Dubito che nel resto del mondo libero esista un corrispettivo alla secchiata di vomito che qui in Italia, sotto il nome di Vittorio Feltri, dirige un giornale: e non un giornale qualsiasi ma addirittura il giornale controllato dal fratello del Presidente del Consiglio, nonchè l'uomo più potente d'Italia.
Tralasciando le ultime recenti imprese del liquame bergamasco, abbiamo avuto in occasione del terremoto successo nella già disgraziata Haiti (agli zoppi, pedate negli stinchi si dice da queste parti) l'ennesimo titolo (e relativo articolo firmato Nicola Porro) per il quale è inutile sprecare ulteriori aggettivi.
Dice a nessuno qualcosa il fatto che un conclamato mistificatore come Feltri abbia voce in capitolo addirittura nel nostro panorama politico, invece di essere preso, impacchettato e mandato nel Darfur come cibo scaduto? A me dice molto.
Dice molto di cosa sia il loro Partito dell'Amore e di quale materia sia fatto il cervello di coloro che leggono e si fanno un'opinione da quello che scrivono Feltri ed i suoi bravi; ormai non c'è più fondo alla volgarità della destra al governo, mentre per quanto riguarda i suoi elettori ed in particolare gli ammiratori di Feltri, non vedo cosa ci sarebbe di sbagliato nel catalogarli, metterli in delle comode gabbiette ed esporli in un qualsiasi zoo, a meno che gli altri animali non se ne giovino sia per il miserrimo livello morale ed intellettuale, sia perchè - eccheccazzo - dopotutto gli animali hanno una dignità assolutamente sconosciuta ai forzidioti.
Sciacallare su una tragedia come quella di Haiti - laddove il capitalismo le sue colpe le ha, eccome - non spaventa di certo la tribù berlusconiana nella sua concezione berluscocentrica dell'Universo, quindi al limite potremmo anche fare la solita cosa che faremmo coi titoli del "Giornale" se non fosse che almeno per quanto mi riguarda, la scorta di carta igienica in casa è sempre ben fornita.
Ma non credo sia una buona cosa abituarsi al peggio. In Italia, invece, se c'è una cosa in cui siamo veramente Campioni del mondo, è questa.
Nel dibattito politico abbiamo lasciato entrare la feccia della nazione senza battere ciglio. Ci ritroviamo degli omuncoli, poveri servi dei servi, con il roboante titolo di "giornalista" senza neanche prendere in considerazione il fatto che proprio queste - ripeto - secchiate di vomito come Feltri vorrebbero una Giustizia sotto il controllo del governo mentre dai loro fogli sparano sentenze senza che nessun organo costituzionale si preoccupi di verificare la portata delle menzogne, delle mistificazioni, dello sterco che quotidianamente questi braccianti del Potere riversano con tanto di contributi pubblici, ai cittadini italiani.
Chiaramente niente di nuovo, comunque. I Feltri ed i Belpietro sono nient'altro che un ingranaggio ben oliato che muove la macchina del consenso in ragione del fatto che una buona fetta di italiani ha perso ogni dignità e non è assolutamente differente da quelle ragazzine che fanno pompini nei bagni delle scuole in cambio di una ricarica del telefonino.
Perchè ragzzi, finchè la destra si riconosceva nell'inchiostro versato da Montanelli potevamo sperare che la borghesia italiana conservasse un minimo di sembianza umana; coi Feltri & c. abbiamo a che fare con dei rumorosi bulletti coatti di periferia, spavaldi solo in quanto consci di aver il culo ben coperto.
Ops, ho detto un'ovvietà.
Quella schiera di gente lì il marchio di infame l'ha tatuato direttamente nel cuore.