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venerdì 30 aprile 2010

Modena: qui i grilini litigano per poltrone e soldi


Modena, 30 aprile 2010. Duri e puri nei loro comizi di piazza, sempre pronti a schierarsi contro i partiti definiti ingessati, vecchi e polverosi. Ma è bastata una poltrona contesa in consiglio regionale per rompere l’incantesimo e seminare il subbuglio tra i grillini del Movimento 5 Stelle, che adesso litigano tra loro e minacciano di spiaccicarsi a vicenda contro il muro. E’ accaduto tra Bologna e Modena, con l’intervento risolutore del leader carismatico Beppe Grillo. Uno dei due litiganti è stato messo fuori gioco dal leader genovese, ma il veleno scorre ancora a fiumi.
Tutto comincia dopo le elezioni regionali: il leader Giovanni Favia si presenta come capolista a Modena e Bologna. Viene eletto, ma deve decidere in quale città. I secondi arrivati, la modenese Sandra Poppi e il bolognese Andrea De Franceschi attendono un suo cenno e sperano. Favia fa decidere ai 40 delegati provinciali, che indicano De Franceschi. Fuori la Poppi. Apriti cielo. Il consigliere comunale modenese Vittorio Ballestrazzi grida all’ingiustiza sottolineando che la Poppi aveva raccolto più preferenze. Volano altre accuse nei confronti di Favia, Ballestrazzi ricorda le vicende della sua candidatura imposta a mezzo blog da Grillo. «Dov’è la democrazia?», chiede. Alla prima riunione regionale Ballestrazzi viene invitato ad andarsene. Poi è lo stesso Grillo a scomunicarlo ufficialmente, diffidandolo a parlare in nome e per conto del Movimento 5 Stelle. Favia rincara la dose: «Tutti da Modena mi sconsigliavano di dare credito a Ballestrazzi, che continua a mentire. Per questo è già partita un’azione legale contro di lui, visto, che mi accusa anche di voto di scambio».
Ma non è finita. L’ultima accusa nei confronti di Favia è pubblicata sul blog del consigliere modenese: «Risulterebbe (il condizionale è d’obbligo) che lo stipendio dei consiglieri regionali del movimento 5 stelle dell’Emilia-Romagna sia di 2.500 euro netti al mese più le spese — sostiene Ballestrazzi — Un bel salto di stipendio da chi non più tardi di due anni fa guadagnava 4.000 euro lordi all’anno (vedere dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del Comune di Bologna). Avevo letto che il candidato presidente Favia riteneva giusto uno stipendio di 1.300 euro netti al mese. Forse non aveva niente a che fare con il consigliere regionale Favia. Solo un caso di omonimia». In altre parole, dati alla mano, Ballestrazzi accusa Favia di non aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, cioè di guadagnare circa il doppio di quanto annunciato, «più le spese — dice — Quali spese? Lo impareremo».  Insomma, la guerra non è affatto finita e contribuisce a dare un’immagine molto diversa da quella che gli attivisti del Movimento 5 Stelle avevano sempre propagandato. Litigi che sanno di vecchia politica. Anche se loro non vogliono sentirselo dire.
di ROBERTO GRIMALDI

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venerdì 23 aprile 2010

Comunismo, organizzazione, rivendicazioni: un'intervista che fa riflettere

Fabio Pugliese, torinese di trentacinque anni. Impegnato con la tecnologia, la sociologia ed il suo mestiere di educatore alla prese con adolescenti smarriti almeno quanto gli adulti. Un passato da comunista in cabina elettorale ed un presente vicino a Beppe Grillo. Lui è uno di quelli che in Piemonte ha fatto perdere la poltrona da governatore Mercedes Bresso ma che il giorno dopo le elezioni non si nascondeva.


Allora Fabio, quali sono le tue letture? Magari voti sbagliato perché hai una preparazione sbagliata, superficiale.

Nella mia biblioteca ci sono tutti i testi di Marx, della sinistra hegeliana, l’immancabile Chomsky nonché i libri prettamente cattocomunisti dell’Emi. Sono un educatore interculturale e una certa formazione mi serve. Non tralascio il sacro testo Ratman, creazione del geniale Ortolani.

Ma allora sei stato un compagno? E ora sei un compagno che sbaglia.

Fino a due anni fa ho votato convintamente Rifondazione. L’anno passato mi sono astenuto alle provinciali e lo scorso mese sono passato al Movimento Cinque Stelle.

Pentito visto che ha vinto Cota?

Assolutamente no. Anzi spero che questa batosta per la sinistra insegni qualcosa.

Cosa dovrebbe insegnare?

Primo: i comunisti devono ricominciare a fare i comunisti perché non si devono vergognare di fare i comunisti. Altrimenti tanto vale cambiare. Che senso ha avere quel simbolo e poi dire e agire altro? Mi sono stancato di vedere i comunisti che stanno dietro alla cultura dell’enterteinment televisivo. I comunisti sono quelli che mandano a quel paese la Ventura, o la De Filippi, personaggi che dovrebbero bollare per quello che sono: un pericolo. Portatori di un modello cultural-economico antitetico al nostro. In un contesto in cui dal ’91 in Italia l’indice di sperequazione sta aumentando sempre di più non è possibile pensare di continuare a difendere la classe media. E’ necessario intercettare le esigenze dei poveri sempre più poveri, senza vergognarsene. Esempio: la telefonia ed il mondo delle assicurazioni. Con la privatizzazione sono divenuti settori scadenti e costosi, anche perché la competizione non si è mai vista: la mano invisibile del mercato l’ho vista solo per farmi la rettoscopia a pagamento. Non esiste fare la battaglia per non far privatizzare l’acqua e dimenticarsi che la stessa battaglia deve essere fatta sulla telefonia. Il centro della proposta politica non deve essere più non perdere spazi ma recuperare quelli persi. La parole nazionalizzazione non deve essere più una parolaccia per i comunisti. Un esempio? La telefonia. Con la privatizzazione paghiamo il servizio più caro e più scadente d’Europa. Non c’è manutenzione della rete e si tratta di un settore strategico. Dobbiamo pretendere la nazionalizzazione.

E perché ti ha convinto la proposta del Movimento?

Qui dobbiamo introdurre l’elemento cambiamento di tecnologie. Premessa: tendenzialmente anche nel mondo dell’associazionismo il virtuale è considerato inferiore al reale. “Non scambio di opinioni o emozioni” e altri luoghi comuni. Ne mondo del movimento il virtuale rende possibile il reale attraverso la presenza nei social network e lo scambio di informazioni attraverso internet. Esempio: i comizi nel movimento erano disponibili in streaming. Quale sezione può garantire questo? Il giorno dopo era disponibile su facebook il processo decisionale che aveva portato alle candidature. La novità del movimento è che sfrutta al massimo le nuove tecnologie non abbandonando l’importanza dell’incontro politico. Rifondazione in questo momento semplicemente mi fa addormentare. Sia come contenuti che come metodo di comunicazione. Non è in grado di trasmettere passione, orgoglio, fiducia.

Il partito che hai votato è però a tratti superficiale, fatto di qualunquismi da bar...

Le istanze che porta avanti il movimento richiedono una serie di competenze che fanno della frequentazione una conditio sine qua non. E tu puoi essere nella conoscenza del reale solo grazie ad internet. E’ l’elemento nuovo e democraticizzante. La grande differenza tra la sezione di partito ed il filmato è che su youtube veicola moltitudini di punti di vista dai quali poi è possibile trarre un proposta condivisa ed originale.

Parliamo del merito del programma politico che hai scelto. Favorevole o contrario Tav?

Ovviamente contrario. Ma la contrarietà non nasce da una chiusura ideologica. Nasce da considerazioni analitiche. Il trasporto su rotaia è sempre stato osteggiato in Italia, ma è senza dubbio economicamente più vantaggioso. Il problema è che la Tav è una megaopera inutile e spaventosamente costosa, laddove, su quella tratta, i calcoli ci dicono che basterebbe un potenziamento della linea già esistente. Con buona pace di Impregilo e compagnia bella.

Inceneritori?

Anche qui contrario. La società degli inceneritori è una società destinata all’estinzione. Qui non si tratta solo di emissioni dannose, ma di cosa determina quelle emissioni. Ma ti pare che io debba rischiare un tumore perché milioni di italiani sono stati convinti da una demenziale pace- technology a cambiare il cellulare due volte all’anno? L’alternativa non sta solo nel riciclaggio, ma nella riduzione vera e propria dei consumi inutili. Utilizziamo tecnologie“energivore” e abbiamo consumi demenziali.

La Federazione della sinistra ha proposte molto impopolari, che sono costate l’ostracismo dei media, simili a quelle da te citate.

Ma si fermano appena hanno paura di perdere voti. Il movimento rompe i coglioni. Al movimento non interessano i voti ma le proposte. I comunisti hanno perso la loro vis-polemica dal punto di vista politico. Non parlano più di “padroni” ma di “imprenditori” . Ma che linguaggio è questo?

La tua è una adesione fideistica, dogmatica.

Io sono dispostissimo a rivotare Rifondazione. La forma di una aggregazione partito è probabilmente pagante sul lungo periodo rispetto al movimento pseudo anarchico. Ma adesso i comunisti non fanno manco più il partito. E non si può dire che sia per mancanza di forze. Rifondazione, seppur in crisi, è nettamente più organizzata e forte di un movimento appena nato. Avete un giornale, un sito, rappresentanti.... manca la voglia di fare casino. Proprio adesso che la crisi metterà in luce i nervi scoperti di questo paese.

Il tuo è un voto di protesta e basta. Non serve a niente e farà vincere Berlusconi per i prossimi vent’anni.

No è vero. Penso che sia una grossa proposta e proprio al sinistra non possa lasciarla cadere. Nella sostanza il movimento rende palese che nell’era di internet il cittadino vuole intervenire molto di più rispetto che nel passato. Nessun partito può permettersi di ignorare questo.

E Berlusconi?

Con la sinistra attuale può essere sconfitto solo dalla natura

* da Liberazione del 19 aprile

da L'ape Operaia
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domenica 4 aprile 2010

Regionali, Grillo sommerso di “Vaffa!”


Roma, 30 mar. 2010 – tratto da federazionedellasinistra.com 
Chi di vaffa ferisce, di vaffa perisce. L’indignazione degli elettori di centrosinistra verso Beppe Grillo riempie di imprecazioni la rete.
Su Facebook, un gruppo che raccoglie oltre 3200 aderenti, si intitola: “Vaffanculo Beppe Grillo!”. Nato contro le ambizioni politiche di Grillo (“Un comico fallito che vuole fare politica”), sta diventando il punto di incontro di quanti vedono in Grillo un collaborazionista occulto di Silvio Berlusconi. Una sorta di sfogatoio, che si aggiunge a quello sul blog del comico genovese e sulla sua pagina facebook: mandano un sonoro ‘vaffa’ a Grillo quanti pensano abbia favorito l’ascesa della Lega in Piemonte.
Peraltro non ci sono solo interventi da sinistra. Veronica Giordan dice: “Noi piemontesi ti dobbiamo, ti dobbiamo un grande grazie!! Xché? Xché la tua lista pagliaccia a qualcosa e’ servita: ha tolto voti, nella rossissima provincia di Torino, alla Mercedes Bresso e grazie a te finalmente il Piemonte avra’ l’occasione di essere liberato!!! sei proprio un mito!!”.
Ma è sulla sua pagina ufficiale che corrono le invettive più dure. “Ma che bel movimento-ironizza Antonio Bonanno- infatti le cose sono cambiate, il Piemonte alla Lega e il Lazio ai fascisti!”. Alcuni decidono di lasciare il gruppo di fan. Così Carlo Gentile: “Volevo ringraziare il Sig. Beppe Grillo per aver consegnato il Piemonte alla Lega. Congratulazioni. Adesso posso togliermi da questa pagina”.
Ed Elena Andolfi: “Complimenti cari Grillini, consegnare il Piemonte alla destra… Grillo il tuo amico De Andre’ sarebbe fiero di quello che hai fatto. Ora, vedrai, la Val di Susa la spianeranno nel giro di un mese… ben vi sta piemontesi”.
Amar Osmano chiosa senza troppi giri di parole: “Complimenti, con te abbiamo perso anche il Piemonte. La destra gongola, Berlusca e’ in erezione e noi lo prendiamo nel c… anche per colpa vostra”.


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