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giovedì 15 aprile 2010

Torino, 24 aprile 2010 - Manifestazione Nazionale "nessun patto sulle nostre vite"

Siamo donne e uomini di diverse realtà del movimento torinese che si sono ritrovate in seguito alla sottoscrizione del neopresidente alla Regione Piemonte Roberto Cota del cosiddetto “Patto per la vita e per la famiglia” e alle dichiarazioni da lui rilasciate immediatamente dopo le elezioni in merito alla pillola Ru486, all'aborto e al Pride.
Abbiamo deciso di incontrarci e unirci in assemblea per iniziare un percorso di mobilitazione e controinformazione, per dare una prima risposta politica immediata a Cota e al suo famigerato patto Lega - Vaticano.

Saremo in Piazza Castello a Torino sabato 24 aprile alle ore 15.30, ad un mese esatto dalla sottoscrizione del patto, per una manifestazione il più partecipata possibile.

Reagiamo a Cota punto per punto e proponiamo il nostro patto per le nostre vite!

Noi donne e uomini sottoscriviamo un patto per le nostre vite fondato sull'autodeterminazione e la libertà di scelta.
Vogliamo essere liber* di decidere come nascere, vivere e morire.
Vogliamo poter scegliere come costruire e gestire i nostri rapporti, le nostre relazioni, la nostra sessualità.

Se per Cota l'aborto è un crimine e la pillola Ru486 una banalizzazione perchè le donne devono sempre e in ogni caso soffrire, noi vogliamo che ogni donna possa decidere se e quando diventare madre e avere il diritto di essere assistita in strutture pubbliche e gratuite.
Rigettiamo qualsiasi ipotesi di presenza del Movimento per la vita, nei consultori, negli ospedali, nelle scuole.

Se per Cota la vita da tutelare è solo quella dell'embrione, noi invece pensiamo a tutte quelle vite non tutelate e lasciate sole, costrette ad affrontare la loro quotidianità senza reddito, lavoro, casa, diritti, servizi.
Pretendiamo di poter scegliere sui nostri corpi anche alla fine della nostra vita, senza accanimenti e strumentalizzazioni.

Se per Cota esiste solo la famiglia monogamica, eterosessuale e fondata sul matrimonio cattolico, noi consideriamo una ricchezza la pluralità di modi differenti di vivere e di amarsi.
Vogliamo vivere liberamente la nostra sessualità!

Se per Cota e la Lega i migranti sono solo criminali, prostitute, badanti o schiavi, per noi sono donne e uomini che come noi aspirano e hanno diritto ad un'esistenza migliore.
Respingiamo ogni forma di discriminazione volta a criminalizzare le/i migranti.

Contro un patto per la vita che ha sapore di morte!
Sabato 24 aprile ore 15.30
manifestazione in Piazza Castello a Torino


Assemblea “Nessun patto sulle nostre vite”
per adesioni e contatti: nessunpattosullenostrevite@gmail.com

da:Rete nazionale femminista


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martedì 23 marzo 2010

Piemonte, Prc: "Troppi scivolamenti verso l’Udc ma siamo stati responsabili"

«Un fronte democratico contro una destra eversiva, che in Piemonte ha il volto di Cota». Così Armando Petrini, segretario regionale di Rifondazone comunista, spiega l’accordo tecnico della Federazione della Sinistra con la candidata a presidente Mercedes Bresso: «Non abbiamo condiviso lo scivolamento dei contenuti al centro, nato dall’accordo tra Pd e Udc, ma per un senso di responsabilità, di fronte a una destra che disprezza le regole e i diritti dei lavoratori, abbiamo deciso un’alleanza».

Petrini, ma in sostanza in cosa consiste il vostro accordo con Bresso?
Abbiamo due programmi differenti, non abbiamo sottoscritto quello del centrosinistra. Non saremo impegnati in giunta e i nostri consiglieri avranno mani libere. L’intesa prevede che nel listino Bresso sia candidato Vincenzo Chieppa (consigliere regionale, segretario Pdci, ndr). Ci battiamo sui temi a noi più cari: una legge contro le delocalizzazioni, che il Pd insieme al Pdl hanno affossato in Regione, il reddito minimo sociale, un rafforzamento della sanità pubblica, un no al nucleare, condiviso dalla presidente Bresso, e un no alla Tav.
Ecco la Tav, nonostante un totale dissenso con il centrosinistra, avete trovato un’intesa tecnica.
Sul no alla Tav non abbiamo mai mollato, anche di fronte a un sì bipartisan. Ma, ripeto, ci troviamo di fronte a un’emergenza democratica.
E perché sì all’alleanza in Piemonte e no a quella in Campania? Anche lì la situazione è molto delicata.
De Luca è un candidato impresentabile, rappresenta una delle due destre in campo. In Piemonte la situazione è diversa, al di là delle critiche alla Bresso e all’alleanza con l’Udc, non mi sfugge la differenza tra la figura della presidente in carica e quella di Cota, che rappresenta la peggior destra.
Come sono stati i cinque anni di governo Bresso?
Tra luci e ombre, ma con diversi aspetti positivi. Si poteva fare di più, ma si è fatto molto. E non lo rinneghiamo. Nel sociale e nella sanità, per esempio l’investimento al reddito o la difesa dei servizi pubblici.
Cosa vi spaventa dell’Udc?
Che venga messa in discussione l’ultima politica sanitaria. Quella che, con gli assessori Mario Valpreda ed Eleonora Artesio, ha combattuto l’avanzata dei privati. Inoltre, l’Udc non ha una posizione chiara sul nucleare.
Il centrodestra vi ha attaccato per gli sprechi, 100 milioni, soprattutto nella sanità.
Dovrebbero avere il buon senso di tacere, quando hanno governato hanno lasciato un buco di bilancio enorme. Scandali e corruzione, non presunta. Accertata.
Le vere emergenze del Piemonte?
Il lavoro, prima di tutto, per questo è necessaria la costruzione di una politica industriale. E poi una inversione nelle scelte infrastrutturali: basta investire risorse ed energie nella Tav e nelle grandi opere, dobbiamo invece rafforzare il trasporto locale.
Lunedì 29 quale sarà l’esito?
Mi auguro che aver costruito un fronte ampio possa portare a un risultato positivo. Anche se, con un programma condiviso e di sinistra avremmo tolto ogni incertezza. Sono soddisfatto che la Federazione della sinistra, seppur in una fase transitoria, stia suscitando un crescente interesse.(m.rav.)


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