| Di: | silvano fantilli |
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Il mondo capitalista pauroso e intriso su se stesso e mai aperto verso una cultura multietnica, ma solo di riempirsi la vita di belle parole vuote solo per il ragion di esistere e crearsi una facciata altruistica per svolgere i suoi interessi.
Dopo aver assistito a una politica capitalistica e liberale scellerata fallimentare da quella parte di mondo, sarebbe utile e opportuno ripensare tutto l'assetto economico dei grandi gruppi di potere che hanno causato tutto ciò invece di crearsi una cortina di ferro verso i paesi più poveri che possono essere l'unica strada di un nuovo sviluppo culturale, economico e politico e non celarsi dietro slogan che non sono altro delle cortine di protezioni di paura verso il prossimo con culture diverse e tutto questo si può racchiudere dietro a un solo termine "clandestinità". Siamo tutti coscienti se ci leviamo la maschera del nostro ruolo sociale, dei nostri interessi quotidiani, possiamo tranquillamente dire che l'era degli abbattimenti dei muri, dei confini e delle distanze, l'era d' internet globale del pianeta non ci possiamo ancora celare nel trattare quelli diversi da noi come tutti delinquenti, ma ricercare dentro di noi e alle nostre società se ha prod otto queste defaianz e affrontarle come problema sociale e non ghettizzarle, se non vogliamo ritornare indietro di un paio di secoli quando il fenomeno dell'immigrazione ha coinvolto tutti e ritornarcene tutti nelle nostre regioni, città e paesi. I primi ad ritornare nelle proprie regioni sono quei razzisti intolleranti che siedono e occupano le sedie di potere a Roma con stipendi iliaci pur non essendo di Roma e del Lazio. Ma se un premier di un paese non perde occasione di ribadire che i stranieri sono un problema e non sono utili alla nostra economia, trattandoli come merce di scambio ciò che è utile e ciò che è inutile, senza mettere in considerazione che stiamo parlando di esseri umani, in un mondo veramente libero ogni individuo è libero di andare dove vuole, dobbiamo finirla a tirare fuori il discorso di comodo di clandestinità non può e non deve essere un discorso puerile di documenti e ancora meno se tutto questo viene affidato a un dittatore di gestire a suo piacimento le migliaia di esseri umani. Questo è un modo razzista intollerante per ignorare un problema italiano ed europeo.
Io da comunista invito tutti i comunisti di farsi carico di un problema epocale, lottare per la vera libertà di tutti gli esseri umani ed avere il coraggio per l'affermazione di un mondo multietnico e multiculturale, in un'era globalizzata non può esistere ancora il lascia passare per vivere ma deve essere scontato e sancito dal paese di provenienza e valido per tutto il mondo che tutti sappiamo è possibile.
Io voglio essere cittadino del mondo.
Il discorso clandestinità lasciamolo a questi poveretti che hanno paura di vivere in un mondo libero, lasciandoli nelle loro mura domestiche con le loro paure.
Fantilli Silvano
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