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domenica 5 settembre 2010

GC e FGCI verso l'unità


Dispositivo approvato dall’attivo unitario del campeggio “Alternativa Rebelde 2010″ Le compagne e i compagni che hanno partecipato al campeggio “Alternativa Rebelde 2010″ valutano positivamente il dibattito che si è sviluppato in questa settimana, che ha registrato notevoli e significative convergenze tra i soggetti promotori, pressoché in tutti i dibattiti e i workshop tematici.
In particolare consideriamo positivi i due documenti politici votati dalle organizzazioni giovanili che definiscono percorsi analoghi e convergenti. Riteniamo infatti inderogabile avviare un percorso che porti entro la fine dell’anno alla costruzione di un momento costitutivo nazionale. L’urgenza di

martedì 20 aprile 2010

Documento finale dei Giovani Comunisti: Unità, radicamento, conflitto


Documento finale approvato dal Coordinamento nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i

Le elezioni regionali ci consegnano una vittoria netta delle forze di destra. In particolare si afferma l’asse costituito da Berlusconi e Bossi, e cioè l’asse di forze più pericoloso sul piano democratico e più insofferente nei confronti dell’impianto costituzionale e dei suoi valori guida. Quel che è peggio, i dati elettorali indicano uno sfondamento della destra e della Lega Nord anche nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale, tradizionalmente progressiste. È il segno di una corrosione lenta ma inesorabile di un’intera fase storica, quella iniziata nel secondo dopoguerra, segnata dall’egemonia di quei valori con i quali era stata combattuta e vinta la guerra di Liberazione dal nazifascismo.
Oggi siamo in piena «emergenza democratica», che si accompagna all’emergenza sociale, e cioè all’attacco da parte del governo e di Confindustria nei confronti delle maggiori conquiste del movimento operaio del secolo scorso. Tutto questo nel pieno di una crisi economica inedita che sta lasciando a casa decine di migliaia di lavoratori.
Ad eccezione del risultato delle liste Grillo (segno, insieme all’astensionismo ben oltre il livello di guardia, dello sfondamento di un populismo antipolitico e reazionario che è avversario delle forze di sinistra), l’opposizione è sempre più debole: prosegue il crollo del Pd, che perde il governo di regioni cruciali (Piemonte, Lazio, Campania, Calabria) e proseguono le difficoltà della sinistra. SeL conferma il risultato delle Europee grazie al successo di Vendola in Puglia e la Federazione della Sinistra perde lo 0,7 % dei voti.
Il nostro è un risultato negativo, ma non omogeneo. Andiamo particolarmente male in Lombardia e Campania e andiamo dignitosamente, seppure con risultati tra loro anche molto diversi, in regioni come le Marche, la Liguria, la Toscana, l’Umbria e la Calabria.
Il fatto che si vada meglio in regioni in cui la Fed riesce a stringere accordi (con SeL o con il centrosinistra) non implica automaticamente la necessità di fare accordi ovunque. Indica, al contrario, il fatto che il nostro elettorato ci premia laddove percepisce una nostra utilità e laddove percepisce che noi lavoriamo per costruire una massa critica e per uscire dall’isolamento.
Questo è il senso dell’offensiva unitaria che il partito ha messo in campo recentemente: offensiva unitaria verso il centrosinistra, per battere Berlusconi pur nel riconoscimento delle differenze strategiche; offensiva unitaria verso SeL, per costruire un polo di sinistra autonomo dal Pd; offensiva unitaria per la Fed, per portare a termine con determinazione il processo unitario avviato nei mesi scorsi.
Il coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti mette però in guardia dal politicismo che spesso anima le nostre analisi. Occorre mettere a tema, a fondo, la necessità di indagare la società italiana, studiando il carattere regressivo e rivoluzionario (non contingente) dello sfondamento delle destre nelle classi popolari. Occorre mettere a tema un programma semplice (salario sociale di 1000 euro al mese, stop ai licenziamenti, abrogazione della legge 30, acqua pubblica, no alla riforma Gelmini, difesa intransigente dei diritti civili, in primo luogo quelli rivendicati dal movimento GLBTQ), anche attraverso i referendum, che renda percepibile la nostra diversità e il nostro profilo. Infine, serve un immaginario, ricominciando a costruire la “capacità di raccontare” il nostro orizzonte di alternativa e le nostre prospettive.
In questo quadro si colloca l’iniziativa politica della nostra organizzazione. La Conferenza nazionale ha rappresentato un momento importante di discussione che ha finalmente ridato passione al corpo dei Giovani Comunisti. Al contempo, la Conferenza ha messo in evidenza i limiti dell’irrigidimento correntizio e del deficit di autonomia dal partito. Questi due sono limiti ed errori che ci impegniamo a superare al più presto.
La strada che abbiamo intrapreso è riassumibile nei tre obiettivi dell’unità, del radicamento e del conflitto.
L’unità equivale per noi alla massima solidarietà interna, in sintonia con quanto sta responsabilmente accadendo sempre più a livello territoriale; ma equivale anche al processo unitario esterno, sul quale l’organizzazione si impegna a proseguire e rafforzare un dialogo a sinistra tra le forze giovanili comuniste e di alternativa, costruendo in tempi rapidi una proposta politica precisa e con tempi certi da sottoporre al corpo dell’organizzazione.
È necessario investire, inoltre, sul radicamento territoriale, impegnandoci affinché si concluda nei tempi stabiliti l’iter congressuale su tutti i territori con lo svolgimento delle Conferenze regionali e rafforzando il ruolo delle istanze territoriali (coordinamenti provinciali e regionali). Il tesseramento 2010 dei GC rappresenta un momento importante della nostra iniziativa politica, e va per questo curato con particolare attenzione, al pari dei mezzi di comunicazione esterna (assumiamo l’impegno di potenziare il sito e di investire nel progetto di una radio nazionale dei Giovani Comunisti). Vanno infine messi in agenda due momenti di aggregazione importanti come la festa nazionale e il campeggio unitario estivo dei Giovani Comunisti.
Il coordinamento nazionale prende poi atto della difficilissima condizione economica in cui versa la nostra organizzazione e si impegna quindi ad approntare un serio piano relativo all’autofinanziamento. Non da ultimo, afferma la necessità di investire sulla condivisione politica la più larga possibile del lavoro esecutivo investendo direttamente, tramite incarichi da assegnare e tramite la costituzione di gruppi di lavoro, i compagni del Coordinamento nazionale.
Sul piano delle campagne esterne il coordinamento nazionale si impegna a porre in essere quattro campagne di massa che vertano intorno a quattro temi centrali per la nostra iniziativa politica: il lavoro, la formazione, l’antifascismo-antirazzismo, i diritti civili.
In particolare, pensiamo ad una campagna sul salario sociale, la precarietà, l’abrogazione della legge 30, il blocco dei licenziamenti; una sul diritto allo studio e la critica radicale della riforma Gelmini (e in particolare una campagna contro il ddl 1905 sulla organizzazione dell’Università: aumenta il ruolo dei Rettori, esautora completamente gli studenti da qualunque potere di contrattazione e controllo); una terza sull’antifascismo militante e sulla solidarietà con i migranti, contro la xenofobia e il razzismo dilaganti; una quarta sui Pride e sui diritti civili per tutte e tutti.
Prima dell’estate, a precedere ed accompagnare il lavoro politico nelle scuole e nelle Università, convocheremo due attivi nazionali, uno degli studenti medi e uno degli studenti universitari, al fine di discutere e definire la nostra piattaforma di lotta.
All’interno del contesto universitario, rileviamo come elemento significativo la collocazione, all’interno delle liste Udu-liste democratiche-liste di sinistra, di alcuni compagni iscritti alla nostra organizzazione giovanile o vicini alla Federazione della Sinistra per le prossime elezioni universitarie al CNSU. Si tratta di Elio Alotto nel collegio del Nord-Ovest, di Franco Tomassoni in quello del Nord-Est, di Sirio Zolea in quello del Centro e di Alessandro De Plano e Guerino Nisticò nel collegio del Sud. Il CNSU è un organismo che fino ad ora ha messo in evidenza tutti i suoi limiti e la sua incapacità di essere funzionale alle lotte degli studenti: va dunque criticato a fondo, come correttamente la nostra organizzazione ha fatto in questi anni. Tuttavia, valutata la presenza a queste elezioni di numerose liste di destra, anche fascista, che rischiano di diventare egemoniche e maggioritarie, noi auspichiamo una buona affermazione dei candidati comunisti e di sinistra.
COORDINAMENTO NAZIONALE GIOVANI COMUNISTE/I


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venerdì 19 marzo 2010

Sciogliere immediatamente tutte le organizzazioni fasciste!


Intervento di Simone Oggionni, da Liberazione di oggi
Lunedì mattina l’ennesimo episodio, descritto su queste pagine da Daniele Nalbone. A Tor Vergata, all’interno dell’Università, l’ennesimo atto di squadrismo fascista, l’ennesima aggressione, l’ennesimo atto di violenza politica, di recrudescenza di una malattia – l’estremismo di destra nel nostro Paese – che troppe volte abbiamo pensato di avere debellato. Ora bisogna interrogarsi rapidamente non soltanto sulle cause, ma anche e, forse, principalmente, sulle contromosse.
Perché dilaghi il neofascismo, in Italia e in tutta Europa (basti pensare al recente exploit dell’estrema destra alle elezioni amministrative in Olanda e, in questi giorni, al risultato straordinario del Front National di Le Pen in Francia), è purtroppo sin troppo facile da capire. Il riemergere cronico delle pulsioni più barbariche della civiltà europea, i guasti del capitalismo e della crisi, l’incapacità delle classi dirigenti liberali di dare risposte ed evitare il conflitto orizzontale tra i segmenti sociali più deboli, la sconfitta culturale e la crisi di radicamento della sinistra tra le classi popolari, la complicità istituzionale degli eredi del Msi. Tutto vero, tutto facilmente comprensibile.
Ma ora dobbiamo passare dall’analisi all’iniziativa. Anzi: alla controffensiva.
Primo punto. Occorre una battaglia tutta politica per la legalità costituzionale. Proprio in queste settimane in cui la Costituzione è così pesantemente sotto attacco, perché sotto attacco sono le regole elettorali, il ruolo di garanzia e controllo che la nostra Carta assegna al Presidente della Repubblica, tutti i principi basilari dello Stato di diritto, nonché la centralità fondativa del lavoro e della sua dignità, bisogna coinvolgere in questa difesa democratica la XII disposizione transitoria e finale e lanciare un’offensiva sul terreno antifascista. Avviamo con forza una campagna per chiedere la soppressione immediata di tutte le organizzazioni fasciste. Tutte, comprese quelle a cui compiacenti amministrazioni di centrodestra, come a Roma, assegnano spazi e concedono una visibilità e una agibilità politica sconcertante. Deve passare il principio secondo il quale le formazioni di stampo fascista non possono avere, nella nostra comunità democratica, alcun diritto di espressione e di manifestazione.
Secondo punto. Occorre agire allo scopo di contestare sistematicamente tutte le iniziative pubbliche di estrema destra, a maggior ragione quelle che hanno luogo all’interno di strutture pubbliche. Non è più tollerabile che Università pubbliche concedano aule per la propaganda e la diffusione di idee razziste, antisemite, anti-egualitarie, anti-democratiche. E ciò – la contestazione sistematica di queste iniziative – non può essere demandato esclusivamente alla buona volontà dei movimenti o dei centri sociali oppure alla stanca liturgia istituzionale delle fasce tricolori e delle commemorazioni: serve un lavoro capillare, di massa, politicamente organizzato, che coinvolga tutti, in un fronte permanente delle associazioni e delle forze politiche e sociali antifasciste.
Terzo punto. Si sente ormai il bisogno di tutelare le nostre compagne e i nostri compagni che quotidianamente rischiano la propria incolumità. Occorrono strutture pronte ad intervenire in ogni circostanza, pronte a difendere chi distribuisce volantini, fa attacchinaggio, piccole manifestazioni, iniziative di protesta. Si tratta il più delle volte di compagne e compagni molto giovani.
In questi giorni, sette anni fa a Milano veniva assassinato Davide “Dax” Cesare, un giovane militante dell’Officina di Resistenza Sociale di Milano. Venne assassinato a freddo, premeditatamente, da tre neofascisti armati di coltelli. Quanti Dax devono morire ancora prima che si assuma fino in fondo e definitivamente la consapevolezza che la Resistenza contro i fascisti non è ancora finita perché, ancora, non siamo riusciti a sconfiggere movimenti, idee, istanze, valori che hanno a che fare, in molteplici forme, con il fascismo?
Penso che sia arrivato il momento per il partito, e in primo luogo per le/i Giovani Comuniste/i, di prendere in mano seriamente la questione e agire conseguentemente.
Campagna per lo scioglimento immediato delle organizzazioni neofasciste, unità delle forze democratiche e vigilanza permanente, strutturazione di un livello di autodifesa a tutela dei nostri compagni: tre indicazioni e tre obiettivi sui quali possiamo iniziare a discutere e a lavorare.
SIMONE OGGIONNI
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i
da Liberazione del 18 Marzo 2010


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lunedì 8 marzo 2010

Giovani della Fed, “il nostro futuro ha bisogno di noi”


Siamo una generazione che vive sulla propria pelle le conseguenze delle scelte liberiste degli ultimi venti anni. All’attacco al sistema delle tutele e dei diritti, è andata di pari passo un’offensiva culturale, che ha demolito qualunque idea di riscatto attraverso lotte collettive, affermando l’individualismo e l’egoismo sociale come unico mezzo per l’affermazione personale.
Questo Governo, espressione diretta dei peggiori poteri forti del nostro Paese, sta demolendo il presente ed il futuro di intere generazioni, colpendo due aspetti centrali per il nostro futuro: l’istruzione e il lavoro.
I tagli sistematici all’istruzione, l’ingresso dei privati nella scuola e nell’Università, l’idea di scuola e Università della Gelmini, rispondono ad un’idea di società ben precisa, che mette al primo posto il profitto e la logica di mercato, un’idea escludente, che annulla qualunque mobilità sociale, e priva di futuro l’intero mondo della ricerca, che viene in massa costretto a cercare fortuna lontano dall’Italia.
Sul fronte del lavoro, la precarietà si è impadronita in questi anni della nostra vita, una precarietà che si è estesa da modalità contrattuale all’intera esistenza: contratti di una settimana, di un giorno, a volte di qualche ora, introdotti attraverso la Legge 30 con l’aggettivo di atipici, sono ormai diventati la norma: la norma di una generazione che sarà la prima, dalla nascita della Repubblica, a stare peggio della precedente.
Questa crisi devastante, che ha evidenziato da un lato i limiti strutturali del capitalismo e dall’altro la totale inadeguatezza dell’esecutivo, ha riaperto il conflitto sociale.
Il nostro compito, non più rinviabile, è connettere le tante scintille esplose in quest’autunno, saldandole in una nuova e rinnovata idea di società: abbiamo proposto, tra i primi, il referendum abrogativo della Legge 30 proprio come terreno di lotta unificante delle tante solitudini che milioni di lavoratori stanno vivendo.
Il compito dei giovani nella Federazione della sinistra è dunque tornare in sintonia con i bisogni, le aspirazioni, i sogni di una generazione che chiede partecipazione e cambiamento.
Quanti giovani abbiamo incontrato nelle piazze degli scioperi studenteschi e dei lavoratori, quanti nelle manifestazioni per la libertà di stampa, quanti nella grande manifestazione del 5 dicembre contro le politiche del Governo?
Certamente un numero altissimo, che però non sempre sono impegnati direttamente nelle organizzazioni politiche. Riaffermare l’idea che si può esprimere la propria idealità, la propria voglia di lottare attraverso l’impegno in una forza politica di sinistra e comunista è la sfida che lanciamo. Anche a livello giovanile. Individuiamo da subito tre aspetti di mobilitazione immediata, nazionale e sui territori, sui quali chiedere a tutte le forze sociali, politiche e territoriali di lavorare con noi:
• lotta per il lavoro, per l’abrogazione della Legge 30, contro il lavoro nero, per una nuova scala mobile e per un salario degno.
• Difesa dei saperi, contro l’ingresso dei privati nella scuola e nelle Università, innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.
• Una grande mobilitazione antirazzista e antifascista, per un nuovo approccio verso l’immigrazione, che chieda tutele e diritti per chi lavora nel nostro Paese.
Il nostro Paese ha bisogno delle lotte dei comunisti e della sinistra. La nostra generazione, il nostro futuro ha bisogno di noi.

Flavio Arzarello, coordinatore nazionale Fgci e Simone Oggionni, portavoce nazionale Gc


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domenica 28 febbraio 2010

Aggressione ai Gc di Castelvetrano

Ricevuto da Francesco Bellina - Nel pomeriggio del 27 Febbraio 2010,nella P.zza Matteotti di Castelvetrano, mentre i / le GC lavoravano attivamente alla raccolta firme a sostegno degli agricoltori,alcuni ragazzi si avvicinavano al gazebo palesando e mettendo in atto intenzioni aggressive e intolleranti nei confronti del portavoce dei GC locali,Gabriele De Biase. L’episodio dimostra nella sua tipologia non solo la scarsa cultura democratica di alcuni giovani castelvetranesi,che considerata l'immagine esibita sulla maglietta,ritengono il " padrino" un mito da emulare,ma la carica di violenza nei confronti di una parte sana della nostra città. I gesti provocatori non ci fanno paura, né tantomeno ci fanno arretrare di un passo,continueremo nel nostro lavoro di contrasto alle mafie.

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venerdì 26 febbraio 2010

La Conferenza Nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i dice NO a qualsiasi tipo di accordo con l'UDC


Le/i Giovani Comuniste/i respingono qualsiasi ipotesi di collaborazione istituzionale o alleanza elettorale con l’Udc, partito che in Sicilia, come nel resto d’Italia, rappresenta uno dei fronti più avanzati dell’internità del potere mafioso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica.



Riteniamo inoltre incompatibile con le battaglie promosse dai GC per difendere la libertà di orientamento sessuale, i diritti delle coppie di fatto, la legalizzazione delle droghe leggere e per contrastare la dilagante violenza ai danni di Gay, lesbiche e trans, qualsiasi accordo con un partito espressione dell’integralismo cattolico, omofobico e liberticida. Nel rispetto delle lotte dei GC a fianco del movimento Glbt, della lunga tradizione di antimafia sociale e dell’impegno quotidiano delle /dei compagne/i per contrastare il potere politico mafioso in Sicilia, esprimiamo quindi la più ferma opposizione ad ogni proposta di accordo con il partito di Cuffaro.

Riteniamo infatti, una simile scelta incompatibile con l’appartenenza a Rifondazione Comunista, con la sua storia e con una coerente battaglia antimafia.


Favorevoli 110 delegati, contrari 104, 24 astenuti.


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mercoledì 24 febbraio 2010

Bellina nel cordinamento nazionale dei Giovani Comunisti


Nel corso della IV Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, che si è svolta a Pomezia, sono stati eletti il nuovo Coordinamento Nazionale e i due Portavoce Nazionali.

Tra i giovani dirigenti eletti nel Coordinamento Nazionale figura il trapanese Francesco Bellina, già Coordinatore Provinciale in carica. “E’ necessario – afferma Francesco Bellina - per una realtà come quella trapanese, la presenza di un contatto diretto con la realtà nazionale affinché le problematiche che affliggono il nostro territorio possano essere oggetto di maggiore attenzione. Le mie priorità - aggiunge - rimangono le stesse che hanno caratterizzato l’impegno politico di tutti i Giovani Comunisti trapanesi: lotta alla mafia, sostegno ai lavoratori, lotta nelle scuole per i diritti degli studenti. L’ingresso nel Coordinamento, inoltre – ha concluso - non può che rendere maggiore l’impegno al fianco dei lavoratori del Call Center di Trapani e di tutti i lavoratori che ogni giorno, nel nostro territorio, vengono sfruttati dalla mafia e dal profitto”. 

Nel corso della Conferenza Nazionale, infine, è stato votato a maggioranza un Odg sulle alleanze in cui Giovani Comunisti respingono qualsiasi ipotesi di collaborazione istituzionale o alleanza elettorale con l’Udc, partito che in Sicilia, come nel resto d’Italia, rappresenta uno dei fronti più avanzati dell’internità del potere mafioso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica. In un altro ordine del giorno approvato inoltre, i Giovani Comunisti si sono impegnati nella creazione di un coordinamento antimafia che abbraccia i circoli siciliani, pugliesi, calabresi e campani che operi sul territorio per la diffusione della legalità. 


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mercoledì 10 febbraio 2010

Giovani Comunisti, eletto il coordinamento casertano

E’ stato eletto il coordinamento dei Giovani Comunisti della provincia di Caserta. Il coordinatore sarà Luigi Piscitelli, già da tempo impegnato nella lotta politica sul suolo provinciale.
Finalmente il Partito della Rifondazione Comunista avrà a suo fianco i giovani alleati, pronti ad aiutarli nelle iniziative territoriali ma anche a criticare e a riprendere i dirigenti quando c’è bisogno. Del coordinamento faranno parte: Federica Marino, Rosario Pasquariello, Federica Russo, Claudia Giulia Buffardi, Luigi Di Costanzo,Margherita Colella, Fabrizio Busico, Federico Tonielli.

lunedì 1 febbraio 2010

GC Nichelino - Armiamoci e partiamo

Cari compagni,

in questi giorni siamo venuti a conoscenza dell'uscita di tutta l'organizzazione provinciale torinese dei Giovani Comunisti; per noi è stato uno shock inaspettato, perché non ci eravamo accorti dell'esistenza e specialmente dell'operatività di codesta organizzazione nel territorio torinese.
Marx nel Manifesto del Partito Comunista scriveva dello spettro del comunismo, i Giovani Comunisti di Torino ci hanno mostrato invece lo spettro di una militanza e di un lavoro politico, insomma tanto ectoplasma e poca, se non assente pratica politica.
Citare Marx per parlare degli ex membri dell’organizzazione provinciale dei GC di Torino forse è una blasfemia, il loro spirito anticomunista fuoriesce chiaramente dal loro ultimo comunicato, "quel comunismo degli odi e della negazione delle libertà" lasciando poco spazio all'immaginazione.
Ora, ancor di più, comprendiamo l'astio che hanno riservato nei nostri confronti e prende più forma la loro volontà di oscurare ed ostacolare il nostro lavoro politico, vero, pratico, visibile e militante.

Il nostro giudizio verso gli ex compagni dell’ organizzazione provinciale è completamente negativo, il parassitismo della loro non-azione politica ha aggravato lo stato del partito, in definitiva possiamo affermare che la loro presenza è stata nociva per Rifondazione Comunista.




Come giovani del PRC di Nichelino in maniera autonoma dall’organizzazione provinciale abbiamo creato una modesta, ma utile lotta politica, aggregando una concreta forza militante nella città, estendendo una rete di lotta con associazioni, collettivi e singole individualità, trovando un notevole appoggio e simpatia dalla cittadinanza.
Il nostro buon lavoro viene da molto lontano e vuole andare molto lontano.
Come partito in questi mesi ci siamo adoperati per servire il popolo. Il nostro Gruppo di Acquisto Popolare ha distribuito in un anno 40 tonnellate di beni di prima necessità, diventando il punto di riferimento delle classi più deboli. Le nostre lotte, i volantinaggi davanti alle fabbriche, i posti di lavoro in crisi e le assemblee con i lavoratori (come quella sulle cooperative sociali) hanno fatto maturare un rapporto di fiducia e credibilità con quella classe lavoratrice che noi, con ambizione, vogliamo rappresentare.
Le serate culturali, ultima quella su Marx, con ospite Diego Fusaro, autore del libro “Bentornato Marx”, i cineforum e la Biblioteca Popolare Karl Marx sono diventati un punto fondamentale di crescita formativa per le menti critiche della nostra città. Per non parlare del nostro giornalino “La Città Sociale” e del nostro blog, che sono diventati punti di riferimento per tutta la cintura sud di Torino .

La nostra Biblioteca Popolare Karl Marx racchiude simbolicamente l’eterogeneità della nostra politica, dalle pratiche del partito sociale all’impegno dei militanti, al lato più strettamente culturale a quello più aggregante. 

Nei prossimi mesi saremo impegnati con le inchieste sui posti di lavoro, con la battaglia culturale e referendaria per dire No a precarietà, privatizzazione dell’acqua e nucleare; stiamo pianificando la possibilità di creare dei gruppi di studio e seminari, di dare vita anche a Nichelino a una Brigata di Solidarietà Attiva. Siamo in prima linea col popolo No Tav e le mobilitazioni dei precari, lotteremo per conquistare e riconquistare quei diritti che noi giovani esigiamo.

Abbiamo sposato la filosofia del "prima fare, poi parlare" e dell’ “armiamoci e partiamo”, siamo abituati quindi a parlare coi fatti. Ne sono l’esempio queste attività, il 12 febbraio si svolgerà il 2 torneo di autofinanziamento contro la tav, il 17 proietteremo il film Fidel! seguito da dibattito, il 20 è in programma la presentazione del libro "Uno sporco reggae", seguita da una festa.
A questo punto ci domandiamo: se i giovani comunisti di un circolo di una piccola città di provincia di appena 50mila abitanti riescono a creare iniziative su iniziative, cosa potrebbe fare un organizzazione provinciale veramente operante in un territorio di un milione di abitanti?
A voi la risposta.

I giovani comunisti di Nichelino

venerdì 29 gennaio 2010

Grosseto, CONFERENZA PROVINCIALE DEI GIOVANI COMUNISTI: ELETTO IL NUOVO COORDINAMENTO


Il 23 gennaio, si é svolta la conferenza provinciale dei Giovani Comunisti, al centro del dibattito, vi erano due importanti argomenti, la riorganizzazione dei Giovani Comunisti e i documenti congressuali che rappresentano le indicazioni generali della linea politica a livello nazionale. La Conferenza provinciale, ha eletto il Coordinamento Provinciale, che risulta composto da 12 membri, questo a sua volta ha eletto il Coordinatore Provinciale, Renato Cavarretta, che é stato eletto all’unanimità.
Fra i primi argomenti trattati dal Coordinamento Provinciale, abbiamo trattato le modalità per far crescere il radicamento su territorio, l’apertura del Partito ai giovani, visto che rappresentiamo i giovani del partito, ma anche i futuri adulti, quindi chiediamo al partito gli spazi adeguati per svolgere la nostra attività, come ultimo argomento abbiamo deciso che ad ogni coordinamento provinciale, dovranno essere stabilite iniziative pubbliche.
La conferenza provinciale, ha visto una notevole partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti, che hanno partecipato dando un notevole contributo al dibattito, a questi va un ringraziamento da parte del coordinamento provinciale.
Grosseto, 27 gennaio 2010

Cavarretta Renato – Coordinatore Provinciale
Montillo Antonio
Bernardini Claudio
Chegai Giulio
Montillo Anna
Guerrini Valentina
Ladu Francesco
Legaluppi Michele
Marco Gentili
Cicerone Giuseppe
Mugnai Ilaria
Innocenti G.Marco

venerdì 22 gennaio 2010

Deborah Pezzani nuova coordinatrice per i Giovani Comunisti di Parma

I Giovani Comunisti della provincia di Parma hanno svolto la loro Conferenza lo scorso sabato 16 gennaio ed hanno eletto la nuova coordinatrice provinciale, Deborah Pezzani, studentessa universitaria di Economia, componente del comitato regionale e provinciale del Partito della Rifondazione Comunista. 
E’ stato inoltre discusso l’indirizzo politico dell’organizzazione e l’agenda delle future campagne e iniziative politiche che vedranno impegnati i Giovani Comunisti su più fronti: l’antifascismo, la lotta contro la precarietà e i licenziamenti, la difesa dell’istruzione pubblica, la difesa dell’ambiente, l’affermazione della laicità e dei diritti civili nello sforzo di contribuire a costruire un’alternativa al peggioramento delle condizioni di vita che la crisi di questo sistema prospetta ai lavoratori e alle giovani generazioni.

giovedì 14 gennaio 2010

Frosinone, una Provincia antifascista e partigiana. - Coord. Prov.le Giovani Comunisti di Frosinone


Da Aut- FR
In questi ultimi tempi ci siamo posti una domanda molto ricorrente all’interno dei Giovani Comunisti. Ci siamo chiesti: se i nostri padri costituzionalisti, i partigiani che hanno partecipato alla guerra di liberazione, i segretari dei partiti che hanno appoggiato l’azione del C.L.N. fossero in vita, cosa penserebbero di un Paese in cui lo squadrismo militante fascista e l’azione di una destra razzista, xenofoba, arrogante fossero tornati di moda? Probabilmente rimarrebbero esterrefatti ed attoniti. Avrebbero ragione! I neofascisti oggi rivendicano uno spazio politico dove agire, dichiarano di avere una loro dignità politica e mettono in piedi buffonate mediatiche di vario genere, dandogli il peso di vere e proprie iniziative. Gli squadristi più facinorosi sono quelli di Casa Pound, quelli che a Roma organizzano eventi con dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, o con Stefania Craxi, per commemorare il padre Bettino. Ovviamente Casa Pound una soluzione alla crisi del capitalismo ce l’ha; in un comunicato del 2007 ha chiesto lo scioglimento della CGIL. La milizia volontaria giovanile di Casa Pound, i neofascisti se la sono creata, sono gli italici giovincelli del blocco studentesco, che l’anno scorso in una manifestazione antigelmini a Roma si mobilitarono in una vile aggressione al corteo pacifico e colorato. Ovviamente per loro la scuola pubblica più che difendersi con la ragione e la solidarietà, si difende col moschetto. Queste rozze uscite descrivono più di mille parole chi sono e quali obiettivi hanno, uguali a quelli del ventennio, i “fascisti del terzo millennio”. Tra i padri teorici di Casa Pound c’è peraltro Gabriele Adinolfi, fondatore di terza posizione e poi membro dei NAR. Sono in preoccupante aumento le aggressioni della galassia neofascista italiana contro immigrati, omosessuali, militanti e sedi della sinistra. Nessuna legittimazione di questi signori è giustificabile. Ricordiamo a tutti che la XII norma transitoria della Costituzione vieta la riorganizzazione di gruppi e nuclei fascisti come Casa Pound. Però proprio perché questa norma non ha impedito la creazione di numerose organizzazioni neofasciste negli ultimi sessant’anni, noi la lotta al fascismo non la deleghiamo, ma pensiamo che si vinca col protagonismo di giovani e lavoratori. La protezione a questi signori ovviamente la offre il PDL, nonostante dal 2008 Casa Pound si è scisso dal movimento sociale Fiamma Tricolore, i giovani del blocco studentesco partecipano alle manifestazioni contro una loro ministra della scuola pubblica. E’ un paradosso! Peccato che la loro partecipazione non sia giustificata da un evento burlesco come può essere il carnevale. Peccato davvero! Facciamo appello a tutte le forze di sinistra ed antifasciste e ai sindacati per costruire una mobilitazione antifascista unitaria e di massa. Speriamo che a questo appello rispondano anche i militanti del Partito Democratico che intanto aspettano e sperano di conoscere la vera identità di un partito che ancora deve decidere quale strada dovrà intraprendere da grande.

mercoledì 16 dicembre 2009

GIOVANI COMUNISTI, "NON CI LASCIAMO CANCELLARE"



L'aggresione subita dal Premier scatena polemiche anche nella Marca



Treviso - Non vogliono essere cancellati, i giovani che si riconoscono nelle idee comuniste e nei valori di Di Pietro.


La proposta choc del Gruppo giovani del Pdl trevigiano di abolire l’Italia dei Valori e il partito dei Comunisti ha suscitato reazioni anche da parte degli esponenti di sinistra.


I Giovani Comunisti trevigiani assieme alla Fgci di Treviso organizzano un presidio venerdì 18 in piazza Aldo Moro a partire dalle ore 15 in difesa della Costituzione e la democrazia.


AGGIORNAMENTO:

la locazione è stata cambiata in via Calmaggiore (dietro al battistero) non più in piazzetta Aldo Moro.



“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” recita l’articolo 49 della Costituzione ,che viene citato nella nota inviata dai Giovani Comunisti ,che afferma che “La proposta dei giovani del Pdl di Treviso, che vorrebbero mettere al bando i partiti di opposizione, è un grave attacco alla democrazia e alla libertà".


"Libertà che in Italia è stata ottenuta anche grazie ai moltissimi comunisti, il cui contributo è stato essenziale durante la Resistenza e per la stesura della Costituzione italiana - ricordano i giovani comunisti trevigiani - L'atteggiamento di Nicola Di Maio, coordinatore dei Giovani del Pdl di Treviso, e del suo vice Fabio Maggio ricorda il fanatismo religioso e ciò è molto inquietante, perché è proprio questo l’atteggiamento che rende violento lo scontro politico e che, passando per il non riconoscimento dell'avversario, porta allo scontro senza quartiere".


E nella castellana, terra d'origine del pdl Nicola Di Maio, le reazioni sono ancora più dure: "la proposta di Di Maio ricorda in modo inquietante il periodo in cui i gerarchi fascisti misero al bando per via legislativa e coi manganelli, le organizzazioni politiche, sociali e sindacali", notano Enrico Baldin (segretario circolo della castellana Partito della Rifondazione Comunista) e Alessandro Squizzato (segretario circolo della castellana Partito dei Comunisti Italiani).


Baldin e Squizzato chiedono che sia subito ritirata la proposta di abolire i due partiti e che chi l’ha formulata "si dimetta da incarichi di rilievo in quanto per occuparli si deve almeno riconoscere la Costituzione".

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