L'aggresione subita dal Premier scatena polemiche anche nella Marca
Treviso - Non vogliono essere cancellati, i giovani che si riconoscono nelle idee comuniste e nei valori di Di Pietro.
La proposta choc del Gruppo giovani del Pdl trevigiano di abolire l’Italia dei Valori e il partito dei Comunisti ha suscitato reazioni anche da parte degli esponenti di sinistra.
I Giovani Comunisti trevigiani assieme alla Fgci di Treviso organizzano un presidio venerdì 18 in piazza Aldo Moro a partire dalle ore 15 in difesa della Costituzione e la democrazia.
AGGIORNAMENTO:
la locazione è stata cambiata in via Calmaggiore (dietro al battistero) non più in piazzetta Aldo Moro.
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la locazione è stata cambiata in via Calmaggiore (dietro al battistero) non più in piazzetta Aldo Moro.
“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” recita l’articolo 49 della Costituzione ,che viene citato nella nota inviata dai Giovani Comunisti ,che afferma che “La proposta dei giovani del Pdl di Treviso, che vorrebbero mettere al bando i partiti di opposizione, è un grave attacco alla democrazia e alla libertà".
"Libertà che in Italia è stata ottenuta anche grazie ai moltissimi comunisti, il cui contributo è stato essenziale durante la Resistenza e per la stesura della Costituzione italiana - ricordano i giovani comunisti trevigiani - L'atteggiamento di Nicola Di Maio, coordinatore dei Giovani del Pdl di Treviso, e del suo vice Fabio Maggio ricorda il fanatismo religioso e ciò è molto inquietante, perché è proprio questo l’atteggiamento che rende violento lo scontro politico e che, passando per il non riconoscimento dell'avversario, porta allo scontro senza quartiere".
E nella castellana, terra d'origine del pdl Nicola Di Maio, le reazioni sono ancora più dure: "la proposta di Di Maio ricorda in modo inquietante il periodo in cui i gerarchi fascisti misero al bando per via legislativa e coi manganelli, le organizzazioni politiche, sociali e sindacali", notano Enrico Baldin (segretario circolo della castellana Partito della Rifondazione Comunista) e Alessandro Squizzato (segretario circolo della castellana Partito dei Comunisti Italiani).
Baldin e Squizzato chiedono che sia subito ritirata la proposta di abolire i due partiti e che chi l’ha formulata "si dimetta da incarichi di rilievo in quanto per occuparli si deve almeno riconoscere la Costituzione".
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