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domenica 2 maggio 2010

IL CONCORSO PER DIRIGENTE SCOLASTICO IN SICILIA SI DEVE RIPETERE.



Annullato le ordinanze del TARS – Palermo n. 81/2010 e n. 96/2010, che avevano sospeso il provvedimento di avvio del nuovo concorso e la nomina della nuova Commissione
    Con ordinanze n. 399 e n. 400 del 27.04.2010 il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, accogliendo i ricorsi in appello proposti dalle professoresse Gugliotta e Cucciniello, assistite dall’avv. Caterina Giunta e dall’avv. Salvatore Leone Giunta, nonché gli atti di intervento ad adiuvandum proposti dal prof. Alagna Antonino più 38 e prof.ssa Cerniglia Lucia più 38, anche essi assistiti dall’avv. Caterina Giunta unitamente dall’avv. Maria Diliberto, ha annullato le ordinanze del TARS – Palermo n. 81/2010 e n. 96/2010, che avevano sospeso il provvedimento di avvio del nuovo concorso e la nomina della nuova Commissione dichiarando testualmente in motivazione
    che “appaiono interamente travisati i chiari contenuti della decisione emessa da questo Consiglio di Giustizia in sede di esecuzione di giudicato di cui costituisce ottemperanza il provvedimento oggetto della misura cautelare; – “che l’Amministrazione Scolastica è tenuta a conformarsi alla decisione emessa in sede di esecuzione di giudicato, e, pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere riformata nel senso della reiezione dell’istanza cautelare proposta in primo grado” , dichiarando l’accoglimento del ricorso e in riforma dell’ordinanza impugnata “la reiezione dell’istanza cautelare” proposta in primo grado, fermo l’obbligo dell’Amministrazione scolastica di dare seguito all’attività di confermazione alla decisione emessa da questo Consiglio in sede di esecuzione di giudicato, secondo quanto disposto nell’atto impugnato di primo grado”. Dichiara l’avv. Caterina Giunta che dalle superiori ordinanze discende senza ombra di dubbio l’obbligo dell’Amministrazione di procedere alla immediata fissazione del nuovo concorso, nei termini specificatamente indicati nella nota del 23.12.2009 del Direttore Generale del Ministero dell’Istruzione che ha consigliato vivamente al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico della Sicilia di fare intercorrere dalla data di notifica a tutti i possibili candidati e la data della prima prova scritta lo stesso lasso di tempo intercorso a suo tempo tra la pubblicazione delle graduatorie di coloro che aveva superato la selezione per titoli e le prove scritte. Mi auguro a questo punto conclude l’avv. Giunta che l’Amministrazione Regionale non trovi qualche altro motivo per ritardare, ancora una volta, di ottemperare al giudicato del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
FONTE ORIGINALE :orizzonte docenti


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giovedì 29 aprile 2010

Giovani Comunisti di Enna: Happy hour sociali


Enna. Avrà inizio giovedì 29 Aprile alle ore 18:00, presso i locali della Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista siti in Via Regione Siciliana n. 4 (dietro il Tribunalee la Stazione bus Sais), la nuova iniziativa dei GC di Enna, a comunicarlo Carla Catalano, coordinatrice provinciale dei giovani comunisti ennesi.
Il progetto si propone di creare uno spazio giovanile di scambio e dibattito in una realtà dove purtroppo mancano luoghi di aggregazione e socializzazione per i più giovani. Al di fuori del frastuono assordante ed alienante di pub e discoteche, l’iniziativa vuole offrire ai ragazzi ennesi e non la possibilità di poter discutere su tematiche di volta in volta differenti in maniera libera e democratica, introdotte attraverso la proiezione di un film a tema.
Il primo incontro avrà inizio con la proiezione di “segreti di stato” e verterà sulla commemorazione della strage di Portella della Ginestra, avvenuta nel lontano 1947 e di cui ancora oggi si sconoscono i mandanti e le cause che portarono Salvatore Giuliano a sparare su una folla di donne e bambini nonché di lavoratori in festa, causando 11 morti e 27 feriti. Il dibattito che ne seguirà sarà anche l’occasione per invitare gli accorsi alla visita in pullman organizzata dall’ ANPI-Enna e dalla CGIL proprio a Portella in occasione della consueta commemorazione annuale. Un momento di incontro intorno al “sasso di Barbato” per continuare a interrogarsi sul perchè i misteri della storia repubblicana italiana restano tali e non ci sia mai, dalla parte delle istituzioni, una ferma volontà di andare all’origine di ciò che accade nel nostro territorio.

A seguire presenteremo:
6 MAGGIO: ore 18 aperitivo, ricordiamo Peppino Impastato ucciso 32 anni fa dalla mafia proiettando il film “I CENTO PASSI” e infine dibattito.
20 MAGGIO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “PORCI CON LE ALI” e infine dibattito sulla pillola abortiva e la libertà sessuale.
10 GIUGNO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “NAZIROCK” e infine dibattito su l’attualità dell’antifascismo.
24 GIUGNO: ore 18 aperitivo, successivamente proiezione del film “I FIGLI DEGLI UOMINI” e infine dibattito su l’ambientalismo.



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lunedì 26 aprile 2010

I palermitani hanno riempito di nuovi biglietti la grande magnolia La pianta che ricorda il magistrato ucciso dalla mafia era stata danneggiata da ignoti

La risposta dei palermitani è stata immediata. Da ieri pomeriggio decine di messaggi sono stati affissi sull'albero Falcone, la grande magnolia davanti al portone del palazzo di via Notarbartolo, a Palermo, dove abitava il magistrato assassinato da Cosa nostra il 23 maggio 1992.



VIDEO Nuovi messaggi della legalità di S. Sbacchis



Sabato pomeriggio il portiere dello stabile aveva denunciato il furto di messaggi e disegni. Scomparso anche un lenzuolo bianco con scritto "le vostre idee camminano sulle nostre gambe". Uno sfregio al quale i palermitani hanno risposto con una immediata mobilitazione. "Tranquillo Giovanni, renderemo questo albero ancora più bello di prima. Siamo tutti con te", si legge in uno dei nuovi messaggi. "Una Sicilia libera è una Sicilia che crede in te", è il contenuto di un altro biglietto. "Con Falcone e Borsellino per sempre", si legge in un terzo pensiero su carta. E, ancora: "L'albero non si tocca".

"Questo albero dà ancora fastidio. Il prossimo 23 maggio, come ogni anno, arriveranno giovani da tutta Italia. E io penso che quanto è accaduto sia un segnale in vista del diciottesimo anniversario della strage di Capaci. Certa gente pensava di avere chiuso i conti con Giovanni Falcone, ma questi studenti dimostrano che è ancora vivo, che le sue idee sono vive", ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia. Questa mattina è alla testa del presidio organizzato davanti alla magnolia di via Nortarbartolo, con studenti e docenti di Palermo "per mettere sull'albero - spiega - tanti disegni e messaggi, segno di un impegno che non si ferma e di una cultura nuova. Potranno toglierli ancora, ma li rimetteremo mille volte".


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mercoledì 21 aprile 2010

Comunisti e socialisti ripartono sotto la stessa bandiera della FdS


Ragusa -“La sinistra vera che riparte”. E’ il messaggio venuto fuori dal primo incontro provinciale della Federazione della Sinistra che si è svolto sabato sera.
“Siamo finalmente riusciti a fare un passo avanti – ha detto Valentina Gulino – era ora che le anime comuniste e socialiste si ricongiungessero. L’errore è stato allontanarci dalla gente, e loro ci hanno puniti.
Questa punizione però è stata produttiva, è servita farci ricongiungere. Noi giovani abbiamo intenzione di essere produttivi. Basta con i vecchi slogan, è necessario affacciarci al presente, senza però dimenticare da dove veniamo”.
Molti sono stati coloro che durante l’incontro si sono succeduti, e l’idea è chiara: “bisogna ripartire dai giovani, bisogna ripartire da nuove idee, e bisogna affrontare le tematiche vere, quelle che toccano la gente, non gongolarci nelle vecchie glorie”. Quindi un nuovo soggetto politico che sembra avere chiare le idee.
“La Federazione della Sinistra è tale proprio perché di sinistra, non solo comunista – ha affermato Concetto Scivoletto di Socialismo 2000 – è necessario rispettare tutte le derivazioni politiche che ci sono all’interno. All’interno della Federazione si è tutti nello stesso piano, non esiste una componente maggioritaria”.
Grande consenso all’interno della sala per le parole del senatore Scivoletto e grande è stata al riguardo l’attenzione del comitato giovanile “Attiva-mente” di Modica, che tramite la voce di Graziana Fiore ha dichiarato la totale partecipazione alle attività della Federazione, ed ha espresso la volontà da parte dei componenti di voler fare politica, nel senso proprio della parola. Si è poi, nella parte finale dell’incontro, riconfermato il coordinamento politico provvisorio, formato da due componenti del Partito dei Comunisti Italiani, du di Rifondazione Comunista, due di Socialismo 2000, più le due componenti giovanili Giovani Comunisti e FGCI. Alla proposta di allargamento ha risposto “Attiva-Mente”, con l’inserimento di Graziana Fiore. E si è tornata a ribadire l’apertura a tutti coloro che hanno intenzione di farne parte. “La Federazione della Sinistra di Ragusa non ha intenzione di rimanere in silenzio sulle grandi questioni provinciali, e regionali. Interverremo a gran voce, facendo valere le nostre idee, e presentando nuove proposte per un uso più funzionale e costruttivo del territorio. Dalla privatizzazione dell’acqua, alla gestione dei rifiuti, dal nucleare alla serricoltura fino al Parco degli Iblei – continua Marco Di Martino, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – la provincia di Ragusa sta attraversando una fase di degrado politico senza precedenti, e sta a noi, tornando tra la gente, fare propri i loro bisogni.



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mercoledì 14 aprile 2010

Il Pd "federale" cresce in Sicilia


Il Pd federale, quello che piace a Prodi, in Sicilia è più di un progetto. Da mesi, a partire dalle primarie per la scelta del segretario regionale, il gruppo dirigente dell'isola non segue le indicazioni dei vertici romani e si muove in maniera autonoma, anche se scomposta. Quanto sta avvenendo rispetto ai rapporti col governo di Raffaele Lombardo ne è la prova evidente. Anzi. Come spesso avviene, la Sicilia è un passo avanti. L'inchiesta per concorso in associazione mafiosa a carico del presidente della regione, indagato dalla procura di Catania, ha scoperto i nervi del Pd, portando alla luce contrasti, antipatie, lobbies e faide. La missione di Maurizio Migliavacca, inviato a Palermo da Bersani per imporre la linea in merito alla questione Lombardo, è fallita.
Migliavacca è tornato a Roma dopo una riunione di routine, segnata da scarsa partecipazione e poca convinzione. Tant'è che linea del «no» all'ingresso nella giunta regionale con la conferma dell'appoggio esterno alle riforme è stata sconfessata il giorno dopo dai dirigenti ex Margherita che fanno riferimento all'ex ministro Salvatore Cardinale e all'ex segretario regionale, l'imprenditore dello Stretto Francantonio Genovese. I due, riuniti nella nuova associazione Innovazione, hanno manifestato apertamente il proprio sostegno a Lombardo, schiacciando l'occhio al partito del Sud e aprendo le braccia a Miccichè e Dell'Utri. Posizione agli antipodi rispetto a quella espressa da altri dirigenti, sempre di area ex Margherita, che fanno capo all'ex ministro Enzo Bianco e al parlamentare Giovanni Burtone, nettamente contrari a Lombardo. In mezzo c'è l'area rappresentata dal senatore Beppe Lumia e dal capogruppo all'Ars Antonello Cracolici, gli unici che già prima delle primarie, si erano schierati per il sostegno alle riforme e che hanno contribuito in modo deciso alla nuova norma sugli rifiuti che cancella i termovalorizzatori su cui Totò Cuffaro stava costruendo un business milionario. In questo quadro è molto debole la leadership di Giuseppe Lupo, il segretario che ha vinto le primarie col sostegno dell'area Franceschini. Il suo «no» a Lombardo s'è trasformato in un «ni» alle riforme, per poi tornare un «no» subito dopo l'inchiesta della procura sul governatore. Lupo è stato eletto anche grazie ai voti di Cardinale e Genovese, i quali durante le primarie facevano parte del partito del «no» a Lombardo, oggi invece ne sono i principali alleati. Rita Borsellino, con i suoi cantieri, alterna toni duri ad aperture. Domani, dopo che Lombardo riferirà all'Ars sull'inchiesta di Catania, si capirà quale ruolo giocherà il Pd.
Il caos totale che regna nel partito trova conferma se si analizza quanto sta accadendo a Enna e Gela, i due comuni più grossi che andranno al voto il 30 e 31 maggio. A Enna il senatore Vladimiro Crisafulli ha vinto per 700 voti le primarie, ma la sua candidatura a sindaco sarà boicottata dai fedelissimi di Beppe Lumia, «nemico» storico del collega parlamentare, accusato di fare una politica vecchia e clientelare. Crisafulli sarà sostenuto in campagna elettorale da una parte dei dirigenti dell'area Bersani; gli ex Margherita, invece, sosterranno il sindaco uscente Rino Agnello che si è autocandidato senza passare al vaglio delle primarie. Anche a Gela, la situazione è sfuggita di mano. Le primarie sono state vinte da Angelo Fasulo, che ha superato per 22 voti Lillo Speziale, presidente della commissione regionale antimafia. Speziale ha però impugnato il risultato, contestando un centinaio di schede, a suo favore, che non sarebbero state inserite nel computo. Il ricorso è finito a tarallucci e vino. Sia Fasulo sia Speziale, contro cui si è schierato l'ex sindaco Rosario Crocetta, sono candidati.


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martedì 6 aprile 2010

Prc - Caltagirone attiva comitato difesa acqua pubblica


Sabato 24 aprile presso il Villino Milazzo alle ore 17:00, si terrà un assemblea pubblica proposta dal circolo locale di Rifondazione Comunista, per iniziare anche a Caltagirone la raccolta firme per un referendum popolare in difesa dell'acqua pubblica, il comitato che sorgerà non avrà simboli di partito, sarà un movimento aperto a tutti coloro che ritengono l'acqua come un bene comune e privo di rilevanza economica, lanciamo un appello ai movimenti, alle associazioni, alle forze politiche e ai singoli che vogliono impegnarsi in questa battaglia a difesa del bene indispensabile e prezioso per la nostra esistenza, vi invitiamo a iscrivervi all'apposito gruppo su facebook ed a contribuire ad incrementare il gruppo divulgando l'iniziativa a più persone possibili!
Cliccate sul link per partecipare all'iniziativa:
http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=108217769210123&ref=ts

Clicca sul link per iscriverti al gruppo su facebook:
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=105903992782234&ref=ts

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martedì 23 marzo 2010

Prc, Catania: "Lo scandalo della Circumetnea"


Si è svolta oggi alle ore 11, presso la sede della federazione catanese di Rifondazione Comunista la conferenza stampa sul tema: lo scandalo della Ferrovia Circumetnea.
La conferenza stampa è stata aperta da Marcello Failla, responsabile politiche comunali di Rifondazione Comunista che ha denunciato la politica di assunzioni della Circumetnea.
“Dopo la trasmissione Report “ha detto Failla”, , la città è stata come avvolta da un fragoroso silenzio sulla gestione commissariale della FCE di Catania.
Solo Rifondazione Comunista, con l’odierna conferenza stampa, ha contestato lo scandaloso operato del commissario Tafuri, chiedendo l’intervento del Governa nazionale, per ripristinare le procedure rigidamente previste dalle leggi in vigore.
Infatti, secondo l’indagine dei giornalisti di Report e le dichiarazioni del precedente commissario FCE ing. Spampinato, la ferrovia Circumetnea in questi ultimi anni avrebbe operato oltre 70 assunzioni senza rispetto alcuno degli obblighi che le derivano dal DLgs 165 del 2001, che agli articoli 35 e 36 subordina l’ avvio delle procedure concorsuali delle amministrazioni dello stato e degli enti pubblici non economici, all’ emanazione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Inoltre le procedure seguite dalla FCE , in barba alla normativa in vigore in materia di assunzioni, non avrebbero garantito un’adeguata pubblicità delle procedure selettive, di cui si è riportata la notizia solo sul sito dell’azienda, mentre nessun bando è stato pubblicato sulla Gazzetta.
Le stesse commissioni esaminatrici dei candidati sarebbero state costituite senza il rispetto del citato Dlgs 165/2001, che all’art. 35 obbliga le amministrazioni a comporre le commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso e con funzionari e docenti che non ricoprano cariche politiche o sindacali.
Stupisce inoltre che alla fine degli esami gli assunti siano risultati sindaci ed amministratori locali del Movimento per l’Autonomia , o loro parenti e amici, qualifiche che “casualmente” le commissioni di concorso avrebbero così considerato determinati.
In realtà con la vicenda FCE si è ritornati agli anni ‘50, quando la Democrazia Cristiana inondò di assunzioni nominative il comune e la provincia di Catania, facendo diventare dipendenti pubblici gli iscritti al partito ed i galoppini elettorali.
Solo che adesso questo non si può più fare, perché la legge ben prevede che le assunzioni presso gli enti pubblici avvengano per concorso e non per chiamata diretta.
Rifondazione Comunista interverrà quindi con una lettera –denuncia presso il governo nazionale perché anche a Catania vengano rispettate le leggi in materia di assunzione presso enti pubblici e sia aperta un’indagine sulle scelte operate dal commissario della FCE.”
Successivamente è intervenuto Pierpaolo Montalto, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che ha denunciato le scelte clientelari degli amministratori del centro destra, purtroppo ormai diffuse in quasi tutti i partiti, che, stante le dichiarazioni dell’ex commissario FCE ing. Spampinato, hanno premiato dirigenti ed amministratori di partito ed esponenti dei “poteri forti” , a tutto discapito delle migliaia di disoccupati che attendono i concorsi pubblici per poter ambire ad un lavoro sicuro e dignitoso.
“In questa nuova vergognosa pagina del clientelismo”, ha detto Montalto,” si distingue il particolare attivismo del Movimento per L’Autonomia, partito del presidente Lombardo, il cui governo regionale da due anni immobilizza la Sicilia.
Il governo Lombardo è stato incapace di utilizzare appieno le risorse comunitarie, di cui oltre 250 milioni di euro sono state restituite alla UE, ha segnato una gravissima assenza nelle grandi vertenze per il lavoro ed è stato del tutto incapace di risolvere la crisi e di dare risposta al dramma della disoccupazione nella nostra regione.
Un partito, l’MPA, che le dichiarazioni dell’ex commissario della FCE e le inchieste dei giornalisti di Report, accusano di procedere ad assunzioni clientelari senza alcun rispetto delle leggi vigenti, in nome di un sicilianismo becero e di stampo prettamente democristiano.”
Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, Federazione di Catania
Il responsabile politiche comunali, Marcello Failla


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giovedì 11 marzo 2010

Prc - Cangemi, cresce in Sicilia la protesta contro la Gelmini


Il mondo della scuola siciliano è in rivolta contro il provvedimento della Gelmini che devasta la scuola superiore, il più recente episodio dell’ attacco del governo a ogni livello dell’istruzione pubblica” ha dichiarato il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Luca Cangemi. “In numerose scuole dal liceo classico “Garibaldi” di Palermo al liceo scientifico “Boggio Lera” di Catania si sono approvati inequivocabili documenti contro la cosiddetta riforma, la giornata di sciopero del 12 marzo sarà un’importante occasione di protesta”- continua Cangemi.

“Di fronte ai fermenti e alle angoscie dell’istruzione siciliana, che tra qualche mese vedrà sparire altre migliaia di cattedre e azzerare il suo ruolo, spicca la complice passività del governo regionale, fresco reduce dalla colossale figuraccia del fallimento dei progetti per i precari della scuola, annunciati ad agosto e ancora fermi. Il “democratico” assessore Centorrino è stato finora troppo occupato a censurare la letteratura siciliana” conclude Luca Cangemi.



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Catania, reati etnici


Arrivano di corsa, urlando. Inseguono i senegalesi con le auto di servizio. Li scaraventano a forza nelle volanti. Chi ha i documenti in regola finisce ugualmente in Questura. Sono tante le segnalazioni di sequestri di merce senza verbale e multe fino a mille euro. Giocano a fare gli sceriffi, simulano una piccola guerra. Una camionetta della Polizia in pianta stabile all'imbocco di Corso. Retate quotidiane nelle ore di maggiore affollamento. Presidi in tenuta antisommossa. Inseguimenti e scontri fisici in pieno centro. Dallo scorso dicembre, a Catania i reati si perseguono su base rigorosamente etnica. La logica del "pacchetto sicurezza" è spesso ridicola, ma in alcuni contesti ancora di più. Per esempio, nelle città del Sud dove funzionari, politici e bottegai si illudono di essere in Padania e provano a fare i leghisti.
Gli effetti sono semplicemente grotteschi. A pochi metri di distanza gli italiani vendono di tutto, senza che nessuno indaghi su documenti in regola e provenienza. La merce contraffatta è frutto di circuiti mafiosi, ma è più comodo prendersela con l'ultimo anello della catena. In tutta la città si organizzano le corse clandestine dei cavalli, con tutto l'indotto di scommesse, macellazione clandestina, stalle abusive e logistica. Le indagini non sono complicatissime. Basta digitare su Youtube «corse cavalli Catania» e compaiono centinaia di video, come evidenziato dalla sezione palermitana di Repubblica.it. A "Tempesta", un purosangue imbattibile, hanno dedicato una canzone neomelodica. «A strada è 'a stessa 'i tante vote, quanti guaglioni ti currono appresso 'cu i motorini 'ppe te guardà...». Infatti sono centinaia le persone che si affollano lungo le strade chiuse all'alba. I campioni sono "Ronaldinho", "Valentino" e "Pocket Coffee". Animali allevati nei quartieri di periferia, una vera mania di massa. E' noto che la carne di cavallo che si trova sui banconi della città è di provenienza dubbia, che ci sono tante macellerie clandestine, che i cavalli usati per le corse sono gonfiati di estrogeni. Non è difficile ipotizzare gravissimi rischi per la salute pubblica, ma nessuno sembra preoccuparsi più di tanto. Meglio perseguitare i senegalesi, fingere che i portici di corso Sicilia siano quelli di una tranquilla città settentrionale: grassa, pacifica e razzista.

La city
Lo scorso 17 gennaio uno dei tanti blitz della polizia. Una irruzione violenta, la fuga, i tafferugli. I senegalesi denunciavano di essere stati presi a colpi di manganello in testa. I poliziotti del sindacato autonomo Adp, invece, hanno parlato di sprangate ricevute, ma sono stati smentiti dal responsabile delle volanti. Il console onorario del Senegal a Catania chiedeva un incontro con le istituzioni. La Sicilia - il quotidiano locale - gioca a fare il foglio del nord.
Corso Sicilia sarebbe la City, il quartiere degli affari violato dalla "povera merce" degli africani "violenti e abusivi". In realtà, sono solo cinquecento metri di cubi di cemento, l'inizio di un sacco edilizio - per fortuna fermato - che stava per distruggere il centro storico barocco. A distanza di anni, l'Unesco riconoscerà il duomo di S. Agata come patrimonio dell'umanità. Spariranno le banche e le imprese dei "cavalieri" legati a doppio filo con la mafia che anche lì avevano le loro sedi. La movida sostituirà il coprifuoco segnato dagli scippi e dalle rapine. Eppure c'è ancora chi rimpiange gli anni '80: gli africani «deturpano il decoro della City», secondo il cronista de la Sicilia. Rovinano il simbolo di quella che «era chiamata a ragione la Milano del Sud». «Mi dispiace ma per me le regole vanno rispettate», dice un cittadino interpellato da un cronista. «Alla fine hanno capito che bisogna cambiare aria». Ed ancora: «È stata dura per gli africani digerire le regole». «Abbiamo agito in corso Sicilia cercando di portare ordine e decoro», conclude il sindaco Stancanelli.

Ai margini
Tutte le contraddizioni di Catania in pochi metri quadri: negozi di lusso, librerie, locali e aspirazioni nordeuropee. Banche e sedi di imprese. Più in là il cantiere della metropolitana. Ma anche la vitalità sregolata da suq della "fera o luni" - la fiera del lunedì, che però si tiene quotidianamente - dove un qualunque abitante del sud del mondo può sentirsi a casa propria. Fast food cingalese, cinesi col carretto, due negozi di articoli alimentari importati da tre continenti, merci contraffatte e rubate, una folla pulsante, traffico caotico e venditori che banniano, cioè urlano per pubblicizzare la propria mercanzia.
«Da settimane la tolleranza zero si esercita solo contro giovani ambulanti che, privati dalle loro fonti di sostentamento e non trovando canali legali di regolarizzazione per lavoro autonomo o dipendente, vengono così spinti nell'accogliente industria della criminalità», denuncia la Rete antirazzista catanese in un comunicato del 4 febbraio. Non ci vuole molto a capire che la marginalizzazione degli stranieri - alla fine - produrrà insicurezza per tutti. Poche settimane prima, il 22 dicembre, le associazioni antirazziste erano scese in piazza insieme agli africani. «Le forze di polizia non si occupano della violenza sfacciata e brutale praticata dalle bande criminali che imperversano nella nostra città», recitava il volantino. «In corso Sicilia si trova anche merce contraffatta di alto livello, con un giro d'affari notevole», ammette la giornalista Rosa Maria Di Natale. «Ma in una città normale le regole si stabilirebbero a tutti i livelli, invece a pochi metri di distanza gli italiani fanno la stessa cosa. In questo modo appare più comodo colpire "abusivi extracomunitari" che concittadini».

Aspettando
«Aspetto la sanatoria per la regolarizzazione», mi dice Mohamed, un ragazzo senegalese che incontro alla sede dell'Arci, proprio in piazza Carlo Alberto, pochi metri da corso Sicilia. «Abbiamo avuto un incontro tra il vicequestore e il responsabile della nostra comunità, gli hanno chiesto di farci spostare. La delegazione è andata anche in Prefettura e al Comune, ci hanno promesso una tregua. Invece hanno continuato. Hanno parlato di un'area per noi. Se regolari». Ma come si fa ad uscire dalla "clandestinità"? In nessun modo, non è possibile. Si può solo attendere una provvedimento di regolarizzazione.
«Qualche sabato fa alcuni poliziotti hanno colpito duramente alcuni migranti che non volevano lasciare le loro bancarelle», racconta Daniela Di Mauro del movimento antirazzista catanese. «I ragazzi hanno risposto lanciando qualche sasso contro i poliziotti. Tutto questo in pieno centro e sotto gli occhi di tutti. Due stranieri che hanno fatto resistenza sono stata portati via, gli altri sono riusciti a disperdersi. Il lunedì successivo un numero elevato di poliziotti in tenuta antisommossa si è schierato in piazza Stesicoro - adiacente al corso Sicilia - per impedire ai migranti di montare le bancarelle".
"Hanno iniziato i controlli nel periodo di Natale, lo scorso anno", ricorda Daniela Pagano dell'Arci. "Tutto è partito dall'Assessorato al Commercio, dopo la segnalazione dei negozianti, in particolare un negozio di articoli sportivi. Qui all'Arci abbiamo un numero di telefono per i migranti, possono chiamare in caso di merce sequestrata senza verbale. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di abusi. Tra le chiamate ricevute, un asiatico ci ha raccontato di due poliziotti che lo hanno inseguito lungo via Etnea, preso e scaraventato in macchina. Un nostro legale è intervenuto. Ovviamente noi denunciamo che si fanno due pesi e due misure. Non dimentichiamo che siamo la città dell'illegalità».

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martedì 9 marzo 2010

"Aggredita" Radio 100 passi. Siamo tutti solidali!

Furto e danneggiamenti nella notte al centro socioculturale "Tavola Tonda" nel centro storico di Palermo. Un raid che gli animatori della struttura non esitano a definite "un atto intimidatorio in piena regola". Il centro riunisce le associazioni Acunamatata,  Ubuntu, il Centro aggregativo Riad, il circolo Arci Tavola Tonda e Radio 100 passi (che prende il nome dall'emittente di Peppino Impastato) e che proprio oggi avrebbe dovuto iniziare la programmazione. 



Ignoti, nella notte, hanno divelto le finestre e rubato computer, mixer, giocattoli e gli attrezzi degli artigiani che lavorano nel centro. Nella struttura si svolgono laboratori di danza, musica, poesia, oltre al babyparking per i bambini del quartiere e da oggi avrebbe cominciato con la programmazione del palinsesto radiofonico anche Radio 100 passi. Nel centro lavorano circa trenta volontari.

"Il messaggio è arrivato ma lo rispediamo al mittente",  è la risposta delle associazioni che compongono il centro. "Siamo consapevoli che ogni qualvolta si cerca di costruire integrazione e legalità in questa città si sconvolgono gli equilibri mafiosi che la regolano, soprattutto in un periodo in cui vige un totale disinteresse di una parte delle istituzioni - dice Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Idv in Consiglio comunale, tra i fondatori della struttura - Disinteresse che riguarda per esempio i centri aggregativi di quartiere che in tutta la città sono fermi da oltre tre mesi per inadempienze amministrative che ne impediscono la riapertura. Colpire una realtà come Tavola Tonda è un atto simbolico fortissimo in una città che vive di simboli, nel bene e nel male.  E simbolicamente noi ricominciamo subito: da domattina Radio 100 Passi comincerà una trasmissione no stop con mezzi di fortuna. Sabato sera a Piazza Tavola Tonda ci sarà un concerto a palco aperto per raccogliere i fondi per ricomprare tutte le attrezzature rubate".

tratto da Repubblica.it


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lunedì 8 marzo 2010

Riappropriarsi della giornata internazionale della donna

riceviamo e pubblichiamo da circolo prc marsala - Anche nel 2010 il Circolo “Che Guevara” di Marsala ha invitato le donne a ricordare in maniera corretta la ricorrenza dell’8 Marzo, una data che celebra le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne. Un invito a “riappropriarsi della giornata internazionale della donna” come pubblicato nel volantino che Sabato 06 Marzo è stato distribuito all’uscita dei principali Istituti scolastici marsalesi e per le vie del centro storico.
“E’ una ricorrenza importante che non può essere ridotta solamente ad un contentino per le donne che tuttora vengono discriminate in molti contesti sociali, bisogna tenere vivo il ricordo delle battaglie per l’indipendenza e l’autonomia delle donne dal maschilismo dominante” ha dichiarato la responsabile delle donne Giorgia Bertolino.
Il Circolo, inoltre, ha annunciato che parteciperà con propria delegazione alla fiaccolata prevista Lunedì 08 Marzo a Trapani, organizzata dalle lavoratrici del gruppo Multimedia Planet che da 5 mesi sono state privaste dal legittimo pagamento degli stipendi, alle quali si esprime la massima solidarietà e sostegno.




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Vagito di "Federazione della Sinistra" assemblea provinciale a Vittoria

da giornalediragusa - di Francesca Cabibbo

Vittoria - Primi passi per la Federazione della Sinistra. Il nuovo soggetto politico, che sarà già presente nelle città italiane, nelle elezioni di marzo, sta organizzando la propria rete anche in provincia di Ragusa. L’assemblea provinciale si è svolta a Vittoria. Vi hanno partecipato Rifondazione Comunista, il Partito dei Comunisti Italiani e Socialismo 2000. A presiedere i lavori, il consigliere comunale di Vittoria, Peppe Cannella, e Valentina Gulino, della Figc provinciale.


Era presente anche il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Luca Cangemi, già deputato nazionale e Orazio Licandro, della segretaria nazionale del PdCI, anch’egli ex deputato, rimasto fuori come altri dal mancato raggiungimento della soglia del 5 per cento per i partiti della sinistra, e Concetto Scivoletto, fondatore, insieme a Cesare Salvi, dell’associazione “Socialismo 2000”.

Presente anche una nutrita delegazione dei Giovani Comunisti. Licandro ha avuto parole molto dure verso il decreto ministeriale “salva-liste” ed ha auspicato la mobilitazione del paese a difesa della democrazia.
Le prossime tappe dovranno condurre al congresso di fondazione della Federazione della Sinistra, nel dicembre 2010. Nell’attesa, è partita la fase di organizzazione dei circoli. A conclusione dell’assemblea, è stato nominato un coordinamento provinciale: ne fanno parte Peppe Cannella, Giovanni Cassibba, Luigi Cicero, Marco Di Martino, Davide Guastella, Orazio Maggio e Giovanni Tomasi.


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domenica 28 febbraio 2010

REPRESSIONE E VIOLENZE SUI MIGRANTI DAL NORD AL SUD ITALIA E’ SEMPRE “ROSARNO”


PALERMO -DOMENICA 7 MARZO  DALLE ORE 18,00 IN POI
AL LABORATORIO ZETA    via A. Boito 7
 
REPRESSIONE  E VIOLENZE SUI MIGRANTI
DAL NORD AL SUD ITALIA E’ SEMPRE “ROSARNO”



ORE 18,00 - INCONTRO/DIBATTITO

PALERMO -  COME ZINGONIA – COME ROSARNO
Testimonianze a confronto


 Introduce e modera i lavori Salvo Vitale (Ass. Peppino Impastato – Casa Memoria)

PARLIAMONE CON

Fulvio Vassallo Paleologo  – “Sembra Rosarno, è Palermo” – Dallo sgombero del Laboratorio Zeta alla riconquista sociale”

 Lorella Lari  –  “Sembra Rosarno, è Zingonia” -  Una storia di acqua, razzismo e speculazione”

Judith Gleitze  - “Sembra Rosarno,  è Milano” – La lotta delle donne nei CIE

Riflessioni e dibattito

Nel corso dell’incontro verrà lanciata l’iniziativa  del primo pseudo concorso “ Rimbalza il clandestino e gettalo nel cestino” , a cura di Salvo Vitale

ORE 20,30 CENA SOCIALE 

A SEGUIRE PROIEZIONE  DEL VIDEO SU ROSARNO:
“IL TEMPO DELLE ARANCE” di Nicola Angrisano
Presentazione di  Enrico Montalbano



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Aggressione ai Gc di Castelvetrano

Ricevuto da Francesco Bellina - Nel pomeriggio del 27 Febbraio 2010,nella P.zza Matteotti di Castelvetrano, mentre i / le GC lavoravano attivamente alla raccolta firme a sostegno degli agricoltori,alcuni ragazzi si avvicinavano al gazebo palesando e mettendo in atto intenzioni aggressive e intolleranti nei confronti del portavoce dei GC locali,Gabriele De Biase. L’episodio dimostra nella sua tipologia non solo la scarsa cultura democratica di alcuni giovani castelvetranesi,che considerata l'immagine esibita sulla maglietta,ritengono il " padrino" un mito da emulare,ma la carica di violenza nei confronti di una parte sana della nostra città. I gesti provocatori non ci fanno paura, né tantomeno ci fanno arretrare di un passo,continueremo nel nostro lavoro di contrasto alle mafie.

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