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lunedì 19 aprile 2010

Danneggiata la sede del circolo di Anagni

Di: PRC Circolo di Anagni

Blitz vandalico nella sede anagnina del circolo di Rifondazione Comunista. Ignoti, si fa per dire, hanno incendiato la bandiera esposta sulla ringhiera del balcone e divelto e frantumato il simbolo affisso sul portone. Hanno poi infilato ciò che rimaneva della bandiera bruciata nella cassetta postale, a mò di sfregio.  Non sappiamo chi siano gli esecutori materiali di questa grave provocazione, che poteva avere conseguenze ben più gravi visto che il circolo è situato in un caseggiato in cui le case sono una attaccata all'altra, case vecchie in cui un incendio si propagherebbe molto facilmente. Sappiamo con certezza chi sono i responsabili morali: quando in una cittadina c'è un'amministrazione che permette a membri della sua giunta di professare apertamente e orgogliosamente la propria fede fascista, quando si permette a costoro di farsi ritrarre col braccio teso nel saluto romano in visita alla tomba di Mussolini e di pubblicare tra  nquillamente queste pose vergognose su internet, il risultato è che qualche giovane ardito e irresponsabile comincia a dare fuoco alle sedi degli odiati comunisti. Il tutto casualmente a ridosso del 25 aprile, Festa della Liberazione dal nazi fascismo. Va da sé che il Circolo anagnino di Rifondazione Comunista non si fa  e non si farà intimidire da provocazioni di questo genere, ne trae anzi ulteriore stimolo per combattere quell'ideale deleterio che tanti lutti ha causato al nostro Paese e che tanti danni i loro eredi ancora causano. Il segretario cittadino del Circolo ha intanto sporto denuncia al locale comando dei Carabinieri.  Per quanto riguarda la risposta che daremo ai vigliacchi che come sempre, come la storia ci insegna, compiono il loro misfatti coperti dall'ombra e dall'anonimato, la nostra risposta sarà, come è sempre stata, all'insegna dell'azione politica, del rispetto delle regole democratiche e d    el vivere civile, concetti purtroppo sconosciut  i agli esecutori di questa vile provocazione e ai loro mandanti morali in giacca, cravatta e cariche istituzionali.


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giovedì 10 dicembre 2009

Volano avvoltoi sul sito (e sul futuro) della Videocon di Anagni - Presidio

Presidio e protesta questa mattina dei sindacalisti e dei lavoratori di Videocon di Anagni, davanti a Montecitorio per la crisi dello stabilimento.
I sindacati chiedono, attraverso una raccolta di firme, la ferma presa di posizione del governo verso Venugopal Doth (proprietario indiano del gruppo a cui fa capo la Videocon), il Governo Indiano e il Parlamento Europeo.

9-12-2009
Oggi il tavolo. I sindacati: nessuna delle proposte industriali convince. I lavoratori: intervenga il governo
Il tempo stringe per i 1350 dipendenti della Videocon di Anagni. Ma il boccone è prelibato e sul sito dello stabilimento di Anagni sembra quasi di vederli volare gli avvoltoi. Si parla del futuro: di cosa cioè si produrrà in quei 72 mila metri quadrati di capannoni nella provincia di Frosinone, potendo usufruire dei fondi pubblici stanziati quando ancora gli indiani (la famiglia Dhoot che nel 2005 ha acquisito lo stabilimento) promettevano il rilancio delle produzioni, circa una sessantina di milioni di euro che poi saranno da calibrare sul nuovo piano di investimenti.
Ora che la partita con gli indiani è chiusa - il 18 dicembre suona la campana per i 250 lavoratori, su 1350, che ancora sono al lavoro - si tratta di trovare un'alternativa alla produzione di schermi per televisori, e in fretta. Di offerte, al ministero dello sviluppo economico, ne sono state avanzate una decina, nonostante la crisi. Sul tavolo attorno al quale si troveranno a discutere questo pomeriggio governo, azienda (i Dhoot) e sindacati, ne sono rimasti tre. Uno, presentato dalla società avellinese dei fratelli Pugliese, Marco e Massimo (il primo, deputato Pdl; il secondo proprietario dell'Avellino Calcio), per la lavorazione del silicio e la produzione di pannelli solari; il secondo, presentato dalla società torinese Global Energy, che ad Anagni vorrebbe lavorare il carbonio; il terzo, quello di Harainne Trading, una finanziaria di Londra, che vorrebbe proseguire con le tradizionali produzioni Videocon, sviluppando la tecnologia di nuovi pannelli per televisori. Tutti e tre questi progetti reimpiegherebbero non più della metà dei lavoratori Videocon, 600-700 persone.
Ma c'è anche un quarto progetto, arrivato ultimamente sul tavolo del ministero. Quello avanzato da due società, una taiwanese e una cinese (insieme si chamano Otto) che ad Anagni vorrebbero produrre auto elettriche, televisori, e pannelli solari. Una proposta faraonica, che perciò poco convince i sindacati. Ma «poco convincenti» sono ritenuti anche i tre progetti suddetti. «Siamo in una situazione particolare, abbiamo fame di lavoro, ma tutte e tre le offerte lasciano dubbi enormi», dice Silvio Campoli, segretario della Filcem Cgil di Frosinone: «Per quanto riguarda i pannelli solari il rischio di flop o di un prodotto tardivo è una realtà in assenza di un piano industriale più che serio - osserva Campoli - per il carbonio ci sono già impianti da lavoro e dunque non si capisce perchè vogliano venire ad Anagni, mentre le attuali produzioni di televisori hanno già oggi un problema di mercato».
Quello che invece fa gola sono i terreni e anche i finanziamenti pubblici, ai quali potrebbero aggiungersi altri 185 milioni, la cifra che i Dhoot hanno avuto dai precedenti proprietari quando hanno rilevato la società e che, in molti pensano, dovrebbero mettere sul piatto anche ora. Oggi dunque l'incontro al ministero. Ma i lavoratori chiedono l'intervento del governo, e per questa mattina hanno organizzato un presidio sotto palazzo Chigi.

lunedì 30 novembre 2009

Anagni: Luxuria risponde al sindaco Noto

L'antefatto:
CarloNoto
Il sindaco di Anagni Carlo Noto ha negato la concessione dell’Auditorium comunale all’associazione culturale “La Guerra di Piero” che aveva organizzato un iniziativa alla quale sarebbe dovuta intervenire Vladimir Luxuria per presentare il suo nuovo libro “Le favole non dette”.
Queste le motivazioni addotte dal sindaco, sue testuali parole tratte da una sua dichiarazione riportata dal quotidiano il Messaggero:  “la giustificazione del fenomeno trans non va illustrata in un auditorium, ma in altri contesti, come un ambulatorio medico. In ogni caso non ritengo si tratti di un evento educativo”.
Queste parole e il concetto che esprimono si commentano da sole. Oscurantismo, omofobia, discriminazione, repressione della libertà di espressione. Il sindaco Noto nega la sala non perché preoccupato del contenuto del libro, che evidentemente non ha letto.  Ma semplicemente e vergognosamente perché chi presenta questo libro è per dirla col termine del sindaco, “un fenomeno trans” . E pertanto diseducativo.  Vorremmo chiedere inoltre al dottor Noto, se gli ambulatori che indica come contesto in cui illustrare il “fenomeno trans” siano gli stessi, con gli stessi trattamenti, che si usavano nella Germania del dottor Mengele di cui conosciamo il tipo di trattamento e di soluzione usata per il “fenomeno trans” e per i “diversi” in genere.  Ancora una volta il sindaco Noto, autodefinitosi “persona perbene, ci dà un inequivocabile esempio del suo perbenismo: un perbenismo bigotto e ipocrita quel perbenismo che trovi davanti all’altare a prendere l’ostia la domenica,  per poi mostrare le zanne dell’intolleranza e della discriminazione il lunedì... (consigliamo di leggere tutto l'articolo)




Oggi da:corriere.it


"Se la robusta costituzione fisica e mentale si rapporta a queste parole preferisco essere malata": questa la risposta, ai microfoni di RCD, di Vladimir Luxuria alle dichiarazioni choc del sindaco di Anagni, nel frusinate, che ha negato a l'utilizzo di una sala del palazzo municipale per la presentazione di un libro, adducendo come motivazione il fatto che "i transessuali sono persone malate". Una frase, secondo l'ex deputato di Rifondazione comunista, "offensiva soprattutto per chi e' malato per davvero". (RCD)

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