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venerdì 5 marzo 2010

Rinascita ferma le pubblicazioni, tensione fra i giornalisti e il PdCI


Roma, 4 mar. (Apcom) - Il settimanale del Pdci 'La rinascita della sinistra' sospende le pubblicazioni, il tesoriere dei Comunisti italiani Roberto Soffritti accusa il ministro dell'Economia per i tagli decisi nella Finanziaria, l'assemblea dei giornalisti polemizza con il partito-editore, accusato di comportarsi come il "padrone delle ferriere" e di violare gli accordi sindacali.
Secondo Soffritti, che è anche presidente del Cda della cooperativa editrice, "la decisione del ministro Tremonti di concedere i finanziamenti per i giornali di partito per il solo anno 2009 costituisce una precisa scelta di spazzare via, progressivamente, le testate minori e le voci scomode dal panorama dell'informazione. La Rinascita aveva intrapreso, in accordo con le organizzazioni sindacali dei giornalisti e dei lavoratori, un cammino impegnativo di risanamento e di rilancio della testata. Il taglio brutale dei finanziamenti inserito in finanziaria nel dicembre scorso e sostanzialmente confermato per questo anno, ci impedisce di portare avanti il programma di rilancio che tutti insieme avevamo iniziato. Per questo motivo, sentiti i sindacati dei giornalisti e dei lavoratori, il Cda della cooperativa La Erre - dice ancora Soffritti - ha deciso la immediata sospensione temporanea delle pubblicazioni non essendoci le condizioni minime per proseguire nell'attività editoriale".
Dura la replica dei giornalisti della testata: "Mentre il segretario del partito Oliviero Diliberto, insorge, e giustamente, contro le nuove norme sull'arbitrato che cancellano di fatto l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, il tesoriere del suo partito nonché presidente della cooperativa che edita il settimanale - accusa il documento approvato dall'assemblea - si comporta con i lavoratori come un padrone delle ferriere".
"Il ripristino dei finanziamenti per il 2009 (sicuramente una misura pelosa e insufficiente) per il tesoriere del Pdci Roberto Soffritti non basta più, e nonostante sette mesi di cassa integrazione durissima non esisterebbero più le condizioni per editare il giornale". Una decisione che una "vera ciliegina su una torta già rancida è la violazione sistematica dell'accordo tra lavoratori ed azienda siglato alla regione Lazio nel settembre del 2009. I lavoratori de La Rinascita della sinistra fanno molta fatica a scorgere in questa vicenda la famosa diversità comunista".


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martedì 16 febbraio 2010

LA SCURE DI TREMONTI SUI GIORNALI POLITICI

Il governo, questo governo, ha deciso di spazzare via i piccoli e fastidiosi disturbatori che non si allineano con la voce del padrone e che non siedono nel pantheon dei grandi media e della grande stampa. di Gianni Montesano (La Rinscita della Sinistra)


Non bastava la impari condicio, il governo ha decretato la chiusura di un centinaio di testate giornalistiche edite da cooperative o organi di partiti politici mettendo a rischio circa quattromila posti di lavoro. E La Rinascita è fra queste.
La sforbiciata è stata introdotta nella legge finanziaria lo scorso dicembre. In seguito alle proteste, Gianfranco Fini telefonava pubblicamente a Tremonti, il quale, sempre pubblicamente, si impegnava a garantire i fondi per le testate “storiche” aventi diritto.
E’ stato presentato un emendamento bipartisan al decreto “milleproroghe” per rinviare di due anni il taglio previsto. Un tempo adeguato per respirare e riorganizzarsi.
E invece, come da copione, all’ultimo momento il governo ha posto la fiducia su un testo dove il rinvio del taglio non c’è, facendo calare la mannaia sulla piccola editoria. E non è un problema di copertura finanziaria, come hanno affermato i deputati del centrodestra firmatari dell’emendamento.
La verità è che si è usata la scure in una realtà dove, al contrario, occorreva procedere con cautela per individuare chi lavora e chi no, chi ha diritto a vivere in nome della difesa del pluralismo nell’informazione e chi invece ha sempre e solo speculato.
Si paga il prezzo delle beghe che contrappongono Tremonti al sottosegretario Bonaiuti, a cui spettava il compito di fare chiarezza sulle norme.
Il governo agisce furia cieca contro le cooperative di giornalisti indipendenti, contro le testate di partito, contro coloro che, al di là della collocazione politica, parlano con voce autonoma, che vogliono fare sentire e parlare altre voci che di solito sono soffocate nel chiasso dei talk show, dell’informazione politica ridotta ad avanspettacolo o a palude per servi e lacchè.
Rinascita non ha poteri forti a cui bussare e le banche non faranno regali. Il governo, questo governo, ha deciso di spazzare via i piccoli e fastidiosi disturbatori che non si allineano con la voce del padrone e che non siedono nel pantheon dei grandi media e della grande stampa.
E’ partita di nuovo la mobilitazione per la libertà di informazione, serve una risposta forte, ma se in breve tempo non ci saranno fatti nuovi sarà molto difficile continuare.

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