Se non si riesce a fermare i NoTav con le forze dell'ordine e le manganellate, proviamoci bloccandogli tutti i loro siti internet, Facebook compreso. E' un pensiero venuto ai più maligni e maliziosi, soprattutto tra il 5 e l'8 febbraio scorso, quando realmente Facebook, famoso social network, ha bloccato l'account "Ambientevalsusanotav" e sul sito come www.notav-eu non si riusciva in nessun modo ad entrare. Che sia la Polizia postale ad aver avuto l'ordine di manomettere tutto ciò che sa di NoTav? Oppure c'è qualche hacker buontempone, magari collegato agli altrettanto buontemponi che hanno bruciato i presidi di Bruzolo e Borgone? Ad allarmarsi, soprattutto via mail e sms, sono state le persone che sono iscritte alla mail-list dell'assembleapermanente, i quali hanno cercato di rimediare aiutandosi l'un l'altro cercando soluzioni informatiche alternative al problema.
Tra di essi ne citiamo uno, inviato lunedì 8 febbraio alle 20:43:32, che ad esempio pensa ci sia stata opera di censura: «Mi unisco purtroppo a coloro che hanno problemi a connettersi al sito no tav...è circa due ore che ci provo ma con scarsi risultati..!!! E anche se fosse censura, saremo come sempre più forti e determinati di loro!!».
Intanto ritorna "Una pallottola spuntata 2", parafrasando il titolo di un film. Dunque il sindaco Sergio Chiamparino non è il solo ad avere ricevuto lettere minatorie. Questa volta è toccato a Michele Cribari, imprenditore della Valsusa, tra i promotori della manifestazione SiTav al Lingotto. Lettere minatorie firmate "Fronte Nero NoTav". Forse che il mandante dei proiettili sia anche il fautore degli incendi ai presidi?
Forse che questi episodi vengono organizzati per diffamare ed accusare di presunto terrorismo chi da oltre vent'anni si sta battendo affinchè la Valsusa non venga distrutta in nome del partito "calce e martello", vale a dire quelli delle lobby affaristiche del "cemento e tondino"?
«Qualcuno – ricorda Claudio Cancelli, tra i fondatori e animatori del movimento valsusino - si inventò gli attentati dei Lupi Grigi per fermare la protesta allora nascente NoTav. A distanza di qualche anno il castello di accuse diffamatorie nei confronti del movimento franò miseramente, senza neanche arrivare al dibattimento e, nelle pieghe dell'inchiesta, ci fu un agente di polizia giudiziaria che patteggiò una condanna per avere inviato lui stesso al proprio pubblico ministero il rituale proiettile in busta».
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