La Spezia. "In una cosa concordiamo con Messuri, la querelle con Asti sta diventando svilente. Ma occorrerebbe chiarezza e franchezza e noi comunisti, additati prima come mistificatori e poi come amici dal caro Asti, puntiamo il dito su ciò che vediamo e su ciò che riteniamo opportuno l'opinione pubblica spezzina sappia".
Questa la nota stampa di Rifondazione Comunista verso il candidato alle prossime elezioni regionali del Pdl Paolo Asti: "Ha prima tuonato e chiesto moralità a chi denunciava i soprusi antidemocratici di Berlusconi, quando questi procedeva a regolarizzare liste elettorali presentate illegalmente (guarda caso le sue!) con un decreto ad acta. Asti ha voluto catechizzare la Sinistra chiedendo di fare come lui stesso: autosospendersi.
Poi che si scopre? Che l'autosospensione di Asti è una bufala, anzi si presenta in consiglio comunale con ore di ritardo, due pacche sulla schiena ai colleghi e via a casa".
"Asti ha devoluto il gettone? Sono affari privati di Asti che tuttavia divergono dalle sue dichiarazioni. Se Asti si fosse autosospeso se ne sarebbe stato a casa, senza far scattare il gettone di presenza in consiglio, ed invece si è presentato ugualmente. Cosa faccia di tale gettone sono affari di Asti, ciò che importa è che lui dice una cosa e poi fa l'esatto contrario. Troviamo svilente l'utilizzo pietistico del tema della beneficenza. Se ad Asti avremmo riconosciuto la serietà di sollevare un tema fondamentale come la moralità e l'etica politica, con il suo comportamento crolla Sansone con tutti i filistei".
"Tutto un commento invece - si conclude la nota - il silenzio assordante da parte di tutti quei candidati della coalizione di centrodestra in sostegno a Biasotti che siedono su poltrone di Sindaco, di assessori e di consiglieri, evidentemente in imbarazzo visto che colleghi come Asti o Messuri chiedono dimissioni che non verranno mai, ma dagli stessi colleghi di partito".
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