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lunedì 24 maggio 2010
martedì 23 febbraio 2010
Calabria: Rifondazione comunista aderisce al No Mafia Day
tratto da melito online - No Mafia Day, il Prc aderisce alla manifestazione del 13 marzo. De Gaetano e Larosa: il “caso Calabria” richiede una grande mobilitazione popolare
Reggio Calabria 22 febbraio 2010. “La gravità del “caso Calabria” è sotto gli occhi di tutti ma stenta ad imporsi come oggetto di riflessione e mobilitazione collettiva. Lo vediamo chiaramente: finita l’emergenza mediatica, spente le telecamere delle tv nazionali, la città di Reggio Calabria è di nuovo rimpiombata sotto una cappa silenziosa in cui, fatta eccezione per alcuni significativi percorsi di sensibilizzazione, l’assuefazione si mescola alla paura e alla rassegnazione.
Quanto accaduto in città e in provincia in poco più di un mese, però, rende inaccettabili sottovalutazioni e operazioni di “normalizzazione”: la bomba alla procura generale di Reggio Calabria, la vergognosa cacciata dei migranti di Rosarno pilotata dalle cosche e l’apertura dei cantieri del Ponte sullo Stretto hanno delineato una situazione straordinaria che richiede un’altrettanto straordinaria capacità di reagire per imporre con forza la vertenza Calabria all’attenzione nazionale. In questa direzione, il “No Mafia Day”, organizzato per il prossimo 13 marzo a Reggio Calabria, può fornire l’occasione giusta per scuotere le coscienze, per dire forte e chiaro da che parte stiamo. Crediamo che l’idea di una grande manifestazione nazionale, libera e partecipata, con una piattaforma programmatica capace di dare spazio e voce a tematiche importanti e condivise, vada accolta e sostenuta con convinzione. Rifondazione comunista lo farà, con un’adesione convinta e fattiva. Lo farà ponendo l’accento sui diritti dei lavoratori e dei migranti, annullati dalla precarietà e dal lavoro nero, sull’agibilità democratica di interi territori calabresi controllati dalle cosche, e, infine, sul grande affare del Ponte sullo Stretto. Su questi grandi temi, fondamentali per il futuro della Calabria, invitiamo fin da adesso iscritti e simpatizzanti ad una grande mobilitazione popolare capace di abbracciare movimenti e associazioni, istituzioni, cittadini e cittadine”.
Nino De Gaetano Antonio Larosa
segretario regionale del Prc segretario provinciale Prc di Reggio Calabria
venerdì 29 gennaio 2010
Reggio Calabria, in piazza solo manifestanti pro Berlusconi

di Gianluca Ursini
“Presidente siamo con te!” Le immagini che vedrete alle ore 13 sul Tg 1 di Minzolini mostreranno 300 giovani tirati a lustro con striscioni che inneggiano a Berlusconi e striscioni dei Circoli della Libertà, venuti a omaggiare il loro presidente del Consiglio.
Siamo in piazza Italia, cuore amministrativo di Reggio Calabria, dove da pochi minuti è arrivato il presidente del Consiglio a presenziare la prima riunione dei Ministri mai tenuta in Calabria. I segretari dei circoli di Catanzaro, Reggio Cosenza, Vibo, Crotone e di altre 15 cittadine calabresi sono stati molto calorosi e si sono mostrati sorridenti alle telecamere nazionali. Ma a un centinaio di metri c’è un’altra Calabria. Quella dei 400 operai del porto di Gioja Tauro che dal 2 febbraio entreranno in Cassa integrazione, senza garanzie di prolungare la misura di sostegno, oltre sei mesi; ci sono centinaia di precari della scuola, e 300 studenti del corso universitario di Servizio Sociale di Locri che hanno visto il loro ateneo decentrato, chiudere per taglio di fondi dalla ministra M.S. Gelmini.
Una Calabria alla quale alle 9.30 è stato negato accesso in Piazza; di fronte il palazzo della Prefettura dove il Governo si riunisce, ci possono stare solo gli ex forzitalioti (e sparute rappresentanze di ex An, come i membri di ‘Giovane Italia’, come si chiamano adesso gli ex Azione Giovani). “Abbiamo chiesto autorizzazione regolare in prefettura tre giorni fa, e ci è stato detto che potevamo manifestare per esprimere le nostre richieste”, spiega Peppe Marra del centro sociale Cartella, Rete Migranti. “La nostra autorizzazione indica espressamente che possiamo stare in piazza di fronte la prefettura, ma da 3 ore ci tengono a distanza dal Palazzo”, spiega Alessio Magro dell’associazione ‘Da Sud’. Il rappresentante locale di Rifondazione Danilo Barreca chiede di parlare con il funzionario incaricato della Digos, Crea: “Perché i giovani di Berlusconi possono spiegare i loro striscioni ‘amorevoli’ in piazza e i lavoratori che non hanno un futuro devono essere tenuti a distanza?”.
“Ah, ma quei signori sono stati invitati personalmente dal Presidente Berlusconi!” è la risposta di un altro responsabile Digos. Un moto di protesta sorge come un ruggito dalla folla di centinaia di disoccupati e precari transennati contro le aiuole del Lungomare da un cordone umano di oltre duecento questurini. “Qui si cerca come al solito di criminalizzare il dissenso, invece di ascoltare la voce di chi perde il lavoro”, sbotta il politico locale. “La piazza è di tutti, non potete tenerci lontani”, grida Aurelio Monte “precario da 14 anni al comune di Melito Porto Salvo” e ‘incazzato’ delle Rdb, Rappresentanze di Base: “Vogliamo lavoro, anche noi dipendenti precari abbiamo i nostri caporali, che sono i funzionari amministrativi”.
Ma come son andate le cose? Un commissario Digos (‘niente nomi per favore’) sostiene che “ci sono disposizioni ben precise su gravi motivi di ordine pubblico” per tenere lontani dalla piazza gran parte dei manifestanti. “Hanno paura che qualcuno tiri al presidente del Consiglio una statuetta con un finto Bronzo di Riace”, scherza un agente che fa da guardaspalle al funzionario. “L’ordine del giorno parla appunto di gravi motivi di sicurezza del Presidente”, chiarisce il funzionario Digos. “Si ma perché alcuni si e altri no?” “Infatti è una situazione anomala, ora cerchiamo di mediare con i signori dei sindacati (Cgil, Cisl hanno le loro bandiere bagnate dalla pioggia sul lungomare) per trovare una soluzione”.
“Noi siamo qui dalle 8 e mezza del mattino,un viaggio di due ore perché la Salerno Reggio è quel che è, e ci siamo svegliati alle 5 per dare il nostro appoggio al nostro presidente, siamo venuti da Catanzaro” spiega Rosario Lucisano del circolo del capoluogo regionale. “Siamo stati regolarmente autorizzati, ha organizzato tutto da Roma il nostro presidente Vallucci da giorni. In questo momento di tensione e dopo quel che è successo a Milano, è forse più prudente che alcuni elementi stiano lontano dal presidente”,dice il coordinatore regionale Emilio Verrengia, che presidia alle 11.30 una cinquantina di superstiti.
“Ha piovuto, alcuni di noi hanno trovato riparo nei bar, ma rimaniamo noi a dare la vicinanza a Berlusconi e per fare capire all’Italia che noi siamo con i magistrati che combattono la Mafia, perché non tutti i magistrati svolgono una azione che interferisce con il potere esecutivo, ma parecchi sono apprezzati dal Governo”. Sulla Gazzetta del Sud, giornale il cui editore è anche consigliere della società ‘Ponte sullo Stretto Spa’, stamane c’era una lettera di Berlusconi ai calabresi: “Prometto di sconfiggere la 'ndrangheta con questo Governo”. “Certo che ce la farà il presidente, ribattono i responsabili regionale e provinciale dei Circoli – non avete visto che questo Governo ha il record di sequestri di beni e di arresti di latitanti?”
“Ragazzi, per adesso dovete sgomberare, ci vediamo alle 15 30” una voce alle spalle interrompe il colloquio tra fan di Berlusconi e cronisti. “Adesso da qui dovete andarvene, andate a mangiar un boccone e ci rivediamo dopo”, un alto dirigente Digos nazionale con pesante accento romano e grisaglia ministeriale invita tutti a rientrare dopo la fine della riunione di Governo. La soluzione è stata trovata: molti colleghi delle tv calabresi ronzavano intorno gli slogan dei Circoli della Libertà e da bravi cronisti ponevano tutti la stessa domanda: “Ma perché voi si e i cassintegrati No?”. Meglio fare pari e patta, tutti a debita distanza, e lontani dagli occhi dei giornalisti.
Siamo in piazza Italia, cuore amministrativo di Reggio Calabria, dove da pochi minuti è arrivato il presidente del Consiglio a presenziare la prima riunione dei Ministri mai tenuta in Calabria. I segretari dei circoli di Catanzaro, Reggio Cosenza, Vibo, Crotone e di altre 15 cittadine calabresi sono stati molto calorosi e si sono mostrati sorridenti alle telecamere nazionali. Ma a un centinaio di metri c’è un’altra Calabria. Quella dei 400 operai del porto di Gioja Tauro che dal 2 febbraio entreranno in Cassa integrazione, senza garanzie di prolungare la misura di sostegno, oltre sei mesi; ci sono centinaia di precari della scuola, e 300 studenti del corso universitario di Servizio Sociale di Locri che hanno visto il loro ateneo decentrato, chiudere per taglio di fondi dalla ministra M.S. Gelmini.
Una Calabria alla quale alle 9.30 è stato negato accesso in Piazza; di fronte il palazzo della Prefettura dove il Governo si riunisce, ci possono stare solo gli ex forzitalioti (e sparute rappresentanze di ex An, come i membri di ‘Giovane Italia’, come si chiamano adesso gli ex Azione Giovani). “Abbiamo chiesto autorizzazione regolare in prefettura tre giorni fa, e ci è stato detto che potevamo manifestare per esprimere le nostre richieste”, spiega Peppe Marra del centro sociale Cartella, Rete Migranti. “La nostra autorizzazione indica espressamente che possiamo stare in piazza di fronte la prefettura, ma da 3 ore ci tengono a distanza dal Palazzo”, spiega Alessio Magro dell’associazione ‘Da Sud’. Il rappresentante locale di Rifondazione Danilo Barreca chiede di parlare con il funzionario incaricato della Digos, Crea: “Perché i giovani di Berlusconi possono spiegare i loro striscioni ‘amorevoli’ in piazza e i lavoratori che non hanno un futuro devono essere tenuti a distanza?”.
“Ah, ma quei signori sono stati invitati personalmente dal Presidente Berlusconi!” è la risposta di un altro responsabile Digos. Un moto di protesta sorge come un ruggito dalla folla di centinaia di disoccupati e precari transennati contro le aiuole del Lungomare da un cordone umano di oltre duecento questurini. “Qui si cerca come al solito di criminalizzare il dissenso, invece di ascoltare la voce di chi perde il lavoro”, sbotta il politico locale. “La piazza è di tutti, non potete tenerci lontani”, grida Aurelio Monte “precario da 14 anni al comune di Melito Porto Salvo” e ‘incazzato’ delle Rdb, Rappresentanze di Base: “Vogliamo lavoro, anche noi dipendenti precari abbiamo i nostri caporali, che sono i funzionari amministrativi”.
Ma come son andate le cose? Un commissario Digos (‘niente nomi per favore’) sostiene che “ci sono disposizioni ben precise su gravi motivi di ordine pubblico” per tenere lontani dalla piazza gran parte dei manifestanti. “Hanno paura che qualcuno tiri al presidente del Consiglio una statuetta con un finto Bronzo di Riace”, scherza un agente che fa da guardaspalle al funzionario. “L’ordine del giorno parla appunto di gravi motivi di sicurezza del Presidente”, chiarisce il funzionario Digos. “Si ma perché alcuni si e altri no?” “Infatti è una situazione anomala, ora cerchiamo di mediare con i signori dei sindacati (Cgil, Cisl hanno le loro bandiere bagnate dalla pioggia sul lungomare) per trovare una soluzione”.
“Noi siamo qui dalle 8 e mezza del mattino,un viaggio di due ore perché la Salerno Reggio è quel che è, e ci siamo svegliati alle 5 per dare il nostro appoggio al nostro presidente, siamo venuti da Catanzaro” spiega Rosario Lucisano del circolo del capoluogo regionale. “Siamo stati regolarmente autorizzati, ha organizzato tutto da Roma il nostro presidente Vallucci da giorni. In questo momento di tensione e dopo quel che è successo a Milano, è forse più prudente che alcuni elementi stiano lontano dal presidente”,dice il coordinatore regionale Emilio Verrengia, che presidia alle 11.30 una cinquantina di superstiti.
“Ha piovuto, alcuni di noi hanno trovato riparo nei bar, ma rimaniamo noi a dare la vicinanza a Berlusconi e per fare capire all’Italia che noi siamo con i magistrati che combattono la Mafia, perché non tutti i magistrati svolgono una azione che interferisce con il potere esecutivo, ma parecchi sono apprezzati dal Governo”. Sulla Gazzetta del Sud, giornale il cui editore è anche consigliere della società ‘Ponte sullo Stretto Spa’, stamane c’era una lettera di Berlusconi ai calabresi: “Prometto di sconfiggere la 'ndrangheta con questo Governo”. “Certo che ce la farà il presidente, ribattono i responsabili regionale e provinciale dei Circoli – non avete visto che questo Governo ha il record di sequestri di beni e di arresti di latitanti?”
“Ragazzi, per adesso dovete sgomberare, ci vediamo alle 15 30” una voce alle spalle interrompe il colloquio tra fan di Berlusconi e cronisti. “Adesso da qui dovete andarvene, andate a mangiar un boccone e ci rivediamo dopo”, un alto dirigente Digos nazionale con pesante accento romano e grisaglia ministeriale invita tutti a rientrare dopo la fine della riunione di Governo. La soluzione è stata trovata: molti colleghi delle tv calabresi ronzavano intorno gli slogan dei Circoli della Libertà e da bravi cronisti ponevano tutti la stessa domanda: “Ma perché voi si e i cassintegrati No?”. Meglio fare pari e patta, tutti a debita distanza, e lontani dagli occhi dei giornalisti.
da L'unità
Lo striscione campeggia sul lungomare Falcomatà dove è in corso un sit-in di protesta organizzato dai sindacati e da associazioni e movimenti contro la politica del governo nazionale.
da l'Unità
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Nino De Gaetano (Prc): insieme con un candidato unitario per battere il centrodestra che oscura il dissenso e il disagio
“C’è un rischio da scongiurare per il futuro della Calabria e lo “spettacolo” in favore delle telecamere cui abbiamo assistito oggi, in occasione del Cdm a Reggio Calabria, ne conferma ancora una volta tutto il suo potenziale. Mentre la claque dei giovani dei circoli di Forza Italia garantiva il siparietto di benvenuto al presidente Berlusconi, sotto lo sguardo compiaciuto del candidato Governatore del Pdl Scopelliti, associazioni, sindacati, rappresentanti dei lavoratori e semplici cittadini sono stati semplicemente “oscurati”: per non turbare la passerella dei ministri, in particolare, si è messo il silenziatore al disagio che i lavoratori portuali di Gioia Tauro o i precari della scuola intendevano rappresentare pacificamente e legittimamente al Governo italiano. Si tratta di un brutto segnale che rivela l’autentica natura di un centrodestra infastidito dal dissenso, recalcitrante al confronto, dall’indole antidemocratica. Lo stesso centrodestra candidato alla guida della Calabria, dopo averla per mesi spogliata di finanziamenti e posti di lavoro.
Contro questa prospettiva disastrosa siamo chiamati ad unire tutte le forze in campo. In particolare rivolgiamo il nostro appello ad Italia dei Valori e Pippo Callipo affinché, insieme, si possa costruire una forte alternativa politica fondata su un’ampia coalizione e un candidato unitario. A queste condizioni battere le destre è possibile, oltre che necessario. L’alternativa significherebbe, infatti, consegnare la Calabria a quelli che oggi, senza averne i titoli, sventolano in lungo e in largo per la regione la patente di salvatori della Patria, senza aver mai mosso un dito di fronte alle scelte antimeridionali del Governo Berlusconi”.
martedì 26 gennaio 2010
Nino De Gaetano, Prc: serve una reazione collettiva per respingere l’assalto delle cosche
“I segnali sono ormai inequivocabili e univoci. Quella messa in atto dalle cosche della ‘ndrangheta contro la magistratura reggina è un’autentica strategia di assedio, un attacco senza precedenti contro chi è impegnato in un’azione di contrasto evidentemente capace di preoccupare, per la sua efficacia, la criminalità organizzata calabrese. La bomba all’ingresso della Procura generale reggina, l’auto caricata di armi ed esplosivi in concomitanza con la visita del Presidente Napolitano e, da ultime, le minacce al sostituto procuratore Giuseppe Lombardo costituiscono altrettanti tasselli di un complessivo piano del terrore che sta imponendo un clima pesantissimo sulla città dello Stretto”. Lo dichiara il segretario regionale di Rifondazione comunista e presidente della Commissione regionale antimafia Nino De Gaetano. “Rivolgo al pm Lombardo la mia solidarietà personale e istituzionale nella convinzione che i magistrati non possano essere lasciati soli a raccogliere questa sfida aperta e arrogante delle cosche.
La battaglia per difendere la sovranità territoriale delle istituzioni democratiche – perché è di questo che a Reggio Calabria si sta ormai parlando – non può infatti essere demandata solo ad investigatori ed inquirenti. Lo hanno capito i reggini spontamente scesi in strada il 3 gennaio per manifestare solidarietà ai magistrati. Lo sa bene il Presidente Napolitano che nel corso della sua visita a Reggio Calabria ha richiamato i calabresi ad una maggiore capacità di mobilitazione. Accanto al lavoro dei magistrati, dunque, serve come non mai una convinta reazione collettiva capace di affermare, forte e chiaro, che Reggio appartiene ai suoi cittadini onesti”
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giovedì 21 gennaio 2010
Reggio Calabria: Anniversario Partito Comunista Italiano
Sono passati 89 anni dalla data di fondazione del Partito Comunista d’Italia, avvenuta a Livorno il 21 gennaio 1921. Da quel momento in avanti si è dipanata una storia di eroismo, di sacrificio, di fedeltà agli ideali di uguaglianza, solidarietà , fratellanza e libertà.
Il Partito Comunista è il partito che, di più d’ogni altro partito, ha pagato il contributo più alto di sangue innocente nella lotta per liberare l’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.
I comunisti sono stati in prima fila nelle lotte per la difesa della Costituzione e il riscatto del Mezzogiorno e della Calabria.
I Comunisti Italiani sono orgogliosi della loro storia interamente dedicata a migliorare le condizioni di vita delle classi lavoratrici.
Hanno, soltanto, il rammarico di non essere riusciti a completare l’opera di trasformazione sociale dell’Italia e soprattutto del Mezzogiorno.
Per questo si accingono a celebrare solennemente l’89° anniversario della nascita del Partito con una manifestazione pubblica che si svolgerà giovedì 21 gennaio a Bova Marina, alle ore 17.30, presso l’Auditorium dell’Irsecc sito in Piazza Municipio.
Alla manifestazione interverranno: Massimo Canale, segretario provinciale dei Comunisti Italiani, Nino De Gaetano, segretario regionale di Rifondazione Comunista, Mommo Tripodi, presidente provinciale dei Comunisti Italiani, Pasquino Crupi, meridionalista, e Michelangelo Tripodi, segretario regionale dei Comunisti Italiani.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.
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mercoledì 13 gennaio 2010
lunedì 11 gennaio 2010
Prc - "Chiediamo scusa ai migranti"
Chiediamo scusa ai nostri fratelli migranti, a uomini e donne venuti nella nostra terra a lavorare, a costruire un futuro, ad abbracciare una speranza, e invece scacciati violentemente dopo mille umiliazioni, mille ingiustizie, mille soprusi.
Chiediamo scusa ai ragazzi maghrebini, centroafricani, asiatici e di ogni altro luogo del mondo, per non averli sostenuti nel loro sforzo d’integrazione, per averli lasciati soli dinanzi all’arroganza indegna del profitto, del caporalato, della ‘ndrangheta.
Chiediamo scusa ai lavoratori stranieri, nostri concittadini, perché non abbiamo saputo – noi, uomini e donne di sinistra, militanti politici, rappresentanti istituzionali – difendere la legalità repubblicana, non abbiamo saputo imporre (nonostante le denuncie fatte, le segnalazioni effettuate, le posizioni pubbliche assunte) l’intervento delle istituzioni a difesa della salute, dei diritti e della dignità dei nostri fratelli migranti.
Chiediamo scusa anche ai cittadini di Rosarno e di ogni altro luogo di Calabria dove comanda la ‘ndrangheta, perché non siamo stati capaci di costruire insieme a loro accoglienza vera, perché li abbiamo lasciati soli permettendo il lento maturare di un razzismo strisciante, perché abbiamo delegato alla mafia il controllo del territorio e la regolazione dei rapporti sociali.
Chiediamo scusa anche per chi – sempre più arrogante, sempre più ottuso – non lo farà mai, per i ministri che trasformano gli aggrediti in aggressori, per i personaggi politici che costruiscono carriere e fortune politiche sulla paura e sull’intolleranza, per autorità istituzionali che chiudono gli occhi dinanzi a tale scempio della legge e dell’umanità.
Chiediamo scusa, e lo facciamo con la morte nel cuore e nella mente, perché siamo stati fisicamente vicini ai nostri fratelli migranti, li abbiamo aiutato con azioni di solidarietà concreta, abbiamo parlato con loro, abbiamo ascoltato le storie da cui provengono, abbiamo visitato i luoghi della loro miseria. Ma, in questi anni, non ce l’abbiamo fatta comunque.
Davvero, non ce l’abbiamo fatta ad assolvere ai nostri compiti. Avremmo dovuto fare della Calabria terra d’accoglienza e di inclusione, tuffandoci nella nostra storia fatta di meticciato, di ospitalità contadina, di incontro fra culture diverse. Avremmo dovuto fare della Calabria tutta una grande Riace, trasformando i migranti nella più grande risorsa e speranza della nostra terra. Ma, ad oggi, noi comunisti e noi democratici, noi calabresi onesti, abbiamo perso.
Forse, è davvero tardi. Forse, servirà a poco. Ma noi crediamo che la Calabria democratica e solidale abbia ancora la possibilità di ritrovarsi, di segnare un nuovo inizio. Quanto successo a Rosarno in questi giorni merita di non essere dimenticato per nessuna ragione al mondo, merita di essere scolpito nei cuori e nelle menti di tutte le persone di buona volontà.
Per queste ragioni, facciamo appello ai rappresentanti istituzionali, ai partiti politici, alle forze associative e sindacali, al mondo cattolico, ai singoli individui, perché costruiamo insieme una grande manifestazione anti-razzista a Rosarno, un appuntamento pubblico di solidarietà e di rivendicazione, un’occasione per ricostruire una speranza d’accoglienza per i migranti e una speranza di riscatto per la coscienza democratica dei cittadini rosarnesi e calabresi.
Facciamolo davvero, mettiamo le nostre facce e le nostre voci in piazza. Contro l’ingiustizia, contro l’assenza dello stato e della democrazia, contro la ‘ndrangheta.
Il Segretario Provinciale PRC
Antonio Larosa
domenica 10 gennaio 2010
De Gaetano, Prc: "Chiarezza per i lavoratori portuali di Gioia Tauro"
Reggio Calabria 09 gennaio 2010 Deve essere chiara l’Mct, indicando ai sindacati quali strategie di rilancio intenda mettere in campo a Gioia Tauro, e deve essere chiaro l’impegno di tutte le istituzioni nella valorizzazione di una delle poche realtà d’eccellenza della Calabria, frenata da non pochi ostacoli logistici (collegamenti ferroviari, in primis) che ne limitano da sempre le reali possibilità di crescita. Pianificare insieme – sindacati, impresa e istituzioni – il futuro di Gioia Tauro non è più rinviabile ora che quel futuro sembra a rischio”.
L’ufficio stampa
domenica 20 dicembre 2009
Diliberto elogia Tripodi: «Quello che lui dice in Calabria per me è vangelo»
da Gazzett DEL SUD Domenico Malara
«Quello che in Calabria decide Michelangelo Tripodi, a me va bene a Roma». Parole e musica di Oliviero Diliberto, illider maximo dei Comunisti italiani, ieri a Reggio per partecipare al dibattito sul tema "Il Pdci, la Federazione della sinistra, la Calabria, il Mezzogiorno".
Parole che non possono che inorgoglire il numero uno dei Comunisti italiani in Calabria, che dimostra di avere le idee ben chiare sulle posizioni da tenere alle prossime elezioni regionali. «Appoggeremo il centrosinistra – sostiene Tripodi – ma non parteciperemo alla pantomima delle primarie, dove i candidati appartengono tutti all'area bersaniana del Pd. È una presa in giro per i nostri elettori e un modo per spillargli soldi, al quale noi non ci stiamo».
Soffermandosi con i giornalisti, Diliberto spazia su più temi: dalla situazione politica nazionale al Mezzogiorno, dalla Federazione della sinistra al Ponte sullo Stretto, fino alle elezioni regionali in Calabria. «Nel Paese – afferma il segretario nazionale del Pdci – si respira un clima molto pesante. Berlusconi si chiede perché tanto odio nei suoi confronti. Beh, dovrebbe fare un bell'esame di coscienza, perché sono anni che lui sparge odio».
Sulla neonata Federazione della sinistra Diliberto sprizza gioia da tutti i pori. «È una grande soddisfazione – afferma – vedere, dopo undici anni, i Comunisti italiani e Rifondazione comunista rimettersi insieme. Personalmente sto coronando un sogno perché mi batto per questa cosa da molto tempo. È sono orgoglioso che questo avvenga dalla Calabria, la regione italiana dove c'è la più alta percentuale di comunisti, se si pensa che alle ultime elezioni europee abbiamo sfiorato l'8%».
Merito di un gruppo dirigente che ha in Tripodi un leader indiscusso e pragmatico, così come ammette lo stesso Diliberto. «Michelangelo si merita di tutto e di più, a cominciare da una sua riconferma alla Regione. Se in Calabria si continuerà ad andare avanti con Loiero – afferma il segretario nazionale del Pdci parlando delle prossime regionali –, lo decideranno i compagni del centrosinistra calabrese. Il mio giudizio sull'operato di Loiero è estremamente positivo, anche se credo che debbano essere due le caratteristiche per guidare una Regione: la prima è riuscire a tenere insieme la coalizione, la seconda è quella di essere vincenti con un candidato vincente».
Il segretario dei Comunisti italiani critica senza mezze misure l'operato del governo Berlusconi, colpevole di avere tagliato qualsiasi finanziamento previsto per la Calabria e per il Mezzogiorno in generale. E sul Ponte non ha dubbi: «È un'opera inutile, per la quale si stanno già spendendo un mucchio di soldi. L'idea di costruirlo contraddice qualunque buon senso. Se uno vuole passare sul Ponte, come ci arriva a Reggio nelle condizioni in cui si trova l'A3 e con i treni che si fermano a Lamezia? Insomma, parafrasando don Rodrigo nei Promessi Sposi, questo Ponte non s'ha da fare».
Al dibattito, svoltosi al Centro civico di Ravagnese, oltre a Tripodi e Diliberto hanno partecipato anche il segretario regionale del Prc Nino De Gaetano, il segretario provinciale del Pdci Massimo Canale, il meridionalista Pasquino Crupi e il docente universitario Tonino Perna. Tutti concordi nel sostenere che solo una sinistra unita può tornare ad essere protagonista nell'agorà della politica. «Oggi c'è un forte bisogno di meridionalismo – incalza Crupi – e un'opposizione tenace per contrastare il governo di centrodestra. Le regionali sono un punto cruciale per noi: o battiamo Berlusconi oppure continuerà a governare ancora per anni».
Infine è De Gaetano a rilanciare il ruolo centrale dei comunisti e lo fa punzecchiando Di Pietro: «Vuole dimostrare che l'unica opposizione in Italia la fa lui. È assolutamente falso. L'unica vera opposizione a Berlusconi siamo noi».
domenica 13 dicembre 2009
Sondaggio Regionali Calabria. Udc ago della bilancia. Per i comunisti una possibile conferma.
sondaggio online tratto da Il Liberale
Il voto ai Partiti alle regionali
(var. rispetto al 31 ottobre 2009)
CENTRO DESTRA: 43,5% (-1,5%)
- POPOLO DELLA LIBERTA': 34,0% (-2,0%)
- MPA: 3,0% (-0,5%)
- LA DESTRA, F.TRIC: 2,0% (INV)
- Altri CDX (Udeur, NPSI, etc): 4,5 (+1,0%)
CENTRO SINISTRA: 44,0% (-0,5%)
- PARTITO DEMOCRATICO: 24,0% (-1,0%)
- ITALIA DEI VALORI: 8,5% (INV)
- COMUNISTI (RC, PDCI): 4,5% (+0,5%)
- SIN. E LIB. (incl. PS, Verdi): 4,0% (INV)
- Altri CSX: 3,0% (INV)
CENTRO: 12,5% (+2,5%)
- UNIONE DI CENTRO: 9,5% (-0,5%)
- ALLEANZA X L'ITALIA: 3,0% (+3,0%)
ALTRI : 0,0% (-0,5%)
Sondaggi Regionali del 22 Luglio 2009
Sondaggi Regionali del 29 Agosto 2009
Sondaggi Regionali del 16 Settembre 2009
Sondaggi Regionali del 31 Ottobre 2009
Candidati Presidente
Scopelliti (CDX) 46,0% (INV)
Callipo (CSX): 42,0% (-2,0%)
Candidato UDC (UDC): 12,0% (+2,0%)
Prc, Calabria: "Pronto progetto legge per lavoratori ex Why Not"
Il gruppo regionale di Rifondazione comunista ha presentato un progetto di legge finalizzato al reimpiego dei lavoratori precari impegnati fino al 2008 nei servizi esternalizzati della Regione. Il provvedimento - è detto in un comunicato del Prc - sarà discusso in aula nel corso della prossima seduta del Consiglio regionale fissata per mercoledì 16 dicembre e prevede un'integrazione della legge n.28 del 14 agosto 2008, varata dalla Regione proprio per tutelare i lavoratori impiegati fino al 31 dicembre 2008 nei servizi amministrativi e di gestione del patrimonio. "Nel giugno del 2008 - afferma il capogruppo regionale del Prc, Nino De Gaetano, firmatario della proposta - quasi trecento lavoratori (ex Why not) sono stati licenziati dopo dieci anni di impiego 'precario' e inutilmente si è finora tentato di rispondere al loro comprensibile grido d'aiuto. Oggi che stanno per scadere gli ammortizzatori sociali di cui godono come unica forma di sostegno, è davvero indispensabile raggiungere l'obiettivo. Per questa ragione Rifondazione comunista ha deciso di proporre un progetto che, integrando la legge n.28/2008, avvii un percorso di reimpiego puntando alla loro definitiva stabilizzazione". "Nello specifico - prosegue De Gaetano - prevediamo che, attraverso l'ente strumentale 'Azienda Calabria Lavoro', la Regione attivi una serie di progetti destinati al riordino del proprio patrimonio immobiliare, al monitoraggio delle rete idrografica calabrese e al supporto alle attività amministrative. Gli impiegati saranno inquadrati con contratti di lavoro a tempo determinato di durata biennale e con facoltà di proroga fino al completamento. La copertura finanziaria, infine, sarà garantita per il primo anno dai 4,2 milioni di euro già individuati a questo scopo nel Bilancio regionale, e per gli anni successivi con apposite variazioni in Bilancio". "L'auspicio di Rifondazione comunista - conclude De Gaetano - è che dalla prossima seduta del Consiglio regionale possa uscire una risposta concreta e positiva per questi calabresi in difficoltà". (ANSA)
giovedì 3 dicembre 2009
Il PRC dalla parte dei lavoratori Omeca
Rifondazione Comunista parteciperà al corteo di protesta dei lavoratori OMECA di domani giovedì 3 Dicembre, che si inserisce nello stato di agitazione conseguente all’incontro romano con i vertici di Ansaldo Breda. La nostra partecipazione, che vedrà la presenza dei vertici locali del partito, dal segretario regionale Nino De Gaetano a quello provinciale Antonio Larosa, dal capogruppo provinciale Omar Minniti a quello comunale Demetrio Delfino, vuole essere un segno di vicinanza e di solidarietà reali ai lavoratori dello stabilimento di Torre Lupo, vittime sacrificali delle scelte nord-centriche di Trenitalia Spa (non a caso, anche Palermo e Napoli conosceranno una disastrosa riduzione di personale).
Quello di Reggio Calabria rappresenta uno dei quattro stabilimenti Ansaldo Breda specializzati nella realizzazione di veicoli per i trasporti di massa, un’autentica eccellenza produttiva e professionale, che meriterebbe un’attenzione assai più concreta da parte del “committente naturale”, ovvero Trenitalia Spa. Proseguire sulla strada dei licenziamenti, quindi, per favorire altre realtà e/o altri progetti produttivi, oltre che un’ingiustizia palese nei confronti di uno stabilimento dalle grandi potenzialità, costituirebbe un colpo devastante per il già fragilissimo tessuto economico ed occupazionale di Reggio Calabria. Siamo in sintonia con il comunicato delle forze sindacali e delle RSU: quello di Torre Lupo non è una difesa corporativa, è un problema che coinvolge l’intera società civile reggina.
L’auspicio e l’impegno di Rifondazione Comunista è quello di un intervento forte della politica, di un’azione concreta da parte delle istituzioni preposte che possa garantire la continuità e l’implementazione dell’occupazione Omeca a Reggio Calabria. Con umiltà e con coerenza, faremo la nostra parte e sosterremo le ragioni dei lavoratori in lotta.
| Il Segretario Provinciale Antonio Larosa | | Il Resp. Prov. LavoroFilippo Burrone |
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