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giovedì 5 novembre 2009

Piacenza - Cassa di Resistenza: sostegno a chi alza la testa!



dai territori - 
I compagni piacentini di Rifondazione e dei Comunisti Italiani hanno presentato sabato 31 ottobre la Cassa di Resistenza e Solidarietà, l’associazione che prevede aiuti reali ai lavoratori colpiti dalla crisi e risponde al principio solidale del mutuo soccorso facendosi carico del sostegno materiale ai licenziati e alle loro famiglie. «La nostra è un’iniziativa allargata a chiunque abbia a cuore le sorti dei lavoratori, - introduce il portavoce Pino Genesi (PRC) - ed è la dimostrazione che l’unica uscita possibile dalla crisi attuale è a Sinistra. Con questo percorso diamo una spinta netta all’unificazione della Sinistra e delle sue lotte, per far sì che ci sia qualcuno che davvero si impegna a sostenere chi è davvero colpito dall’attuale crisi, tutt’ora in atto».
All’incontro è intervenuto anche Roberto Giudici, delegato Fiom di Milano e protagonista della lotta “sul carro ponte” all’INSE di Milano, che si è detto subito entusiasta dell’iniziativa perché «punta al cuore della solidarietà, cosa indispensabile per vincere qualsiasi lotta contro il padronato, come hanno testimoniato i 15 mesi all’Inse». Per il sindacalista il sostegno effettivo ai lavoratori cassa integrati è indispensabile ora perché «chi ha il coraggio di alzare la testa e di lottare per i propri diritti va sempre sostenuto, anche dalle istituzioni». A sostenere lo spirito solidale della Cassa di Resistenza ci sono anche l’ARCI e i PdCi: «tutti i comunisti devono stare accanto ai lavoratori; - sottolinea Andrea Poggi dei Comunisti Italiani - aderire alla Cassa di sicuro ci avvicina di conseguenza alla creazione di una Federazione Comunista».
Particolare è poi la situazione della scuola; come testimonia Mattea Cambria (CGIL scuola) essa «vive di precarietà, e quest’anno più di 50000 lavoratori sono stati licenziati con il beneplacito dell’opinione pubblica plagiata dai media»; il Comune invece, rappresentato dal consigliere di Rifondazione Pallavicini, si sta muovendo nella direzione giusta: «è stato stanziato un fondo a favore dei soggetti deboli, e in più si sta cercando di incidere in forma sempre minore sui redditi più bassi».
Alla conferenza sono intervenuti anche diversi testimoni di aziende presenti in provincia come l’Atlantis e la Sogin, che hanno raccontato quanto la situazione sia critica anche a Piacenza. Situazione ancor più critica è invece quella degli immigrati che, non potendo contare su sostegni statali e familiari, corrono rischi maggiori di essere sopraffatti dalla crisi.






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