da Unita.it
Il ddl sul processo breve è viziato da incostituzionalità. Così la Sesta Commissione del Csm boccia il provvedimento, nel parere che dovrà essere discusso dal plenum di Palazzo dei marescialli in una seduta straordinaria prevista per lunedì prossimo. La Commissione - che nelle scorse settimane aveva ascoltato i capi delle procure e dei tribunali dei principali distretti giudiziari, stimando tra il 10 e il 40% i processi penali che finiranno nel nulla per effetto del ddl- ha approvato il documento con cinque voti a favore e quello contrario del laico del Pdl Gianfranco Anedda.
Il processo breve - spiega la Sesta Commissione del Csm - è una «sostanziale amnistia» per i reati dei colletti bianchi e per quelli che richiedono accertamenti complessi.
Nel corposo parere, 50 pagine in tutto, la Sesta Commissione fa presente che di fatto la sostanziale amnistia che viene introdotta per i reati contro la pubblica amministrazione e in particolare per la corruzione, è in contrasto anche con gli impegni presi dall'Italia in sede internazionale.
La Commissione fa esplicito riferimento alla Convenzione dell'Onu firmata dall'Italia nel 2003 e ratificata proprio quest'anno, che impegna i firmatari a perseguire la corruzione, anche adottando termini lunghi di prescrizione. Tutto il contrario di quanto sta facendo l'Italia, osservano i consiglieri, ricordando che già con la legge Cirielli erano stati abbreviati i termini di prescrizione per la corruzione.
«Il ministro Alfano ascolti almeno il Csm e convinca la maggioranza che lo sostiene a ritirare un provvedimento che fa male all'intero sistema giustizia», rilancia la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
«Non c`è due senza tre: dopo il lodo Schifani e il lodo Alfano, ora il Governo si appresta per la terza volta a violare la Costituzione», attacca Di Pietro che si appella al Capo dello Stato: «Ponga fine a queste continue incursioni
alla democrazia e allo Stato di diritto».
Mentre la maggioranza si prepara alle barricate. «Prendo atto del parere espresso dalla commissione del Csm, ma vorrei ribadire che le leggi le fa il Parlamento e non l'organo di autogoverno della magistratura», replica a muso duro Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia del Senato che ha all'esame il ddl sul processo breve, presentato dai capigruppo di Pdl e Lega del Senato, Maurizio Gasparri e Federico Bricolo. «Se si dovesse stare a sentire i pareri di tutti i costituzionalisti non si arriverebbe mai a nulla - prosegue Berselli - vorrei solo ricordare che il testo ora all'esame della commissione verrà modificato in qualche sua parte. Io stesso presenterò degli emendamenti per renderlo il più in linea possibile con la nostra Carta costituzionale. Quindi si farebbe meglio ad attendere il provvedimento così come uscirà dalla commissione».
Il processo breve - spiega la Sesta Commissione del Csm - è una «sostanziale amnistia» per i reati dei colletti bianchi e per quelli che richiedono accertamenti complessi.
Nel corposo parere, 50 pagine in tutto, la Sesta Commissione fa presente che di fatto la sostanziale amnistia che viene introdotta per i reati contro la pubblica amministrazione e in particolare per la corruzione, è in contrasto anche con gli impegni presi dall'Italia in sede internazionale.
La Commissione fa esplicito riferimento alla Convenzione dell'Onu firmata dall'Italia nel 2003 e ratificata proprio quest'anno, che impegna i firmatari a perseguire la corruzione, anche adottando termini lunghi di prescrizione. Tutto il contrario di quanto sta facendo l'Italia, osservano i consiglieri, ricordando che già con la legge Cirielli erano stati abbreviati i termini di prescrizione per la corruzione.
«Il ministro Alfano ascolti almeno il Csm e convinca la maggioranza che lo sostiene a ritirare un provvedimento che fa male all'intero sistema giustizia», rilancia la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
«Non c`è due senza tre: dopo il lodo Schifani e il lodo Alfano, ora il Governo si appresta per la terza volta a violare la Costituzione», attacca Di Pietro che si appella al Capo dello Stato: «Ponga fine a queste continue incursioni
alla democrazia e allo Stato di diritto».
Mentre la maggioranza si prepara alle barricate. «Prendo atto del parere espresso dalla commissione del Csm, ma vorrei ribadire che le leggi le fa il Parlamento e non l'organo di autogoverno della magistratura», replica a muso duro Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia del Senato che ha all'esame il ddl sul processo breve, presentato dai capigruppo di Pdl e Lega del Senato, Maurizio Gasparri e Federico Bricolo. «Se si dovesse stare a sentire i pareri di tutti i costituzionalisti non si arriverebbe mai a nulla - prosegue Berselli - vorrei solo ricordare che il testo ora all'esame della commissione verrà modificato in qualche sua parte. Io stesso presenterò degli emendamenti per renderlo il più in linea possibile con la nostra Carta costituzionale. Quindi si farebbe meglio ad attendere il provvedimento così come uscirà dalla commissione».

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