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martedì 23 marzo 2010

Il coraggio di un operaio che lotta!

Solidarietà al compagno Eugenio, operaio delegato RSU della Maserati di Modena



in sciopero della fame contro il licenziamento! 



Licenziato perché lottava! 



Nel dicembre 2008 gli operai della Maserati di Modena hanno condotto una tenace lotta con scioperi e blocchi stradali contro il mancato rinnovo del contratto a 112 operai a tempo determinato. All’epoca il compagno Eugenio Scognamiglio, operaio e delegato Rsu, ha ricevuto dall’amministrazione dell’azienda una sospensione cautelare per presunte “ingiurie nei confronti del capo del personale e aggressione ad una guardia” avvenute nel corso delle manifestazioni. 

Nell’istruttoria del processo avviato contro il licenziamento di Eugenio, di cui si sono già tenute tre udienze, il giudice ha dichiarato non attendibili due dei testimoni indicati a propria difesa dall’operaio perchè, essendo membri del Comitato direttivo FIOM/CGIL, sarebbero di parte! Da notare, tra l’altro, che uno dei due testimoni respinti dal giudice era stato qualificato addirittura dalla stessa amministrazione Maserati come un lavoratore serio e responsabile. 



Ieri il compagno operai Eugenio Scognamiglio ha iniziato uno sciopero della fame con presidio permanente davanti ai cancelli della Maserati. Con questa protesta Eugenio combatte contro il licenziamento ingiustificato nei suoi confronti, ma combatte anche contro l’arroganza con cui i padroni attaccano gli operai più combattivi, nel tentativo di separarli dagli altri compagni di lavoro e di scoraggiare le lotte che vanno via via moltiplicandosi. 

La crisi del sistema capitalista sta portando alla rovina decine di migliaia di famiglie. I padroni licenziano e smantellano le attività produttive per riaprirle in paesi e zone in cui lo sfruttamento degli operai costa meno. I padroni gonfiano i loro conti in banca e svuotano le tasche dei lavoratori. Il governo di speculatori, affaristi, mafiosi e fascisti difende gli interessi dei padroni e dei trafficanti e reprime sempre più duramente chi osa lottare contro questo stato di cose. 

Sono i padroni che ingiuriano ogni giorno i lavoratori speculando sulla loro vita, licenziandoli, portandoli alla miseria, risparmiando sulla sicurezza e uccidendoli (ricordiamolo sempre che in Italia muoiono 3 lavoratori al giorno sul lavoro!) per tutelare i loro già enormi profitti, 

I lavoratori che lottano mostrano a tutti la loro dignità, il loro coraggio e sono un esempio per tutti i lavoratori! 

Il caso dell’operaio Eugenio non è che uno tra i tanti, ma è un esempio che rafforza chi lotta per una vita dignitosa, chi non vuole piegarsi all’ingiustizia e allo sfruttamento. 

La lotta di Eugenio e di qualunque lavoratore deve essere appoggiata dagli altri lavoratori. 

Non deve passare il licenziamento di un operaio che lotta per difendere i propri diritti! 

La vittoria di Eugenio oggi favorisce la vittoria di altri lavoratori domani e indebolisce i padroni! 

Esprimiamo piena solidarietà al compagno Eugenio e invitiamo tutti i compagni, le organizzazioni, i partiti che dichiarano di avere a cuore gli interessi dei lavoratori, a portare la loro solidarietà ad Eugenio e a sostenere concretamente la sua giusta e coraggiosa lotta. 

Uniti si può vincere! 



Collettivo Comunista Modenese collcommodena@tiscali.it - tel. 333 6411102

aderente al Coordinamento dei Collettivi Comunisti

www.coorcolcom.org - coorcolcom@tiscali.it 


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martedì 26 gennaio 2010

Regionali Liguria: la FdS candida Nesci, Bianchi e Bruno



Regione. La Federazione della Sinistra (che raggruppa Prc, Pdci e i movimenti Sinistra Europea, Socialismo 2000 e Lavoro-Solidarietà) utilizzerà lo stesso simbolo delle scorse elezioni europee con la falce e martello e la bandiera italiana alle prossime elezioni regionali, come illustrato stamani alla presentazione dei diciotto candidati della Federazione alle regionali.
“E’ il lancio di una proposta politica – ha detto il segretario regionale di Prc Sergio Oliveri – non è per restare in campo alle elezioni regionali, ma per un progetto politico di unità della sinistra, a sinistra del Pd”. Uno dei candidati, il consigliere regionale uscente Marco Nesci, ha spiegato che il programma prevede la stabilizzazione dei posti dei lavoratori in Regione e nelle aziende collegate, il potenziamento del welfare contro la crisi economica, la tutela dei salari, delle pensioni e dei lavoratori precari.
Tra gli altri candidati figurano Tirreno Bianchi (Pdci), Antonio Bruno di Sinistra Europea e Amanzio Pezzolo già vice console della Culmv. Su 18 candidati 6 sono donne. Alle scorse europee la coalizione di sinistra aveva preso il 3,9%. Alle scorse regionali Rifondazione aveva ottenuto il 5,6% e i Comunisti italiani il 3%, ma i candidati dicono che il riferimento sono i dati delle ultime europee.
“L’Udc non m’interessa”: così Marco Nesci ha risposto ai giornalisti sull’eventuale alleanza tra Pd e Udc alle prossime regionali. “Noi abbiamo concordato col presidente Burlando di incrementare le politiche sociali – ha aggiunto Nesci – Burlando si prenderà le sue responsabilità rispetto alle promesse che ci ha fatto. Il concetto di laboratorio politico porta sfiga e non credo corrisponda alla realtà delle cose”.
Il segretario regionale di Rifondazione comunista, Sergio Oliveri ha aggiunto “l’eventuale presenza dell’Udc nell’alleanza con Burlando per noi è un problema. Ma noi teniamo la barra sul programma”.
“Da dicembre a oggi è diminuita dal 30% al 10% la quota dei liguri che non sanno che cosa votare alle prossime regionali”. Lo ha detto Tirreno Bianchi che ha curato un sondaggio elettorale su un campione di 2 mila liguri sul sito Internet “Real Politics Live” ed ha rivelato di aver già fatto un primo sondaggio a dicembre.
“Il sondaggio di Real Politics Live è vero – ha detto Bianchi – per quanto ne dica Biasotti. Già in un sondaggio che avevamo fatto a dicembre su un campione di 3 mila liguri la Federazione della Sinistra era al 3,9%. Lo avevo tenuto riservato, ma nell’ultimo si mantengono le stesse tendenze e quindi spero che vada oltre al 4,1%”. Secondo Bianchi il risultato più importante è che gli incerti siano scesi sotto il 10%, mentre nel sondaggio a dicembre superavano il 30.

Bergamo: nasce la federazione della sinistra



Si è costituita anche a Bergamo la Federazione della Sinistra con  il concorso di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà e una nutrita schiera di  indipendenti. Siamo in presenza di forze di sinistra che pur mantenendo una propria soggettività autonoma scelgono di dare vita ad una strada di unità, di relazioni stabili, di lavoro politico comune.
Il Consiglio provinciale della Federazione della Sinistra, composto dalle diverse forze, ha nominato un portavoce provinciale nella persona di Ezio Locatelli (segretario di Rifondazione Comunista nonché membro del Consiglio Nazionale della Federazione). Si è dato vita altresì ad un esecutivo con compiti di coordinamento operativo nelle persone di Sergio Serantoni (segretario dei Comunisti Italiani), Alberto Scanzi (coordinatore di Socialismo 2000), Maurizio Colleoni (Rifondazione Comunista).
Con la Federazione inizia un percorso costituente. Per Ezio Locatelli “l’obbiettivo è di determinare un processo di aggregazione molto ma molto più ampio rispetto alle forze promotrici sulla base del coinvolgimento a pieno titolo di quanti fanno riferimento al mondo delle associazioni, dei movimenti impegnati sui temi del lavoro, dei diritti, sui temi ambientali, della difesa della democrazia”.
Le forze che fanno riferimento alla Federazione della Sinistra si presenteranno unitariamente, con un unico simbolo, alle prossime elezioni regionali. Detto ciò “l’operazione a cui si è dato corso non si ferma alla scadenza elettorale”. Secondo il portavoce provinciale “questa è e deve essere una operazione che guarda avanti. L’obiettivo è di innescare un processo di ricomposizione volto a restituire forza, capacità di intervento e di rappresentanza politica all’insieme della sinistra di alternativa”.
Il 9 febbraio, ore 20,45, si terrà una assemblea provinciale della Federazione della Sinistra a Bergamo, presso il Circolo Minardi in via Borgo S. Caterina 62.

da bergamonews

sabato 5 dicembre 2009

Federazione della sinistra: non una sommatoria ma una moltiplicazione



E' il tempo di aprire  nuove strade a sinistra e di imboccare decisamente la strada dell'unità,  abbandonando senza indugio quella che per venti anni è stata densa di rotture, scissioni, diaspore, ritiri. Il progetto per la Federazione della Sinistra non si affida a nessun «nuovismo», ma vuole rinnovarsi innanzitutto nelle pratiche politiche. Si fonda sulla partecipazione e sul principio «una testa un voto», punta a ritrovare la corrispondenza tra parola ed azione.
Rifondazione Comunista - insieme ad altre forze e partiti - promuove un progetto ambizioso, sì, ma possibile, anzi necessario: una federazione tra partiti diversi e soggetti sociali per costruire un polo politico per l'alternativa di società; un polo  politico capace di lottare fin da subito per un presente più giusto, per realizzare un futuro migliore.
Questo progetto, per vivere, vuole svilupparsi oltre i soggetti promotori e attraverso la partecipazione vivificante dei soggetti sociali che stanno pagando con durezza mai vista prima i costi della crisi; perché sono proprio le lavoratrici e i lavoratori, le generazioni di precari – dai «tempi determinati» ai forzati delle partite Iva individuali - a non avere una rappresentanza politica credibile, un riferimento, perché si è rotto il nesso tra sociale e politico.
Perciò facciamo appello alle  lavoratrici e lavoratori, associazioni, partiti, reti, gruppi e collettivi; a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia e la difesa della Costituzione; a tutti quelli che ritengono che l'acqua, l'aria, l'ambiente siano beni comuni non riducibili a merce; a tutti coloro che pensano «che così non si può andare avanti». Vi invitiamo a diventare protagonisti di questo progetto, a costruire uno spazio pubblico concorrendo, con noi, alla ricomposizione sociale e politica, facendo della  partecipazione di ognuno e di ognuna il «mattone» necessario per la costruzione del progetto stesso. Un'iniziativa politica, insomma, capace di «mettere in comune» saperi ed esperienze, vero antidoto  alla frammentazione e allo sgretolamento. Per questa via il cambiamento diventa non solo un'aspirazione, ma una necessità vitale.
Il 5 dicembre «si parte» per la Federazione della sinistra. Un processo che si invererà nel territorio, nell'incontro con tanti e tante individui e collettivi. Con questa ambizione lanciamo un appello alla partecipazione fin dalla prima assemblea nazionale, ma anche nelle iniziative sui territori.
Il 5 dicembre può essere davvero una data importante, una di quelle da segnare sul calendario: alle 10 si parte per la Federazione della Sinistra, alle 14 parte, convocata dal movimento, il «No Berlusconi day». Può essere il primo giorno di un futuro migliore!

Federazione della Sinistra: si parte, finalmente




Da Comunisti-italiani

“Mi sento un ‘orfano’. Non rappresentato. Mi sono dato alla macchia da oltre un anno, da aprile 2008 almeno, da quando cioè ho erroneamente pensato, dopo aver votato per anni comunista, che Veltroni e il Pd potessero rappresentare il cambiamento, la novità, la continuazione ideale del mio essere di sinistra. Ora non so più che dare, non so a cosa aggrapparmi e non so come fare a riconciliarmi con la sinistra. Aiutatemi”. Questa è la sintesi di una lettera giunta in Direzione, inviatami da un cittadino, compagno, ex iscritto al Pci. Quando l’ho letta ho subito pensato di rispondergli invitandolo alla manifestazione del 5 dicembre al teatro Brancaccio di Roma, alla nascita della Federazione della Sinistra.

Dopo mesi d’intenso e delicato lavoro, infatti, il 5 dicembre, parte finalmente la Federazione della Sinistra, nata dalla volontà dei Comunisti Italiani, Rifondazione, Socialismo 2000 e Lavoro-Solidarietà.
La Federazione della Sinistra è la sintesi politica di un percorso che viene da lontano e che la caduta del governo Prodi e le cocenti sconfitte elettorali delle politiche del 2008 e delle Europee del maggio scorso hanno accelerato.
Il 5 dicembre prende forma e sostanza ciò che molte compagne e compagni chiedevano da tempo e per cui il PdCI ha lavorato negli ultimi tre congressi: la Federazione della Sinistra, infatti, non è un semplice cartello elettorale, ma non è nemmeno il partito unico. La Federazione della Sinistra, però, potrà essere il luogo, se ne saremo capaci, in cui praticare e lavorare alla realizzazione dell’unità dei comunisti. Nella consapevolezza che la stessa scelta del simbolo, con il suo inequivocabile significato, agevolerà questo processo. La Federazione della Sinistra rappresenta l’apripista per nuovi ed interessanti orizzonti che, con tempi e modalità adeguati, segnerà il cammino della sinistra italiana, dei comunisti in primis, per i prossimi decenni. La federazione della Sinistra è una “scommessa” politica che vale la pena vivere e sui cui vale la pena contare, dal momento che senza una vera sinistra e senza i comunisti non c’è prospettiva alcuna di progresso per i lavoratori e i ceti sociali più deboli.
Avviamo un percorso importante, colmo di speranze, ma sicuramente non breve e nemmeno agevole. Un processo unitario, che a mio giudizio, va perseguito con forza e determinazione. Perché necessario, perché utile e perché ce lo chiede la nostra gente.
Il 5 dicembre inizierà ad unirsi il popolo rosso. Un popolo che ha una propria identità, una propria storia ed anche un progetto per il futuro. Compagne e compagni del ventunesimo secolo, giovani e meno giovani, che non rinnegano il passato, ma che vivono il presente e vogliono costruire il futuro.
Alessandro Pignatiello

Federazione Sinistra assemblea e poi tutti in piazza



Da Liberazione - di Stefano Galieni
Il rifiuto della guerra, il lavoro, la crisi e l'opposizione da ricostruire come spazio pubblico. Sono questi i concetti che hanno tenuto banco alla conferenza stampa di presentazione della Federazione della Sinistra, il percorso che durante il prossimo anno vedrà agire i diversi soggetti impegnati in un'opera di ricomposizione. Il Prc, il Pdci, il gruppo Socialismo 2000 di Cesare Salvi e quello denominato "Lavoro e Solidarietà" di Gianpaolo Patta, iniziano con una assemblea che si terrà a Roma, al Teatro Brancaccio, nella mattina del 5 dicembre, per poi convergere nella grande manifestazione del "No B. Day". Quella che è stata presentata è una ipotesi complessa e audace. Dopo decenni di frazionamenti e di divisioni, il tentativo è quello di ricostruire a partire dai contenuti, coinvolgendo non solo i promotori, ma il mondo vasto della sinistra diffusa, alternativa al Pd nelle pratiche e nei programmi. Quello delle associazioni, dei movimenti che nei territori cercano di rendere concrete le forme di opposizione reali al governo. Tanto Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, quanto Cesare Salvi, hanno molto insistito sulla necessità di sottrarsi al pantano del conflitto in Afghanistan. Il primo, ricordando che al Senato nessuno ha votato contro il rifinanziamento delle missioni di guerra in quel martoriato paese - l'IdV si è astenuta - il secondo arrivando anche a ipotizzare un referendum per chiedere di interrompere l'intervento italiano. Paolo Ferrero ha evidenziato come una parte maggioritaria dell'opinione pubblica italiana risulti contraria a queste missioni costose sia in termini economici che di vite umane, ma che anche i sondaggi a volte vengono branditi come clava e altre ignorati. L'assemblea del Brancaccio è stata illustrata in quanto momento di partenza. Parteciperanno ospiti internazionali come Lothar Bisky, capogruppo al parlamento europeo del GUE -NGL e Andros Kiprianos, presidente di Akel il partito che forte del suo 35% è nella maggioranza di governo a Cipro. Quello che si prospetta è un percorso lungo e partecipato che porterà ad un tesseramento tanto di coloro che già sono iscritti alle 4 forze promotrici quanto a chi non è iscritto ad alcun partito o ad altre forze, secondo il principio "una testa un voto". Ferrero ha insistito molto sul carattere aperto del percorso e ai giornalisti che chiedevano se questa apertura si sarebbe potuta estendere anche a Sinistra e Libertà ha risposto che nel momento in cui si accettano alcune pregiudiziali come una proposta politica alternativa a quella del Pd, il carattere strutturale della questione morale e del ritorno ad un sistema proporzionale che ripristini spazi di democrazia, non ci sono ostacoli. «La Federazione - ha ribadito il segretario del Prc - deve essere uno spazio pubblico di costruzione della sinistra. Uno spazio capace di ricostruire relazioni con la nostra gente, nelle vertenze e nelle lotte del lavoro, ambientali, per la difesa dei diritti civili e sociali. È quello il campo in cui ricostruire il senso di una sinistra di opposizione». Ovviamente si è molto insistito sull'importanza del No B Day. A chi chiedeva se non si corresse il rischio di accreditare anche in piazza ancora di più Di Pietro come leader dell'opposizione, gli esponenti presenti hanno risposto accettando la sfida: «Mi farebbe piacere che ci fosse ancora più concorrenza a sinistra - ha affermato Ferrero - Certo è che con Di Pietro condividiamo alcuni elementi e altri meno. Il suo gruppo in Europa è schierato con i liberali ed appoggia il Fdp tedesco che è a destra della Merkel, noi ci riconosciamo molto più nelle posizioni della Linke, che è a sinistra dell'Spd, per fare un esempio». I leader della Federazione hanno affermato che comunque serve un'opposizione forte e hanno dichiarato un profondo rammarico per la non adesione del Pd alla manifestazione promossa dai blogger. Una manifestazione in cui tutti i contenuti espressi dalla federazione troveranno spazio, cosa che non accadrà con l'iniziativa della settimana successiva promossa dal Pd. Manca qualsiasi riferimento alla precarietà e alla maniera per uscire dalla crisi, non si parla di abrogazione della legge 30 ma di ritorno al "pacchetto Treu". Contenuti importanti a cui è necessario dare risposte nette.

Piemonte: Nasce la Federazione della Sinistra



Torino, 2 dic. - (Adnkronos) - Anche in Piemonte nasce la Federazione della Sinistra, un nuovo soggetto politico che mette insieme partiti (Prc, Pdci, Socialismo 2000) e soggetti sociali (Lavoro e Solidarieta' ed altri). ''Primo obiettivo della Federazione -spiega Armando Petrini, segretario regionale del Prc- e' far valere il diritto al lavoro. Per questo saranno presentate quattro proposte sul reddito di cittadinanza, contro le delocalizzazioni, per il blocco dei licenziamenti e riguardo un piano straordinario per l'occupazione ed il lavoro dignitoso''.''La Federazione -continua Vincenzo Chieppa, segretario regionale del Pdci- nasce come singole organizzazioni che mantengono la propria autonomia ed e' una chiara conferma della storia e dell'identita' dei nostri partiti. Come Federazione ci presenteremo anche alle elezioni regionali, per le quali chiediamo subito un tavolo di confronto di coalizione per discutere del programma. Diciamo subito che non siamo disposti al ritorno al nucleare, ad ampliare gli spazi di intervento degli imprenditori privati in sanita' e ci batteremo in ogni modo per la difesa dei diritti civili e della laicita' delle istituzioni

giovedì 3 dicembre 2009

FERRERO-DILIBERTO-SALVI-PATTA: Presentazione alla Camera della Federazione della Sinistra



Domani 3 dicembre 2009, alle ore 15.00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (IV piano di Montecitorio, aula della commissione Bilancio) si terrà la presentazione della Federazione della Sinistra, che nasce dall'aggregazione di Prc-Se, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà, alla presenza dei segretari nazionali delle quattro formazioni politiche Paolo Ferrero (Prc-Se), Oliviero Diliberto (Pdci), Cesare Salvi (Socialismo 2000) e Gianpaolo Patta (Lavoro e Solidarietà).

mercoledì 2 dicembre 2009

FIAT: Lettera aperta di Diliberto a Marchionne


Sono giorni di trattative tra Fiat, Governo e Sindacati con al centro il piano industriale dell’azienda e i tagli di lavoratori e stabilimenti o la riconversione degli stessi verso non meglio precisati obiettivi, Termini Imerese in primis. Tagli e riconversioni che rischiano di mettere sul lastrico migliaia di lavoratori e famiglie. (LEGGI TESTO INTEGRALE LETTERA APERTA)
Il tutto nonostante la montagna di finanziamenti pubblici ricevuti da Fiat in questi anni, non concessi certo né per licenziare, né per chiudere fabbriche, ma per creare lavoro, innovazione e sviluppo. Contestualmente Fiat continua ad avviare attività produttive in altri Paesi. Non le sembra irriguardoso tutto ciò nei confronti dello Stato? Non le sembra immorale nei confronti della dignità e della professionalità dei lavoratori? Non le sembra irrispettoso nei confronti dei territori in cui i tagli di personale e di fabbriche insistono?”. E’ quanto scrive Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, in una lettera aperta indirizzata all’a.d. della Fiat Sergio Marchionne.
“Se gli intendimenti dell’azienda andranno avanti - continua Diliberto - in diverse aree del Paese si produrranno emorragie occupazionali vere e proprie, con ricadute pesantissime sulla vita quotidiana delle persone e sul tessuto sociale di quelle realtà, visto che parliamo di lavoratori che hanno un’età anagrafica non certo favorevole ad una loro nuova ricollocazione occupazionale. Fiat - conclude Diliberto - per gli italiani, è un marchio di fedeltà. Da tutta questa vicenda anche tale prestigioso simbolo rischia di pagare un altissimo pegno, in termini di popolarità, sull’altare del profitto e del capitalismo senza scrupoli. Non le pare?”.

sabato 28 novembre 2009

Federazione: Lettera aperta alla Gelmini sui libri di testo


"Il taglio di 103milioni di euro relativo al contributo per l'acquisto e la cessione in 'comodato d'uso' dei libri di testo scolastici  colpisce quasi 1 milione di famiglie (su un totale di circa 4 milioni!). Si tratta di famiglie meno abbienti ovvero con reddito ISE inferiore ai 15mila euro annui. Sorgono spontanee alcune domande: perché vi accanite in modo tanto arrogante contro la “miseria”? scarica la lettera
Perché invocate ragioni di Bilancio dello Stato per giustificare un provvedimento che, per la sua entità, sul bilancio statale è praticamente ininfluente mentre siete tolleranti e consenzienti a situazioni che, queste sì, influirebbero sui conti pubblici per miliardi di euro: quale, ad esempio, quella delle immense ricchezze finanziarie  soggette a percentuali di tassazione ridicole, corrispondenti alla metà di quelle pagate dai pensionati? Non sarebbe quest’ultima una grande priorità per il risanamento del Bilancio statale? Quei 103 milioni di euro tagliati nella finanziaria spettano alle famiglie di diritto, per  il diritto sancito dalla Costituzione  italiana dove recita: “L’istruzione è obbligatoria e gratuita per almeno otto anni”. In nome della Costituzione, Le chiediamo non solo di ripristinare immediatamente quelle risorse ma di incrementarle adeguatamente al fine di rendere piena la gratuità dell’obbligo di istruzione". E' quanto afferma la Federazione della Sinistra, in una lettera aperta inviata al Ministro della Istruzione Maria Stella Gelmini, a firma di Piergiorgio Bergonzi, Gennaro Loffredo, Maria Rosaria Marella e Flavio Perini, responsabili scuola del PdCI, Prc, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà.

martedì 24 novembre 2009

Statuto provvisorio della Federazione della Sinistra

BOZZA




Preambolo


La Federazione è un progetto politico aperto, avviato dal Partito della Rifondazione Comunista, dal Partito dei Comunisti Italiani, dall’Associazione “Socialismo 2000” e dall’Associazione “Lavoro e Solidarietà” rivolto a tutti i soggetti politici, associazioni, movimenti e singole persone che vogliono impegnarsi per il superamento del capitalismo e del patriarcato.



Art. 1. Adesione alla Federazione

1. Possono iscriversi alla Federazione le donne e gli uomini, cittadini italiani e immigrati, che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età e che indipendentemente dall'etnia, dalle convinzioni filosofiche e dalla confessione religiosa, ne accettino il programma politico e lo statuto, e si impegnino ad agire per realizzarne il programma.
2. Ferma restando la possibilità dell’adesione individuale alla Federazione presso il circolo territoriale o di lavoro di riferimento, tutti le/gli iscritte/i al Partito della Rifondazione Comunista, al Partito dei Comunisti Italiani, all’Associazione “Socialismo 2000” e all’Associazione “Lavoro e Solidarietà” (d’ora innanzi denominati “Soggetti Promotori”) si considerano iscritti d’ufficio alla Federazione.
3. Possono altresì aderire alla Federazione tutte le associazioni sociali e/o politiche che ne condividono il manifesto politico e lo statuto, sia a livello nazionale che a livello territoriale. L’adesione di nuove associazioni a livello sia nazionale che territoriale deve essere approvato dal Coordinamento Politico Nazionale Provvisorio della Federazione, con il voto unanime dei rappresentanti dei Soggetti Promotori.
4. L’adesione alla Federazione, può avvenire anche tramite internet, secondo le modalità definite dal Coordinamento Politico Nazionale Provvisorio.
5. La quota minima di iscrizione per coloro che aderiscono esclusivamente alla federazione è fissata in 20 euro.


Art. 2 Organizzazione della Federazione

1. La Federazione è organizzata in circoli, Federazioni Provinciali e Federazioni Regionali.
2. La Federazione ritiene requisito fondamentale per la sua organizzazione la rappresentanza paritaria di uomini e donne. Per questo motivo, nella composizione degli organismi dirigenti si deve tener conto della necessità di valorizzare la differenza di genere.
3. Ove non diversamente previsto dal presente statuto provvisorio, i segretari o i presidenti dei partiti e delle associazioni federate sono membri di diritto dei consigli e dei coordinamenti politici di livello omologo.
4. Possono altresì far parte dei suddetti organismi, previo parere unanime dei Soggetti Promotori, singole personalità che volessero dare il proprio contributo.
5. Si considerano Organizzazioni Federate i Soggetti Promotori, nonché tutti gli altri soggetti che hanno richiesto e ottenuto l’adesione alla Federazione secondo le modalità stabilite dall’art. 1 del presente statuto provvisorio.
6. L’ approvazione di documenti politici e di ordini del giorno da parte dei consigli e dei coordinamenti politici richiede una maggioranza dei 2/3 dei componenti l’organismo.
7.Tutte le organizzazioni promotrici fanno parte degli organismi dirigenti e nessuna organizzazione federata può esprimere la maggioranza assoluta dei componenti in ogni organismo dirigente. Adeguata rappresentanza dovrà essere data agli iscritti che non facciano parte di organizzazioni promotrici la federazione.

Art. 3 Il circolo

1. Il circolo costituisce l’istanza di base della Federazione. Possono essere costituiti circoli territoriali di livello comunale o intercomunale e, nelle realtà metropolitane, di livello municipale o circoscrizionale. Possono essere costituiti circoli pure nei luoghi di lavoro.
2. Ogni circolo elegge un consiglio politico che a sua volta elegge un coordinamento politico e un portavoce.
3. Nei circoli con meno di 50 aderenti, l’assemblea degli iscritti assume le funzioni di consiglio politico.


Art. 4 La Federazione Provinciale

1. L’ insieme dei circoli di un territorio provinciale costituisce la Federazione Provinciale.
2. Ogni Federazione Provinciale elegge un Consiglio Provinciale, che a sua volta elegge un Coordinamento Politico e un Portavoce.
3. In vigenza del presente statuto provvisorio, gli organismi dirigenti di cui al comma precedente sono nominati secondo criteri stabiliti dai Soggetti Promotori Nazionali.


Art. 5 La Federazione Regionale

1. Tutte le Federazioni Provinciali di una stessa regione costituiscono la Federazione Regionale.
2. Preso atto della prossima scadenza elettorale regionale che coinvolgerà la maggior parte delle regioni italiane, in vigenza del presente statuto provvisorio, tutte le Federazioni Regionali saranno rette da un organismo provvisorio composto dai segretari o presidenti delle Organizzazioni Federate.


Art. 6 La Federazione Nazionale

1. L’insieme delle organizzazioni territoriali, provinciali e regionali costituisce la Federazione Nazionale.
2. La Federazione nazionale è retta da un Consiglio nazionale, un Coordinamento Politico Nazionale e un Portavoce.
3. In vigenza del presente statuto provvisorio e sino al Congresso fondativo della Federazione, il Consiglio Nazionale e il Coordinamento Politico Nazionale sono nominati, secondo criteri pattuiti tra gli stessi, dai Soggetti Promotori.


Art. 7 Il Consiglio Politico Nazionale

Il Consiglio Politico Nazionale discute e approfondisce temi politici di particolare rilevanza; convoca il Congresso Nazionale della Federazione e ne approva il relativo regolamento congressuale.


Art. 8 Il coordinamento Politico Nazionale

1. Il Coordinamento Politico Nazionale attua la linea politica della Federazione durante la fase costituente; decide le iniziative e le manifestazioni nazionali, nonché le modalità di partecipazione della Federazione alle elezioni che si dovessero tenere durante la fase costituente; può costituire gruppi di lavoro tematici indicandone i coordinatori. Nomina altresì l’amministratore della Federazione e approva il regolamento di gestione finanziaria della stessa.
2. Il Coordinamento Politico Nazionale predispone altresì il regolamento congressuale; assicura il regolare svolgimento del congresso e ne coordina le attività; a tal fine nomina la Commissione di garanzia, definisce i criteri per la partecipazione dei dirigenti nazionali ai dibattiti precongressuali e alle assemblee congressuali; verifica il rispetto del pluralismo e coordina lo sforzo organizzativo.
3. I rappresentanti dei quattro Soggetti Promotori sono membri di diritto del Coordinamento Politico Nazionale.
4. I membri del Coordinamento Politico Nazionale sono membri di diritto del Consiglio Nazionale.


Art. 9 La/il Portavoce Nazionale

1. La/il Portavoce nazionale esprime la linea politica della Federazione cosi come definita dal coordinamento politico; interviene,dopo consultazione informale con i segretari dei soggetti federati, sui fatti rilevanti dell’attualità politica; presiede la delegazione della Federazione negli incontri con altri partiti e rappresentanze istituzionali; convoca il Consiglio Nazionale e il Coordinamento Politico Nazionale.
2. Il ruolo di Portavoce sarà ricoperto a rotazione paritaria dai quattro Soggetti Promotori, che provvederanno a indicare per questo ruolo un loro rappresentante.


Art. 10 Il finanziamento della Federazione

1. I mezzi finanziari della Federazione sono costituiti dai proventi del tesseramento di coloro che aderiscono esclusivamente alla Federazione, dalla sottoscrizione volontaria dei cittadini e dalle entrate delle iniziative politiche della Federazione.
2.Il finanziamento della Federazione avviene nella più assoluta trasparenza, rifiutando ogni contributo che possa condizionarne le libere scelte politiche.


Art. 11 Simbolo della Federazione

In vigenza di questo statuto provvisorio, il simbolo della Federazione è quello che è stato utilizzato nelle ultime elezioni europee, così come modificato per accordo unanime dei Soggetti Promotori.


Art. 12 Strumenti di comunicazione della Federazione

Gli strumenti e i mezzi di comunicazione della Federazione sono dati dalla collaborazione e dalla sinergia da quelli già utilizzati dalle Organizzazioni Federate, nonché dall’attivazione di un sito internet nazionale della Federazione o da altri strumenti che il Coordinamento Politico Nazionale ritiene opportuno attivare.


Art. 13 Norma transitoria e finale

Il presente statuto provvisorio disciplina la vita e l’attività della Federazione sino al Congresso fondativo che si terrà entro il dicembre 2010. In quella sede sarà approvato il nuovo statuto su proposta unanime dei Soggetti Promotori, per la cui approvazione è necessaria il voto favorevole dei 2/3 i componenti dell’assemblea congressuale

Lavoratori, delegati e sindacalisti per una Federazione della Sinistra fondata sul lavoro




da lavorosolidarietà.it | La crisi economica internazionale in atto conclude il ciclo iniziato dopo la guerra.
Senza radicali modifiche del modello di sviluppo è dubbia l’ulteriore capacita di sviluppo del sistema.
Sono ormai evidenti i limiti della globalizzazione liberista che non è servita a mettere al riparo l’economia capitalistica, basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla distruzione delle forze produttive, a cominciare dalla natura, e sul profitto, dai problemi strutturali che l’attanagliano.
Le condizioni dei lavoratori, il cui numero si è largamente esteso nel mondo con il processo di globalizzazione sono generalmente e gravemente peggiorate.
I lavoratori italiani hanno pagato e stanno pagando duramente i prezzi di questo processo con la precarietà del lavoro, la riduzione costante del reddito reale, la sottrazione crescente dei benefici dello stato sociale, la perdita di dignità e di diritti nel lavoro. La discriminazione di genere , che nel mondo assume spesso carattere di negazione dei diritti elementari della persona, conosce in Italia una nuova fase , ad iniziativa della Chiesa e del Centro Destra ed in questa situazione di crisi economica i rischi di regressione sono ampiamente presenti. La lotta per nuove divisioni del lavoro nella vita dell’individuo, nella famiglia e nel mondo della produzione è parte della lotta per il socialismo.
Senza una ripresa della lotta di classe, che è prima di tutto lotta Generale e lotta politica, c’è quel ripiegamento nell’individualismo e nell’egoismo di chi non vede più un futuro e fa di tutto perché siano altri a pagare i prezzi che lui vuole evitare di pagare.
Va ripreso il programma, rapidamente abbandonato dalla sinistra italiana, del “cosa” produrre, “dove produrre” e “come produrre”.
In questi anni d’infatuazione neoliberista l’idea di una trasformazione sociale basata sull’uguaglianza e sulla libertà è stata prima derubricata e poi accantonata anche da tanta parte della sinistra e quella che ha
continuato a riaffermarla ha dimenticato la leva sociale del cambiamento: il movimento dei lavoratori organizzati.
In Italia, questo processo, che non era scontato, ha portato al dissolvimento dei grandi partiti della sinistra e ad una lenta disgregazione, tanto che oggi – complice una legge elettorale maggioritaria e bipolare – non c’è più nessuna forza di sinistra in Parlamento, ma soprattutto è venuto meno il tessuto militante d’uomini e donne che si battono organizzati in partito nei luoghi di lavoro, di studio, nella società tutta.
L’assenza di questo tessuto dei partiti della sinistra ha contribuito all’involuzione culturale verso destra di parti importanti dei lavoratori e al diffondersi ,tra di loro, di culture ostili agli immigrati.
Il passaggio della rappresentanza politica dai partiti alle personalità attraverso le nuove forme di elezione dei sindaci, dei governatori delle regioni, l’abolizione della preferenza, le primarie dei cittadini per l’investitura diretta del leader, hanno estromesso i lavoratori dalle sedi del potere politico.
La nostra opinione è che la sinistra ha bisogno di ricostruire un proprio radicamento sociale a partire dal lavoro, dalla sua centralità, dal riconoscimento del suo valore politico, sociale e d economico, dalla difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, dei pensionati e delle pensionate; dignità e centralità del lavoro, manuale e
intellettuale, come sistema di valori anche per le nuove generazioni.
Senza la costruzione di un soggetto organizzato portatore di una autonomia politica e di classe il declino dell’azione collettiva e la crisi della rappresentanza sono inarrestabili.
La Federazione delle forze di sinistra deve porsi l’obiettivo della costruzione di un nuovo partito fondato sui lavoratori. Un partito che abbia per suo compito fondamentale, di far acquistare alla classe lavoratrice una completa indipendenza politica.
La sinistra deve farsi riconoscere per un proprio sistema di valori, che abbiano a fondamento il lavoro e che siano centrati su pace, uguaglianza e libertà, e deve ritornare a proporre un’alternativa politica e sociale di sistema al capitalismo.
Una sinistra capace di parlare a tutta la società, soprattutto alle nuove generazioni deve tornare ad essere una sinistra che mette nuovamente in relazione le migliaia e migliaia di militanti che oggi operano nel sindacato, nelle associazioni, nelle forze politiche della sinistra per farne un soggetto della reale trasformazione dell’esistente.
Come attivisti, delegati e dirigenti sindacali diciamo che il luogo della nostra militanza e della nostra azione nella società sono prima di tutto i luoghi di lavoro e che nei luoghi di lavoro dobbiamo sperimentare e sedimentare l’unità necessaria per ricostruire una presenza della sinistra nel nostro Paese.
Abbiamo deciso di impegnarci a costruire una Federazione e chiediamo alle forze della sinistra comunque collocate nei diversi recenti cartelli elettorali, a tutte le compagne e ai compagni che, a prescindere dalla partecipazione alle diverse associazioni o dal partito nel quale militano, si richiamano alla storia del movimento operaio, di unirsi e di impegnarsi a far sì che la Federazione sia il luogo, aperto e inclusivo, che unisce le forze, i collettivi e le persone, superando settarismi e incomprensioni e per farla vivere come “cantiere d’unità” a partire dai luoghi di lavoro.
http://lavorosolidarieta.it/index.htm
Inviare le adesioni al: Fax 06 8476626 oppure e-mail:associazione23marzo@gmail.com

Eutelia, l'appello dei lavoratori e delle lavoratrici



Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi ROMA-TORINO-MILANO-BARI-IVREA sono**PRESIDIATE**con assemblee permanenti.


AGILE – ex EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!!! E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM- SONTEL
TUTTI CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega Agile [ex Eutelia] è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO. Agile [ex Eutelia] è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile. Agile [ex Eutelia] è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti . Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi, l’ultima è Phonemedia - 6600 dipendenti - che subirà a breve la stessa sorte di Agile.
In tutto, siamo una realtà di *quasi 10.000 dipendenti e, considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte in questa CRISI sono circa 40.000! Eppure nessuno parla di noi.
Per mantenere il LAVORO abbiamo bisogno di visibilità mediatica. Abbiamo manifestato nelle maggiori città italiane: Roma - Siena: Monte dei Paschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo), siamo SALITI sui TETTI, ci siamo INCATENATI a Roma in Piazza Barberini, abbiamo occupato le SEDI, Roma per prima. Nonostante ciò NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d’ordine è che se non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

*Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno 10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla, ma avrai il ringraziamento di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di Agile [ex Eutelia] che da mesi sono senza stipendio e che lottano per il DIRITTO AL LAVORO, primo Diritto Fondamentale della nostra Costituzione.
**Non lasciar morire questa azienda! *

*Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia*

"La segreteria della Camera del Lavoro di Roma Est, ha istituito la 'Cassa di Resistenza' a sostegno della lotta dei lavoratori ex Eutelia/Agile.
La raccolta dei fondi va indirizzata al c.c.IT56K0312703201CC0340010496.
I fondi saranno utilizzati per tutte le iniziative utili a mantenere lo stato di agitazione e le occupazioni dello stabilimento a sostegno di una vertenza che pone il problema del mantenimento del polo dell'informatica nel nostro paese". Lo rende noto Cgil.



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