Una sanzione di 100mila euro è stata comminata rispettivamente al TG1 e al TG5 dalla commissione dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. «La Commissione Servizi e Prodotti dell'Autorità, presieduta da Corrado Calabrò, relatori Magri e Sortino - si legge in una nota - alla luce dei dati di monitoraggio dell'ultimo periodo (14 - 20 marzo), ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra PDL e PD, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell'informazione nei notiziari. La Commissione", conclude la nota, "ha pertanto comminato, all'unanimità, una sanzione di 100.000 euro al Tg1 e al Tg5, che presentavano il maggiore squilibrio, e ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio dell'informazione entro la chiusura della campagna elettorale". «Solo 100mila euro di multa? Nulla rispetto al furto di democrazia perpetuato dal Tg1 e dal Tg5 - afferma Jacopo Venier, responsabile Comunicazione del
PdCI-Federazione della Sinistra - A questo punto Minzolini paghi di tasca sua la multa inflitta e abbia la dignità di dimettersi dalla principale testata del servizio pubblico - ha aggiunto - Se persino questa così discussa Agcom è dovuta intervenire nei suoi confronti significa che l'evidenza della violazione è tale da gridare allo scandalo", ha concluso. Ma la Rai non lo pensa. Anzi. Si rifugia nella certezza di aver fatto bene il proprio lavoro. Questa la nota dell'azienda: «In riferimento alle decisioni dell'Agcom relative alla sanzione applicata al Tg1, la Rai sulla base dei dati dell'Osservatorio di Pavia, che misura i tempi dedicati ai soggetti politici, rileva che c'e' un sostanziale equilibrio nel pieno rispetto delle regole vigenti per le campagne elettorali. Ritiene pertanto insussistente il presupposto della sanzione e impugnera' il provvedimento dell'Agcom nelle sedi competenti». I consiglieri di amministrazione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten dopo la multa commentano: «Dunque non avevamo torto a dire che il vero rischio di sanzioni che correva la Rai non era legato ai talk show, ma al modo in cui Augusto Minzolini dirigeva il Tg1, alla sua faziosita', al modo discriminatorio di utilizzare le risorse umane della redazione, alla subalternita' agli interessi politici del presidente del Consiglio. 'Ora l'Agcom, la stessa autorita' garante che aveva inutilmente invitato la Rai a riprendere le trasmissioni di approfondimento informativo, commina una sanzione di 100.000 euro alla stessa Rai per squilibrio di presenza fra Pdl e Pd e scarsa rappresentazione dei partiti minori - insistono Rizzo Nervo e Van Straten - ed e' la prima volta che accade per violazione del pluralismo in campagna elettorale. Una sanzione che si poteva evitare se il direttore generale avesse dato ascolto ai nostri ripetuti allarmi lanciati al riguardo in consiglio di amministrazione»
PdCI-Federazione della Sinistra - A questo punto Minzolini paghi di tasca sua la multa inflitta e abbia la dignità di dimettersi dalla principale testata del servizio pubblico - ha aggiunto - Se persino questa così discussa Agcom è dovuta intervenire nei suoi confronti significa che l'evidenza della violazione è tale da gridare allo scandalo", ha concluso. Ma la Rai non lo pensa. Anzi. Si rifugia nella certezza di aver fatto bene il proprio lavoro. Questa la nota dell'azienda: «In riferimento alle decisioni dell'Agcom relative alla sanzione applicata al Tg1, la Rai sulla base dei dati dell'Osservatorio di Pavia, che misura i tempi dedicati ai soggetti politici, rileva che c'e' un sostanziale equilibrio nel pieno rispetto delle regole vigenti per le campagne elettorali. Ritiene pertanto insussistente il presupposto della sanzione e impugnera' il provvedimento dell'Agcom nelle sedi competenti». I consiglieri di amministrazione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten dopo la multa commentano: «Dunque non avevamo torto a dire che il vero rischio di sanzioni che correva la Rai non era legato ai talk show, ma al modo in cui Augusto Minzolini dirigeva il Tg1, alla sua faziosita', al modo discriminatorio di utilizzare le risorse umane della redazione, alla subalternita' agli interessi politici del presidente del Consiglio. 'Ora l'Agcom, la stessa autorita' garante che aveva inutilmente invitato la Rai a riprendere le trasmissioni di approfondimento informativo, commina una sanzione di 100.000 euro alla stessa Rai per squilibrio di presenza fra Pdl e Pd e scarsa rappresentazione dei partiti minori - insistono Rizzo Nervo e Van Straten - ed e' la prima volta che accade per violazione del pluralismo in campagna elettorale. Una sanzione che si poteva evitare se il direttore generale avesse dato ascolto ai nostri ripetuti allarmi lanciati al riguardo in consiglio di amministrazione»
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