PROCESSO - AULA GREMITA PER LE PRIME DEPOSIZIONI DEGLI IMPUTATI
Torino 06/10/2009
Cosimo Cafueri si difende: «Non ho nessuna responsabilità nel sistema dei controlli nella vicenda dell’incendio della ThyssenKrupp»«Non mi risultava assolutamente che vi fossero carenze nel sistema di sicurezza dell'azienda e non ho fatto nulla per sollecitare lo spostamento e non ho chiamato nessuno per modificare la situazione subito dopo l'incendio, soprattutto quella degli estintori, - ha detto rispondendo a una domanda del pm Laura Longo - Anzi, mi sono raccomandato di non toccare nulla che fosse stato segnalato dai vigili del fuoco» afferma Cosimo Cafueri, responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’acciaieria, durante l'udienza del processo di questa mattina nel Palazzo di Giustizia a Torino.
Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza insufficienti o malfunzionanti e l’assenza di personale specifico per la sicurezza, invece, ha risposto: «La direzione del personale, a Terni, conosceva benissimo la situazione. Non toccava a me informarli».
Nell’ultima parte dell'udienza Cafueri ha sottolineato, fra le altre cose, che il pulsante d’emergenza, uno dei nodi centrali del processo, «in più occasioni è stato utilizzato dove serviva e il personale sapeva benissimo che doveva essere usato».
Rispondendo a una domanda del giudice Maria Iannibelli, secondo la quale, nei giorni precedenti l'incendio, vi era scarsa pulizia e materiale cartaceo all'interno dell'acciaieria, Cafueri ha poi ribadito: «era una anomalia il fatto che la carta fosse lungo la linea».
Durante la testimonianza c'è anche stato un vivace botta e risposta con il procuratore Raffaele Guariniello che ha chiesto all’imputato: «Lei ha detto "mi sono trovato a gestire una situazione così".Ma in questo caso - ha aggiunto Guariniello- come avrebbe dovuto reagire un responsabile della sicurezza? Accettarla o dimettersi?»
Nell’ultima parte dell'udienza Cafueri ha sottolineato, fra le altre cose, che il pulsante d’emergenza, uno dei nodi centrali del processo, «in più occasioni è stato utilizzato dove serviva e il personale sapeva benissimo che doveva essere usato».
Rispondendo a una domanda del giudice Maria Iannibelli, secondo la quale, nei giorni precedenti l'incendio, vi era scarsa pulizia e materiale cartaceo all'interno dell'acciaieria, Cafueri ha poi ribadito: «era una anomalia il fatto che la carta fosse lungo la linea».
Durante la testimonianza c'è anche stato un vivace botta e risposta con il procuratore Raffaele Guariniello che ha chiesto all’imputato: «Lei ha detto "mi sono trovato a gestire una situazione così".Ma in questo caso - ha aggiunto Guariniello- come avrebbe dovuto reagire un responsabile della sicurezza? Accettarla o dimettersi?»

Nessun commento:
Posta un commento