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venerdì 21 maggio 2010
lunedì 26 aprile 2010
PIACENZA 25 APRILE 2010: BANDITO E’ CHI DISSENTE.
Cronaca di una giornata di follia.
Le vicende sono ormai note: la sinistra di alternativa piacentina fischia l’intervento del presidente di centrodestra dell’Amministrazione Provinciale, un ragazzo di sedici anni appartenente al movimento dell’Onda viene fermato a fine comizio perché si ritrova in mano (pare) una bandiera con un’asta bella robusta, tanto da essere equiparata ad un’arma impropria.
Poiché siamo stati testimoni oculari del fatto possiamo affermare che si è trattato di un atto intimidatorio agito dalla Digos nei confronti di una persona che si è comportata in modo assolutamente tranquillo per tutta la manifestazione nel corso della quale, peraltro, non si sono registrati particolari momenti di agitazione.
A conferma di una gestione “singolare” dell’ordine pubblico durante l’iniziativa segnaliamo il sequestro di uno striscione dell’Onda che a seguito di una nostra ferma protesta è stato poi riconsegnato ed esposto dalle ragazze e dai ragazzi; un fatto che leggiamo non solo come abuso di potere, ma anche come tentativo di creare tensioni.
Fino a qui il racconto di una consuetudine purtroppo affermatasi nei 25 aprile nostrani di questi ultimi anni e cioè di un atteggiamento arrogante ed aggressivo delle forze dell’ordine nei confronti delle/dei compagne/i e delle/degli antifasciste/i.
La cosa che desta però perplessità ed indignazione è la reazione di gran parte del ceto politico e dell’entourage del PD che, non solo non ha offerto alcuna solidarietà ad un ragazzo ingiustamente accusato (ed ovviamente già condannato dai Democratici), ma anche la violentissima campagna di criminalizzazione verso Rifondazione per la sua contestazione a Trespidi definita “atto idiota”, “atto infame”, azione “contraria ai valori del 25 aprile”.
Insomma il mostro da sbattere in prima pagina è ancora una volta chi non china il capo e manifesta dissenso a coloro che per 364 giorni all’anno tentano di fare a pezzi la nostra Costituzione.
Si badi bene, può anche starci che ad una commemorazione ufficiale si chiamino le autorità istituzionali e che tra queste ci sia pure il sindaco o il presidente di centrodestra, ma ci sta pure che la sinistra manifesti dissenso fischiando i passi del comizietto che non condivide.
Questi sono i fondamentali della democrazia che alcuni attivisti del PD non hanno ancora ben assimilato.
Siamo stati accusati di aver rotto quel clima di patto repubblicano a difesa dei valori resistenziali che in questa giornata si era creato tra centrosinistra e centrodestra.
E qui siamo alla follia, per non dire alla stupidità più sublime.
Si confonde la retorica ipocrita espressa per un momento da un esponente del PDL con una visione conservatrice, ma liberale, che costoro non hanno neppure nell’anticamera del cervello.
Non vogliamo fare riferimenti lontani dal nostro territorio, ma si ricordano quelli del PD chi è Trespidi? Si ricordano quali esponenti della destra estrema hanno sostenuto la sua candidatura? Lo sanno che governa con quella Lega Nord che considera i bambini rom e migranti bambini di serie B (per non parlare del resto)? Ed ancora che posizione ha assunto il nostro presidente provinciale sulla rimozione della targa di piazza XXV aprile di Pecorara solo pochi mesi fa?
Questa non è una destra moderata, repubblicana e costituzionale, questa è la destra che da Roma a Piacenza vuol far tabula rasa dei valori forgiati dalla Resistenza antifascista.
E allora il gioco della democrazia vuole che chi non condivide l’ipocrisia del lupo travestito da agnello lo disveli e noi questo lo abbiamo simbolicamente fatto fischiando in piazza.
Se i “nemici” del PD diveniamo noi non ne siamo contenti, affatto; non perché nutriamo particolare stima in questo partito, ma perché il principale soggetto politico dell’opposizione dimostra coi suoi tatticismi, col suo politicismo, col suo vuoto di valori di non essere in grado di reggere l’offensiva brutale ed autoritaria della destra, di aver vanificato anche il “voto utile”.
Tempi bui ci aspettano - ne siamo consapevoli - ma non c’è alternativa se non quella di ricostruire una larga opposizione sociale a Berlusconi e al berlusconismo, rispettando l’avversario, ma sapendolo individuare e contrastare con radicalità, poco importa poi se ci chiamano banditi perché come recita una vecchia canzone “i giornali dei padroni chiamavano assassini i partigiani”
Bob Montanari
Segretario provinciale P.R.C.
Piacenza, 25 aprile 2010
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lunedì 19 aprile 2010
Scuola: Formigoni basta con le graduatorie
Le scuole lombarde si sceglieranno i docenti da sole, niente piu' graduatorie. In una intervista al Corriere della Sera il governatore lombardo Roberto Formigoni anticipa la riforma della scuola che vuole mettere in atto nella sua regione che definisce "una proposta formigoniana-pidiellina-leghista, in profonda sintonia con il programma del governo e della coalizione". Stop alle graduatorie nazionali, con il reclutamento dei professori da parte delle scuole su base regionale, con assoluta parita' tra istituti pubblici e privati: questa la proposta Formigoni. "Ne ho gia' parlato con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini- spiega- e con il governo. La direzione e' condivisa". Il governatore assicura, poi, che c'e' un "terreno favorevole sia con i sindacati, sia con i professori". Nel suo modello le scuole "pescano" i docenti da un albo regionale "in base al merito". Gli albi non saranno per i soli residenti, come invece vorrebbe la Lega. Pero' ci saranno dei requisiti necessari per l'iscrizione come "una certa permanenza sul territorio, almeno un ciclo di studio di cinque anni".Da Liberazione
sabato 27 marzo 2010
Lombardia: la CGIL per la Federazione e per Agnoletto
Il 28-29 marzo si vota anche in Lombardia, una regione significativa dove il Presidente Formigoni “regna” incontrastato da quindici anni e si ricandida con il sostegno del centrodestra, dopo il grottesco giuramento di fedeltà a Silvio Berlusconi.
Un periodo così lungo al vertice del potere produce inevitabilmente perversione nei rapporti tra politica, pubblica amministrazione e mondo degli affari.
La corruzione ha trovato conferma negli arresti di alcuni politici del centrodestra, la malasanità ci ha offerto l’orrore della clinica Santa Rita, il finanziamento pubblico alle scuole ha regalato il 90% delle risorse a chi frequenta le private, il territorio è stato abbandonato all’avidità degli speculatori, e con Expo 2015 sarà sempre peggio.
I segnali di infiltrazioni mafiose nel territorio lombardo vengono negati, e si dà corda al razzismo della Lega, che serve proprio ad occultare la crescita della criminalità organizzata alimentando, con la deriva securitaria e la “paura dell’extracomunitario” , la regressione culturale.
Qui si sperimenta la società del libro bianco del Ministro Sacconi: più povera, più diseguale, più ingiusta e con meno diritti universali. Una società che lascia le persone da sole, e a soccombere sono i meno garantiti: giovani, precari e migranti.
Il “modello” Formigoni fondato sulla sussidiarietà, sull’assegnazione ai privati della funzione del sistema pubblico e sul familismo, oltre ad accrescere le disuguaglianze, evidenza l’incapacità ad affrontare e governare con politiche pubbliche mirate le conseguenze di una crisi che morde anche nella ricca Lombardia, dove aumentano disoccupazione, lavoro nero e precario, evasione contributiva e fiscale, e si allunga la lista delle aziende in ristrutturazione prossime alla chiusura, mentre resta alto il numero dei morti sul lavoro.
Per affrontare questa crisi dalle conseguenze gravi sull’occupazione e il tessuto sociale servono risorse politiche pubbliche indirizzate allo sviluppo dell’energia rinnovabile, capaci di difendere i posti di lavoro e di crearne di nuovi e buoni, riqualificando il sistema scolastico e formativo pubblico.
È in ragione di questo disegno politico e sociale che colloca ai margini dell’Europa la Lombardia, che sarebbe stata necessaria una “coalizione istituzionale” di opposizione capace di battere Formigoni e il suo progetto di governo.
Il nostro voto andrà al candidato Presidente Vittorio Agnoletto e alla lista che lo sostiene, la Federazione della Sinistra.
Ci sembra questa la formazione che coerentemente, a partire dall’affermazione dei valori e dei principi sanciti nella nostra Costituzione, si candida a rappresentare nel Consiglio regionale la difesa e le ragioni del lavoro, dell’ambiente, dei beni comuni e pubblici, dei diritti individuali e di cittadinanza, della libertà e dell’autodeterminazione delle donne. Quella della nuova Federazione dovrà essere un’opposizione intransigente e senza compromessi alle politiche liberiste, con un progetto alternativo di donne e uomini attorno al quale ricostruire, nelle istituzioni e nel Paese, una forza politica di sinistra alternativa che raccolga un consenso ampio e abbia come riferimento il lavoro.
Le/i dirigenti CGIL Lombardia
Giancarlo Albori, Antonio Amoroso, Federico Antonelli, Cesare Azzetti, Massimo Balzarini, Gloria Baraldi, Fausto Beltrami, Mirella Beneggi, Paola Bentivegna, Nerina Benuzzi, Gianfranco Besenzoni, Giulia Bonelli, Domenico Bonometti, Donatella Bosco, GiacintoBotti, Vieri Bursich, Donatella Cagno, Antonello Cappai, Ketty Caraffa, Carlo Carelli, Giorgio Carnicella, Giovanna Carrara, Lucia Cassina, Federica Cattaneo, Nicola Cavaliere, Tatiana Cazzaniga, Leo Ceglia, Ugo Cherubini, Angela Chinosi, Ezio Dardanelli, GiuseppeDe Santis, Giuseppe Donghi, Francesco Elia, Lella Galli, Michele Giandinoto, RobertoGiudici, Paolo Grassi, Vincenzo Greco, Luciano Grimaldi, Sergio Iannaccone, RaffaelaLamberti, Antonio Lareno Faccini, Antonio Leandro, Paolo Lenna, Dora Maffezzoli, CorradoMandreoli, Matteo Mandressi, Mariano Manieri, Gianmarco Martignoni, Giovanni Martina, Claudia Miloni, Natale Minchillo, Ettore Montagna, Vincenzo Moriello, Agostino Motta, Emilia Natale, Ettore Onano, Fausto Ortelli, Giorgio Ortolani, Sandro Paolillo, LucianoPedrazzani, Antonella Poli, Massimiliano Preti, Simone Pulici, Dino Raspelli, MassimilianoRatti, Stefano Rizzi, Roberto Romano, Giorgio Roversi, Adriano Sgro, Giuseppe Severgnini, Davide Strazzullo, Walter Tanzi, Giovanni Tonelli, Franco Vanzati, Francesco Vazzana, LivioVilla
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sabato 13 marzo 2010
Stop definitivo alla lista del PdL romano
(ANSA) Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello del Pdl contro l'esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali improcedibile. Questo vuol dire che i giudici non si sono espressi nel merito sottolineando che non ci sono motivi per procedere. Cio' determina la definitiva esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali.
SI' ALLA LISTA FORMIGONI IN LOMBARDIA
ROMA - Il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Federazione della sinistra e dice sì alla lista Formigoni, confermando il ricorso del Tar. "Anche il Consiglio di Stato ci dà ragione ed è un'altra sentenza tombale, definitiva": il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così sul suo sito la decisione di respingere il ricorso di Federazione della Sinistra e Radicali che chiedevano di non ammettere il suo listino alle regionali. "Ora basta con i ricorsi e con i confronti in tribunale - ha proposto -. La parola torni alla politica: confrontiamoci sui contenuti. Voglio parlare e ascoltare i miei cittadini dalla mattina alla sera per tutta la campagna elettorale come già sto facendo da tempo. Voglio poi continuare a dialogare e lavorare con loro per una Lombardia sempre più solidale e forte per tutti i prossimi 5 anni".
I legali del governatore Formigoni, Fabio Cintioli e Beniamino Caravita di Toritto, esprimono "piena soddisfazione". "Dal dispositivo che è stato fatto ora dal Consiglio di Stato - spiega Cintioli - emerge che c'é stato anche un esame riguardo al merito, esattamente come avevamo richiesto noi, e che si conferma la pronuncia di primo grado". "Ora attendiamo le motivazioni che dovrebbero arrivare entro una decina di giorni - aggiunge l'avvocato di Formigoni - ma siamo senz'altro soddisfatti per come sono andate le cose, visto che ci hanno dato ragione su tutta la linea respingendo anche l'eccezione di inammissibilità sollevata dalla controparte".
Attesa adesso anche la decisione trattati gli appelli proposti dal Pdl contro l'esclusione della lista dalle Regionali nel Lazio, di Roberto Fiore (Forza Nuova) contro l'esclusione del suo listino e del consigliere regionale uscente del Lazio Fabio Desideri (Pdl). Gli ultimi tre appelli per contestare l'esclusione disposta dal Tar del Lazio.
La lista provinciale del Pdl di Roma e' stata esclusa dalle regionali del Lazio anche dalla Corte d'Appello, che ha bocciato ieri l'ennesimo ricorso per la riammissione.
I giudici di Palazzo Spada sono infatti chiamati a pronunciarsi sulla sentenza del Tar che aveva bocciato, qualche giorno fa, la richiesta di sospensiva presentata dal partito. Lo stop della Corte d'Appello e' giunto dopo il ricorso contro il pronunciamento del tribunale di Roma che aveva rifiutato la seconda presentazione della lista Pdl, avvenuta ai sensi del decreto legge cosiddetto ''salva-liste''.
mercoledì 3 marzo 2010
LA TRUFFA DEL BUONO SCUOLA DI FORMIGONI
(video realizzato dal Circolo PRC di Bresso)
Nonostante la scuola pubblica, oggi più che mai, sia sottoposta a continui tagli che compromettono la ricerca e l’istruzione di base, il signor Formigoni regala soldi PUBBLICI a chi non ne avrebbe alcun bisogno, andando a finanziare una piccola lobby, oltre che gli interessi della clientela politica del capo di CL.
Questo filmato è tratto dall’VIII rapporto sul buono scuola a cura del gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista. Questi dati sono stati utilizzati anche nell’inchiesta di Presa Diretta. Nel rapporto sono documentati gli enormi sprechi di denaro pubblico a favore delle scuole private.
Lo sapevate che la regione Lombardia stanzia per le scuole private l’80% delle risorse per il diritto allo studio? Vi chiederete come sia possibile tutto ciò. Ebbene: grazie al BUONO SCUOLA introdotto nel 2001dal presidente Formigoni. Esso è un sistema molto particolare, in grado di aggirare la Costituzione (che vieta l’impiego di denaro pubblico per finanziare scuole private), che elargisce montagne di denaro a chi iscrive i propri figli alle scuole private sottoforma di “buono” (e non di finanziamento).
Oltre il 99,9% dei beneficiari sono iscritti alle scuole private e oltre 4.000 di questi dichiarano al fisco (ripetiamo. al fisco) tra i 100 e i 200 mila euro annui! Oltretutto il buono finisce pure nelle tasche di chi vive nelle zone più ricche della città (Galleria Vittorio Emanuele, Corso Venezia, Piazza San Babila,…).
Ah, non è tutto: questi dati non sono MAI stati contestati dalla giunta Formigoni, proprio perchè veri!
E’ possibile leggere e scaricare il Rapporto sul finaziamento pubblico alle scuole privaterealizzato dal Gruppo consiliare regionale del PRC in formato pdf QUI
venerdì 26 febbraio 2010
Integrazione, uguaglianza e diritti: «una giornata a fianco degli immigrati
«Anche Piacenza scende in piazza a fianco dei lavoratori immigrati», questo l’annuncio dato da Rifondazione, Comunisti Italiani, Arci e da due comparti della CGIL (scuola e servizio pubblico).
A spiegare i motivi del sostegno agli stranieri, «ma a tutti i lavoratori in generale», sono i compagni Pino Genesi (Prc), Jessica Valisa (neocoordinatrice dei GC e rappresentante degli Studenti dell’Onda), Jiad Bouchaib (rappresentante degli stranieri) e Manuela Calza del comparto scuola CGIL. Ad introdurre la conferenza è il compagno Genesi : «in Italia, secondo dati INAIL, nel 2008 c’erano più di 4 milioni di stranieri di cui solo il 6% disoccupati e con redditi di netto inferiori ai 10000€ annui». La giornata dei migranti fissata, attraverso il web, per il primo marzo vedrà occupare un intero prato a Piacenza dalle varie organizzazioni. Lunedì prossimo infatti si assisterà ad una festa composta di musica, poesia ed interventi finalizzati «ad abbattere il muro di ignoranza e indifferenza – spiega Jessica – che da troppo tempo divide il nostro popolo da quello migrante».
Sarà una giornata «di rivendicazione dei diritti di tutti i lavoratori, stranieri e non, - continua Genesi – e per celebrare le piccole e recenti conquiste ovvero la possibilità per gli stranieri di lavorare nel pubblico servizio». Manuela Calza porta il sostegno del comparto scolastico affermando che la priorità della FLC «è mantenere la scuola come luogo primario di integrazione, opponendosi alle politiche razziste del Governo che vogliono impoverire l’istruzione ed infondere la paura per lo straniero, per esempio introducendo il tetto del 33% di stranieri per classe».
La giornata europea per i diritti dei migranti è stata fissata dall’associazione francese “24 ore senza di noi” per dimostrare che senza il lavoro degli stranieri la società si bloccherebbe; secondo Jessica Valisa «la popolazione spesso sottovaluta l’apporto socio-economico degli stranieri e noi quindi ci impegniamo a sottolineare quanto essi siano importanti in tutti i campi del quotidiano». Dello stesso avviso è anche Jiad, che spera che con il primo marzo «gli stranieri acquistino maggior visibilità, in quanto i media italiani si occupano di noi solo quando nascono dei problemi, dimenticando che spesso rispettiamo molti doveri ma non ci è concesso nessun dovere». L’immagine è tutto in fin dei conti, «e spesso – continua – i mezzi di comunicazione sono i primi responsabili della mancanza integrazione. Ci presentano come mostri o delinquenti, ma la maggior parte di noi sono comuni cittadini impegnati nel sociale. La festa di lunedì testimonierà proprio questo, che la convivenza civile è possibile e che non esistono differenze di colore tra gli esseri umani»!
Andrea Tagliaferri
Il “listone” di Vittorio Agnoletto
Da militante comunista irpino, trapiantato in Umbria nel leggere i nomi del “listino” che appoggerà Vittorio Agnoletto nella sua battaglia per le elezioni regionali in Lombardia, un brivido forte ha scosso il mio corpo.
L’autorevolezza dei nomi, la molteplicità delle storie e delle esperienze che racchiudono, ci dimostrano che non tutto è finito, che un nuovo inizio davvero è possibile.
In questi momenti mi rimbomba, di nuovo, nelle orecchie il discorso tenuto da Vittorio lo scorso 5 dicembre al Brancaccio di Roma, il giorno in cui la Federazione di Sinistra si metteva in “cammino”. Il suo fervore nella difesa degli altri, il suo antipopulismo. Quel giorno lo incontrai dopo poche mentre l’onda viola invadeva Roma e con grande convinzione gli dissi “Complimenti per il bellissimo discorso, sei stato grande al pari del compagno partigiano (di cui non ricordavo il nome)”, e lui, spalancando gli occhi rispose“Veramente?” e abbracciandomi forte rispose “grazie di cuor compagno”.
La semplicità di queste parole racchiudono bene il senso dell’uomo.
In questi momenti rivedo Seattle, Napoli, Genova, Firenze e le tante battaglie degli anni scorsi.
In questi momenti rivedo Vittorio medico in giro per il mondo a curare gli ultimi.
In questi momenti rivedo Vittorio portavoce dei No global pronto a difendere con la sua faccia i compagni della Diaz pestati a sangue dai “manganelli di Stato”.
In questi momenti rivedo Vittorio europarlamentare a lottare a Bruxelles contro la direttiva Bolkestein.
In questi momenti ripercorro a ritroso la mia vita, la mia militanza.
In questi momenti riscopro che vale davvero la pensa esserci e lottare.
Ora davvero bisogna crederci, ora davvero bisogna rimettersi in cammino alzando la testa e mostrando i denti.
Compagni, i nomi e il vissuto del “listino lombardo” ci dicono che la voglia di “comunismo”, di “sinistra” e di “uguaglianza” ha bisogno di gambe forti su cui camminare e di una nuova speranza.
La strada è lunga, ma la forza delle nostre ragioni la renderà più docile e ricca di soddisfazioni.
Compagni facciamo sì che l’autorevolezza delle nostre ragioni trasformi le nostre liste inn listoni in ogni angolo d’Italia.
Di seguito riporto i nomi, che si commentano da soli, del nostro LISTONE in Lombardia
DARIO FO, premio Nobel per la letteratura,
FRANCA RAME, attrice,
MONI OVADIA, attore, compositore, musicista, scrittore,
MARGHERITA HACK, astrofisica,
PAOLO ROSSI, attore, comico,
OTTAVIA ALBANESE, docente di Scienze dell’Educazione Università Bicocca di Milano,
EMILIO MOLINARI, presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua,
CELESTINA VILLA, impiegata all’Archivio di Stato di Cremona,
LUCA MANGONI detto SUPERGIOVANE, architetto, guest star di Elio e le Storie tese,
LUCA FAZIO, giornalista de Il manifesto,
MARUSKA CONSOLATI, studentessa universitaria di Brescia, classe 1987,
SERGIO SERAFINI, amministratore delegato di Radio Popolare,
MORGAN CORTINOVIS, operaio in lotta alla Frattini, azienda in crisi di Seriate (Bg),
MATTEO GADDI, esperto in politiche industriali, animatore delle lotte ambientaliste a Mantova,
GIUSEPPE ERIANO, medico di Melegnano.
Carmine Calvanese
giovedì 25 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
Regionali Lombardia, Agnoletto: "Servono interventi per i lavoratori"
tratto da ecodibergamo.it - Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra (che comprende Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Socialismo 2000, Lavoro e solidarietà) martedì mattina era a Bergamo per presentare i punti cardine della campagna elettorale e i candidati alle Regionali. Prima della conferenza stampa nella sede di Rifondazione, ha incontrato i lavoratori in presidio alla Frattini di Seriate, a cui ha portato la solidarietà del partito.
Il lavoro, ha ricordato Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione e portavoce del nuovo soggetto politico, è il punto centrale della campagna elettorale della Federazione della Sinistra. «Servono interventi immediati di sostegno ai lavoratori - ha detto Agnoletto - la proroga della cassa integrazione, l'ampliamento del sussidio di disoccupazione, politiche sociali per lavoratori precari e a tempo determinato».
Altro tema importante è la sanità: Agnoletto ha ribadito il ruolo centrale della sanità pubblica e ha proposto «sanzioni per i direttori delle Asl che lasciano crescere troppo le liste d'attesa e invitano così a rivolgersi alle strutture private». Poi la scuola («servono più fondi alle scuole pubbliche e una riduzione del buono scuola per gli studenti delle private»), la qualità della vita, il potenziamento del trasporto pubblico per i pendolari.
Agnoletto si è detto infine d'accordo con il blocco del traffico di domenica 28 ma ha ribadito che «servono politiche più ampie per salvaguardare l'ambiente». Critiche sono arrivate sulla gestione della Regione da parte di Formigoni ma soprattutto sul candidato del Pd Filippo Penati: «Penati si appiattisce troppo sulle posizioni di Formigoni e non fa una seria opposizione. Noi contiamo di pescare i voti anche tra l'elettorato di Sinistra e Libertà e Italia dei Valori».
Ecco l'elenco dei candidati alle Regionali: con Ezio Locatelli anche Amparo De Los Reyes, Dario Lombino, Grazia Milesi, Maurizio Morgano, Corinna Preda, e Alberto Scanzi.
Mantova, per il centrodestra all'asilo solo bambini cristiani
tratto da liberazione.it - E adesso abbiamo anche un asilo comunale per soli bimbi ”cristiani”. Accade a Goito, paesino i provincia di Mantova. Dove l’amministrazione di centrodestra (Pdl-Lega-Udc) ha approvato un regolamento dove all’articolo 1 c’è scritto che possono accedere all’asilo solo bambini appartenenti a famiglie che accettano«l’ispirazione cristiana della vita». L’opposizione ha inviato un esposto all’Anci, chiedendo all’associazione di fare pressione sull’amministrazione comunale affinchè questo regolamento non venga applicato. In risposta il sindaco, Anita Marchetti, ha fatto sapere che «pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo»; di conseguenza non c’è nulla di incostituzionale, secondo lei, nell’approvare una tale norma. Che è giustificata quindi da una tradizione. E’ chiaro che nei fatti la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, esclude di fatto i bambini di famiglie di diverso orientamento religioso nonché i figli delle coppie di fatto o di genitori divorziati.
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venerdì 19 febbraio 2010
FdS: "Penati senza di noi perderà"
tratto da ecodibergamo.it - La Federazione della sinistra, che comprende Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Socialismo 2000, Lavoro e solidarietà, ha presentato giovedì la lista dei candidati alle prossime elezioni regionali a sostegno del candidato presidente Vittorio Agnoletto, già parlamentare europeo.
«La Federazione - ha rimarcato il capolista Ezio Locatelli - è un progetto per mettere in rete le varie forze di sinistra nell'ottica di un percorso di unità. La nostra presenza a queste elezioni è la conseguenza del rifiuto pregiudiziale di Penati ad avere un confronto con noi: il nostro progetto era quello di costruire una larga alleanza, ma Penati ha preferito un profilo moderato, una scelta destinata a sicura sconfitta».
Con Locatelli sono candidati anche Amparo De Los Reyes, Dario Lombino, Grazia Milesi, Maurizio Morgano, Corinna Preda, e Alberto Scanzi. Il programma della Federazione della sinistra prevede, tra l'altro, un nuovo impegno per rilanciare il ruolo del pubblico nei settori della scuola, della sanità e sul territorio, per affrontare i problemi degli immigrati, dei lavoratori in difficoltà e contro ogni forma di discriminazione.
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