconta l'adesione a posizioni analoghe a quelle del 'cattolico adulto' Romano Prodi su temi come la bioetica, il ventaglio di simpatie che gode nel mondo cattolico è ampio. Pur non venendo dalla galassia democristiana - come il suo sfidante alle primarie Dario Franceschini - l'ex ministro delle Attività produttive è stato sostenuto, nella gara delle primarie, da due personalità con il 'pedigree' di Azione cattolica - Rosy Bindi e Giovanni Bachelet - e vanta una frequentazione ormai assidua col popolo del Meeting di Rimini, la kermesse estiva di Comunione e liberazione.

"Sono nato in una famiglia cattolica dove 'Famiglia Cristiana' non è mai mancata - raccontò nel 2006 al settimanale dei Paolini - in un paesino bianco dell'Emilia rossa, la parrocchia, il coro della chiesa e anche il chierichetto, anche se debbo dire che in quella veste qualcosa del futuro politico di sinistra si vide, perché organizzai lo sciopero dei chierichetti". Come è diventato comunista? "In parrocchia, perché si discuteva, si partecipava, si ragionava sulle cose giuste e quelle ingiuste", rispose Bersani.
La simpatia con il mondo di Comunione e liberazione è nata, piuttosto, con gli appuntamenti di Rimini. La 'lenzuolata' di liberalizzazioni, la partecipazione all'integruppo parlamentare per la sussidiarietà (insieme, tra gli altri, a Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Enrico Letta e Linda Lanzillotta), la simpatia di Bersani per i 'corpi intermedi' della società hanno rappresentato altrettanti motivi di consonanza con associazioni come la Compagnia delle opere o la Fondazione per la sussidiarietà. Non a caso 'IlSussidiario.net' commenta con toni positivi la sua elezione alla testa del Pd.
"Se verranno rispettati i proclami fatti nella campagna elettorale - afferma il giornale online della fondazione guidata da Giorgio Vittadini - il partito cercherà di spostare il baricentro verso il pragmatismo delle riforme, dell'attenzione alle Piccole e Medie Imprese, della tutela del lavoro. Si tratta di rilanciare un progetto per il Paese alternativo a quello di un centrodestra che scricchiola ogni giorno di più". Per la testata vicina a Cl, però, oltre alle luci ci sono pure le ombre. "Laicità del partito, strutturazione sul territorio e le alleanze per le prossime regionali sono altrettanti test immediati per il nuovo segretario", scrive 'IlSussidiario.net', secondo il quale Bersani "dovrà presto lasciare ogni ambiguità rispetto ai temi caldi della questione morale e del collateralismo a sindacati e pezzi di finanza". Non solo: "L'affaire Marrazzo e la possibile candidatura di Bassolino in Campania già bussano alla porta come macigni".
Quanto ai vertici della Chiesa cattolica, l'atteggiamento nei confronti del Pd è più critico. Il Vaticano non esprime giudizi e l''Osservatore romano' si limita ad un asettico articolo di cronaca sulle elezioni di Bersani. L''Avvenire' elenca quattro temi 'caldi' sui quali la Conferenza episcopale italiana sarà vigile, così come è stata critica nei confronti di Prodi. Sulla famiglia, 'Avvenire' rileva che "nella mozione Bersani si ripropone di 'rilanciare senza tentennamenti nel Parlamento e nel Paese' le proposte di legge 'largamente condivise' sulle convivenze civili, oltre che su altri temi sensibili, quali il cosiddetto testamento biologico". Quanto ad aborto e pillola Ru486, "l'ex ministro ha detto di non capire 'il no a tecniche meno invasive, previste tra l'altro dalla stessa legge che regola l'aborto'". Sul fine vita, 'Avvenire' ricorda che Bersani ha avuto a ribadire che "il parlamentare non può agire secondo coscienza perché deve rispondere agli elettori del suo operato".
Nel campo della libertà di coscienza, infine, il giornale della Cei registra una "stretta bersaniana sui convincimenti personali". Un elenco di dichiarazioni da cui traspare, sulle colonne di 'Avvenire' una certa apprensione. Il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, del resto, di recente aveva sostenuto che il Pd "non riesce a scaldare il mondo cattolico". Spetterà a Bersani provare a convincerlo del contrario, forte dei suoi buoni rapporti con la galassia del laicato cattolico.




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