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giovedì 10 dicembre 2009

Il Simbolo della Federazione della Sinistra per le Regionali 2010

Mentre ancora non sono concluse le trattative ai tavoli programmatici per le alleanze delle prossime regionali, su una cosa la Federazione ha deliberato: il simbolo per le regionali. Nessuno sconvolgimento, ma un piccolo accorgimento su cerchio rosso esterno che porta anche la scritta "per la FEDERAZIONE". Per chi era, il 5 dicembre, al Teatro Brancaccio nulla di nuovo, lo aveva già visto proiettato in gigantografia sullo schermo gigante. Per gli altri compagni è una piccola novità ed utilità, potete scaricare il simbolo infatti cliccandoci sopra per applicarlo a manifesti e volantini.
Se vi serve il formato gigante chiedetecelo via mail a comunistaquotidiano@gmail.com 
E' disponibile in formato .eps - . pdf - .jpg

sabato 14 novembre 2009

DOCUMENTO FEDERAZIONE SINISTRA DI ALTERNATIVA UMBRIA



Contributo della Federazione della Sinistra alla definizione del profilo programmatico e rilancio della coalizione di Centro Sinistra in vista delle elezioni regionali del marzo 2010*. 








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Per combattere la crisi prima il lavoro


Alcune proposte di natura programmatica per contrastare ed uscire dalla crisi da “sinistra”. Questione democratica e questione sociale, le emergenze nazionali al centro della Manifestazione del 5 dicembre. Politiche comuni di servizi ed infrastrutture per l'Italia mediana, un Piano regionale per il lavoro.  


*1. *La *crisi* che sta attraversando l'economia mondiale, amplificata dalla dimensione abnorme assunta dalla finanza, ha le sue *radici profonde nell'economia reale,* a partire da una situazione di bassi salari, causata da un
progressivo spostamento delle risorse dal lavoro alla rendita e al profitto, di precarizzazione del lavoro, di privatizzazione degli istituti dello stato sociale. Se si vuole evitare che la crisi lasci una pesante eredità di
disoccupazione di massa, ad iniziare dal lavoro delle donne e dei migranti, ed un aumento esponenziale della povertà è necessario un cambio radicale delle politiche economiche, che, all'interno di un diverso modello di sviluppo, privilegino la produzione di beni fruibili collettivamente, difendano l'ambiente e abbiano al centro la valorizzazione del lavoro umano.     



*2.* Di fronte all'incalzare della crisi, mentre tutti i governi dei paesi  occidentali mobilitavano risorse per investimenti pubblici dell'ordine tra i 3 ed i 5 punti percentuali di PIL, l'azione del governo italiano di centro-destra
si caratterizzava, al di là dei proclami e degli inviti all'ottimismo, per un *assoluto immobilismo*, salvo interventi a favore dei soliti noti, come il salvataggio di Alitalia, la cancellazione, con la scusa della semplificazione,
di norme di contrasto all'evasione fiscale, per arrivare, da ultimo, all'indecente introduzione del cosiddetto scudo fiscale, con il quale si prevede un meccanismo legale di riciclaggio di denaro sporco.   



*3. *Per* *rispondere alla crisi, i cui effetti continueranno a farsi pesantemente sentire nei prossimi anni, la *Federazione** della Sinistra *propone, agli umbri e alla coalizione di Centro Sinistra, un *piano di interventi* mirati per lavoratori, famiglie e piccole imprese, con l'introduzione di un sistema universale di assicurazione contro la disoccupazione e l'inoccupazione, una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente, l'aumento del potere d'acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni, la riconversione ecologica dell'economia, la messa in sicurezza del territorio, il potenziamento delle fonti alternative di energia, una revisione del sistema di tassazione delle piccole imprese, a partire da quelle artigiane, l'introduzione di una tassazione adeguata delle rendite finanziare, investimenti in ricerca ed innovazione. Questi temi saranno il contributo umbro alla  *Manifestazione nazionale* indetta dalla Federazione della Sinistra e dall'Italia dei Valori per il prossimo *5 dicembre a Roma*.  
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* *


*4. *Nel corso di questi ultimi cinque anni, sotto l'incalzare della crisi, *l'azione riformatrice *della Regione ha conosciuto una battuta d'arresto e non è riuscita a trasmettere quell'impulso all'innovazione, indispensabile per superare quei ritardi strutturali che da anni pesano sul sistema economico umbro e, nonostante gli sforzi compiuti, continuano a permanere, costituendo una non secondaria ipoteca per il futuro  dell'Umbria. 
* *


*5. *I prossimi mesi ed anni continueranno ad essere segnati dagli effetti della crisi, che si cumuleranno ai *nodi irrisolti del passato*, conseguenza di un modello di sviluppo eccessivamente schiacciato sul ciclo delle costruzioni ed un insieme di piccole imprese manifatturiere, che stenta a sviluppare relazioni sistemiche, con produzioni prevalentemente orientate al mercato dei consumi, in molti casi in subfornitura e con basso livello di internazionalizzazione e di
investimenti in innovazione e ricerca.


* *


*6. *Il cumularsi di effetti della crisi e provvedimenti del governo, come l'avvio del *Federalismo fiscale,* mettono in seria discussione la sostenibilità di un modello sociale  e di welfare, quale quello costruito in Umbria,  chiamato oggi a svolgere un ruolo centrale nell'attrezzare risposte per le fasce più colpite dalla crisi.            
* *


*7. *La Federazione della Sinistra ritiene necessario un* rilancio*, su basi programmatiche nuove e all'altezza dei problemi che la società umbra si troverà ad affrontare nell'immediato futuro, dell'azione riformatrice della *coalizione di Centro Sinistra*. Al tempo stesso la Federazione della Sinistra si dichiara indisponibile ad artificiosi allargamenti della coalizione medesima
a forze politiche, da sempre all'opposizione dei diversi governi regionali sin qui avvicendatisi.    
* *


*8. *Al tempo stesso l'altezza e complessità dei problemi che l'Umbria, al pari di altre realtà regionali, si trova oggi ad affrontare richiede l'attivazione di politiche comuni da parte di quelle Regioni, genericamente definite dell'Italia centrale o mediana, che presentano forti tratti comuni  in termini di modello produttivo e sociale. La Federazione  della Sinistra propone
che il governo regionale dell'Umbria si faccia promotore di una p*olitica comune delle Regioni dell'Italia mediana*, quale strumento  necessario per fare massa critica e resistere alla destrutturazione del modello sociale che vuole imporci
il federalismo fiscale, ma anche per migliorare l’offerta dei servizi sociali, per definire un livello ottimale del sistema delle infrastrutture in grado di essere un valore aggiunto per il sistema produttivo. E' necessario che le Regioni del centro  definiscano politiche comuni e  sviluppino una programmazione economica e sociale che vada oltre i propri ambiti territoriali
per abbracciare l’intera porzione dell’Italia mediana. In particolare centrale risulterà l'impegno per delineare politiche comuni per quanto riguarda* l’offerta dei servizi sociali e la sanità*, mettendo in rete le strutture sanitarie ed integrando conoscenze, ricerche e professionalità, *e le infrastrutture materiali ed immateriali*. 
* *


*9. *La* sanità *regionale, di cui va salvaguardata la *funzione pubblica*, deve concretamente assicurare ai cittadini di poter esercitare il diritto alla salute, vanno perciò eliminate quelle storture presenti nel sistema, a partire dai tempi di attesa, che ne limitano l'esercizio. Diritto alla salute vuol dire anche sicurezza, in primo luogo sui luoghi di lavoro. I tristi primati detenuti
dall'Umbria in materia di incidenti sul lavoro non sono più tollerabili. 


*10. *Sul fronte delle politiche della conoscenza, la Federazione della Sinistra è convinta che *la scuola e l’università della Repubblica* debbano mantenere la loro natura pubblica e garantire che l’accesso ai saperi continui a rappresentare un diritto che ogni persona può esercitare. In quest’ottica si impegna a contrastare i provvedimenti della cosiddetta “/riforma
Gelmini/” e le forme di privatizzazione e di dequalificazione dell’istruzione pubblica previste nel disegno di legge Aprea, sostenendo l’azione dei coordinamenti di insegnanti e dei movimenti organizzatisi nel territorio regionale e partecipando alla loro mobilitazione.


*11. *I trasporti regionali non possono essere emarginati a favore dell'alta velocità. Il lavoro pendolare va tutelato offrendo un efficiente servizio di trasporti che consenta in tempi ed orari accettabili gli spostamenti casa/lavoro.   


*12.* La Federazione della Sinistra, all'interno di una fase di crisi economica che anche nella nostra regione sta producendo  pesanti contraccolpi sul piano occupazionale, ritiene prioritario l*'impegno per sostenere l'occupazione, *e a tale fine ritiene necessaria finalizzare tutte le risorse disponibili, all'interno di un progetto programmatorio, un *Piano regionale del Lavoro*, che abbia come obiettivo la difesa del lavoro, la sua valorizzazione, la ricerca di nuove e qualificate professionalità. Su questo versante va prevista un'adeguata dotazione finanziaria a sostegno del provvedimento legislativo di istituzione del *reddito sociale*, attualmente in discussione e da approvare entro la fine dell'attuale legislatura, e vanno introdotti strumenti legislativi di riforma del sistema di ammortizzatori sociali e per il sostegno a riduzioni contrattate di orario di lavoro.


*13. *A questo obiettivo della difesa e valorizzazione del lavoro, vanno ricondotti gli interventi di  *supporto al sistema delle imprese esistenti*, agevolando quelle azioni che favoriscano, attraverso il consolidamento dei livelli di produzione, la stabilizzazione dei livelli occupazionali. Vanno perciò, anche attraverso interventi legislativi, riviste le norme che regolano
i trasferimenti alle imprese, introducendo il vincolo al mantenimento dei livelli occupazionali, prevedendo in questo senso l’impegno a non mutare la consistenza delle unità produttive e i livelli occupazionali di quelle imprese,
che, beneficiano degli interventi erogati sotto qualsiasi forma dalla Regione Umbria. Va inoltre previsto il vincolo alla localizzazione, introducendo norme che prevedano, in caso di delocalizzazione la restituzione da parte dell'azienda
delle somme percepite a titolo incentivo dalla Regione dell'Umbria. 


*14 *Sempre in questo ambito di *difesa e valorizzazione del lavoro* la Federazione della Sinistra avanza la proposta che la Regione dell'Umbria si doti di apposito strumento legislativo per favorire  la trasmissione della proprietà delle imprese in crisi ai lavoratori dipendenti che decidano di proseguirne l’attività organizzandosi in *cooperativa*.


*15. *Per* *uscire in avanti dalla crisi è necessaria l'attivazione di politiche pubbliche che, privilegiando interventi di sistema, siano in grado di *di attuare un cambiamento del modello di specializzazione produttiva*. Gli assi attorno a cui organizzare queste nuove politiche non possono che essere la ricerca e sviluppo, il sostegno all’internazionalizzazione, la formazione, il
sostegno ai poli di eccellenza. Attorno a questi assi va ricostruita e ripensata la strumentazione regionale a supporto dello sviluppo (il cosiddetto sistema delle Agenzie), e razionalizzata e portata a sistema la presenza a livello regionale dei numerosi poli di alta formazione, riorganizzando il complessivo sistema scolastico, formativo ed universitario.


*16. *Altro grande terreno di sfida dovrà essere quello del *welfare regionale*, che in questa fase di crisi è chiamato a svolgere un ruolo centrale, prevedendone un suo consolidamento ma, al tempo stesso, riposizionandolo rispetto alle esigenze emergenti dalla nuova gerarchia del sociale (anziani, famiglie monoreddito, immigrati, disabili). 
*17.* Se aria, acqua, ambiente costituiscono quei beni naturali dai quali dipende la sopravvivenza e la qualità della vita, è necessario che vengano sottratti al mercato, affidandone la gestione alla mano pubblica. La Federazione della Sinistra ritiene imprescindibile un intervento di indirizzo regionale volto alla  *ripubblicizazione del servizio idrico.*  
18. La difesa dei valori laici nella società e *la difesa della laicità dello Stato* e delle istituzioni sono fondamentali per la salvaguardia della libertà e della democrazia da ogni tipo di ingerenza religiosa che assuma connotati integralisti e intolleranti.


  *Per la Federazione della Sinistra * 


Partito della Rifondazione Comunista





Partito dei Comunisti Italiani





Socialismo 2000


    


Perugia 13.11.2009

domenica 8 novembre 2009

PRC Anagni: "Esenzione Irpef per lavoratori in cig e mobilità"

Il circolo anagnino di Rifondazione Comunista ha preparato un ordine del giorno, da presentare in Consiglio Comunale, che propone l’esenzione dal pagamento dell’addizionale comunale Irpef per le lavoratrici e i lavoratori collocati in cassa integrazione e mobilità. L’ordine del giorno sarà supportato da una petizione popolare. La Segreteria della Federazione Provinciale PRC di Frosinone ha ritenuto opportuno estendere questa iniziativa a tutti i circoli della provincia, invitando tutti i militanti a sostenere tale iniziativa.


Dichiarazione del segretario Sebastiano Salis:
“La recente vicenda Videocon, ancora in corso, e più in generale la grave crisi occupazionale che sta investendo il nostro territorio, impone, oltre all’impegno continuo nel sostegno dei lavoratori in lotta e alla pressione sulle Istituzioni affinché facciano la loro parte nella ricerca di soluzioni, scelte concrete di sostegno al reddito, per dare una boccata di ossigeno a quanti hanno visto drasticamente ridotto il loro salario. Nel Consiglio Comunale straordinario pro Videocon il Sindaco si era impegnato pubblicamente a istituire un fondo di solidarietà per i lavoratori delle aziende in crisi e a studiare forme di esenzione fiscale per gli stessi lavoratori. Come era prevedibile, alle parole non sono seguiti i fatti, almeno sino ad ora. Con questa iniziativa, nel nostro piccolo, intendiamo dare un aiuto concreto a tutti quei lavoratori che si trovano in grave difficoltà economica, per i quali anche l’esenzione dall’Irpef comunale rappresenta un aiuto concreto aldilà delle chiacchiere”.


venerdì 6 novembre 2009

Prc-Pdci Toscana presentano una Proposta di Legge sul lavoro


Riceviamo da Lucia Mango il testo della proposta di legge sul lavoro avanzata in Regione Toscana da PdCI e PRC.
Nel preambolo se ne individuano i contenuti e le ragioni politiche. Crediamo possa essere un utilissimo strumento di lavoro e confronto per altri compagni di altre regioni.




All’attenzione del
Presidente del Consiglio Regionale Toscano






OGG: Proposta di Legge
Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa. 






Art. 1
(Finalità)
1. Con la presente legge la Regione Toscana, nel rispetto del dettato costituzionale e dei principi fondamentali della legislazione nazionale, dell'ordinamento dell'Unione Europea e delle direttive europee in materia, riconosce il diritto al lavoro di ogni donna e ogni uomo e in tal senso contribuisce alla promozione dell'occupazione e alla sua qualità.
2. La Regione Toscana collabora alla salvaguardia dei livelli occupazionali sul territorio regionale,  alla tutela dai rischi di delocalizzazione industriale e interviene per il sostegno al reddito dei lavoratori espulsi dai processi produttivi, in condizione di precarietà o sottoccupazione.   
3. La Regione riconosce il ruolo rilevante delle imprese nello sviluppo economico e sociale del territorio e favorisce l'insediamento delle stesse promuovendone la capacità di innovazione, la qualificazione e la diversificazione delle produzioni, l'aumento e la qualità dei posti di lavoro e la loro stabilità, l'incremento del reddito e le condizioni di sicurezza. 
4. La Regione Toscana, nel rispetto dell’articolo 45 della Costituzione che promuove la cooperazione per le finalità non speculative, pone in essere una serie di azioni a sostegno dell’autoimprenditorialità sociale per la salvaguardia occupazionale.


Art 2
(Azioni per la salvaguardia dei livelli occupazionali )
1. Al fine di garantire la coerente applicazione delle finalità di cui  all’articolo 1, comma 2, la Regione  Toscana prevede con le imprese e con le loro associazioni forme contrattuali vincolanti finalizzate all'erogazione di contributi economici a titolo di incentivo o finanziamento. Principi fondamentali e obiettivi inderogabili per l’attribuzione dei contributi sono la trasformazione dei rapporti di lavoro precario in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, la valorizzazione dell'occupazione femminile nonché di persone in condizione di svantaggio sociale,  il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, il rispetto e la tutela dell'ambiente. 


Art 3
(Ambito di applicazione della norma) 
1. La presente norma si applica a tutte le imprese italiane ed estere che, con stabilimenti insediati sul territorio  regionale, beneficiano di somme erogate a titolo di incentivo o di finanziamento a sostegno dell'occupazione o dell'imprenditorialità.


Art. 4
(Entità  e criteri per l'accesso ai contributi)
1. La Giunta Regionale, entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge, determinerà modalità di erogazione di tutti i contributi, regionali e/o nazionali la cui erogazione è delegata alla Regione a qualunque titolo e forma, alle imprese sul proprio territorio, definendo i criteri di progressività dell'entità dell'incentivo stesso. Sulla base del principio dell'assunzione a tempo indeterminato di persone svantaggiate come di seguito elencate:
a) le persone con disabilità;
b) le persone di cui all' articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali);
c) le persone che rientrano nei casi previsti dall' articolo 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero);
d) le persone occupate, per un tempo prolungato o in modo reiterato, con rapporti di lavoro anche autonomi e che si trovino nelle condizioni di elevato rischio di precarizzazione;
e) le persone, anche occupate con rapporti stagionali, a rischio di esclusione o di depauperamento professionale che possa comportare la perdita del lavoro;
f) le persone che rientrano nel mercato del lavoro dopo prolungati periodi di assenza anche per motivi di cura familiare;
g) i lavoratori interessati da processi di riorganizzazione o riconversione produttiva.
2. Nell'ambito delle categorie di persone di cui al comma 1  a parità di condizioni viene individuata ulteriore priorità per gli interventi a favore delle donne e delle persone di età superiore a quarantacinque anni, prive di occupazione interessate dai processi di cui alle lettere f) e g). 
3. La Giunta Regionale, sentiti gli organismi competenti e la competente Commissione consiliare, può definire ulteriori priorità d'intervento rivolte alle persone che abbiano difficoltà all'inserimento o al reinserimento lavorativo di cui al regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione del 5 dicembre 2002, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell'occupazione.


4. La normativa comunitaria di cui al comma 3 e la normativa nazionale di cui al comma 1, lettere b) e c) costituiscono il riferimento per l'individuazione delle persone in condizione di svantaggio rispetto al lavoro. 
5. La Giunta Regionale, sentiti gli organismi competenti e la commissione consiliare, può, inoltre, definire priorità territoriali, con riferimento a particolari aree con difficoltà socio-economiche della Toscana. 




Art. 5
(Sostegno al reddito)
La Regione Toscana, al fine di sostenere il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici espulsi dai processi produttivi, indipendentemente dal loro stato giuridico e della natura contrattuale del loro rapporto di lavoro, istituisce un apposito fondo e ne definisce i criteri di erogazione con apposito regolamento.


Art. 6
(Contratti di insediamento)
1. Gli incentivi alle imprese che si accingono a insediarsi sul territorio toscano, sono accompagnati da obblighi contrattuali d'insediamento.


2. I contratti tra imprese e Regione Toscana sono condizione imprescindibile per l'erogazione dei contributi pubblici e contengono:
a) il piano industriale e di sviluppo dell'impresa;
b) l'impegno al mantenimento della/e unità produttiva/e per almeno anni 25 dall'insediamento;
c) l'assunzione della responsabilità sociale dell'impresa, intesa quale l'integrazione delle problematiche sociali e ambientali nelle attività produttive e commerciali e nei rapporti con i soggetti che possono interagire con le imprese medesime;
d) l'assunzione dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato o l'impegno alla stabilizzazione entro tre mesi dall'avvio dell'attività;
e) il Piano di Sicurezza previsto dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro);
f) il metodo di verifica, di concerto con le amministrazioni locali, atto all'individuazione di iniziative di cui alla lettera c), finalizzate alla realizzazione di strutture di utilità sociale.
3. Gli incentivi sono revocati nel caso in cui l'impresa realizzi interventi diversi da quelli ammessi; gli incentivi medesimi previsti dai contratti di insediamento sono sospesi altresì nel caso di violazioni accertate; sono revocati in caso di mancata applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
4.  In deroga ai criteri definiti al comma 2, lettera b), la revoca degli incentivi non avrà luogo nel caso di gravi e comprovati motivi che saranno valutati dalla Regione e che prevedano lo spostamento della/e unità produttiva/e nell'ambito della provincia di appartenenza, fermo restando l'aumento o il mantenimento dei livelli occupazionali. 
5. Relativamente alle disposizioni di cui al comma 4, la Regione seguirà il processo di trasferimento e nuovo insediamento verificando l'applicazione dei criteri definiti dal presente articolo. 
6. Le imprese che sottoscrivono contratti d'insediamento con la Regione Toscana, sono tenute a documentare annualmente lo stato di attuazione dei piani di sviluppo. 
7. L'eventuale inosservanza delle disposizioni definite dai contratti di insediamento per qualunque motivo, dovrà essere comunicata entro 15 giorni alla direzione regionale competente, la quale valuterà la persistenza delle condizioni per il mantenimento del contributo erogato o la sospensione di erogazioni in corso. 
8. In qualsiasi momento possono essere disposti dalla Regione ispezioni e controlli, anche a campione tramite propri funzionari e agenti della Guardia di Finanza, in relazione agli incentivi erogati allo scopo di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti dalla presente legge. 


Art. 7
(Revoca dei contributi pubblici)
1. Le somme erogate a titolo di incentivo, finanziamento o di sostegno all'occupazione, a qualunque titolo erogato dalla Regione Toscana alle imprese, verranno da queste restituite, con gli interessi legali, in caso di delocalizzazione degli impianti produttivi o anche di parte della produzione all'estero, anche laddove la delocalizzazione avvenga tramite cessione di ramo d'azienda o attività produttive dalla stessa appaltate ad aziende terze, se a questa consegue riduzione del personale dell'azienda in questione. 
2. Nel caso si verifichino danni ambientali e conseguenti bonifiche atte al risanamento territoriale, gli importi da rimborsare alla Regione, saranno maggiorati delle somme necessarie per il ripristino del territorio. 
3. Se l'erogazione dei contributi non è stata ancora liquidata agli aventi diritto, la procedura stessa verrà sospesa nel caso si verifichino le fattispecie previste ai commi 1 e 2. 


Art. 8
(Modalità  di restituzione dei contributi)
1. La restituzione dei contributi e/o incentivi economici ai sensi della presente legge, avverrà con le modalità previste da apposito regolamento e comunque con la restituzione monetaria entro un anno dell'erogazione ricevute.
2.  Le somme recuperate saranno impiegate prioritariamente con le modalità riportate di seguito:
a) con interventi diretti di sostegno all'avvio di forme di autoimprenditorialità collettiva di cui all'articolo 9;
b) con soluzioni di sostegno alla disoccupazione;
c) con sostegni economici e formativi per la riallocazione in altre attività  sul territorio atte al riassorbimento di tutte le maestranze;


Art. 9
(Misure a sostegno dei lavoratori riuniti in cooperative per la salvaguardia occupazionale)
1. Nel rispetto del trattato di Lisbona in merito alle politiche di prevenzione del rischio di disoccupazione di lunga durata e, al fine di favorire percorsi di autoimprenditorialità collettiva atte alla salvaguardia degli insediamenti produttivi e dell'occupazione, la Regione Toscana, di concerto con province e comuni, incentiva e sostiene, mediante l’erogazione di  contributi economici, le esperienze di trasmissione di impresa ai lavoratori riuniti in cooperativa ai fini di salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze accumulato.


2. La Regione Toscana sostiene le nuove cooperative promosse in maggioranza da lavoratori che intendono rilevare l’attività o rami di attività dell’azienda nella quale hanno operato, per finalità di salvaguardia occupazionale.
3. L’intervento è attuato mediante la concessione di:
  1. contributi a fondo perduto commisurati all’occupazione salvaguardata in relazione a investimenti e costi di gestione previsti o sostenuti nella fase di avvio dell’attività;
  2. contributi a fondo perduto per assistenza tecnica, tutoraggio e attività di istruzione e formazione dei lavoratori;
  3. prestiti senza interessi a sostegno della fase di avvio dell’attività.




Art. 10
(Modalità  di attuazione)
La Giunta Regionale stabilisce con apposito regolamento i criteri e le modalità per l’attuazione di quanto previsto all’articolo 8, della presente proposta di legge, in prima applicazione entro quarantacinque giorni dell’entrata in vigore della stessa e per gli anni successivi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di approvazione del bilancio annuale di previsione.
Al fine di sostenere le esperienze di trasmissione di impresa, dei lavoratori riuniti in cooperative per la salvaguardia occupazionale, la Giunta Regionale può prevedere l’introduzione di priorità in favore di esse nei criteri attuativi e nei bandi relativi alle agevolazioni previste dalle principali norme regionali  in favore delle imprese e nei programmi di formazione professionale.


Art. 11
(Misure su blocco temporaneo delle attività/ cassa integrazione guadagni / crisi aziendale) 
1. In caso di blocco temporaneo delle attività, indipendentemente dalle dimensioni di impresa la Regione sostiene, con strumenti da definire in apposito regolamento, il reddito dei lavoratori interessati.
2. La Regione, sulla base del principio “licenziamenti zero, responsabilità sociale“ sostiene e incentiva prioritariamente le imprese che adottano i seguenti comportamenti:
a)  cassa integrazione a rotazione e lavoro ripartito
b)  mantenimento dei rapporti di lavoro in essere, indipendentemente dalla loro natura, comunque assimilabili a rapporti di lavoro dipendente.
c) piano di riorganizzazione aziendale/piano di investimenti e industriale, finalizzato al mantenimento della base occupazionale
d) presentazione di un “ piano di impresa allargato “ riguardante le attività svolte direttamente dall’impresa e quelle affidate a terzi organicamente inseriti nelle attività aziendali, finalizzato al mantenimento occupazionale dell‘impresa allargata. 




Art. 12
(Base economica)
1.  A copertura e sostegno degli interventi di cui all'articolo 8 oltre le risorse destinate annualmente dalle relative leggi finanziarie, sono utilizzati i contributi e incentivi economici eventualmente ottenuti dalle imprese e restituiti con le modalità definite dalla presente legge.
2. I contributi economici erogati dalla Regione, saranno parametrati sul valore della spesa che la Regione Toscana avrebbe sostenuto nell'ambito di normali programmi di contrasto alle crisi aziendali. 


Art. 13
(Verifica di applicazione delle legge)
1. La Giunta Regionale relaziona annualmente al Consiglio regionale in merito allo stato di attuazione della presente legge. 






Art. 14
(Norma finanziaria)
1. Per ciascun anno del biennio 2009-2010, alla spesa corrente di ……………euro, si provvede  nell'ambito dell'unità previsionale di base (UPB) …….. ( ) e alla spesa in conto capitale di …………………, si provvede nell’ambito dell'unità previsionale di base (UPB) ………..( ). 












I Consiglieri
Luca Ciabatti
Monica Sgherri
Paolo Marini
Carlo Bartoloni
Edoardo Bruno
Roberta Fantozzi
Aldo Manetti





50129 Firenze, Via Cavour 2
Te. 055/2387603-2387240
RELAZIONE


La necessità  di sostenere l’occupazione dentro una fase gravissima di crisi economica, che anche nella nostra Regione sta producendo i suoi effetti in maniera pesante, deve essere l’impegno prioritario che coinvolge istituzioni, attori sociali e operatori economici.
Questo sostegno impone una azione articolata capace di finalizzare tutte le risorse disponibili dentro un progetto programmatorio che ha nella difesa del lavoro, nella sua valorizzazione, nella ricerca di nuove e qualificate professionalità il fulcro.
E’ chiaro che tutto ciò deve prevedere anche il supporto al sistema delle imprese esistenti, agevolando quelle azioni che favoriscano, attraverso il consolidamento delle quote di produzione, la stabilizzazione dei livelli occupazionali.
E’ in questa ottica che sono state destinate le misure di sostegno alle imprese del nostro territorio. 
Non sempre però queste finalità hanno trovato adeguate e conseguenti azioni. Oltretutto il nuovo scenario internazionale, le diverse condizioni socioeconomiche, il diverso quadro delle normative giuslavoriste hanno prodotto fenomeni grandi di delocalizzazione produttiva che hanno coinvolto, come noto, anche imprese che hanno parti importanti della loro attività nel nostro territorio, e spesso questi fenomeni hanno provocato non solo la contrazione occupazionale nel nostro territorio, ma complessivamente la periferizzazione del sistema Toscana nell’attività delle imprese.
La presente legge si propone, pertanto, di correggere in primo luogo queste storture, regolando i trasferimenti finanziari destinati al sistema delle imprese e vincolandoli, attraverso meccanismo semplice, a un rapporto virtuoso con il mantenimento dei livelli occupazionali, prevedendo in questo senso l’impegno del mantenimento delle unità produttive di quelle imprese che beneficiano degli interventi erogati sotto qualsiasi forma dalla Regione Toscana.
La presente legge si propone, inoltre, a fronte della grave crisi economica che sta producendo anche nella nostra Regione una consistente mortalità  di imprese, con la conseguente emergenza occupazionale, di mettere in campo misure e interventi urgenti che possano produrre risultati significativi in termine di salvaguardia dei posti di lavoro.
Tra questi meritano particolare attenzione quelli atti a favorire la trasmissione della proprietà delle imprese in crisi ai lavoratori dipendenti che decidano di proseguirne l’attività organizzandosi in cooperativa.
Non esistono, nella normativa regionale vigente, disposizioni specificatamente dedicate al sostegno di imprese di questo genere che nascono da finalità  di salvaguardia dell’occupazione attraverso la forma tradizionalmente più mutualistica e non speculativa, vale a dire quella della cooperazione.
Con la presente legge si intende, pertanto, dare completezza al quadro delle norme regionali esistenti, intervenendo in particolare su quelle che, data l’urgenza che le situazioni di crisi aziendale spesso producono e le prevedibili caratteristiche socioeconomiche di cooperative promosse da lavoratori dipendenti da aziende in crisi, sembra essere la fase più difficile per queste imprese e contemporaneamente la meno supportata dall’attuale quadro normativo regionale: quello dello start-up, individuando, a tal fine, tipologie di intervento e procedure di accesso specifiche.

giovedì 10 settembre 2009

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