Rc
Pdci
Pcl
Alternativa comunista
Comunisti sinistra popolare
Nuovopci
Partito marxista leninista italiano
Pdci
Pcl
Alternativa comunista
Comunisti sinistra popolare
Nuovopci
Partito marxista leninista italiano
Partito comunista italiano marxista leninista
Partito comunista per la questione morale (non so se ancora vivo)
Nucleo comunista internazionalista
Partito comunista per la questione morale (non so se ancora vivo)
Nucleo comunista internazionalista
Carc
Sinistra critica
Partito comunista internazionale
Rete dei comunisti
Piattaforma comunista
Rete civica (fondato da Fernando Rossi ex sen. pdci)
Per ora, sono sedici. Sedici partiti comunisti. Facile ne esca qualcun'altro, nel caso aggiorneremo.
I Aggiornamento, si aggiungono:
Lotta Comunista
Partito d'Azione Comunista
Quindi siamo a DICIOTTO.
La parola a voi, che ne pensate? E soprattutto, c'è una soluzione?

La soluzione risiede nella volontà e nell'intelligenza di chi partecipa a questi partiti... Rifondazione e Comunisti italiani vogliono federarsi, e già è un passo nella direzione giusta, anche perché numericamente sono i partiti maggiori, ma certo è che questa frammentazione è ridicola: per dire, Pcl e Sinistra critica sino a qualche anno fa erano insieme dentro Rifondazione, perché devono essere divisi ora? Eppure son tutti trotzkisti. Così come non ha senso che ci siano due partiti marxisti-leninisti, o due partiti personali di fuoriusciti dal Pdci.
RispondiEliminaEscludendo i partitini a dimensione locale, per gli altri microcomunisti direi che c'è un problema o di narcisismo o di scollamento dalla realtà, o entrambe le cose insieme.
Infatti, credo che la soluzione (non so quale) stia nelle varie basi. Che conteranno almeno numericamente un pò più di quei sedici. (che abbiano torto o ragione)
RispondiEliminaAd oggi, serve impuntarsi sui particolarismi o ci sono cose tipo costituzione, giustizia, lavoro, scuola imprescindibili? Da comunisti i valori almeno sono gli stessi no? puntiamo su quelli.
Così....boh
Questo lo spiego solo con il fatto che gli interessi personali e le diattribe che hanno coinvolto i rappresentanti di tutti questi partiti (vedi anche la vicenda Rizzo-PDCI, prescindendo dalle ragioni dell'uno o dell'altro) prevalgono rispetto agli interessi dell'elettorato di sinistra e comunista, che invece preme verso l'unità di tutte queste forze. La classe dirigente deve essere azzerata e sostituita, altrimenti non si va da nessuna parte e rischiamo davvero l'estinzione. Bisogna mettere da parte i vecchi rancori e le ragioni che hanno portato a queste scissioni e rimettersi tutti insieme se si vuole davvero che vi sia un unico partito comunista che abbia la giusta forza e credibilità, perchè oggi, con tutta questa frammentazione, agli occhi della gente siamo davvero poco credibili, ma per fare questo bisona assolutamente cambiare la classe dirigente attuale
RispondiEliminaQuesto lo spiego solo con il fatto che gli interessi personali e le diattribe che hanno coinvolto i rappresentanti di tutti questi partiti (vedi anche la vicenda Rizzo-PDCI, prescindendo dalle ragioni dell'uno o dell'altro) prevalgono rispetto agli interessi dell'elettorato di sinistra e comunista, che invece preme verso l'unità di tutte queste forze. La classe dirigente (o almeno quella che dimostra allergia alla riunificazione) deve essere azzerata e sostituita, altrimenti non si va da nessuna parte e rischiamo davvero l'estinzione. Bisogna mettere da parte i vecchi rancori e le ragioni che hanno portato a queste scissioni e rimettersi tutti insieme se si vuole davvero che vi sia un unico partito comunista che abbia la giusta forza e credibilità, perchè oggi, con tutta questa frammentazione, agli occhi della gente siamo davvero poco credibili, ma per fare questo bisogna assolutamente cambiare gran parte della classe dirigente attuale
RispondiEliminaCompagni, credo siano da aggiungere Lotta Comunista (a meno che non lo abbiate escluso in quanto non partito) e il Partito d'Azione Comunista.
RispondiEliminaCome disse Diliberto è grottesca la divisione PRC-PdCI, figuriamoci tutte le altre... speriamo che almeno Rifondazione e i Comunisti italiani si uniscano veramente, non solo federandosi.
Quoto Simone per intero. Con un'altra cosa da aggiungere: se per scadenze elettorali o scelte politiche "istituzionali" si sono create divisioni, nelle lotte bisognerebbe cercare di essere sempre uniti e di far presente l'unità nelle intenzioni e nei metodi. La Federazione, lasciando intatte le "particolarità" di ogni organizzazione, dovrebbe spingere di più in questa direzione, portando sul tavolo un "rinnovamento" non solo a parole, ma nei fatti. Vorrei dirigenti giovani preparati e motivati che si misurano ad armi pari, per un investimento dei Comunisti e della Sinistra sul futuro della classe politica.
RispondiEliminaMi piacerebbe che ci fossero tanti partiti comunisti ad alternarsi al potere e un partito capitalista a fare oppisizione.
RispondiEliminaPurtroppo è ovvio che in una situazione come l' attuale è insensata questa divisione. Ma è ovvio il motivo: alcuni politici guadagnano più a stare all' opposizione e non hanno interesse a voler governare. Ma basterebbe che la gente non li votasse. Cominciamo a votare SOLO doliberto o ferrero, (confido che prima o poi i due partiti si uniranno), e già saremmo sulla buona strada.
Esiste realmente solo la Federazione con Prc e Pdci che si presentano con il simbolo unico della falce e martello.
RispondiEliminaTutti gli altri sono di ornamento visto che non hanno la forza neppure di presentarsi alle elezioni.
Leggendo Andrè sono 18 i partiti comunisti, UNA VERGOGNA!!! PERDIAMO CONSENSO, E CHE COSA VANNO AI VERTICI? SI SCINDONO? E Vendola come lo piazziamo, come un partito comunista o no? PARTIAMO DALLA BASE, MANDIAMO A FARE IN CULO TUTTI I VERTICI DI PARTITO E REALIZZIAMO UN UNICO GRANDE PARTITO COMUNISTA, RIFONDIAMO IL PCI!!!
RispondiEliminaIl commento di sopra è il mio
RispondiEliminaAlcuni di questi partiti, come PCI-ml o il pmli, sono partiti storici di facciata senza base e militanti che non si presentano ad elezioni e che mai accetteranno di unirsi alla federazione della sinistra. Gli unici veri partiti sono il Prc, il Pdci, il Pcl e sc. Credo che questi 4 partiti, insieme alle diverse reti dei comunisti ecc, dovrebbero fondare subito un unico partito e allargare la federazione ( con delle premesse ben precise quali il simbolo ed il partito europeo) a Sel.
RispondiEliminaConcordo con Fabio e lo spirito dei commenti fin quì postati.
RispondiEliminaSono per la ricomposizione della diaspora comunista in un unico partito che ambisca ad essere grande e protagonista. Un partito arricchito da una dialettica interna che preveda maggioranze e minoranze, ma che per la sua natura di massa impedisca di fatto che ogni virgola diventi linea ed ogni linea diventi partito. In fondo è questo il lascito perverso che ci ha lasciato la fine del PCI.
In fine questo nuovo PC dovrebbe allearsi in un patto federativo a tutte le forze anticapitaliste che si riconoscono nel GUE.
Ciao
che è ora di finirla o saremo finiti noi. sono forse diversi gli ideali? è forse diverso il referente politico? sono divesi gli obiettivi?, sono diversi i nemici? se avete sempre risposto no, chiedetevi in cosa siamo diversi? per me c'è una sola risposta: siamo diversi nelle SEGHE MENTALI!
RispondiEliminaciao orazio
Una VERGOGNA!
RispondiEliminaVERGONGNA!
RispondiEliminaOrazio, secondo me siamo uguali anche in quelle :)
RispondiEliminaPaco.. dire che un partito non esiste perchè non si presenta alle elezioni (o non ce la fa) è offendere i compagni che ci militano dentro. Così non si va da nessuna parte, secondo me.
Andrè....non li avevamo eclusi, è che ce li siamo scordati. Per cui oggi siamo a diciotto! Se arriviamo a venti chiediamo un decreto interpretativo che ci porti al governo per legge.
(scusate ma o ci rido o ci piango...) :(
ladytux, hai ragione, abbiamo tutti una gran fantasia, per ogni argomento troviamo 10, 100, 1000 distinguo, siamo molto bravi a parlarci adosso, ma siamo tutti sordi, perchè dire che non capiamo sarebbe un passo avanti, siamo sordi nel senso letterale del termine perchè non sentiamo quello che dicono gli altri, sappiamo scrivere, ma non sappiamo leggere...
RispondiEliminaciao orazio
Bene, sono felice di aver contribuito all'elenco! Speriamo che invece di aumentarlo il prossimo aggiornamento lo sfoltisca dai..
RispondiEliminaChe cento fiori fioriscano, che cento scuole gareggino...
RispondiEliminaL'unità è un processo che deve partire dal basso...incominciamo noi a cercare ciò che ci unisce ed a dimenticare ciò che ci divide
RispondiEliminaTANTI PICCOLI PARTITI E DIVERSI CAPOCCIONI.SE L'IDEA DELL'ESSERE UN COMUNISTA MODERNO E NON LEGATO AGLI ALTRI PAESI COMUNISTI POTREMMO ANCHE TENTARE DI RIPRENDERE QUELLA FETTA DI PAESE CHE CI HA BBANDONATO NEL CORSO DEGLI ANNI E SE DOVESSIMO ENTRARE IN QUALCHE GOVERNO DAI MOLTI PARTITI E CON GENTE CHE NON E' COMUNISTA SI DEVE PRETENDERE IL RISPETTO E CHIEDERE DELLE LEGGI CHE VADANO A VANTAGGIO DEL POPOLO.NON CREDO AL PIANTO DEI GOVERNI CHE NON HANNO SOLDI E QUINDI CHIEDERE CHIEDERE E CHIEDERE
RispondiEliminaCiao,sono un compagno Calabrese ci deve essere un solo partito comunista,se possibile vorrei rivedere il PCi!!!!!!!!
RispondiEliminaHanno il vizio degli italiani , lo scambiare le contraddizioni secondarie per principali e infatti si dividono per le cazzate!! L'Italia che è tutt'ora " una vana espressione geografica" , divisa per secoli in comuni , fattorie e campanili di chiese e chiesette , con una storia risorgimentale dove il "popolo" vi appare solo come un fantasma , esprime dirigenti stupidamente litigiosi e attenti " alle loro tasche", la sinistra è lo speccho di ciò la storia ce lo insegna!!
RispondiEliminaLa parola che chiude il Manifesto è UNITEVI: chi non vuole la riunione dei comunisti non è comunista di per sè. Voglio il PCI
RispondiEliminaDeve nascere il Nuovo PCI. Basta con queste stupidate e questi partiti (?) totalmente inutili! Diciotto partiti, non abbiamo contato i movimenti. Qual'è l'utilità di almeno uno di questi gruppi? Ce n'è uno che sia utile a qualcosa? Non servono ad un benemerito! Avanti con la costruzione del Nuovo PCI!
RispondiEliminala soluzione chiaramente è "verticistica" nel senso che: bisognerebbe che i vari leader si "tagliassero una fetta di coglioni" come si dice in gergo e accettino delle soluzioni che non condividono e ascoltino la base che è la vera essenza di un partito;
RispondiEliminasarebbe interessante proporre a tutti questi partitii la costituzione di un soggetto "comunista-anticapitalista" che possa emergere dal malcontento popolare che sta venendo fuori in questi giorni(molto più ampio rispetto al malcontento che c'era ai tempi del governo di prodi).
comunque per quanto mi riguarda la soluzione sarebbe creare un dialogo con tutti questi soggetti e poi eventualmente chi è disposto ad entrare nel nuovo grande partito comunista sarà bene accetto;
da qui però la domanda sul dafarsi: è un partito di governo o di opposizione a vita???
i valori della sinistra non sono negoziabili, abbiamo visto quello che il governo prodi ha portato, per questo bisogna essere FERMI su alcune posizioni(solo per citarne alcune) quali ad esempio:
Difesa dell'Articolo 18
Ritiro delle Truppe dall'Afghanistan
No al Nucleare
Scuola Pubblica per tutti
"Sanità laica"
un'ultima cosa che ci tengo a specificare per evitare il frazionamento dei 18.000 partitini; penso sia meglio VIETARE LE CORRENTI ORGANIZZATE (come nel P.C.I.) per avere anche più unità appunto tra i vari compagni e non una "fusione a freddo" di diverse tendenze(ogni riferimento a partiti o persone è puramente voluto...)
fino a quando i rappresentanti di quelle liste e quei partiti non si decideranno a trovare una soluzione per creare un unico partito io voterò, in segno di protesta, per Di Pietro, difatti perché sprecare il mio voto se poi le divisioni non permettono nemmeno la rappresentanza in parlamento?
RispondiEliminauna soluzione possibile potrebbe essere quella della rappresentanza democratica con la creazione di correnti, via semplice e collaudata; per arrivarci, un'assemblea prima virtuale poi reale in più fasi e senza fretta:
fase uno. i vari partiti mettono sul web i propri programmi
fase due. si sceglie tra i programmi e si vota
fase tre. si informano i partiti della sinistra storica dei risultati
fase quattro. si calcola il numero di rappresentanti dei partiti storici in base all'ultimo dato elettorale
fase cinque i rappresentanti eletti dei partiti (virtuali) partecipano a un'assemblea reale dove ovviamente ad essere vincitori saranno Ferrero, Vendola ecc. ma con una rappresentanza di soggetti che esprimono i pareri di quei partiti minori e si prevede all'interno dello statuto una forma di democrazia per cui le idee dei partiti minori devono sempre trovare espressione.
Si verrà a creare un partito con delle correnti che storicamente potranno modificarsi ma sempre all'interno (un po' come ha fatto la Dc per quarant'anni, niente di scandaloso, non è per l'espressione in correnti che la dc è finita, ma perché erano una banda di ladri). questo l'abbozzo di idea
Sbrighiamoci
visto che rifondazione non vuole fare il futuro dei comunisti in italia, lasciamoli perdere soli e facciamo un partito tutti insieme cazzo!
RispondiEliminasolo partendo dalla base,ascoltando la base si può ricostruire.
RispondiEliminanon penso ci siano soluzioni se non una : tutti si sciolgono e si va ad un'unica costituente comunista, i dirigenti attuali naturalmente dovrebbero cedere il passo a quelli che vengono.
RispondiEliminaProblema : non c'è stata nessuna scuola di partito, nessuno ha pensato a preparare un classe dirigente in grado di sostituire questa , che tanto è giovane d'età, ma vecchia di furberie, e , soprattutto, viene dagli anni, è cresciuta a latte e berlusconismo originario ( tv e yuppi ), e lo dimostra ora dimostrando di non sapere cosa vuol dire democrazia rappresentativa : rappresentano solo se stessi e il gruppo che ha avuto più voti, che gli altri si arrangino.
Molto delusa.
Lucia
16-18 partiti comunisti? Significa la pochezza di idee ed il far prevalere i personalismi delle classi dirigenti. Oggi non esistono politici in grado di portare avanti in maniera seria l'ideologia comunista, ma solo dei mestieranti della politica imborghesiti, arrivisti e...poltronari! Io sono Comunista e basta! Non mi interessa più aderire ad una o l'altra sigla, fino a quando ce ne sarà una sola che rappresenti i Comunisti d'Italia. Compagni hanno lottato, hanno versato sangue, sono morti per il Comunismo! La nostra cecità ha fatto sì di rendere vano tutto ciò. La destra ha ripreso il potere grazie a noi. npoi di tutto canto glielo abbiamo permesso. Allora se vogliamo che la destra possa continuare a fare il bello ed il cattivo tempo in Italia, basta dividerci: Diversamente ... la risposta si conosce, non la devo suggerire di certo io!!! Fraterni saluti! Salvatore
RispondiEliminauno solo e comunista al 100%non vogliamo pseudo comunisti ho m gente che si cela dietro la falce e il martello...e giovani a comandare con idee nuove non parassiti,e niente vecchia nomenklatura....solo così si riusciranno a mettere in piedi i VERI valori del COMUNISMO.HASTA LA VICTORIA SIEMPRE COMPANEROS
RispondiElimina16-18 partiti comunisti? Significa la pochezza di idee ed il far prevalere i personalismi delle classi dirigenti. Oggi non esistono politici in grado di portare avanti in maniera seria l'ideologia comunista, ma solo dei mestieranti della politica imborghesiti, arrivisti e...poltronari! Io sono Comunista e basta! Non mi interessa più aderire ad una o all'altra sigla, fino a quando non se ne formerà una sola che rappresenti i Comunisti d'Italia. Compagni hanno lottato, hanno versato sangue, sono morti per il Comunismo! La nostra cecità ha fatto sì di rendere vano tutto ciò. La destra ha ripreso il potere grazie a noi. Noi di tutto canto glielo abbiamo permesso. Allora se vogliamo che la destra possa continuare a fare il bello ed il cattivo tempo in Italia, basta dividerci: Diversamente ... la risposta si conosce, non la devo suggerire di certo io!!! Fraterni saluti! Salvatore
RispondiEliminacambiare linguaggio: la Gente non vuole e non può comprendere un linguaggio dove si masticano i soliti termini del tipo tattica,strategia, lotta di classe (quale classe?) vertici basi,alternativa al capitalismo, crisi strutturale, crisi ciclica, potrei continuare per ore. sostituire a questo linguaggio monopolio dei soliti addetti ai lavori con parole più semplici e dirette: ricchi e poveri ad esempio. Costruire un linguaggio che arrivi direttamente alla gente, che parli dei loro bisogni quotidiani.Io che sono stato comunista a 15 anni e misento ancora tale a 55 anni non riesco più a parlare di politica coi cosidetti comunisti militanti.
RispondiEliminaComunisti non si è per fede (quelli sono i tifosi) ma per condivisione di valori.In tutti questi forum si parla poco di valori ma sono quelli che caratterizzano le azioni, perciò propongo lo scioglimento di tutti e 18 i gruppi e partiti comunisti per la costituzione di un unico PARTITO DEI LAVORATORI e basta.Sono pessimista perchè qui si dibatte sull'utilizzo della falce e martello e sui simboli mentre milioni di lavoratori vengono privati dei loro diritti e ridotti ad una condizione di schiavitù in nome del mercato flessibile.Concludo dichiarando provocatoriamente che non me ne frega niente che ci sia uno o 18 partiti comunisti sempre di poche migliaia di militanti si parla,se non si affronta seriamente ilproblema che è quello di radicarsi nel territorio raccogliendo e sostenendo i bisogni reali dei lavoratori le discussioni si risolvono in chiacchiere fra pensionati
Se si vuole concretizzare qualcosa, bisogna essere uniti.
RispondiEliminaIl mio commento? Si, molto volentieri: Ho già commentato sul MANIFESTO, ma ripeto volentieri il mio pensiero e cioè che siamo comunisti per fede, ideologia, amore per l'uguaglianza, contrarietà e rifiuto del capitalismo, contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo,ma....siamo anche dei gran rincoglioniti a creare 18 partiti. Per cosa? Per divergenza ideologica? Perché noni piace la falce e il martello? per dissapori e gelosie personali? O per che cosa altro?
RispondiEliminaNo, non siamo comunisti che ci credono, altrimenti ce ne staremmo insieme in un grande partito,a prescindere dal numero, che potrebbe produrre un'infinità di proposte, di idee, di iniziative che di sicuro porterebbero al successo perché é lavoratore la maggior parte del popolo. W L'UNITA' DEI COMUNISTI!!! Saluti a tutti: Roberto
...perchè ogni partito comunista è migliore degli altri....
RispondiElimina...perchè tutti i dirigenti di tutti i partiti non hanno seriamente intenzione di fare autocritica e mettersi in gioco...
PROPOSTA DI RAFFAELE COPPOLA (l'avevo già fatta ma Manes non ha gradito): STATI GENERALI DEI COMUNISTI ITALIANI per unire e condividere la strategia per una società comunista nel XXI sexcolo
una cosa è certa così non s'arriva da nessuna parte!
RispondiEliminaBella la costituente, ma che non sia un'altra occasione per parlarci addosso. Ripartiamo dal basso.Creiamo dei momenti di aggregazione fra i compagni insiem alla gente che lotta per i propri diritti, disoccupati, lavoratori, immigrati e quant'altro. Noi nel nostro piccolo a Tarcento, Udine, andando contro i dirigenti provinciali del PRC, e contro il segretario regionale del PRC, abbiamo deciso di lavorare con i compagni del PDCI, ed abbiamo organizzato una serata che si intitolava " Vi Ricordate l'( marzo?" canzoni di lotta e testimonianze per la giornata della donna a cui hanno partecipato le lavoratrici della Safilo in cassa integrazione da un anno. E' stata una serata emozionante e soprattutto, per la prima volta in diversi anni, abbiamo visto riuniti insieme , vecchi e nuovi comunisti.
RispondiEliminaRipartiamo dal basso, riprendiaqmoci la nostra tradizione di lotta, le nostro bagaglio di cultura e di resistenza, anche con momenti ludici che riescano a coinvolgere più compagni possibile. C'è bisogno di una rinnovata ondata di fiducia e di speranza e di motivazione e anche, o forse soprattutto, di solidarietà
c'è una soluzione...se i comunisti facessero i comunisti ad esempio senza millantare di essere comunisti per poi comportarsi diversamente...vedi periodo di governo e non solo, quindi chiunque sente l'esigenza di rappresentare gli ideali comunisti cerca di farlo magari con un manipolo insignificante ma uno ci prova almeno. Iniziamo da qui via i dirigenti del fallimento comunista
RispondiEliminaA ben riflettere l'esistenza di più partiti, partitini e raggruppamenti che si richiamano al comunismo è una costante del panorama politico italiano a partire dalla seconda metà degli anni '60. Questa carattestica negativa non ha nuociuto più di tanto alla lotta politica fino a quando il PCI ha mantenuto le caratteristiche di fondo di partito della classe operaia, pur se già avviato in un processo di revisione dei principi del comunismo.
RispondiEliminaQuando questo processo ha prodotto l'abbandono definitivo e totale di ogni caratteristica comunista, la nascita del PRC ha colmato il vuoto, inteso prevalentemente come spazio elettorale.
E' mancato in quel momento l'avvio di un processo realmente unitario e democratico, che facendo diventare ricchezza le diversità ideologiche e politiche, da cui era afflitta tutta l'area comunista ( e come poteva essere diversamente dopo la aduta del muro?), sapesse trovare la strada per la ricostruzione di un autentico Partito Comunista e non di un carrozzone elettorale, facendo inveitabilmente i conti con l'esperienza della degenerazione del PCI, al fine di evitare gli stessi errori.
Il gruppo dirigente, che doveva scaturire da questo processo di costruzione nel confronto dialettico fra le varie componenti del nuovo partito, è stato invece imposto con metodi poco democratici, confermando gli interessi prevalentemente elettoralistici del gruppo.
La storia di dopo è patrimonio di tutti.
Che fare oggi ?
Oggi, l'esistenza oggi di 18 raggruppamenti che si richiamano l comunismo (chissà se solo 18 !) mi sembra un lusso imperdonabile che i comunisti non possono permettersi, mentre l'avversario di classe affila i coltelli.
Bisognerebbe far tesoro delle esperienze passate, mettere in conto che non vi può essere un'omogeneità ampia di partenza, ma creare le condizioni e gli strumenti perchè un dialogo si instauri fra le varie componenti che riconoscono la necessità di un Partito Comunista Unitario.
Sto pensando ad un giornale comunista il cui progetto editriale potrebbe costituire già una prima occasione di dibattito e di unità. Ma anche la costruzione di circoli territoriali, non in concorrenza con le sezioni del PRC o del PDCI, dove vi sono, ma con l'obbiettivo di rilaniare il processo unitario.
un solo grande partito comunista.con tutti questi partitini nn si và da nessuna parte e nn siamo più credibili.tutta colpa di chi ha voluto queste scissioni nn per il bene del partito ma per essere il leader.
RispondiEliminaè il nostro limite non abbiamo capito un emerito..... tutti con le stesse idee ma ognuno la sa meglio
RispondiEliminau n i o n e e e e
RispondiEliminaPenso sia ora di dare fine a queste divisioni interne che ci hanno lacerato,riproponendo un grande partito comunista,vicino alla classe operaia,risollevando la questione morale...Unione....
RispondiEliminaieri sul palco c'era quel Ferrero che ha rifiutato l'accordo con Vendola l'anno scorso; ovviamente parlava di unità. Bah.
RispondiEliminaalcuni sono interni ad altri come il npci nei carc, ma cmq nn si puo andare avanti cosi
RispondiElimina...gianfranco, parli dello stesso vendola che ha provocato l'ennesima scissione socialdemocratica nei comunisti. il vuoto parolaio applaudito a pagamento dal pd perchè funzionale al loro progetto di "nessun nemico a sinistra"? ieri ferrero è stato bravissimo, e io da comunista italiano mi sono sentito perfettamente rappresentato dal suo intervento. vendola, ptuah
RispondiEliminaproviamo ad abbandonare tutti l'idea di essere comunisti migliori degli altri e con umiltà riuniamoci dietro ad un tavolo comune trovando un percorso per arrivare al Partito Comunista!
RispondiEliminaCome dice George Lakoff in "Non pensare all’elefante!" (Fusi Orari), lettura che consiglio a tutti vivamente, la sinistra e la destra hanno come modello strutturale quello della famiglia rispettivamente progressista e antiautoritaria la prima, paternalista e autoritaria la seconda. Per la destra esiste un "papà cattivo" che appiana le contraddizioni e le differenze attraverso la "voce grossa" e gli ordini. La sinistra, riferendosi al modello della nuova famiglia post-sessantotto, non ammette un capo autoritario che mette a tacere tutti. L'effetto collaterale è che ognuno pensa per se, che nessuno è disposto a compromessi di nessun genere. La conseguenza è il pullulare di mille formazioni diverse, disgregate e litigiose, ch di questo passo saranno condannate per sempre alla marginalità, quando non all'estinzione. Che fare? E' ovvio che chiunque si definisca progressista non vorrà mai soggiacere al "papà cattivo" e ai suoi ordini dispotici. Ma si deve trovare un'alternativa che garantisca l'unità delle forze in campo. Altrimenti ci beccheremo questa destra impossibile per sempre!
RispondiEliminaMagari vogliamo mettere accanto ad ogni Partito anche il numero degli iscritti? Facciamo una prova non sarà giusto al 100% ma sicuramente ci vado vicino:
RispondiEliminaPRC= 70.000 mila iscritti
PDCI= dai 20 ai 25 mila iscritti
PCL= dai 2 ai 3 mila iscritti
Alternativa Comunista= da 1 a 2 mila iscritti
Sinistra Popolare= da 5 a 8 mila iscritti
Nuovopci= 100 o 300 iscritti
Partito Marxista leninista Italiano= dai 500 ai 1500 iscritti
Partito comunista per la questione morale= sotto i 100 iscritti
Nucleo comunista internazionalista= sotto i 100 iscritti
Carc= Visto il carattere semi clandestino diciamo circa 2000 militanti
Sinistra critica= Dai 2 ai 4 mila iscritti
Partito comunista internazionale= sotto i 100 iscritti
Rete dei comunisti= da 5 a 9 mila militanti
Piattaforma comunista= sotto i 100 iscritti
Rete civica (fondato da Fernando Rossi ex sen. pdci) non esiste più
Lotta Comunista= da 500 a 800 seguaci
Partito d'Azione Comunista= sotto i 200 iscritti
Saluti Comunisti
Yassir Goretz
Purtroppo diciamo pure che sei stato eccessivamente generoso con tutti. Con alcuni poi direi addirittura hai dispensato a piene mani. Ad es, ad essere onesti non credo i carc arrivino a 200, la Rete dei comunisti a 500 e Sin. Critica e PCL a 1000. Ma anche altrove siamo lontani...il problema però non è tanto di numeri quanto di volontà politica.
RispondiEliminaNessuno di questi è disposto a fare mezzo passo indietro e pur senza sciogliersi costruire coordinamenti o comitati costituenti con gli altri per avere UN SOLO SOGGETTO POLITICO DI TIPO COMUNISTA INCOMPATIBILE E NON GOVERNISTA? Ognuno continua a pensare "ho ragione io e sono più di sinistra per cui non mi mischio" oppure "sono più grande io per cui al massimo ti annetto"?
Allora ognuno di quei pezzi (più piccolo o più grande) è destinato ad essere risucchiato nella crisi profonda e sarà responsbile di anni di dimenticatoio testinomiale per i comunisti.
caro dario, l'idea "dal basso", io la pratico già da prima delle amministrative della primavera scorsa e assieme a me tutto il circolo dei ComunistiMoglianesi (TV) e lo puoi capire guardando il nostro blog, creato e gestito da un compagno "canesciolto" (conosci questo termine?) : http://comunistimogliano.wordpress.com/
RispondiEliminasono anche segretario del Circolo RC di Favaro V.to (VE) e daccordo con tutti i compagni lo stiamo trasformando in Circolo della Sinistra (a Sinistra del PD), infatti invitiamo ai nostri direttivi e ai nostri banchetti tutti i compagni a sinistra del pd, compresi i verdi.
a proposito ti chiederai come faccio ad essere contemporaneamente coordinatore da una parte e segretario dall'altra? semplice faccio parte di quella schiera di compagni "che non hanno un cazzo da fare, per cui possono..." cioè 68ini in pensione che impiegano il loro tempo in politica, che spendono soldi di tasca propria ed hanno una discreta cultura politica che deriva da 40anni di lotte
ciao orazio
Ho 48'anni, operaio, comunista, comunista e basta! Quasi quasi mi viene voglia di fondare l'ennesimo partito, quello dei Comunisti e basta! Scusate, ma veramente non comprendo, sarà perchè non riesco ad entrare in certi meccanismi di "giochi di potere", sarà perchè son troppo impegnato a tirare a campare con uno stipendio misero (e sono tra quelli che ancora ce l'anno!), che non mi viene di capire a che gioco giochiamo e con quale logica. Nel corso dei miei anni ne ho viste di cose strane, ma ciò che accade ora, in un momento come questo, quando per la prima volta stiamo rischiando non solo di non entrare più in parlamento, ma di scomparire definitivamente, quando in Europa ci si muove per costruire un a Federazione Comunista, qui in Italia si pensa ad una federazione di una sinistra così detta alternativa! Alternativa a cosa? Al P.D.? Come se il P.D. fosse di sinistra!! Ma la vogliamo finire di volerci continuamente frammentare? Sapete cosa può fregare ad un cassintegrato o disoccupato delle discussioni dei vertici di partito? Loro, Noi, vogliamo risposte chiare, trasparenti, sincere, volte a delineare una strategia politica comprensibile, che sappia di nuovo parlare al cuore dei lavoratori, farli sentire di nuovo uniti sotto un'unica bandiera! Le discussioni all'interno di un partito ci devono essere, come ci devono essere posizioni dverse, ma dovrebbero essere un valore aggiunto e non un motivo di scontro fino alla rottura! Me lo spiegate per bene, con parole semplici e comprensibili a me e a tutti quei Compagni con i calli alle mani e non al culo, perchè da troppo tempo appicicati a qualche sedia, in cosa si differenziano tutti questi 16 o 18 o 36 o 72 partitini Comunisti? Non ne possiamo più!!! VOGLIAMO UN PARTITO DEI COMUNISTI UNITI!
RispondiEliminaSaluti comunisti da Moreno e dai Compagni di Gemona del Friuli.
Non serve a niente enfatizzare sul numero dei partiti sedicenti comunisti in Italia, è un gioco assurdo per drammatizzare il problema della diaspora dei comunisti. In realtà sono molti anni che nel nostro Paese non esiste più il Partito Comunista, almeno da quando il PCI con la Bolognina gettò la maschera di partito socialdemocratico migliorista per assumere il corpo e l'anima di partito liberaldemocratico dalla parte delle imprese, abbandonando i lavoratori.
RispondiEliminaRifondazione comunista poteva essere l'embrione del nuovo partito comunista, ma il ceto politico ha fatto in modo che non lo diventasse mai, prima con la scissione del '98, poi con l'esperienza dell'Arcobaleno(che ha coinvolto PRC e PdCI) ha contribuito fattivamente alla conclusione del ciclo aperto con la Bolognina facendo perdere ai sedicenti comunisti il consenso popolare.
Non si ricostruisce il PARTITO COMUNISTA se non a due condizioni,
- passare attraverso un dibattito che faccia sintesi fra le posizioni degli stalininisti e dei trotskisti solo dalla riconciliazione di queste due posizioni è possibile riavere una teoria ed una prassi rifondate con un programma confliggente con il sistema capitalistico,
- secondo ridare al Partito l'autonomia dal PD cosa che per esempio non sta portando avanti la Federazione della
Sinistra che alle prossime regionali ha fatto 11 alleanze su 13, servirà forse ad avere qualche consigliere in più, ma non servirà a rappresentare le istanze del movimento operaio.
Condivido quasi tutto quello che ha scritto il compagno Giannini. Posso solo aggiungere che l'accenno alle posizioni degli stalinisti e dei trotzkisti credo che molti compagni oggi non le capiscono: non sanno nemmeno chi erano Stalin e Trotsky!!! Il problema vero è invece evidenziato dal compagno operaio Moreno; manca secondo me un partito che faccia una seria analisi della società capitalistica moderna e aggiorni un po' la cassetta degli attrezzi per tornare a parlare con la classe. Perché il punto è questo: le classi ci sono ancora e la storia non è finita!
RispondiEliminaSe uno di quei 18 partiti facesse il lavoro che si confà ad un partito comunista degno di questo nome, non ci sarebbe spazio per gli altri 17 che subirebbero immancabilmente la sua egemonia (altra parola che rimanda a qualcuno, non è vero?). Saluti comunisti a tutti i compagni/e da Giuseppe Fiore da Napoli.
Io non volevo drammatizzare nulla se non il fatto che io pensavo ce ne fossero cinque..sei.....
RispondiEliminadiciotto significa che la balla del "sono più comunista di te" è per l'appunto una balla. Si vuole solo dieci-trenta- cinquecento persone ed un ruolo da gestire (forse).
Perchè diciotto idee diverse su un argomento questi non ce le hanno.
Ed aggiungo, che non credo che il problema della riunificazione per i compagni sia un problema trotsky o stalin, perchè altrimenti non si stava nè nel pdci nè nel prc. Parliamoci chiaro.
Il problema della riunificazione si risolve in un solo modo, fare la conta di quanti la vogliono e quanti no. Vogliamo fare le primarie sulla riunificazione scavalcando centralismo, federazioni, sezioni? Una minirivoluzionefilopiddina (nei metodi)? Io ci sto, so già come va a finire.
ladytux