In risposta all'articolo apparso su Repubblica ieri.
Appena cominciata la manifestazione ha preso la parola tra i primi Podestà, ovviamente subissato da fischi e grida, anche perché il suo discorso era una vera e propria provocazione senza capo né coda, fatta apposta per infiammare la piazza. Giusto qualche esempio, ha detto che la Resistenza è stata fatta dalle forze alleate e dalle brigate ebraiche senza mai nominare i partigiani. Poi ha detto che le vittime delle fosse ardeatine sono idealmente la continuazione dei cristiani morti nelle catacombe per la fede, e ringraziando i deportati nei campi di concentramento, i morti nelle foibe e nei gulag. Stop. Mentre lui stava delirando è arrivato il camion dei centri sociali, si è piazzato nel mezzo e col megafono ha iniziato a urlare due soli slogan: Fuori Podestà dalla mia città e Milano Libera, seguito da TUTTA la piazza, anche i giovani del Pd Quando un cassintegrato dal palco ha chiesto silenzio "ai compagni" per poter parlare anche lui, il megafono ha taciuto. Subito dopo hanno parlato il presidente dell'anpi e quello dei deportati, in un silenzio di tomba (anche dei centri sociali), i deportati erano davanti a me: nessuno gli ha detto nulla. Insomma, una falsità che neanche Feltri avrebbe potuto inventarsi. La Moratti non si è presentata.

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