Avellino – Si è svolto ieri presso il Samantha della Porta il comitato politico aperto di Rifondazione Comunista a cui ha partecipato anche Roberta Fantozzi responsabile nazionale lavoro. Questo il resoconto dell’organismo dirigente del partito retto da Tony Della Pia: “Mentre gli altri partiti stanno facendo ancora le loro conte interne noi ripartiamo con un’attività politica mai fermatasi; partiamo dal nucleo che ci ha distinti in questa tornata elettorale: l’etica politica, non si può immaginare una trasformazione sociale se si lascia da parte la coerenza tra il dire e il fare, e il nostro partito lo ha dimostrato anche nella scelta della candidatura di Paolo Ferrero. La sua non è stata la candidatura di un segretario, ma di un militante di Rifondazione Comunista ed è nell’ottica della riscoperta della partecipazione politica che vogliamo muovere in nostri futuri passi; le donne e gli uomini, che stanno costruendo insieme la Federazione della Sinistra, costituiscono la vera risorsa del nostro progetto politico poiché tutti noi siamo privi di ambizioni, non siamo vittime della logica di poltrona, ma viviamo sulla nostra pelle le difficoltà della vita reale. Questo non vuole essere il partito dei dirigenti, ma una forza rinnovatrice fatta di militanti che non hanno paura di mettersi in gioco per poter cambiare le cose, non aspiriamo al potere fine a se stesso, non siamo qui per proporre battaglie a noi estranee poiché siamo noi per primi a subire le conseguenze della totale assenza di giustizia sociale. Nostro compito fondamentale è quello di ricostruire il legame con tutti coloro che vivono la disaffezione verso una politica che non risponde alle loro istanze e questo è possibile solo attraverso la riscoperta di quelle pratiche che fanno parte della nostra storia senza mettere da parte il dialogo con chi, nonostante provenga da una tradizione diversa, condivide i nostri stessi obiettivi. A partire dai lavoratori troppe volte strumentalizzati da sindacati subalterni a imprenditori e forze politiche, per ricreare insieme a loro quella coscienza di classe sparita dai luoghi di lavoro e che ha costituito la nostra reale sconfitta sul piano culturale. Riscoprendo la relazione coi nostri territori, trovando mezzi e modi per valorizzarli e creare posti di lavoro, soprattutto, attraverso l’incentivo della filiera corta che può permettere l’attività degli agricoltori irpini con una riduzione dei costi per i consumatori. Senza perdere mai di vista il pericolo più grosso del berlusconismo, ossia, il razzismo e quella sorta di fascismo di ritorno che costituisce una minaccia per la nostra democrazia; non possiamo, infatti, dimenticare le manovre di questo governo che stanno portando ad un’individualizzazione del rapporto di lavoro dove il lavoratore si ritroverà da solo di fronte al padrone che sarà libero di fare il buono e cattivo tempo”. Non manca ovviamente un passaggio sul deludente risultato consegnato dalle urne per la Federazione della Sinistra: “I numeri ci hanno dati perdenti, ma non possiamo dirci tali poiché non abbiamo perso la nostra dignità, rifiutando di sottometterci alle strategie politiciste messe in atto dai più, noi rispondiamo a questi giochi di potere con i contenuti e l’azione, ne è l’esempio il corso di italiano per stranieri che partirà nei prossimi giorni sul territorio solofrano ad opera di alcune iscritte che hanno accolto la richiesta venuta nel corso della campagna elettorale dagli stessi cittadini migranti e si sono messe all’opera”.
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