BERLUSCONI: MARONI, A CDM GIOVEDI' PROPORRO' MISURE PER WEB
(ANSA) - MILANO, 14 DIC - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che nel corso della conferenza stampa di oggi ha annunciato lo studio per poter intervenire contro i siti che inneggiano alla violenza, ha precisato che gia' nel consiglio dei ministri di giovedi' potrebbe illustrare alcune proposte.
'Stiamo valutando - ha spiegato Maroni - e se sara' il caso gia' nel consiglio dei ministri di giovedi' proporro' delle misure che consentano di intervenire per porre fine a questo scempio'. (ANSA).
da corriere
MILANO - «La gestione dell'ordine pubblico è stata fatta secondo le regole». Dopo il vertice di lunedì mattina in Prefettura a Milano con il prefetto e con i vertici delle Forze dell’ordine, il ministro Roberto Maroni ha voluto sgomberare subito il campo da qualsiasi dubbio o polemica sull'operato delle forze delle forze dell'ordine domenica in Piazza Duomo, quando il premier Berlusconi è stato colpito al volto da un oggetto che lo ha ferito. «Non ho rivolto nessun rilevo o nessuna censura ai responsabili dell'ordine pubblico, anzi sono stati svolti controlli accurati, che hanno anche consentito di evitare manifestazioni organizzate e azioni dei contestatori sotto il palco», ha detto il ministro. E sul pericolo corso dal premier: «Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso». «INFILTRATI CON BANDIERE PDL» - A quanto riferito da Maroni, al comizio di domenica pomeriggio c'erano alcuni infiltrati con le bandiere del Pdl, che sono stati allontanati da sotto il palco. «I controlli preventivi da parte delle Forze dell'Ordine hanno consentito di evitare una manifestazione di protesta organizzata sotto il palco da gente infiltrata con bandiere del Pdl. Questa gente, una volta sotto, avrebbe dovuto esporre uno striscione violento contro il presidente del Consiglio Berlusconi». Mentre Berlusconi parlava dal palco, alcune decine di dimostranti avevano cercato di interromperlo, redarguiti dallo stesso presidente del Consiglio, prima di venire allontanati di alcune decine di metri dalla polizia. «Sull'aggressione - ha aggiunto il ministro - martedì riferirò alla Camera». Il vertice interforze è stato convocato dopo che domenica l'entourage del premier aveva criticato la gestione della forza pubblica per il comizio, al termine del quale è avvenuta l'aggressione. Il ministro Maroni ha anche annunciato che verranno valutate misure di sicurezza personali per Berlusconi.
«EPISODIO GRAVISSIMO» - «Si tratta di un episodio gravissimo» ha detto il responsabile del Viminale, «legato al clima di contrapposizione violenta degli ultimi tempi. Alcune parole dette - ha proseguito Maroni - e una dialettica politica non più nei confini della normalità può ingenerare in persone come l’aggressore di domenica reazioni così». Maroni ha sottolineato che Massimo Tartaglia, il 42enne arrestato in piazza del Duomo, non ha alcun precedente e pertanto era «impossibile» individuarlo nella folla di sostenitori del premier. Il ministro dell’Interno ha infine detto di condividere l’appello del Quirinale a una rasserenazione del clima politico, ma ha ribadito - per ben dieci volte nel corso della conferenza stampa - che non ci sono collegamenti tra l’aggressione e le responsabilità di chi gestisce l’ordine pubblico. E a proposito dei gruppi subito nati su Facebook, Maroni ha detto che sta valutando di «oscurare i siti Internet che incitano alla violenza». Il responsabile del Viminale, che parla di «apologia di reato» e «istigazione alla violenza» attraverso la Rete, potrebbe già portare nel Consiglio dei ministri di giovedì «delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio».
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MILANO - «La gestione dell'ordine pubblico è stata fatta secondo le regole». Dopo il vertice di lunedì mattina in Prefettura a Milano con il prefetto e con i vertici delle Forze dell’ordine, il ministro Roberto Maroni ha voluto sgomberare subito il campo da qualsiasi dubbio o polemica sull'operato delle forze delle forze dell'ordine domenica in Piazza Duomo, quando il premier Berlusconi è stato colpito al volto da un oggetto che lo ha ferito. «Non ho rivolto nessun rilevo o nessuna censura ai responsabili dell'ordine pubblico, anzi sono stati svolti controlli accurati, che hanno anche consentito di evitare manifestazioni organizzate e azioni dei contestatori sotto il palco», ha detto il ministro. E sul pericolo corso dal premier: «Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso». «INFILTRATI CON BANDIERE PDL» - A quanto riferito da Maroni, al comizio di domenica pomeriggio c'erano alcuni infiltrati con le bandiere del Pdl, che sono stati allontanati da sotto il palco. «I controlli preventivi da parte delle Forze dell'Ordine hanno consentito di evitare una manifestazione di protesta organizzata sotto il palco da gente infiltrata con bandiere del Pdl. Questa gente, una volta sotto, avrebbe dovuto esporre uno striscione violento contro il presidente del Consiglio Berlusconi». Mentre Berlusconi parlava dal palco, alcune decine di dimostranti avevano cercato di interromperlo, redarguiti dallo stesso presidente del Consiglio, prima di venire allontanati di alcune decine di metri dalla polizia. «Sull'aggressione - ha aggiunto il ministro - martedì riferirò alla Camera». Il vertice interforze è stato convocato dopo che domenica l'entourage del premier aveva criticato la gestione della forza pubblica per il comizio, al termine del quale è avvenuta l'aggressione. Il ministro Maroni ha anche annunciato che verranno valutate misure di sicurezza personali per Berlusconi.
«EPISODIO GRAVISSIMO» - «Si tratta di un episodio gravissimo» ha detto il responsabile del Viminale, «legato al clima di contrapposizione violenta degli ultimi tempi. Alcune parole dette - ha proseguito Maroni - e una dialettica politica non più nei confini della normalità può ingenerare in persone come l’aggressore di domenica reazioni così». Maroni ha sottolineato che Massimo Tartaglia, il 42enne arrestato in piazza del Duomo, non ha alcun precedente e pertanto era «impossibile» individuarlo nella folla di sostenitori del premier. Il ministro dell’Interno ha infine detto di condividere l’appello del Quirinale a una rasserenazione del clima politico, ma ha ribadito - per ben dieci volte nel corso della conferenza stampa - che non ci sono collegamenti tra l’aggressione e le responsabilità di chi gestisce l’ordine pubblico. E a proposito dei gruppi subito nati su Facebook, Maroni ha detto che sta valutando di «oscurare i siti Internet che incitano alla violenza». Il responsabile del Viminale, che parla di «apologia di reato» e «istigazione alla violenza» attraverso la Rete, potrebbe già portare nel Consiglio dei ministri di giovedì «delle misure che ci consentano di intervenire per porre fine a questo scempio».
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