Com'è noto la coalizione di centro sinistra ha vinto con il determinante apporto politico-programmatico e di voti della Federazione della Sinistra, senza i quali la scelta per i cittadini umbri tra due coalizioni programmaticamente omogenee, avrebbe probabilmente favorito il rinnovamento rappresentato da Fiammetta Modena.
Non vorremmo che questa decisione - gravemente censurabile sul piano della morale e dell'etica comune , prima ancora che sul piano politico - preluda all'ulteriore volontà di non rispettare gli impegni assunti con la Federazione circa il reddito sociale, il piano per il lavoro, la tutela dell'ambiente, la sanità pubblica, la ripubblicizzazione del ciclo delle acque e contro le privatizzazioni dei servizi pubblici.
Leggo con un certo fastidio, infatti, che il veto ricade proprio sul segretario regionale di Rifondazione Comunista ed ex consigliere capogruppo Stefano Vinti - designato come assessore con un voto chiaro e largamente maggioritario dall'assemblea politica regionale di cui faccio parte.
Ossia proprio quel consigliere che si è maggiormente e coerentemente caratterizzato per le battaglie sui temi che ho citato poco sopra.
Condivido le dichiarazioni dei compagni amministratori circa le improcrastinabili decisioni da assumere con riferimento alle giunte di tutti gli enti locali e anticipo che la mobilitazione non riguarderà solo le istituzioni ma ogni sede possibile, perché se il buongiorno si vede dal mattino, il fatto di non onorare una parola ufficialmente data, apre scenari assolutamente inediti e oscuri con riferimento alle scelte politiche e amministrative venture e alla tradizione di correttezza e di rispetto degli impegni che è il patrimonio più importante di questa regione e dei cittadini umbri.
Paola Bianchi - Comitato Regionale Umbro di Rifondazione Comunista
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