martedì 30 marzo 2010

L'incubo italiano


Alla fine, con quel meno 8 per cento, l’astensionismo ha colpito il voto delle Regionali come un’onda anomala e trasversale, colpendo a destra e a sinistra. Una percentuale sulla quale ha influito la fuga dai seggi nel Lazio, superiore di quattro punti alla media nazionale, con l’11 per cento in meno di votanti. La febbre francese ha contagiato l’Italia purtroppo solo nella fuga dal voto, non nel risultato. Ma la seconda onda anomala è l’escalation della Lega che sbanca nel Veneto, va a un testa a testa con il Pdl in Lombardia e sfida il centrosinistra in Piemonte dove, al momento in cui scriviamo, la candidata Mercedes Bresso combatte voto su voto contro il leghista Roberto Cota e contro l’ultima proiezione che ne segna la sconfitta. L’onda verde prende decisamente la direzione delle regioni centrali avanzando in Emilia Romagna, nelle Marche, in Toscana e in Umbria. Un successo che arriva dopo una campagna affrontata con l’acceleratore spinto sulla propaganda xenofoba.
Alla doppia, tumultuosa crescita di astensionismo e Lega, Berlusconi risponde strappando quattro regioni al centrosinistra. Per due, Campania e Calabria, il compito per la verità non era difficile dopo i disastri e le difficoltà delle precedenti amministrazioni. Per altre due, Piemonte e Lazio, l'esito invece non era davvero scontato. Ma questi successi, e la conquista di tutto il sud (fatta eccezione per la Basilicata e la Puglia di Nichi Vendola) non lo compensa dalla perdita di peso politico in tutto il nord del paese. Ora il suo progetto presidenzialista è legato al carroccio del federalismo: il sovrano e i feudatari.

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