mercoledì 18 novembre 2009

Prc: I quattro punti contro la Riforma Universitaria


                       RIFORMA DELL’UNIVERSITA'?(!)
 

In cosa consiste la nuova riforma dell' università da poco approvata in Consiglio dei
Ministri …


Gli atenei vengono messi in mano ai privati: il CdA,
dovrà essere composto per (almeno) il 40% da persone “esterne” alle università, ovvero privati, che potranno quindi amministrare i fondi pubblici ai propri fini.

Una privatizzazione de facto dell'università italiana.





Il diritto allo studio viene completamente negato: le borse di studio non saranno più erogate dallo stato sociale ma da una S.p.a. sulla base di criteri meritocratici, svincolati dal reddito e dalla condizione sociale dello studente. A valutare il merito degli studenti sarà  il Ministro Tremonti, amministratore del Fondo speciale che erogherà i «prestiti d'onore» per mezzo dei quali gli studenti faranno fronte a tasse universitarie sempre più salate, salvo dover poi restituire il tutto, interessi compresi.

Aumenta la selezione di classe all'interno degli atenei.

I precari dell'università che non ottengono un contratto a tempo indeterminato entro sei anni  perdono la possibilità di intrattenere altri rapporti lavorativi con l'ateneo stesso.
Il precariato non viene eliminato.

I lavoratori precari saranno messi alla porta dopo sei anni di lavoro nell'università.

Una commissione nazionale attribuirà una fantomatica abilitazione alla docenza ma la decisione finale spetterà a commissioni locali. Viene inoltre mantenuta la possibilità di ricevere una chiamata diretta dalle singole facoltà di ogni ateneo ed essere assunti.
Il potere dei baroni resta inalterato.

DALLA CRISI ECONOMICA SI PUO’ USCIRE DA DESTRA, COME STA FACENDO IL GOVERNO BERLUSCONI, ATTRAVERSO LA CHIUSURA DEGLI SPAZI DELLA DEMOCRAZIA REALE, LA SOPPRESSIONE DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI E DEI LAVORATORI, LA PRIVATIZZAZIONE DEI PROFITTI E LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE, OPPURE DA SINISTRA, ATTRAVERSO UN FORTE SOSTEGNO PUBBLICO ALLA DOMANDA PER FAVORIRE I CONSUMI DEI CETI POPOLARI E RIATTIVARE IL PROCESSO PRODUTTIVO ATTUALMENTE PARALIZZATO DALLA SECCA RECESSIVA, SOSTENENDO LA RICERCA, L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA ED ENERGETICA, IL SETTORE PUBBLICO DELLA CONOSCENZA, SCUOLA ED UNIVERSITA' IN PRIMIS.

CONTRO I TAGLI      
PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI DI LUNGO CORSO      
CONTRO IL NUMERO CHIUSO
PER UN REALE DIRITTO ALLO STUDIO
PER UN'UNIVERSITA' PUBBLICA, DI MASSA E DI QUALITA'

2 commenti:

  1. sì, d'accordo, ma non si dice come si possono colpire le baronie universitarie, riprodottesi fino ad oggi grazie ad un sistema che ha escluso i meritevoli (quelli che vanno all'estero..) dalla carriera universitaria e ha premiato, invece, chiunque fosse riuscito ad ingraziarsi i docenti che decidono!!! Rifondazione dovrebbe dire che l'Università può essere innovativa, se ammette il criterio del merito. Altrimenti stiamo di fatto difendendo i figli dei professori e i raccomandati delle curie vescovili, assieme ai pochi meritevoli..Scusate ma questa difesa tout court è inammissibile, assurda!! E non spiegatemelo sempre con le stesse motivazioni elettoralistiche..bisogna essere chiari! Dire quale università vogliamo, per cosa battersi!

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  2. L'universita' che vogliamo e' una universita' senza baronie dove prevalga il merito soprattutto fra i docenti universitari ... ma attenzione un merito valutato secondo criteri veramente oggettivi e non un paravento che serva poi sempre allo stesso fini .. preservare anche questa casta quella del docente. Allo stesso tempo però bisogna combattare senza quartiere i tentativi di privatizzazione a qualsiasi livello si tenti di metterli in atto. L'Universita' come l'istruzione in generale non deve e non puo' essere demandata ai privati ... non puo' essere considerata nela bilancio dello stato una vode di spesa .. ma un'investimento e come tale non può essere soggetta a tagli indiscriminati come di fatto sarà messo in atto a partire dal prossimo anno

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