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giovedì 1 aprile 2010

Pdci- da De Magistris proposta interessante


"Da De Magistris proposta di grande interesse. C'è bisogno di vera sinistra e tutto ciò che va nella direzione dell'unità ci trova disponibili. L'alternativa a questa destra rozza ed eversiva va costruita sul terreno della concretezza e dell'idealità.D'ora in poi a sinistra non si può più sbagliare. Occorre serietà e coerenza: fare ciò che si dice e dire ciò che si fa. Senza abiure e cancellazione delle identità. Un vecchio insegnamento dalla carica più moderna che mai. L'esito del voto delle regionali ci offre un'opportunità che va colta senza indugi, noi siamo pronti". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI-Federazione della sinistra, a commento di quanto affermato oggi da Luigi De Magistris in un'intervista a 'Il Fatto quotidiano", secondo cui "serve una seconda gamba del centro-sinistra accanto al Pd"
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mercoledì 17 febbraio 2010

Il bavaglio scientifico alle intercettazioni

Le procure di Palermo, Caltanissetta, Firenze e Milano impegnate sullo stragismo mafioso degli anni 90 e sul rapporto fra pezzi deviati di Stato e Cosa Nostra. Il processo a Dell’Utri, le dichiarazioni di Ciancimino relative alla nascita di Fi e alla trattativa, la memoria ritrovata in ritardo da tanti. E’ un periodo delicato per il Paese, mentre la ‘ndrangheta è sempre più liquida, capace di infiltrarsi nelle pieghe istituzionali e accrescere il potere economico. Mai come ora vigilanza e lotta alle mafie dovrebbero vedere il massimo impegno del Governo. Invece ecco in cantiere il ddl Valentino, che modifica gli art.192 e 195 del codice di procedura penale sulle dichiarazioni nei processi, e il ddl intercettazioni, già approvato alla Camera. Provvedimenti che se fossero stati in vigore al tempo di Falcone e Borsellino non avrebbero consentito la loro attività.

Le intercettazioni, stabilisce il ddl, sono possibili solo in caso di «evidenti indizi di colpevolezza» e «non possono esser usate in procedimenti diversi da quelli in cui sono state disposte». Fanno eccezione mafia e terrorismo per cui bastano «sufficienti indizi di reato». Tempi contingentati per realizzarle, con maggiore disponibilità sempre per mafia e terrorismo. L’ok per disporle non è più affidato ad un solo un giudice, ma ad un collegio. Con un articolo e 35 commi il Governo le annulla, insieme alla cronaca giudiziaria cancellata dal divieto fatto ai giornalisti di pubblicarle fino alla conclusione delle indagini preliminari. Se si contravviene, pene severe ai giornalisti e multe salate agli editori. Non si deve sapere, ma soprattutto indagare. Le intercettazioni sono un mezzo di ricerca della prova per individuare l’autore del reato: con questa legge si possono fare se l’autore è stato già individuato. Illogico.

Non va poi dimenticato che i processi di mafia come quelli finanziario-politici (Antonveneta e Unipol), sono nati anche grazie alle intercettazioni. Alle indagini sul crimine organizzato, poi, si arriva spesso attraverso intercettazioni relative a reati satelliti e lo scambio di questo materiale probatorio è prezioso nei procedimenti. Gli alibi del ddl sono l’abuso e il costo. Alibi appunto, perché l’esecutivo per evitare il primo nega le intercettazioni (che in Italia sono al massimo 20mila l’anno), per limitare il secondo, invece, prepara il terreno alla grande abbuffata di Finmeccanica, che per mezzo di società controllate rischia di conquistare il settore, schierando una squadra di dirigenti non estranea a scandali come quello Telecom. Il ddl Valentino, infine, è un’ombra minacciosa che alcuni ministri sconfessano e altri difendono. Visto il curriculum dell’esecutivo, probabile sia varato. Due articoli che prevedono che le dichiarazioni nei processi abbiano «valore probatorio o di indizio solo in presenza di specifici riscontri esterni»: in quel solo c’è tutto l’inganno. Altre dichiarazioni di collaboratori non sono considerate riscontri esterni. Inoltre si stabilisce che esse siano «inutilizzabili anche in caso di riscontri meramente parziali». Se fosse stato così, l’aula dell’Ucciardone allestita da Falcone e Borsellino sarebbe rimasta vuota.
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lunedì 30 novembre 2009

De Magistris: Mafia Dell'Utri non può essere solo esterno




Roma. "Se il coinvolgimento di un politico o di un imprenditore con le associazioni mafiose non è di tipo occasionale, bensì un contributo causale di un certo rilievo non si può più parlare di concorso esterno ma di una partecipazione attiva al delitto che fa riferimento al 416bis".
Lo ha detto Luigi de Magistris, parlamentare europeo dell'Italia dei Valori, alla trasmissione Klauscondicio condotta da Klaus Davi, commentando le ultime rivelazioni dei pentiti sui presunti coinvolgimenti del senatore Marcello Dell'Utri nell'attività della cosca dei Brancaccio. "Detto questo, vorrei ribadire - dice - che le inchieste le fa la magistratura e i pm sono gli unici titolati a dare giudizi di valore sugli sviluppi di una inchiesta. Osservo tuttavia che Dell'Utri è stato già condannato a 9 anni in primo grado per concorso in fatti relativi al 416 bis, quindi non parliamo di sospetti e illazioni. Se le indagini dovessero dimostrare un rapporto organico fra dell'Utri in qualità di rappresentante di Forza Italia e la galassia mafiosa, non c'é dubbio che non si tratterebbe di un coinvolgimento 'esterno'' "Mai come in questo periodo - ha aggiunto De Magistris - abbiamo le condizioni ideali per raggiungere una verità processuale importante perché più procure della Repubblica stanno lavorando con magistrati di acclarata onesta. Quindi, lasciamoli lavorare in tutte le direzioni investigative anche in quella di presunti rapporti fra dell'Utri e la ndrangheta. C'é ansia di giustizia e verità". "Non ho dubbi che con la frase 'Mangano e' un eroé Dell'Utri intendeva lanciare un messaggio al pubblico giovane, vale a dire 'Viva la Mafia'. Lo stesso dicasi per Berlusconi quando dice che strozzerebbe gli ideatori della Piovra, intende la stessa cosa. Comunque Dell'Utri non è mai stato 'scaricato' da Berlusconi", ha concluso De Magistris


giovedì 19 novembre 2009

De Magistris: "Prc e IdV pilastri di una alternativa al Berlusconismo"



tratto da Liberazione.it
Dino Greco Cosimo Rossi
«Sono convinto che Idv e Prc siano due pilastri fondamentali della vera alternativa al berlusconismo». Per Luigi De Magistris la convergenza realizzata sul "No B day" è destinata «a svilupparsi» nella prospettiva delle regionali e della costruzione dell'alternativa alla destra.
L'ex pm, eurodeputato indipendente dell'Idv, considera infatti l'appuntamento del 5 dicembre una scommessa «importante», in quanto «realizza un incontro tra web, piazza, forze politiche e sociali, movimenti contro il disegno autoritario di Berlusconi». E considera «un errore» la mancata adesione da parte del Pd.


In questo momento della vita del paese il principio secondo cui la legge è al di sopra degli uomini risulta completamente capovolto, in quanto un uomo, Berlusconi, si pone al di sopra della legge. C'è un elemento di continuità nella sua scelta di passare dalla toga al parlamento europeo?
Se non ci fossero stati provvedimenti nei miei riguardi, io avrei voluto continuare a fare il magistrato, il lavoro che ho sempre sognato. Dimettermi mi è costato un profondo dolore. Ciò premesso, la bussola rimane la stessa. E da questo punto di vista riconosco che la politica è il terreno principe per realizzare davvero la trasformazione sociale: diritti e giustizia, secondo me, sono l'aspetto centrale di questa azione politica. Credo che l'architrave di un programma politico debba essere non solo la difesa della Costituzione, ma la sua concreta attuazione.




Ad esempio, in quali ambiti?
A cominciare dall'articolo 1: "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro". Ebbene: il lavoro ancora oggi molti non ce l'hanno, per altri è precario, molti lo perdono, altri ancora lo hanno ma come privilegio o raccomandazione. Eppoi l'articolo 3, in tutti i suoi aspetti. Abbiamo discusso per mesi del lodo Alfano, quando l'art. 3 è chiarissimo nell'affermare che la legge è uguale per tutti. Ma penso anche alla sua seconda parte, cioè l'uguaglianza senza distinzioni o condizioni. E soprattutto alla terza parte, secondo cui è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli che di fatto rendono i cittadini diseguali. Non si possano risolvere le questioni italiane per via giudiziaria. Un'alternativa programmatica di centrosinistra può prendere corpo proprio a partire dall'attuazione della Costituzione.


L'altra faccia della via giudiziaria è la ciclica riproposizione del dialogo sulle riforme costituzionali…
Sono convinto che con Berlusconi non si possa aprire nessun dialogo politico e istituzionale. Perché Berlusconi, e i centri di potere di matrice piduista a lui vicini, hanno un obiettivo: annientare la democrazia come si è intesa finora; un presidenzialismo populista; l'eliminazione di tutti i contrappesi costituzionali o un loro fortissimo condizionamento; un substrato culturale a questo regime attraverso lo smantellamento della scuola, dell'università e della ricerca pubbliche; l'aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche, attraverso l'incremento del divario tra una borghesia mafiosa sempre più ricca e i due terzi della popolazione sempre più indigente. Questo è il futuro del berlusconismo. Che è già ora.
Perciò la manifestazione del 5 dicembre è molto importante. Innanzitutto perché legittima sul piano politico il mondo della rete, che è riduttivo considerare solo virtuale, in quanto dietro ogni pc c'è un essere umano. In secondo luogo perché realizza un incontro tra web, piazza, forze politiche e sociali, movimenti contro quel disegno autoritario che può perdurare oltre Berlusconi.
Il fatto che il Pd non aderisca adducendo per motivazione che esso le manifestazioni le promuove, mi sembra una questione di lana caprina. Si tratta, invece, di una grande occasione. Così, tra l'altro, si diraderebbero quelle nebbie in cui può mimetizzarsi chi nel Pd pensa si possa ancora inciuciare con Berlusconi.


L'incontro tra Idv e Prc a partire da questo 5 dicembre è da considerarsi episodico o può avere ulteriori sviluppi?
Io sono convinto che Idv e Prc siano due pilastri fondamentali della vera alternativa al berlusconismo. Dico vera perché si sta profilando anche un'alternativa apparente, ovvero il riposizionamento di una parte di poteri forti, gerarchie ecclesiastiche, Fini, Casini, Rutelli e non escluderei anche parte dell'Idv. Esso muove dal fatto che Berlusconi sta diventando sempre meno presentabile. Ma non si tratta certo di un'alternativa. Io invece voglio un'alternativa vera, di cui ritengo che Idv e Prc siano elementi essenziali.


A questo proposito un tema cruciale riguarda il bipolarismo e il suo sfociare in velleità bipartitista. Questo non ha prodotto un isterilimento della democrazia? E non occorre recuperare un'ispirazione proporzionale che consenta un'effettiva rappresentanza della volontà popolare?
In democrazia i voti sono sostanza e fa specie che tre milioni di cittadini non abbiano rappresentanza formale. Per un certo periodo si è pensato, anche in buona fede, di mutuare il sistema anglosassone, ma non va bene per l'Italia. E men che mai va bene il bipartitismo, che ha solo favorito operazioni di vertice: come la fusione tra Ds e Margherita, col risultato che adesso Rutelli se ne va, o il partito personale di Berlusconi, dove pure il dominio del cavaliere comincia a esser mal sopportato. Perciò si può tornare a una base proporzionale: il sistema tedesco mi sembra il più equilibrato. Un tasso di semplificazione tuttavia è necessario: uno sbarramento non troppo elevato che sia stimolo all'aggregazione.


Siamo all'antivigilia delle elezioni regionali. Si possono dire da subito le discriminanti per le coalizioni: cioè con chi, contro chi e per che cosa?
La mia opinione è che alle regionali si debba sperimentare il laboratorio politico del centrosinistra, che abbia come cardini la questione morale e un modello culturale radicalmente alternativo non solo a Berlusconi ma anche al sistema consociativo di potere che ha visto il Pd essere speculare al Pdl.


Con chi?
Non c'è dubbio che in primo luogo venga il Pd: sia per consistenza, sia perché non si può negare che sia l'architrave di un'alternativa. Però gli si chiedono messaggi chiari, in quanto nella sua azione di governo, specialmente al sud, è stato investito dal consociativismo e dalla questione morale; benché nessuno possa chiamarsi fuori, nemmeno l'Idv. Le altre forze a cui mi riferisco sono l'Idv, il Prc, Sinistra e libertà e, io credo, i radicali. Insieme a un modo nuovo di fare politica, attraverso un'apertura effettiva non solo al mondo del web, ma all'associazionismo, ai movimenti, a tutto quel mondo della cultura ritiratosi in disparte ma pronto a tornare protagonista.
Il nodo più delicato è l'Udc. Personalmente stento a considerarla parte di questo laboratorio politico. Altro sono le alleanze che si possono realizzare nei singoli territori. Ma quella cui aspiro è finalmente un'alternativa politica seria. E con l'Udc francamente non la vedo. Troppa differenza di valori: sullo stato confessionale, sul rapporto col Vaticano, sulla giustizia, sul rapporto coi poteri forti.


In Italia l'alternativa a Berlusconi al momento è comunque minoranza. Già dall'indomani del 5 dicembre, come agire nel senso di un allargamento della democrazia e della partecipazione?
E' vero che nel paese siamo minoranza, ma una minoranza molto forte. Va collettivizzato il dissenso, va organizzato, va creato un patto forte tra chi ha la rappresentanza politico istituzionale e la democrazia partecipativa. Credo che le forze politiche del centrosinistra siano arretrate rispetto alla spinta che viene dal basso. In questo senso le primarie mi trovano in linea di principio favorevole, oggi però sognerei un centrosinistra che si riunisca intorno a un tavolo e riesca a individuare profili e personalità di altissimo valore culturale e morale in grado di mettere tutti d'accordo e su cui puntare per la riscossa fin dalle regionali.


Veniamo all'Idv. Il partito sta progressivamente assumendo una caratterizzazione più sociale. Ma non senza contraddizioni. Come si può, ad esempio, condurre una battaglia contro la precarietà in Italia e al contempo sedere in Europa sugli stessi banchi di Fritz Bolkenstein?
Innanzitutto, la posizione su queste battaglie è quella che sosteniamo in Italia. In Europa, tuttavia, l'Idv ha una collocazione soddisfacente nel gruppo liberal-democratico, perché gode di un'assoluta autonomia sui temi dello stato sociale di diritto, per cui capita che noi votiamo gli emendamenti del Gue o dei Verdi.


L'Idv ha sostenuto che la missione in Afghanistan abbia esaurito i propri compiti, tuttavia ne ha poi votato il rifinanziamento. La contraddizione è palese. Non sarebbe invece necessario riaprire una discussione sull'articolo 11 della Costituzione?
L'articolo 11 è stato violato troppo spesso. Sono assolutamente convinto che la politica estera debba essere uno dei punti centrali dell'alternativa al centrodestra e che l'Italia sia scomparsa da anni dalla scena in materia di politica estera. Penso, per esempio, al ruolo che può avere nello scacchiere mediorientale. Tra breve andrò a Gaza. Perché nei giorni scorsi abbiamo fatto una bellissima celebrazione della caduta del muro di Berlino, ma nello stesso tempo abbiamo un muro innalzato Israele e la chiusura dei corridoi umanitari per Gaza, anche dalla frontiera con l'Egitto. L'Italia deve tornare protagonista. Ma non può esserlo con il governo Berlusconi che pensa solo a fare gli accordi con Gheddafi per costruire i lager per i migranti. Quanto poi all'Afghanistan, penso si debba chiudere con questa che non è una missione di pace. E che l'alternativa di governo debba disporsi a partecipare esclusivamente a missioni sotto l'egida dell'Onu, e non missioni Nato o di altro tipo che violano la Costituzione.


L'Idv nasce intorno alla leadership esclusiva Di Pietro. Da allora si è avviato un processo di trasformazione verso un'organizzazione democratica della vita interna oppure rimane dominante l'impronta leaderistica?
Io sono fermamente convinto che le espressioni leaderistiche in generale siano sbagliate. Lo dico guardando non a Di Pietro, ma a me stesso. Penso che l'Idv si trovi adesso in uno dei momenti più delicati, anche per le differenti sensibilità che sono entrate, per l'accresciuta attenzione sulle questioni sociali e via dicendo. Sono preoccupato solo di una cosa: non vorrei cioè che l'Idv diventasse una nuova Dc attraverso i signori delle tessere. Vorrei un partito come lo sognano molti elettori: un partito destrutturato, con una classe dirigente ampia, in collegamento con la rete e i movimenti, che sia aperto a storie e sensibilità differenti e forti, dove si intenda la politica come strumento dell'interesse generale.

martedì 10 novembre 2009

Scontro nel partito di Di Pietro: si ribellano gli iscritti.



Sto seguendo da diverso tempo alcuni gruppi su facebook. Li seguo perchè alcuni anche se lontani dal mio orientamento politico, stanno agendo verso direzioni interessanti. Fra questi c'è il Gruppo S.O.S. Italia dei Valori che si pone come obiettivo principale "la pulizia" dal marcio dentro il partito più "trasparente" e giutizialista che c'è in Italia. Sembra, e dico sembra, che questo gruppo sia riconducibile allo scontro in atto dentro IdV fra la corrente del Presidente Di Pietro e quella dell'On. De Magistris. Di Pietro ha negato lo scontro interno per evitare disillusione nei suoi elettori, ma tant'è che da un po' di giorni mi arrivano degli interessanti aggiornamenti dal fronte interno del partito di Di Pietro. Questo che vi proporrò è molto interessante. Sono 28 domande che gli stessi iscritti di IdV pongono a Di Pietro.



28 DOMANDE AD ANTONIO DI PIETRO 




di Alberigo Giostra

1) Come ha comperato i suoi appartamenti? C'è chi ipotizza che per acquistarli Lei abbia utilizzato soldi del partito. Per fugare questi sospetti metta a disposizione di un comitato di esperti i movimenti a dare e avere dei suoi conti, di quelli del partito, e di quelli della tesoriera On. Mura dal 1999 a oggi, e prenda il formale impegno di offrire riscontri e spiegazioni ad ogni richiesta di chiarimento in merito ai conti stessi.

2) E' in grado di affermare con certezza che, sia sua moglie che suo figlio Cristiano, hanno acquistato con propri soldi i loro immobili? Suo figlio Cristiano in particolare pagherà con suoi denari la villa di 450 mq. che sta costruendo a Montenero di Bisaccia?

3) E' vero che Lei ha acquistato e rivenduto un terreno alla Coca Cola in Romania? E' vero che possiede un appartamento a Praga?

4) Può dire con esattezza a quanto ammontavano i soldi della donazione avuta tra il 1998 e il '99 dalla Contessa Borletti? Erano 300 milioni, come ha scritto su "Libero" nel gennaio del 2009, oppure 954.317.014 lire, come è stato riportato da "Panorama" che cita fonti vicine alla Contessa? Pur essendo soldi offerti per scopi politici, Lei ha ammesso di averli utilizzati per acquistare appartamenti. Conferma di averlo fatto? E' vero, come ha affermato l'On. Cambursano, che non sono mai stati iscritti nei bilanci del partito? Perchè nel 2000 Lei ha dichiarato invece di averne spesi 238 su 300 per attività politiche senza tuttavia fornire la relativa documentazione?

5) Perchè nel 2004 all'asta dell'Inail per la vendita dell'appartamento di Via Locatelli a Bergamo, si è fatto sostituire dal sig. Claudio Belotti, compagno dell'On.Mura? E' vero che una volta acquistato l'immobile, lo ha affittato al partito ricavandone 1200 euro al mese?

6) Perchè nell'articolo sui suoi appartamenti apparso su "Libero" nel gennaio 2009 Lei non ha citato l'acquisto avvenuto nel 2007 della seconda masseria a Montenero di Bisaccia?

7) Perchè il 18 novembre 2002 ha fatto fatturare da un artigiano abruzzese spese di ristrutturazione della sua abitazione romana facendola apparire come "sede sociale" del partito? Non è forse un falso? E' questo un comportamento consono al leader di un partito che individua nella legalità il suo principio fondativo? E' accaduto altre volte?

8) E' vero che il 10 dicembre 2003 Lei ha pagato una prestazione professionale svolta dall'Avv. Di Domenico e riconducibile alla sua attività privata e non politica, con un assegno del Credito Bergamasco firmato da Silvana Mura e intestato al partito?

9) E' vero che Lei ha incassato e versato su un suo conto personale un assegno di 50 milioni firmato da Mario Di Domenico il 4 gennaio 2001 destinato al finanziamento della campagna elettorale dell'IdV (e come tale registrato alla Camera dei deputati) ?

10) E' disposto ad inserire nello statuto del partito norme per impedire il continuo ripetersi nel partito di episodi di familismo?

11) E' in grado di smentire chi ipotizza che Lei si sia speso per far entrare suo figlio in Polizia e per farlo trasferire da Bergamo a Vasto, in Abruzzo?

12) E' disposto a prendere il formale impegno di non candidare suo figlio Cristiano alle regionali del 2011 in Molise ?

13) E' disponibile ad inserire nello statuto del partito un'anagrafe patrimoniale dei candidati e degli eletti ?

14) Che cosa intendeva dire quando a Elio Veltri nel 1997 ha confidato che voleva candidarsi al Mugello perchè Pacini Battaglia "aveva paura solo degli uomini che stanno nel palazzo"? E perchè Lei temeva così tanto Pacini Battaglia? Da che cosa doveva difendersi se non aveva nulla da temere?

15) In che rapporti era con Bruno Contrada prima che fosse arrestato?

16) E' vero che Lei ha fatto parte della scorta armata del generale Dalla Chiesa? E a che titolo?

17) Può dire con esattezza quando, nel 1992, Lei è stato fatto riparare in Costarica e se una volta avvertito che era in pericolo di vita insieme a Borsellino, ha per caso chiamato il magistrato siciliano? Se no, perchè non lo ha fatto?

18) Può spiegare che fine hanno fatto le carte dell'inchiesta sulla cooperazione spedite alla Procura di Milano dal pm della Procura di Roma, Vittorio Paraggio e relative a Pacini Battaglia? A Milano sono sparite. Lei ha negato che fossero mai arrivate nel capoluogo lombardo, ma la Procura di Perugia ha stabilito che invece sono state effettivamente spedite e ha prosciolto Paraggio. Perchè a questo proposito Lei, come indagato di reato connesso, di fronte alle domande della pm romana, Giuseppa Geremia si è avvalso della facoltà di non rispondere ? Perchè se non aveva nulla da nascondere?

19) Il 31 marzo 2003 Lei era effettivamente a Busto Arsizio ad approvare il bilancio del partito ? E Mario Di Domenico, che afferma di non essersi mai mosso da Roma, era davvero presente a quella riunione dell'associazione IdV? Si trattava di una riunione decisiva perchè il giorno stesso scadevano i termini per la presentazione dei bilanci alla Camera in mancanza dei quali il partito avrebbe perso i soldi dei rimborsi elettorali.

20) Chi è il legale rappresentante dell'IdV? E' vero che al Ministero dell'Interno dove vengono depositate le liste elettorali, risulta essere Lei, e invece alla Camera dei deputati risulta essere l'on.Mura?

21) Come ha saputo nel 2007 che suo figlio Cristiano e Mario Mautone erano indagati dalla procura di Napoli? A Travaglio e Gomez Lei ha detto che lo ha saputo dall'agenzia "Il Velino", ma "Il Velino" ha scritto che solo suo figlio era indagato e nel testo del lancio Mautone non è mai citato.

22) Perchè ha creato un'associazione privata di natura familiare che affiancasse il partito riservandogli il controllo dei finanziamenti? Chi ha concepito questo disegno? E perchè l'associazione IdV è titolare di un nr. di codice fiscale e il partito IdV non ne possiede uno?

23) Perchè nel 2000 ha nascosto a Elio Veltri, che era il numero 2 dell'IdV, che si accingeva a fondare dal notaio un'associazione privata a tre con l'On. Mura e Di Domenico?

24) Perchè nei bilanci dell'IdV sono stati indicati come erogati i soldi per le attività a favore della partecipazione delle donne alla politica, come vuole la legge sul rimborso elettorale, mentre la responsabile della Consulta Donne dell'IdV, Wanda Montanelli, fino a quando lo è stata, (2008) sostiene di non aver mai visto quei soldi?

25) Perchè nega a deputati e senatori dell'IdV l'accesso ai bilanci dei gruppi parlamentari?

26) E' vero che alla tesoriera On. Mura sono state rimborsate le spese di viaggio e alloggio a Bologna, dove è responsabile regionale del partito? Se è vero, accade così per tutti i responsabili e commissari regionali che sono anche deputati?

27) Perchè nel 2000 a Genova ha registrato a suo nome il simbolo del partito? E' disponibile a cederne gratuitamente la proprietà al partito?

28) E' favorevole alle primarie per individuare il leader e il tesoriere del partito?



alberico giostra


Roma 9 novembre 2009

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