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venerdì 26 febbraio 2010

Lettera minatoria al leader del movimento No tav

tratto da liberazione.it - Il leader del movimento No Tav in Valle di Susa, Alberto Perino, ha ricevuto ieri una lettera minatoria che è stata consegnata ai carabinieri. Lo rende noto un portavoce del movimento che si batte contro la nuova ferrovia Torino-Lione. La lettera, anonima, sgrammaticata e piena di altri errori, è scritta in stampatello con il tratto delle lettere punteggiato; contiene, espressa con un linguaggio molto rozzo, la minaccia «vi veniamo a pigliare mentre dormite e vi scanniamo...» e la rivendicazione degli incendi ai presidi No Tav. E' stata spedita da Torino il 20 febbraio e recapitata ieri a Condove, dove abita Perino che nel pomeriggio ha sporto denuncia alla locale stazione dei carabinieri. Il movimento No Tav, oltre a esprimere solidarietà a Perino, denuncia «l’intimidazione di stampo mafioso rivolta non solo alla popolazione della valle di Susa, ma a tutta la società civile e attende un attestato concreto e visibile di solidarietà da parte delle forze politiche e delle istituzioni quali Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino». Anche perché c'è chi punta a rende anche "politicamente pesante" l'aria intorno al movimento di Valle, basta mettere in fila gli ultimi fatti: l'uso della forza dell'ordine per difendere le trivelle, gli incendi dei presidi di Bruzolo e Borgone, i pestaggi del 17 e 18 febbraio scorso da parte della polizia che hanno portato in ospedale ed in gravi condizioni una donna e un ragazzo.

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sabato 20 febbraio 2010

Bussoleno, h 18 - "Fiaccolata per la dignità" del popolo No Tav

19.02.2010
Bussoleno, h 18 - "Fiaccolata per la dignità" del popolo No Tav


|Appuntamento in piazza del mercato| La valle torna in piazza, mentre emergono altri particolari sui pestaggi della notte tra il 17 e il 18 febbraio a Coldimosso.

La Val di Susa non ha paura! L'aveva già detto un mese fa mentre gli squallidi signorotti dei vari palazzi vantavano grandi risultati per l'installazione di qualche trivella, resa possibile sola con una scorta di mercenari degna di truppe d'occupazione.
'La Valle' - come viene affettuosamente chiamata dai tanti torinesi che da anni fanno parte del movimento NoTav - continua ad essere territorio indomito e barbarico per chi vuole imporvi la propria pax romana (o torinese che sia!). Strani barbari questi valligiani: uomini e donne di ogni età, estrazione sociale (ma ben pochi sono gli 'sgnur'), provenienza politica, storie personali e retroterra culturale. Hanno una colpa: non arrendersi e non accettare un destino già scritto da altri per loro. E non sembrano proprio essere in vendita, non c'è soldo che li compri. Quand'è così, se non funziona la carota... ben vengano i manganelli!
E' quello che devono aver pensato i dirigenti dell' "ordine pubblico" che l'altra sera hanno ordinato una carica contro i 300 notav che ancora una volta, indefessi, assediavano la trivella, colpevoli del gran crimine di tirare qualche scherzosa palla di neve e gavettoni. Un plotone di Carabinieri parte in esecuzione sommaria, lasciando a terra, letteralmente massacrati, un ragazzo trentenne di Torino e una valligiana di 45 anni. I due, senza troppo vittimismo, hanno mandato al coordinamento dei comitati riunito ieri sera in riunione a Condove, un messaggio che dice tutto di questo movimento.

Marinella Alotto: «Quello che è successo è triste. Ma dà più forza alle nostre convinzioni». E ancora: «Quando si lotta, sono cose che possono succedere»!
Simone, dalla sua, ringrazia il movimento per la vicinanza, fa sapere di star meglio e commenta: «Non era certo la prima volte che prendevo manganellate ma mai così forte come quella notte»!


Interessanti retroscena
A due giorni dai fatti emergono intanto ulteriori dettagli sulla notte tra 17 e 18. Il movimento ha sottolineato il differente comportamento rispettivamente tenuto dall'ospedale di Susa e di quello delle Molinette a Torino. Mentre il personale del primo ha avuto un profilo "eccezionale", rifiutandosi di consegnare dati dei ricoverati e allontanando fisicamente vari esponenti delle forze dell'ordine in divisa e in borghese un po' troppo curiosi, i dottori delle Molinette hanno invece autorizzato lo scorrazzare impunito di agenti della digos per i corridori dell'ospedale. solo l'intervento di molti amici e amiche che li hanno allontanati, prima con le buone, poi con qualche spintone.
Racconta Simone che nella 1a giornata di degenza ospedaliera ha avuto pure l'onore di ricevere la poco gradita visita del vice-questore Sanna in persona (accompagnato da un energumeno), preoccupato per le sue gravi e incerte condizioni di salute... Il ferito NoTav ha avuto la prontezza di declinare qualsiasi offerta e di non aver bisogno di niente, precisando che anche se non lo conosceva di persona (il vice), lo conosceva di fama (il vice-questore era alla guida della ruspa che nel 2005 "sgomberò" Venaus, senza particolare attenzione per il materiale umano che si frapponeva tra lui ed il suo obiettivo).

PD: Partito Disastro
Su tutti brilla però per squallore e pratica delatoria il Pd torinese che non perde occasione per ribadire la propria assoluta ed incondizionata solidarietà di rito alle forze dell'ordine.
Nel documentino firmato dagli "onorevoli" Esposito e Portas, (esponenti di quel disastro politico che dalla propria fondazione riesce solo ad accumulare sconfitte e cali di consenso) vengono additati quali responsabili dei "disordini", "i capi di Askatasuna ed altri esponenti dell’anarchismo". Segue la solita tiritera sull'infiltrazione di "cattivi" dentro un movimento ingenuamente buono quanto poco consapevole delle sorti magnifiche e progressive del super-treno.
La risposta migliore a queste ormai stanche insinuazioni è quella data dagli "estremisti" di Ambiente Valsusa:

«Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di "antagonisti". Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini...»
(3 feriti, uno molto grave, dopo gli scontri "più strani" della storia No TAV)


Qualche parola in più meritano però gli estensori di questo tristo appello e il Partito che rappresentano. Con queste leccate di culo a "tutori dell'ordine", collaborazionisti di ogni risma e poteri forti Esposito (e dietro di lui, il suo tirapiedi) pensa forse d'iniziare a farsi strada come possibile successore al vuoto politico che presto lascerà l'uscente Chiamparino.
Quanto al suo partito, che dire...? Può ancora chiamarsi così un'impresa fallimentare mantenuta coi soldi pubblici? Un partito neanche più in grado di portare avanti una sola delle sue attività "militanti" senza ricorrere a cooperative di lavoro precario e sottopagato (speso migrante): attacchinaggio, servizio d'ordine... pure il semplice servizio di base ad una sempre più impresentabile Festa dell'Unità !?!

Come ha sottolineato molto bene Marco Revelli nell'editoriale di oggi sul Manifesto, "quanto è accaduto in Val di Susa nella notte tra mercoledì e giovedì è terribilmente significativo dell'Italia di oggi". Da un lato il disastro di un regime da belle èpoque declinante, tra orge di ricchi e speculazione politico-economica sui disastri e sui deboli, dall'altra forze di polizia che massacrano 300 cittadini colpevoli di difendere il proprio territorio. Il movimento NoTav sa bene da che parte della barricata sta il Partito "Democratico".
Infoaut_Torino

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venerdì 19 febbraio 2010

Conferenza stampa del movimento no tav

Dopo l'agitata serata di ieri,  dentro la quale alla cieca violenza delle forze dell'ordine capitanate dal "ridivivo e promosso reduce" delle violenze della scuola Diaz di Genova (Spartaco Mortola) il movimento No Tav ha risposto resistendo e non arrendendosi, questa mattina alle ore 11:30 si è tenuta la conferenza stampa del movimento dal presidio all'autoporto di Susa.

I No Tav hanno ripreso la parola per denunciare quanto successo, menzionando delle violenza poliziesca così come di quel che ciò ha comportato (2 feriti gravi), per respingere al mittente la propaganda del governo e dell'osservatorio Virano... oggi il loro bluff è quantomai evidente!

Dinnanzi alla militarizzazione della Valle e alle prepotenti trivellazioni i valsusini hanno contraccambiato con la loro resistenza attiva, la loro contestazione infaticabile. Dicendo ciò il movimento No Tav ha sottolineato come tutti debbano prendersi le proprie responsabilità per quanto accaduto, senza lagnarsi ma mettendo il tutto al proprio posto, nel corretto ordine: ieri sera il movimento No Tav ha fatto quello che ha praticato puntualmente da un mese a questa parte, marce e blocchi contro il sito della trivellazione; le forze dell'ordine hanno risposto alla protesta popolare con la violenza delle cariche furiose e del lancio di lacrimogeni, rompendo la strategia di contenimento latente che aveva contraddistinto la prima fase sondaggistica... come si era già avuto avvisaglia con le cariche sull'autostrada dell'altra settimana!

Gli scontri di ieri sono la dimostrazione di come possano tentare di spacciare quanto vogliono sondaggi fatti nel deserto, ben diversa è la realtà che trovano altrove... nei siti che non possono eludere (a guardare il tracciato ipotetico del Tav) debbono fare i conti su ben altri livelli e altra intensità con il movimento contro l'alta velocità! A sarà dura, sempre di più, per loro!

Ma questa mattina si è tenuta anche un'altra iniziativa in seguito a quanto successo ieri sera in Valle: a Torino, sotto la sede Rai, in via Verdi, almeno 150 persone hanno tenuto un presidio di denuncia della violenza della polizia e di rilancio di quanto emerso dalla conferenza stampa di Susa, in riferimento all'iniziativa di domani sera a Susa, fiaccolata No Tav con partenza dal presidio all'autoporto alle ore 18.

  • Ascolta la conferenza stampa del movimento No Tav a Susa
  • Ascolta la diretta dal presidio di Torino con Luca
  • Audio andati in onda su Radio BlackOut


il comunicato del movimento No Tav dopo i fatti di ieri sera
E' FINITO IL BLUFF DI VIRANO

Oggi 17 febbraio 2010 le forze della polizia del signor Virano sono venute nuovamente di notte per scortare una trivella per i sondaggi propedeutici alla nuove linea ad alta velocità/capacità Torino-Lyon in località Coldimosso di Susa.

Alla fine della giornata, che ha visto un numero sempre crescente di cittadini della Valle di Susa presidiare il sito della trivella, ci sono state numerose cariche delle cosiddette forze dell'ordine con questo bilancio tra i cittadini: due feriti ricoverati all'ospedale di Susa e un ragazzo portato in prognosi riservata alle Molinette di Torino con un grave trauma cranico.

TUTTI I FERITI SONO STATI COLPITI RIPETUTTAMENTE ALLA SCHIENA E IN TESTA MENTRE ERANO PER TERRA.

E' questa la democrazia e il coinvolgimento della popolazione che il faccendiere Virano sbandiera ai quattro venti, con l'appoggio della Bresso e di Cota, uniti nel voler distruggere quello che resta ancora di intatto nella valle di Susa!?

Ma questa volta ha sbagliato i calcoli: oggi è cominciata la visita di alcuni parlamentari europei invitati in valle dal movimento NOTAV, che si protrarrà per alcuni giorni. Oggi è stata la volta di Luigi de Magistris, presidente della commissione europea per i controllo del bilancio comunitario (e quindi interessata ad indagare sulla truffa TAV), nel fine settimana arriverà il parlamentare irlandese Joe Higgins, che terrà un'assemblea sabato sera a Bussoleno.

Queste persone sicuramente porteranno nel Parlamento Europeo foto e documentazione su come gli abitanti della valle di Susa e i loro amministratori si oppongono fermamente al TAV, contrariamente a quanto asserito dalle menzogne di Virano e dei suoi compari in affare.

NO TAV NO TRIVELLE

I comitati NO TAV della Valle di Susa, Val Sangone, Torino e cintura


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giovedì 18 febbraio 2010

No Tav il resoconto: ANTAGONISTI, MANGANELLATORI E STRANEZZE VARIE- L'informazione si fa così!


Da Ambientevalsusa 18 febbraio ore 2.09 -

17 febbraio 2010 Valle di Susa
C'è qualcosa di strano nell'attacco dei militi stasera contro i manifestanti nei pressi di Susa.
Innanzi tutto chiariamo un fatto: I telegiornali hanno già parlato di "antagonisti".
Erano Valsusini. Perchè chi difende la valle è un Valsusino e rispetta le regole dei valsusini..

Da settimane i No TAV e la polizia si affrontavano di fronte alle trivelle che portavano avanti la "farsa Virano" dei sondaggi... un modo per ottenere qualche spicciolo da una sbadata UE, propensa a credere alle panzane circa "il tutto va bene in valle di Susa, adesso si dialoga".
Sembrava che prefetto e politica avessero intenzione di tenere un "livello basso" ovvero piazzare le trivelle di notte, senza farsi notare, evitare lo scontro diretto con gli oppositori, che peraltro si limitavano a fare baccano e sberleffi, ma non hanno mai ecceduto in animosità.
Invece stasera è successo qualcosa di strano, come se fosse scattato un ordine superiore, un ordine che se c'è stato, può avere un'implicazione politica o una spiegazione economica. Magari non è stata neppure estranea alla cosa la visita di De Magistris, oggi, al presidio di Rivoli (non dimentichiamo che l'ex magistrato si occupa di bilanci e contributi UE).
L'implicazione dipende dal fatto che le elezioni si avvicinano ed il comportamento dei militi può anche spostare voti da uno schieramento all'altro...
Se è vero che la differenza di voti tra i 2 schieramenti è di poche migliaia, le botte cattive, esagerate, che hanno mandato all'ospedale 3 persone, di cui una molto grave, sono probabilmente in grado di spostarne più e meglio di uno SPOT elettorale, e senza nessuna "Par Condicio".
La spiegazione economica può anche legarsi con l'implicazione di cui sopra, ma non necessariamente.
Si tratta della difficoltà dichiarata da Scajola recentemente circa il reperimento delle risorse necessarie a realizzare tutte le "Grandi Opere". Se dovessero abbandonare la Torino Lyon, almeno momentaneamente, dovrebbero avere un alibi migliore... magari dare la colpa ai valsusini,
teste dure, che rischiano di creare problemi di ordine pubblico. Sì, questo potrebbe essere un alibi migliore! Falso, ma migliore. Anche di fronte ai francesi, che potrebbero richiedere le penali, sarebbe un buon alibi. E poi resta il fatto che nessuno ha ancora dimostrato che l'opera in questione sia tecnicamente realizzabile.
Certo, l'ideale per questi signori sarebbe prendere i 670 milioni di Euro, darne 1/3 alla Francia come da contratto, e chiudere la questione delle penali con i cugini, e magari contemporaneamente non dover restituire nulla all'Europa anche se non si parte, perchè "l'opera viene solo rimandata" a tempi migliori... Forse per ottenere ciò bisognerà ancora fare un piccolo passo... cominciare il tunnel geognostico di Chiomonte, che poi un buco, se resta incompiuto, si sa sempre come riempirlo con un adeguato ritorno economico...
Insomma. c'è un solo problema... l'Europa a Bruxelles sarebbe meglio che non venisse a sapere degli scontri, dei feriti, e se ci sono sono stati sono solo degli squatters, autonomi, gente che vagabondava, cattivi Blak Blok con il passamontagna nero calato fin sugli scarponi, infatti non li abbiamo manganellati, sono inciampati nel passamontagna... Oppure troveranno un'altra scusa. A pensarci bene Virano potrebbe dire ai commissari che è stato uno spiacevole incidente, un manganello sfuggito ad un poliziotto sprovveduto mentre girava la polenta insieme ai manifestanti. Una sorta di incidente durante un happening tipico delle ospitali popolazioni valsusine, che si offendono se non mangi la polenta con loro. Forse alla UE lo prenderanno ancora una volta sul serio e tutto bene ciò che finisce bene. Ditelo anche ai manganellati ed al ragazzo in ospedale...
Tanti auguri ai feriti, speriamo bene, e per quello che riguarda le "forze dell'ordine", mentre tornate a Torino, fate un giro nei paesi, prendete a manganellate qualche ladro, qualche deficiente che viaggia ubriaco, qualche spacciatore, così almeno visto che Vi paghiamo noi e non Virano, fate anche un pò del lavoro che "state lasciando indietro" a causa delle amate trivelle della compagnia VCBS (Virano-Chiampa-Bresso-Saitta).

E dire che tutto era cominciato così: Video e commento


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NO-TAV - Comunicato stampa del 17 febbraio


Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato dai NO TAV. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della notte, il luogo improbabile dell'ennesimo sondaggio truffa (sotto il cavalcavia autostradale) e il blitz a sorpresa a lampeggianti spenti.
Invece l'allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato.
Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l'S72.
Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell'ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di
persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che "a freddo" ordina ai suoi uomini di
caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell'ordine.
Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l'autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella.
Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per poter garantire una via di fuga a loro, alla trivella e agli operai GeoMont, non possono far altro che mettersi a tagliare con il cannello il guard-rail
che dà sull'autostrada, anch'essa bloccata, e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo "volante" contiguo al cantiere appena installato.
Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell'autostrada e si fanno uno svincolo tutto per loro. Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri, in una zona già stratigraficamente conosciuta.
E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni...
...a sarà dura...ma sempre per loro!

Comitato no tav Spinta dal Bass - Spazio Sociale libertario Takuma

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No Tav, nuove tensioni in Val Susa Un ferito grave, bloccata l'A32

Un uomo ricoverato all'ospedale Molinette di Torino: ematoma cerebrale

TORINO - Ancora tensione, questa sera in Val Susa, per i sondaggi della Torino-Lione. Numerosi manifestanti, circa trecento, hanno assediato la trivella che dalla mattina stava scavando in località Coldimosso. Ci sono stati scontri tra i No Tav, tra cui un centinaio di antagonisti, e le forze dell'ordine, che hanno caricato.

Negli scontri sono rimasti feriti due poliziotti e due manifestanti, un uomo e una donna. A preoccupare sono soprattutto le condizioni di Simone P., un giovane che nei tafferugli ha riportato un ematoma cerebrale post-traumatico. Dopo le prime cure all'ospedale di Susa, è stato trasferito in prognosi riservata alle Molinette di Torino.

Meno grave, invece, l'altra manifestante ferita, una donna di Villarfocchiardo di circa 40 anni. I sanitari dell'ospedale di Susa, dove è stata ricoverata nel reparto di chirurgia, parlano di traumi multipli alla testa e al naso.

Quelli di stasera sono stati i primi scontri di una certa gravità, tra forze dell'ordine e No Tav, da quando nel mese di gennaio sono iniziate le trivellazioni genognostiche propedeutiche alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

La tensione è salita dopo le 19, quando i manifestanti hanno lasciato il loro presidio permanente di Susa per raggiungere il cantiere di sondaggio S72, in località Coldimosso, tra Susa e Bussoleno. I dimostranti hanno cercato di forzare lo sbarramento delle forze dell'ordine, poste a protezione della trivella, che li hanno dispersi con alcune cariche e il lancio di lacrimogeni a mano.

La trivella ha così terminato in modo regolare lo scavo, mentre i No Tav si riunivano prima a Susa e poi a Chianocco, dove hanno bloccato l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, in direzione Torino, impedendo il passaggio ad alcuni mezzi delle forze dell'ordine.

La protesta - interrotta solo per far passare l'ambulanza con a bordo il manifestante ferito - si è poi estesa alle statali 24 e 25, che ancora risultano bloccate dai manifestanti come l'autostrada. La Val Susa, di fatto, è isolata. E per domani mattina i manifestanti hanno indetto un presidio davanti alla Rai di via Verdi
 
Situazione tesissima: Patrito (PRC) "fermate le trivelle"

Piove tantissimo in questo momento in Val Susa, è buio e fa freddo. Renato Patrito, segretario del prc di Torino, è con i manifestanti, ci dice al telefono che la statale 25 è sotto blocco dai no tav all'altezza di Chianocco, mentre dall'altra parte della valle, la statale 24 è bloccata dalla polizia. L'autostrada che attraversa la valle centralmente è libera solo su una corsia, mentre è chiusa in direzione Bardonecchia Torino dalla polizia. La Val Susa è di fatto bloccata da circa 400 poliziotti che difendono la trivella e si danno il cambio ogni 4 ore. I no tav si stanno radunando e stanno per bloccare l'autostrada in segno di protesta. La situazione dopo gli incidenti di oggi, nei quali si è registrato un ferito grave, è estremamente tesa. Renato Patrito del PRC chiede di sospendere immediatamente i lavori della trivella prima che la situazione degeneri durante la notte.
 controlacrisi.org aggiornerà per tutta la notte la situazione, è importantissimo far girare su fb questo messaggio per non far calare l'attenzione sulla vicenda.


da controlacrisi

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venerdì 12 febbraio 2010

pallottole e blocco internet? E' il regime bellezza

Se non si riesce a fermare i NoTav con le forze dell'ordine e le manganellate, proviamoci bloccandogli tutti i loro siti internet, Facebook compreso. E' un pensiero venuto ai più maligni e maliziosi, soprattutto tra il 5 e l'8 febbraio scorso, quando realmente Facebook, famoso social network, ha bloccato l'account "Ambientevalsusanotav" e sul sito come www.notav-eu non si riusciva in nessun modo ad entrare. Che sia la Polizia postale ad aver avuto l'ordine di manomettere tutto ciò che sa di NoTav? Oppure c'è qualche hacker buontempone, magari collegato agli altrettanto buontemponi che hanno bruciato i presidi di Bruzolo e Borgone? Ad allarmarsi, soprattutto via mail e sms, sono state le persone che sono iscritte alla mail-list dell'assembleapermanente, i quali hanno cercato di rimediare aiutandosi l'un l'altro cercando soluzioni informatiche alternative al problema.
Tra di essi ne citiamo uno, inviato lunedì 8 febbraio alle 20:43:32, che ad esempio pensa ci sia stata opera di censura: «Mi unisco purtroppo a coloro che hanno problemi a connettersi al sito no tav...è circa due ore che ci provo ma con scarsi risultati..!!! E anche se fosse censura, saremo come sempre più forti e determinati di loro!!».
Intanto ritorna "Una pallottola spuntata 2", parafrasando il titolo di un film. Dunque il sindaco Sergio Chiamparino non è il solo ad avere ricevuto lettere minatorie. Questa volta è toccato a Michele Cribari, imprenditore della Valsusa, tra i promotori della manifestazione SiTav al Lingotto. Lettere minatorie firmate "Fronte Nero NoTav". Forse che il mandante dei proiettili sia anche il fautore degli incendi ai presidi?
Forse che questi episodi vengono organizzati per diffamare ed accusare di presunto terrorismo chi da oltre vent'anni si sta battendo affinchè la Valsusa non venga distrutta in nome del partito "calce e martello", vale a dire quelli delle lobby affaristiche del "cemento e tondino"?
«Qualcuno – ricorda Claudio Cancelli, tra i fondatori e animatori del movimento valsusino - si inventò gli attentati dei Lupi Grigi per fermare la protesta allora nascente NoTav. A distanza di qualche anno il castello di accuse diffamatorie nei confronti del movimento franò miseramente, senza neanche arrivare al dibattimento e, nelle pieghe dell'inchiesta, ci fu un agente di polizia giudiziaria che patteggiò una condanna per avere inviato lui stesso al proprio pubblico ministero il rituale proiettile in busta».


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sabato 23 gennaio 2010

NO-TAV: CORTEO A SUSA, "SIAMO PIU' DI 20 MILA"

Corteo No-Tav dall'autoporto di Susa. "Siamo piu' di 20 mila - dice il leader Alberto Perino - c'e' una grande partecipazione, tanta solidarieta', tanta gente nella Val di Susa". La piana dell'autoporto e' praticamente un mare di bandiere No-Tav, solo in coda al corteo gli striscioni e le bandiere di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani. Presenti anche tutti i sindaci, che fanno parte della comunita' montana Val Susa Val Sangone che si oppongono alla Tav.

venerdì 22 gennaio 2010

La Tav nel recinto




Gli occhi si stropicciano dalle notti insonni. «Ma il morale è altissimo» assicura Giorgio al presidio di Susa. Il cellulare può squillare alle tre o alle quattro. E devi partire. Per questo lo tieni vicino al letto, con le scarpe ai bordi. In valle, se qualcuno avvista strani spostamenti, lancia subito un messaggio, un sms, una mail: «Una trivella a Susa», «Un'altra a Condove». E il tam tam corre da Venaus ad Avigliana. Non fai in tempo a vestirti, che vedi già i compagni di lotta salutarti: «Sarà düra», il motto dei No Tav. Martedì erano corsi a Susa, per il settimo sondaggio, ieri invece si sono diretti a Chiusa San Michele, dove nelle prime ore del mattino è iniziato l'ottavo dei 91 carotaggi previsti dall'Osservatorio sulla Torino-Lione guidato da Mario Virano. Militarizzato come il precedente. Ancora una volta, la trivella scortata da centinaia di forze dell'ordine. Ma non si sono lasciati sorprendere: hanno allestito presidi, bloccato il Tgv e, alla sera, respinto l'arrivo di nuovi blindati occupando la statale del Moncenisio. 
Un'altra giornata di lotta lungo tutta la valle. «Sono solo sondaggi mediatici, non trivellano nemmeno. È una prova di forza per sbloccare i fondi di Bruxelles», rincara Giorgio: «Non è come la raccontano i giornali, il movimento è forte. Pensi che ha appena chiamato una signora da Genova, ci invita a resistere e sabato sarà con noi». Ci sarà una grande manifestazione a Susa contro la Tav e contro tutte le mafie, attese più di ventimila persone. 
Al presidio, vicino all'autoporto, fa freddo e ci si scalda con il fuoco e il tè. «Avevano detto che i carotaggi sarebbero stati alla luce del sole, trasparenti, avvisando i sindaci. Invece sono venuti di notte, come i ladri» racconta Pupi che di mestiere fa l'edicolante ed è appena tornato dai due presidi di Condove e Chiusa San Michele, più a valle. Li hanno allestiti in mattinata, uno vicino alla rotonda della statale 24, quella del Monginevro, l'altro dall'altra parte dei binari. In mezzo uno spiegamento massiccio di carabinieri che hanno impedito l'accesso alla stazione. «Sono le forze dell'ordine a bloccare il passaggio» recita un cartellone dei manifestanti lungo la strada. Momenti anche di tensione con una carica dei carabinieri. 
"Abbiamo cercato di forzare il blocco - racconta Alberto Perino del movimento - perché le forze dell'ordine facevano passare solo chi aveva l'abbonamento mentre l'accesso alla stazione deve essere garantito a tutti. Sono stato colpito da una ginocchiata e sono stato gettato a terra».
A mezzogiorno, la lotta si sposta a Sant'Antonino, il comune di cui è sindaco Antonio Ferrentino, che nel 2005 era uno dei leader dei No Tav. Tempo n'è passato: è rimasto l'unico tra i sindaci della Valle a rimanere nell'Osservatorio. Gli altri si sono ritirati. Dopo un'assemblea, i manifestanti si dirigono alla stazione. Sta per arrivare il Tgv. Non scendono tra i binari, agitano le bandiere, quelle classiche bianche e rosse. Ci sono anziani e giovanissimi. Chi ha la barba bianca e chi va ancora a scuola, non vogliono che la Tav devasti un territorio già fin troppo martoriato. Il Tgv arriva, si ferma. Una ragazzina dice sottovoce «con tutti i ritardi per motivi futili, finalmente una giusta causa». Scende il macchinista, i manifestanti gli offrono un trancio di pizza. Lui sorride, si dimostra solidale: «Se non fossi sopra, sarei lì con voi». Un nastro lanciato da un marciapiede all'altro inaugura un'immaginaria stazione: «Sant'Antonino la Trippa». Al megafono, sarcastici: «Sarà contento il sindaco Ferrentino, Sant'Antonino ha la sua stazione internazionale dove si fermano pure i Tgv». Passano più di quaranta minuti. «Giusto il tempo per far rimborsare i biglietti ai passeggeri».
A Condove più a Valle il presidio continua, tra panettone e vin brulé. Arriva gente. C'è Simone che è stato buttato giù dal letto da un sms alle 6, c'è Elisa che viene a dar man forte compatibalmente al ruolo di mamma di una bimba di quattro mesi. I carabinieri, invece, rimangono in posizione, a piedi stretti. Dei sondaggi non è stato nemmeno avvertito il sindaco Domenico Usseglio che si è presentato all'alba: «Il prefetto Paolo Padoin aveva assicurato di informarci, è stata una grave scorrettezza». I No Tav vogliono la valle libera, scandiscono cori: «Giù le mani dalla Val Susa», «Fuori le truppe di occupazione». Intanto, alle spalle delle forze dell'ordine arriva un regionale. È «la beffa dei manifestanti». Una quarantina, partiti da Sant'antonino, scendono alla stazione in mezzo ai due cordoni, aggirarando il blocco. Qualcuno si avvicina alla trivella. Un ragazzo ci rimedia una manganellata e finisce all'ospedale di Susa. 
A Susa avevamo lasciato Giorgio e Pupi. Si avvicina anche Emilio: «I media ci dipingono come egoisti. Noi lottiamo per tutti, perché i soldi della Tav e quelli per le forze dell'ordine sono di tutti gli italiani. Dicono che siamo isolati, non è vero qui passano i principali collegamenti con la Francia». Roberto riassume le infrastrutture: «Due statali, una ferrovia internazionale e una locale, più un'autostrada, il traforo del Frejus, oltre alla Dora Baltea. Concentrati in una valle stretta, con una forte incidenza tumorale». Emilio: «Tu ce li faresti vivere i tuoi figli?». Sono decisi, uniti. Anche se non riusciranno a bloccare tutti i sondaggi, L'obiettivo principale è fermare la Tav: «Passeran nen»

martedì 12 gennaio 2010

Val di Susa, i NO TAV bloccano i tecnici


 

Gli addetti incaricati ai sondaggi erano scortati dalle forze dell'ordine. Ma i manifestanti: «Non cederemo»


Sono iniziati martedì mattina in 3 dei 91 siti previsti - lo scalo merci di Orbassano, la stazione ferroviaria di Collegno e il sito Amiat di Basse di Stura a Torino - i sondaggi geognostici preliminari per la Tav, la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. I tecnici della società incaricata Ltf sono stati invece fermati dal presidio "No Tav" all'autoporto di Susa, dove si erano presentati scortati dalle forze dell'ordine per prendere possesso dei terreni affittati e concessi dal Comune. Gli addetti hanno trovato ad accoglierli i manifestanti, che hanno trascorso la notte nell'area accendendo fuochi.
«NON CEDEREMO» - Il portavoce dei "No Tav", Alberto Perino, ha ribadito l'intezione di non lasciare i terreni confermando di voler portare avanti la disobbedienza civile. «Non siamo disponibili a farvi entrare, non cederemo. Non abbiamo vinto la battaglia, dobbiamo rimanere qui - spiega -. Abbiamo detto che in qualunque punto della Val di Susa tenteranno di fare un sondaggio ci saremo a difendere la nostra terra. Siamo convinti di essere nel giusto e oggi abbiamo segnato un punto a nostro favore». Alcuni esponenti delle forze dell'ordine hanno fatto presente ai manifestanti le eventuali conseguenze, civili e penali, del loro comportamento ma i manifestanti non hanno fatto marcia indietro e hanno rilanciato: «Ovunque andrete noi saremo ad aspettarvi». Il confronto si è svolto comunque in maniera civile, senza tensioni. I manifestanti, 2-300 persone, hanno intonato alcuni cori, tra cui il «Sarà dura» che contraddistingue la loro battaglia.
APPELLI ALLA CALMA - Per tutta la notte, tra una tazza di caffè bollente e un bicchiere di vin brulé, i "No Tav" hanno presidiato la zona lungo la statale in cui è prevista la realizzazione di uno dei sondaggi necessari per elaborare il progetto preliminare della futura linea ad alta capacità. I manifestanti hanno ribattezzato simbolicamente la rampa di accesso all'autoporto, in frazione Traduerivi, «Via sondaggi». Dalle istituzioni, negli ultimi giorni, gli appelli al buon senso e alla calma sono stati frequenti. «La situazione è profondamente diversa a quella del 2005 (quando a Venaus fu scontro tra manifestanti e forze dell'ordine, ndr) - ha ribadito il presidente dell'Osservatorio sulla Torino-Lione Mario Virano -. Adesso c'è ancora da fare il progetto preliminare, cinque anni fa c'era già quello definitivo, fatto e finito».
SONDAGGI IMPORTANTI - «Rispetto le preoccupazioni e le paure dei comitati "No Tav", ma i sondaggi tutelano la buona realizzazione dell'opera - ha detto il sindaco di Susa Gemma Amprino, che incontrerà una delegazione di manifestanti -. La Val di Susa è un'eccellenza europea che vogliamo proteggere e su cui intendiamo investire. Per questo l'amministrazione comunale sin dall'inizio si è detta interessata a partecipare a tutti i tavoli che si sarebbero creati». E sul presidio che ha bloccato i tecnici delle ferrovie: «Mi pare che il clima sia sereno - afferma - e che ci si possa incontrare al bar e prendere un caffè insieme al di là delle reciproche posizioni. Qualche anno fa tutto questo non era possibile e il merito di questa inversione di rotta è del lavoro dell'Osservatorio e del dialogo che è riuscito a instaurare».

domenica 15 novembre 2009

Da Viareggio a Messina, notizie che scompaiono.


di ladytux

Italia: 7 mesi, 4 stragi costellate da  più incidenti che fortunatamente non hanno fatto vittime ma ugualmente gravi. Ma se non siamo coinvolti direttamente, alla fine ci scivolano e vanno nel dimenticatoio. Ma questo non ci permette di dire che "non siamo lo stesso coinvolti".

Abruzzo:
Dov'eravate il 6 aprile 2009? Cosa avete pensato la mattina successiva? E la mattina dopo ancora?
E ieri?
Oggi la condizione degli abitanti abruzzesi non fa notizia, se non negli show bufala pro propaganda messi su ad arte. A sentire i telegiornali si penserebbe che è tutto a posto, gli abruzzesi hanno delle case, i bambini vanno a scuola e tutti vivono una vita normale. Non è così.  Almeno 4000 cittadini in tenda, gli altri  deportati e poche casette consegnate in pompa magna dal premier . Casette realizzate dalla Croce Rossa o dagli Alpini e non dal Governo. In Abruzzo la giustizia si è messa in moto, e aspettiamo i risultati.



La voce delle istituzioni:

«Se ci sono persone ancora nelle tende non è per colpa nostra ma per la loro volontà di restare vicino alla loro abitazione»  Silvio Berlusconi.

Viareggio:
Dov'eravate il 29 giugno 2009? Cosa avete pensato la mattina successiva? E la mattina dopo ancora? E ieri?

Oggi non se ne parla più, notizia archiviata con la parolina "fatalità", strage che di fatalità ha solo il nome del luogo del disastro. 31 i decessi, indagati nessuno. Famiglie in attesa di una sistemazione, tante.
Risarcimenti zero e trenitalia non ha nemmeno attivato un'asicurazione, "non ci si ritiene responsabili". Nel frattempo i binari di tutt'Italia continuano a vedere deragliamenti ed incidenti fino al più famoso treno che vola in un giardino di un palazzo di Milano. I telegiornali non danno nemmeno più le notizie, treno più, treno meno... Invece si gongola per l'alta velocità che risolverà i problemi dell'italica gente..sempre che non si trovi a passare in una stazione dove il personale ferroviario sia stato mandato a casa e sostituito con un congegno meccanico.
Personale ferroviario, che invece a Viareggio, ed è bene ricordarlo visto che non lo fa nessuno, ha evitato e fermato l'arrivo di un treno passeggeri in stazione. Ma non importa e non conta a quanto pare. 

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Aggiornamento da ilmanifesto del 25/11: la società GATX, proprietaria del convoglio  «ha comunicato a FS di essere pronta a procedere di concerto con gli assicuratori e i periti dei due gruppi alla liquidazione dei gravi danni sofferti a causa dell'incidente dalle vittime, dai loro familiari e dalla popolazione di Viareggio, con l'obiettivo di pervenire in tempi molto brevi a offerte di risarcimento congiunte».
Oltre ad appurare le modalità e la fattività dei risarcimenti si attende ancora VERITA' e GIUSTIZIA.
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La voce delle istituzioni:

“Nel pomeriggio vado a prendere in mano la situazione.” Silvio Berlusconi

Messina:
Dov'eravate l'1 ottobre 2009? Cosa avete pensato la mattina successiva? E la mattina dopo ancora? E ieri?
28 vittime, nessun colpevole. Non se ne parla più. Una denuncia contro ignoti che sta lì. Era successo due anni prima, ma lavori di contenimento non ne sono stati fatti. Pare mancassero fondi. Il 2 ottobre l'annuncio, il ponte di Messina si farà. Il commento lo lascio a voi.
Indagati, nessuno che si sappia.



La voce delle istituzioni:
"Ho sempre rispetto per le parole del Capo dello Stato. Siamo di fronte ad un'altra tragedia immane ma il denaro per mettere in sicurezza tutto il territorio non c'é'". Altero Matteoli

"Il Ponte non è in discussione" Altero Matteoli


Ischia:
Dov'eravate l'10/11/2009? Cosa avete pensato la mattina successiva? E la mattina dopo ancora? E ieri?
Una vittima. Innocente anche lei.
Stessa storia, stessa incuria, stessa notizia sepolta senza approfondimenti.
Rischio idrogeologico, il 70 % dei comuni italiani è a rischio. Che si fa? Nulla. Di che si parla? Di tutt'altro.

Due le parole chiave che hanno in comune queste orride storie, il profitto e la sicurezza.
Il primo esclude qualsivoglia controllo e garanzia sulla seconda.
Sicurezza, parola che vien fuori dai politici ogni 5 minuti, sicurezza.. "non c'è sicurezza nelle strade e nelle città" per colpa del singolo chissà chi, possibilmente straniero.


Dopo 7 mesi possiamo dire che i politici hanno ragione, sicurezza non c'è, dal nord al sud, nelle strade, nei posti di lavoro (altra strage che si consuma TUTTI I GIORNI) non c'è nelle case, nel proprio letto. Ma per colpa di un sistema e di uno Stato che avalla queste scelte. Per colpa di uno Stato colpevole e di un sistema informativo che non denuncia e non tiene alte queste storie, ma che si adopera a fare titoloni o plastici sul singolo criminale. Per alzare toni e polveroni su chiunque non sia parte di un sistema, corrotto, marcio e disumano. Colpa di un sistema informativo che si occupa di queste cose unicamente per fare uno show mediatico senza andare al nocciolo delle questioni. Senza avere il coraggio di dire le cose come stanno, per poi infilare queste stragi in archivio. FATALITA'. L'unica fatalità, sono le coordinate geografiche, poteva succedere ad ognuno di noi, ad ognuno, di noi. Per il resto erano tutte PREVEDIBILI e EVITABILI. Da linciaggio in pubblica piazza.
Ma  si fa presto, le notizie, queste, vengono scavalcate di volta in volta da altro, non necessariamente importante. Notizie passate alla storia. Storia di uno, quattro o sei mesi fa. 



Se chi è colpito direttamente ha anche il diritto di cercare di dimenticare, questo diritto non lo ha il resto del paese, Noi, che proprio in questo momento dovremmo aiutare chi non ha più forza e insistere per loro... per noi. 

Insistere nel cercare dei responsabili, nel superare una volta per tutte la logica macabra del puro profitto, nel tenere accesi i riflettori sugli eventi. Tenere i riflettori sugli omicidi di stato. 

Lo Stato ha colpa, il sistema informativo anche, ma per quanto ci crediamo assolti, siamo lo stesso coinvolti.

Ed ora uno speciale in 27 puntate sul crocifisso nelle scuole e sulle dichiarazioni dell'Onorevole Mussolini. Buona visione.


martedì 10 novembre 2009

I No Tav vincono le elezioni per la Comunità montana




Da Carta.it - [9 Novembre 2009]

I No tav della Val di Susa hanno vinto, domenica 8 novembre, le elezioni della Comunità montana. Che è diventata così un notevole ostacolo all'inutile opera.

Quando si dice «democrazia chilometro zero». I No Tav della Val di Susa hanno vinto, sabato scorso, le elezioni per il presidente, il vicepresidente e il consiglio della nuova Comunità montana, che raggruppa le ex Comunità montane della Bassa e Alta Val di Susa e della Val Sangone. A votare, i consiglieri comunali di tutti i comuni interessati, oltre una quarantina.
Presidente è stato eletto Sandro Plano, ex sindaco di Susa, del Pd e fermamente contrario all’Alta velocità e al tunnel. Plano, oggi assessore a Venaus, ha battuto il candidato del centrodestra Franco Capra per 40 voti: 315 i voti andati al primo, 275 al secondo.
Della maggioranza, 13 consiglieri provengono dalle liste No Tav, che alle ultime amministrative hanno avuto un grande successo, e 13 sono Pd [ma si sa che diversi di loro sono altrettanto contrari alla Tav]. Dunque, la nuova Comunità montana è il nuovo, grande ostacolo che i favorevoli alla Tav si trovano davanti, considerato che i rappresentanti della Valle nell’Osservatorio tecnico sono appunto nominati dalla Comunità montana, e che nel programma della lista Pd-No Tav si dice chiaramente che l’Osservatorio va abolito.
Questo organismo era stato creato, all’indomani della battaglia di Venaus, alla fine del 2004, per tentare di «conquistare» i sindaci a una procedura apparentemente concordata nella progettazione del tunnel di oltre 50 chilometri cui i valsusini si oppongono da una quindicina d’anni. L’Osservatorio, presieduto dall’ingegner Virano, era effettivamente riuscito a spingere i sindaci, e in particolare l’allora presidente della Comunità montana Bassa Val di Susa, Antonio Ferrentino, a scrivere un loro piano, intitolato «Fare», che cercava di dimostrare nella pratica, senza opporre un diniego assoluto, che la Tav lì non si può fare. Ma la tecnica, com’è noto, dipende dalla politica: tanto era bastato per far dire a governo e Regione Piemonte che la valle si era infine piegata, e in questi giorni dovrebbero essere effettuati i carotaggi nel terreno, preliminari al lavoro sul tunnel: gli stessi che qualche anno fa provocarono blocchi, proteste, l’occupazione militare della valle e l’aggressione al presidio di Venaus, poi «riconquistata» da decine di migliaia di persone dopo uno sciopero generale in tutta la valle e il blocco delle autostrade.
Contro i carotaggi, il 31 ottobre, il movimento No Tav ha organizzato una fiaccolata cui hanno partecipato diecimila persone.
Ora la novità è che i No Tav fanno da soli anche nelle istituzioni locali, senza delegare più nulla. E sapendo fare alleanze, quando serve. La lista comune con il Pd locale ha provocato, da parte di quello regionale, minacce di espulsioni dal partito di chi si era alleato con i No Tav, e tutti e tre i candidati alla segreteria del Pd si erano espressi contro la scelta del Pd valsusino. Ieri l’esito del voto. Gianfranco Morgando, segretario regionale del Pd, ha detto oggi alla Repubblica che quella di Plano è «una vittoria sul centrodestra raggiunta con un percorso sbagliato». E ha aggiunto: «Non ho condiviso l’alleanza con i No Tav, che continuo a considerare politicamente inaccettabile. Su questo c’è, come sanno i Valsusini, un netto dissenso. Come ho detto loro in più occasioni, le contraddizioni di questa alleanza sono destinate ad esplodere e a rendere inevitabile il suo superamento».
La prima dichiarazione del nuovo presidente della Comunità montana, Plano, è stata: «Virano ha presentato a Bruxelles il dossier con la proposta di tracciato sostenendo che avesse il via libera della valle e delle amministrazioni. Ma non era vero. Nessuno ha deliberato nulla, anzi! Siamo per il dialogo ma abbiamo molte perplessità sulla piega che ha assunto l’Osservatorio, una piega politica, non tecnica. L’organismo dovrà essere rivisto ed avere un ruolo diverso».

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