Ancora una volta voglio riaccendere i riflettori per quello che posso, non per masochismo ma per una questione primaria di avvenimenti catastrofici, epocali verso una popolazione che ormai la società ha messo nel dimenticatoio e ancora prima della società la classe politica.Voglio ripercorrere per sommi capi, per rimettere ancora una volta la vostra attenzione agli avvenimenti salienti per fare un analisi di una storia contraddittoria e priva di rispetto per il capitale umano e la sua vita stessa, mi riferisco alla tragica disavventura che il popolo aquilano ha dovuto subire, apparentemente in primis non per colpa della collettività e della classe politica ma per forze naturali.
Tutti noi eravamo attenti nel seguire gli avvenimenti delle prime ore e i continui aggiornamenti in termine di vite umane che si riuscivano a salvare, ma altrettanto attenti eravamo nel seguire le prime manovre che gli uomini di potere dicevano e facevano e le promesse che si accingevano a fare; tutti ricordiamo i ritornelli dei nostri politici nelle strade del dolore e nessuno può dimenticare i visi scavati dal dolore "non so se veri o falsi col senno di poi sicuramente falsi ", e uno straordinario interessamento e competenza ingiustificata, se il ragionamento di analisi lo spostiamo a oggi è tutto spiegato.
Quegli occhi vispi non erano gli occhi della disperazione verso quelle popolazioni ma verso la straordinaria opportunità della classe politica e dei suoi collegati per fare soldi alle spalle del dolore, e la realtà è sotto gli occhi di tutti. Una ricostruzione scollegata dal territorio e da ciò che gli abitanti dicevano, solo fine a se stessa per fare soldi loro stessi e i loro assistiti, senza tenere in considerazione le varie competenze locali, facendo fare affari ai propri compari per poi lasciarli nell'isolamento totale senza conferirgli agli enti locali né aiuti né deleghe per organizzarsi sul territorio.
Adesso dopo un anno dalla famigerata notte assistiamo a un abbandono totale della vera città e dal cuore sociale di quelle popolazioni, nascondendosi dietro una ricostruzione presunta orripilante e priva di fondamento territoriale e se questo non bastasse la classe politica affaristica, mediatica militarizza la vera città quasi non permettendo di ritornare nella casa propria, tutto questo per inerzia e non per competenza nel fare delle politiche immediate di recupero, ancor peggio non dando autorizzazione al massimo responsabile del territorio per poter agire allo smaltimento di materiale superfluo e alla restaurazione, costringendo la popolazione a manifestare ad oltranza per ridare un segnale forte di mobilitazione, ma la classe politica è sorda e polemica verso gli autori e si nasconde dietro vincoli ambientali per non trovare siti adatti.
Ma come? Quando la magistratura stava indagano per trovare i colpevoli, hanno autorizzato subito la rimozione dei calcinacci e hanno trovato sia i siti che i macchinari?
Forse per tutelare i cialtroni come loro?
Adesso che la popolazione è titolata e proprietaria ad agire, visto che loro non agiscono, sono nell'illegalità?
I vari allarmismi del magistrato, che agisce nel territorio, dove più volte avverte che la mafia sta lavorando,nessuno risponde e nessuno agisce!
Fantilli silvano
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