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venerdì 21 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
venerdì 23 aprile 2010
venerdì 16 aprile 2010
venerdì 2 aprile 2010
Anno zero: le vignette di Vauro
domenica 28 marzo 2010
L’augurio di Bologna
Ci siamo ripresi dal blackout, abbiamo respirato, ci siamo anche divertiti. Bastava vedere cos’era Bologna l’altra sera, dentro e fuori il Paladozza. Agli ascolti (ogni strumento usato per trasmettere ha moltiplicato la propria
audience), va aggiunta la forza della partecipazione nelle piazze. Prevedibile, ma non nelle dimensioni che l’hanno accompagnata. Un botto di fine campagna elettorale che non si misura con lo share. Se ce ne fosse bisogno, le risposte rabbiose di Berlusconi e dei suoi boys sono la prova più efficace del successo di Santoro.
L’impresa «obbrobriosa, incivile e barbara» è riuscita, la sfida è stata vinta, non solo dal punto di vista organizzativo, di questi tempi niente affatto secondario. Il significato politico più prezioso che arriva da Bologna è aver dimostrato di saper rispondere all’avversario sul terreno di scontro a lui più noto e favorevole: bucare con un contro-evento lo scudo che ancora protegge quel che resta (il peggio) del berlusconismo.
Ora comincia un lungo, difficile secondo tempo sui cui sviluppi naturalmente
molto influirà l’esito elettorale. Perché non basta contarsi, riconoscersi (si rischia l’autoreferenzialità), né a questo punto della deriva democratica è più sufficiente difendere la propria trincea, lasciando che nella maggioranza della società si perpetuino i medesimi meccanismi di formazione del consenso. C’è un altro servizio pubblico da mettere in campo al posto di una Rai «obbrobriosa, incivile e barbara» che precipita il paese nell’inferno dell’ignoranza. Una macchina nemmeno governata dai partiti ma, dopo l’ultima deprimente esperienza di centrosinistra, dopo la legge Gasparri, fino alla chiusura di alcuni programmi, solo bottino di gruppi di potere organizzati per bande. Un sistema di disinformazione, generale e costante, con alcuni programmi fiore all’occhiello. La via per tornare a un pluralismo effettivo dell’informazione non sarà ristabilire lo stesso assetto e tirare avanti.
Il presidente del consiglio non si trattiene, invoca nuovi interventi dell’Autorità, ma intanto non si stacca dalle telecamere di tutte le televisioni del regno sapendo che solo così può recuperare indecisi, neutralizzare una buona fetta di astensionismo e provare se non a vincere, almeno a strappare qualche importante risultato regionale. Ma se vince o se perde, il campo di battaglia decisivo resta lo stesso. Per cambiare il senso comune, per ristabilire un contatto con chi non sa, non legge, non ha altro riferimento che Berlusconi,bisogna entrare nella grande periferia della tv, tra la società più debole, che non merita la condanna a subire la violenza di un populista che la degrada e la incita alla retorica del capo e della plebe. Sempre che la sinistra sia capace di giocarsi una partita di queste dimensioni. A cominciare dal voto di domani.
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venerdì 26 marzo 2010
Raiperunanotte, successo di Santoro a Bologna
«Una grande riscossa contro la censura». Così prometteva Michele Santoro alla vigilia dello speciale Annozero organizzato contro la censura al Paladozza di Bologna. E gli accessi registrati ai tanti siti che hanno dato la diretta streaming dell'evento - 120.000 utenti unici contemporaneamente, boom di contatti soprattutto al nostro sito Unita.it - gli hanno dato ragione. Lo show è partito con un video storico con Benito Mussolini che incita la folla e, a seguire, un pezzo di un video con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che urla ai simpatizzanti del Pdl: «Volete che torni al Governo questa sinistra?». I seimila presenti al palazzetto dello sport cominciano a inveire contro il premier. Prende poi la parola Santoro che, dal mezzo del campo di palasport emiliano, si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una lunga lettera aperta: «Noi non siamo al fascismo - dice il giornalista - ma certe assonanze sono comunque preoccupanti... Noi siamo qui per il nostro lavoro di giornalisti. Quarant'anni fa, proprio il 25 marzo, Danilo Dolci decise di infrangere le regole e di fondare la prima radio libera».
«Non voglio tirarla per la giacca», ha detto Santoro rivolto al Capo dello Stato. «Sono qui soltanto per ribadire che se i partiti non abbandonano la Rai e le istituzioni di garanzia, il nostro paese rimarrà sempre prigioniero del conflitto di interessi». «Noi - dice concludendo la sua introduzione - non solo abbiamo il diritto di parlare, ma anche il dovere di parlare e di farci sentire. Stasera accendiamo le nostre luci perché ricominci "Anno Zero"». Santoro ha ricordato l'Sos lanciato 40 anni fa con la sua radio libera siciliana da Danilo Dolci, facendolo proprio: «lui decise di infrangere la legge per fare la sua prima radio libera che trasmetteva dalla Sicilia e lanciava un Sos per terremotati e disoccupati del Belice. La radio libera di Dolci fu chiusa dalla polizia perchè aveva violato il monopolio, quando lo fecero altri nessuno intervenne, ma Dolci non aveva alle spalle nè un partito politico nè la P2». Santoro ha ricordato poi il caso delle intercettazioni di Trani: «Vorrei ricordarle signor presidente - ha aggiunto - che per una telefonata Nixon dovette dimettersi: aveva ordinato di spiare i suoi avversari del partito democratico e una commissione del Senato, quando scoprì che le telefonate erano state registrate, disse di pubblicarle per sapere cosa è successo. Qui si è compiuto un delitto di grande gravità: interferenza politica sulla libertà di espressione».
L'Autorità garante delle comunicazioni è «un arbitro tutto lottizzato», creato «nel nostro paese». E «anche questa è una violenza operata nei confronti della nostra Costituzione», ha aggiunto Santoro. Ed ha ricordato che «questo arbitro lottizzato emise una sanzione nei confronti della Rai quando ospitammo Beppe Grillo che le rivolgeva delle critiche. Grillo in questo momento è un soggetto politico e quale è il dovere di noi giornalisti? Pubblicare le critiche. Invece la calunnia, il vilipendio non spettano all'Agcom, spettano ai tribunali». Per Santoro «in quell'occasione si commise un'abnormità: una sanzione da 90 milioni di euro alla Rai qualunque cosa noi facessimo». Il conduttore ha detto anche «in questo paese non si deve parlare dei processi che riguardano il nostro presidente del Consiglio. Che di questi processi non si possa parlare è una ferita profonda del pensiero e della Costituzione».
Tra gli ospiti, oltre alla squadra di Annozero (da Travaglio a a Vauro), Giovanni Floris, Gad Lerner, Nicola Piovani, il comico Antonio Cornacchione, che si lancia in una parodia delle domande alla folla di Berlusconi alla folla di Piazza San Giovanni: «Volete voi che Silvio sconfigga il cancro in 3 anni?».
«Quello che mi colpisce è la tristezza del quadro complessivo. Tutto sta scendendo di livello perchè abbiamo un politico, al di là di chi è e del ruolo, che passa il tempo in maniera così rabbiosa e viscerale, che vede una cosa che non gli piace e e che va chiuso. L'idea che quello che non ti convince debba essere chiuso è un'idea asfittica», dice Giovanni Floris, intervenendo al Paladozza, precisando tuttavia di «non essere d'accordo sul parallelo tra Mussolini e Berlusconi», riferendosi alle immagini d'avvio della trasmissione.
Michele Santoro rievoca quindi l'editto bulgaro pronunciato a Sofia dal premier otto anni fa, che lo colpi' insieme a Enzo Biagi e Daniele Luttazzi. ''Noi siamo gli unici per i quali non scatta mai la prescrizione'', dice. Sul maxischermo compare il volto di Biagi e il pubblico del Paladozza si accende. Poi e' la volta di Luttazzi che - accolto da una standing ovation - si lancia in uno spericolato parallelo tra una donna sodomizzata e l'Italia ai tempi di Berlusconi. A seguire, tutti gli interventi dei protagonisti, dal cantante Morgan (fischiato, a dire il vero, dalla platea) ad Antonello Venditti, da Milena Gabanelli a Norma Rangeri, fino a Marco Travaglio.
La kermesse si conclude con un giuramento collettivo richiesto dal tribuno Santoro a sfottò verso gli incitamenti berlusconiani: "Ora e sempre, fuori dal vaso"! Girotondo sul palco, sipario. E la "madre di tutti gli streaming", come è stata ribattezzata dalla redazione di Santoro, si chiude con una certezza: è stato un grande successo mediatico.
Raiperunanotte - L'intervento di Emilio Fede
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Raiperunanotte - Il secondo editoriale di Travaglio- Milioni story
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Raiperunanotte - l'editoriale di Marco Travaglio
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Raiperunanotte - Siamo sull'orlo di una sconfitta civile- Milena Gabanelli
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Raiperunanotte - L'Italia è nella terza fase l'orgasmo da sottomissione - Daniele Luttazzi
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Raiperunanotte - CI VORREBBE LA RIVOLUZIONE - Mario Monicelli
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Raiperunanotte - Inizio. Benito Mussolini vs. Silvio Berlusconi - Lettera a Napolitano
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Le cento piazze di Anno Zero
Le cento piazze di Annozero
L'appello è da ieri sul sito del Popolo Viola, in alto nello status: "Ovunque, giovedì si terranno proiezioni pubbliche di Annozero: nelle piazze, nei condomini, negli alberghi, nei garage e nei sottoscala" - leggiamo. "Volevano censurare? Questa è la risposta. Qualcuno informi quei cavernicoli che oggi esiste la Rete!". In effetti, il lungo elenco delle proiezioni in piazza di Raiperunanotte – scrupolosamente segnalate sul sito del programma - sono la sorpresa di questi giorni. E così l'evento che promette un matrimonio politico mai visto tra il web e la televisione generalista censurata, avrà un altro motivo di interesse. Per nulla virtuale. Le piazze. Quasi una manifestazione, uno "sciopero bianco degli abbonati Rai" come va ripetendo Santoro. E ancora, un'evocazione lontana di quelle "telepiazze" che proprio all'inizio degli anni '90, in piena Tangentopoli, furono per Santoro la prima invenzione che gli attirò le ire della politica.
Proprio il Popolo Viola è stato l'organizzatore del primo maxischermo, quello fuori dal Paladozza di Bologna che consentirà di seguire la trasmissione a chi non ha trovato i biglietti per entrare. A Roma l'appuntamento è in piazza Navona, a Milano alle Colonne di San Lorenzo, a Torino in piazza San Carlo, a Napoli in piazza del Gesù, per citare soltanto le grandi città. A queste si aggiungono piazze, club e associazioni che trasmetteranno Raiperunanotte in centri piccoli e perfino piccolissimi. "Continuate a organizzare punti d’ascolto collettivi piccoli o grandi ovunque sia possibile", invita Santoro nel messaggio comparso ieri sulla hompage del sito. Dove si può anche leggere che 50.000 sottoscrittori hanno contribuito in pochi giorni a coprire i costi della trasmissione: "Sono felice e vi abbraccio tutti!" - conclude il conduttore. "Da questo momento vi chiedo di non versare più denaro riservandolo per le prossime iniziative".
Raiperunanotte sarà con ogni mezzo: via satellite (Skytg24, Current, e se tutto va bene Rainews24), attraverso il digitale terrestre di Repubblicatv, attraverso piccole e grandi tv locali, e infine attraverso lo streaming web. E ancora a proposito di telepiazze: "Se mettessimo in onda una trasmissione del '94, quella di oggi sembrerebbe melassa – ha detto ieri Santoro a in un'intervista a Rainews24 – Con questa iniziativa e grazie alle nuove tecnologie, invertiamo le tendenze". Nella stessa intervista ha ricordato la lontanissima esperienza di Radio Partinico Libera, con la quale Danilo Dolci esattamente il 25 marzo di 40 anni fa diede la parola ai "poveri Cristi" buttati dallo Stato nelle baracche del Belice, e per questo fu chiuso con solerzia dalla polizia. Anche lo spirito di quella radio della "nuova resistenza", "terremotata" - in sorprendente sintonia col terremoto abruzzese - antenata di tutte le radio libere che vennero di lì a poco in Italia, aleggerà sul Paladozza.
Tra i commenti a Raiperunanotte va segnalato quello di Vittorio Feltri, che l'altro giorno ha sbeffeggiato il "vecchio" Santoro in apertura del suo Giornale, ma non ha mancato di criticare la "scarsa avvedutezza" dei vertici Rai omaggiando il conduttore ieri a margine di un premio giornalistico: "Penso che faccia benissimo a fare questa cosa. Il giornalismo puoi buttarlo fuori dalla porta, ma rientra dalla finestra". Il commento più gentile del centrodestra a proposito di Raiperunanotte è quello che dà a Santoro dell'"agitatore politico". E mentre Libero caldeggia il suo licenziamento dalla Rai per aver violato il contratto d'esclusiva, Stradacquanio se la prende con lo sponsor Fastweb, coinvolto nella ben nota inchiesta. Pure Bruno Vespa non manca di scagliare il suo anatema: "La decisione del cda Rai di privare gli spettatori dell'approfondimento è gravissima – scrive su Oggi – Ma non esiste Paese al mondo in cui vadano in onda trasmissioni come Annozero che attaccano una sola parte politica". Dopo l'uscita dal programma di Filippo Rossi della Fondazione Farefuturo, l'elenco degli ospiti annuncia in ogni caso in scaletta un'intervista registrata a Emilio Fede.
Da ieri gira su youtube una parte del contributo di Roberto Benigni alla trasmissione. Girato due giorni fa a Roma, con delle turiste del'Est ignare protagoniste. "Macedonia paese della libertà, 40 milioni di abitanti secondo Verdini, 8 secondo la questura", saluta Benigni una di queste. E scherza con l'altra: "Conosce Santoro, un personaggio fazioso, molto brutto? Può dire chiudete Santoro in russo?". L'elenco degli ospiti di Raiperunanotte non annuncia altre variazioni. Dal vivo o attraverso contributi registrati sono annunciati dunque questa sera al Paladozza: Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Sabina Guzzanti, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.
"E' bene che i politici facciano un passo indietro". Lo ha confermato ieri Antonio Di Pietro.
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lunedì 22 marzo 2010
25 marzo, tutti trasmettano “Rai per una notte”. Appello di MicroMega alle testate web e alle tv
Pubblichiamo il testo dell'appello promosso da MicroMega – sottoscritto da un gruppo di intellettuali, docenti, giornalisti, fisici, sindacalisti, uomini e donne dello spettacolo – per chiedere alle testate web e alle televisioni di diffondere in diretta "Rai per una notte", la manifestazione/trasmissione promossa dalla FNSI in difesa della libertà di stampa, che Michele Santoro condurrà giovedì 25 marzo dal Paladozza di Bologna. Un'iniziativa che vedrà protagonisti Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.
Di fronte a questa ennesima violenza contro la libertà d'informazione, riteniamo dovere di ogni testata democratica dare un appoggio pieno e incondizionato alla trasmissione extra-Rai che Santoro realizzerà a Bologna la sera di giovedì 25 marzo.
Chiediamo perciò a tutte le testate web (e in primo luogo a quelle dei grandi quotidiani) e a tutte le televisioni che trasmettono in digitale terrestre, dal satellite, su frequenze locali, di collegarsi il 25 marzo alle ore 21 per diffondere in diretta tale iniziativa, quali che siano le divergenze o critiche di tali testate nei confronti di "Annozero" e di Santoro, come forma elementare e doverosa di testimonianza a difesa della libertà di stampa e dei diritti costituzionali ogni giorno vieppiù calpestati dal governo di Berlusconi.
Paolo Flores d'Arcais, Margherita Hack, Dario Fo, Franca Rame, Antonio Tabucchi, Fiorella Mannoia, Salvatore Borsellino, Lorenza Carlassare, Sabina Guzzanti, Wu Ming 1, Moni Ovadia, Luciano Gallino, Stefano Benni, Carlo Freccero, Piergiorgio Odifreddi, Valerio Magrelli, Pierfranco Pellizzetti, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Franco Grillini, Marco Revelli, Giorgio Cremaschi, Carlo Bernardini, Ferruccio Pinotti, Orlando Franceschelli, Mauro Barberis, Roberto Morrione, Roberto Escobar
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giovedì 11 marzo 2010
Annozero in onda sul web il 25 marzo
(ANSA) ROMA - Il 25 marzo Michele Santoro con la redazione di Annozero, e altri giornalisti, tra i quali Giovanni Floris, andranno in onda sul web. La Federazione nazionale della stampa e l'Usigrai metteranno a disposizione su internet, con un sito ad hoc, le riprese video e audio per consentire a tutti di riprendere e trasmettere l'evento, offrendo così una copertura politico-sindacale.
Lo ha reso noto il segretario della Fnsi Franco Siddi durante 'Sbavagliamoci', la manifestazione di protesta contro la sospensione dei talk show Rai che si è svolta oggi davanti alla sede Rai di Viale Mazzini. Siddi ha inviato oggi una lettera al presidente e al direttore generale Rai Paolo Garimberti e Mauro Masi, per informarli dell'iniziativa, spiegando che la Federazione nazionale della stampa promuoverà "manifestazioni e iniziative a sostegno della libera informazione", riaprendo il circuito interrotto dalla decisione del Cda Rai. Quella del 25 marzo - ha spiegato Siddi - sarà la prima manifestazione in programma. A 'Sbavagliando' hanno partecipato tra gli altri Roberto Natale (Fnsi), Carlo Verna (Usigrai), Beppe Giulietti (Art. 21), Paolo Gentiloni (Pd), Corradino Mineo, Sandro Ruotolo, Marco Pierani (Altroconsumo), Lelio Grassucci (presidente di Mediacoop).
TG SQUILIBRATI, AGCOM RICHIAMA TV A PLURALISMO - Nell'informazione dei tg nel periodo della campagna elettorale si rileva "un certo squilibrio": di qui il richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a "tutte le emittenti" al rispetto dei principi del pluralismo. "La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - spiega una nota dell'organismo di garanzia - ha esaminato oggi i dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale in corso (11-febbraio - 6 marzo), pubblicati sul sito dell'Autorità".
"Pur considerando la situazione di incertezza determinatasi nella presentazione delle liste elettorali, l'Autorità - sottolinea la nota - ha rilevato un certo squilibrio dell'informazione sui telegiornali ed ha quindi deciso di richiamare tutte le emittenti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste concorrenti, principi ai quali l'informazione deve attenersi con particolare rigore nei periodi elettorali"
Lo ha reso noto il segretario della Fnsi Franco Siddi durante 'Sbavagliamoci', la manifestazione di protesta contro la sospensione dei talk show Rai che si è svolta oggi davanti alla sede Rai di Viale Mazzini. Siddi ha inviato oggi una lettera al presidente e al direttore generale Rai Paolo Garimberti e Mauro Masi, per informarli dell'iniziativa, spiegando che la Federazione nazionale della stampa promuoverà "manifestazioni e iniziative a sostegno della libera informazione", riaprendo il circuito interrotto dalla decisione del Cda Rai. Quella del 25 marzo - ha spiegato Siddi - sarà la prima manifestazione in programma. A 'Sbavagliando' hanno partecipato tra gli altri Roberto Natale (Fnsi), Carlo Verna (Usigrai), Beppe Giulietti (Art. 21), Paolo Gentiloni (Pd), Corradino Mineo, Sandro Ruotolo, Marco Pierani (Altroconsumo), Lelio Grassucci (presidente di Mediacoop).
TG SQUILIBRATI, AGCOM RICHIAMA TV A PLURALISMO - Nell'informazione dei tg nel periodo della campagna elettorale si rileva "un certo squilibrio": di qui il richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni a "tutte le emittenti" al rispetto dei principi del pluralismo. "La commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - spiega una nota dell'organismo di garanzia - ha esaminato oggi i dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale in corso (11-febbraio - 6 marzo), pubblicati sul sito dell'Autorità".
"Pur considerando la situazione di incertezza determinatasi nella presentazione delle liste elettorali, l'Autorità - sottolinea la nota - ha rilevato un certo squilibrio dell'informazione sui telegiornali ed ha quindi deciso di richiamare tutte le emittenti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste concorrenti, principi ai quali l'informazione deve attenersi con particolare rigore nei periodi elettorali"
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venerdì 19 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
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