"Abbiamo bisogno di documenti per dimostrare la inammissibilità di speculazioni", ha detto il leader del Partito comunista Gennady Zyuganov in una tavola rotonda su Katyn presso la Duma di Stato. "La gente deve sapere la verità in vista del 65esimo anniversario della vittoria (russa, il prossimo 9 maggio) della Seconda Guerra Mondiale".
Katyn è una delle pagine più controverse della storia sovietica. La strage avvenne nell'aprile del 1940: vennero fucilati 22.000 soldati polacchi - detenuti del campo di prigionia di Kozielsk vicino al villaggio di Gnezdovo - dalla polizia segreta sovietica (NKVD), a seguito di un decreto approvato dal Politburo. Nell'aprile 1943 venne scoperta una fossa comune dai soldati tedeschi, ma Mosca accusò la Germania di aver compiuto la strage.
Nell'aprile del 1990, Mikhail Gorbaciov aveva riconosciuto la responsabilità del regime stalinista. Ma Katyn era rimasta una ferita aperta. Tra il 1991 e il 2004, la magistratura russa ha condotto un'indagine per accertare le responsabilità. In ultima analisi, l'inchiesta è stata chiusa senza alcuna spiegazione e il termine "crimine di guerra" non è stato accettato. Il 7 aprile il premier Vladimir Putin con il collega Donald Tusk aveva partecipato alle commemorazioni, che dovevano concludersi tre giorni dopo con l'arrivo di Kaczynski. Quest'ultimo si era sempre dimostrato molto critico nei confronti di Mosca, esigendo il riconoscimento ufficiale della tragedia come "crimine di guerra".
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