giovedì 11 marzo 2010

Intervento Comunisti Uniti al forum "Organizzazione e Partito"

di Comunisti Uniti

Roma 27 Febbraio 2010 

Gualtiero Alunni (PRC membro del CPN e resp. naz.le dipartimento Trasporti)

La crisi della sinistra e dei comunisti nel nostro paese cade nel pieno dell'attuale crisi più generale del capitalismo che riversa le sue pesantissime conseguenze negative sulle masse lavoratrici e popolari. L' offensiva Confindustriale, sostenuta dal Governo di destra e dalla totale e consenziente passività del PD, sta provocando altre decine di migliaia di nuove cassaintegrazioni, di mobilità, di chiusure di fabbriche e di licenziamenti che colpiscono tragicamente ancora una volta le famiglie dei lavoratori, i pensionati e gli immigrati. I comunisti, nonostante le loro grandi difficoltà attuali, devono alimentare con coerenza il conflitto di classe dalla parte della classe lavoratrice dando un proprio contributo politico, ma anche strumenti di analisi teorica alle lotte dei lavoratori. Sarà un'importante occasione per aggregare i comunisti e l'intera sinistra anticapitalista nel conflitto di classe e per dare una risposta adeguata ad una esigenza oggettiva di Unità . 
Deve essere aperta una vera fase di unità d'azione fra soggetti politici, attualmente frammentati su obiettivi comuni di classe, quali il lavoro, il salario, la scala mobile, i diritti e la democrazia nei luoghi di lavoro e di produzione, la democrazia proporzionale, la casa, la scuola, la sanità, l'ambiente, la lotta antimperialista. Questo è l'unico terreno concreto più consono e congeniale all'azione politica su cui si deve dispiegare il nostro agire. Va detto chiaramente che per i comunisti si antepone una discriminante dalla quale non si può prescindere e cioè la priorità della ricostruzione della propria unità e della propria autonomia in un unico soggetto politico di classe e di massa che non potrà essere realizzato nella o dalla Federazione della Sinistra. Insomma, la Federazione con la sua eterogeneità politica e ideologica, non può rappresentare il mezzo adeguato a tale scopo e quindi non avvicina ma allontana l'obiettivo della costruzione di un Partito C omunista. 
In generale la Storia ha dimostrato che questo genere di alleanze si basa sulle debolezze reciproche dei soggetti che compongono l'aggregazione e che raramente si mantengono a lungo perché al primo urto politico si sgretolano. L'urto politico potrebbe essere rappresentato proprio dalle prossime elezioni regionali in cui la Federazione, insieme ai soggetti che la compongono, potrebbe subire un altro grave tracollo politico. Per non essere trascinati in questo percorso, che si preannuncia disastroso, i comunisti devono mettere in campo da subito tutte le misure difensive per la propria sicurezza e la propria esistenza politica organizzata. La realtà oggettiva ha dimostrato molte volte che è illusorio ed astratto continuare a perseguire la strada dell'unità della sinistra se prima non sarà realizzata l'autonomia comunista. Negli atti della Federazione troviamo l'ennesima supponenza della presunzione di voler rifare non solo le pratiche e le forme organizzative, ma addir ittura anche la teoria. Sarebbe molto interessante scoprire chi saranno i "nuovi grandi maestri" all'altezza di "rifondare" la complessa elaborazione teorica e le opere di Marx, Engels, Lenin e Gramsci che fino ad oggi continuano ad ispirare i movimenti operai e comunisti nel mondo. Il vecchio concetto di innovare sempre tutto, appartiene agli opportunisti e ai revisionisti di ogni tempo: seconda internazionale, Kautsky in Russia, in Italia con Turati fino a Craxi nel PSI, poi Amendola fino a Napolitano nel PCI che è stato poi distrutto da Occhetto, infine Bertinotti nel PRC con la negazione delle esperienze comuniste del '900 e Cossutta che ha indicato al PdCI l'abbandono della falce e martello. 
Quale lo stato di salute dei nostri soggetti che costituiscono la Federazione? 
Il PRC e il PdCI non essendo radicati nella classe lavoratrice e dai/nei luoghi di lavoro e di produzione, rappresentano solo un marginale riferimento politico per i lavoratori. 
Non sono dei partiti di massa e oggi, dopo aver perso negli anni precedenti 500.000 tesserati che formano la diaspora comunista dispersa per il paese, gli iscritti al PRC e PdCI sono ridotti a poche decine di migliaia. Inoltre, non va sottaciuto il risultato elettorale del 3,4% alle europee, su cui ha pesato soprattutto l'astensionismo operaio. Questa è la cruda realtà oggettiva e non sarà evitando di porre la "questione comunista" nel dibattito, che i soggetti politici sopracitati possono opportunisticamente recuperare il consenso con un soggetto genericamente di sinistra. Quindi, l'indifferenza alle sollecitazioni dal basso e l'intenzione di proseguire comunque nella direzione sbagliata, dimostra di non volersi confrontare in un vero rapporto dialettico su un piano di pari dignità con chi lavora per costruire un Partito Comunista di quadri e di massa, diventando di fatto un gruppo autoreferenziale, che esclude un rapporto democratico con la base per avere soltanto u n rapporto verticistico di convenienza politica per la propria sopravvivenza e dimostra di essere un gruppo dirigente che alimenta tutte le spinte massimaliste all'interno e all'esterno delle stesse formazioni politiche in questione. 
Per questo diversi quadri comunisti e operai hanno rilanciato il "Progetto Comunisti Uniti" iniziato nell'aprile del 2008. Si è ripartito con l'elaborazione di una lettera aperta che è un documento politico aggiornato per "l'unità e l'autonomia comunista" al fine di costruire Case Comuni territoriali nella prospettiva di una "Costituente Comunista". Una battaglia politica, non in contrapposizione alla Federazione, ma in contrasto radicale alla sua impostazione attuale e che ogni militante comunista - se lo vorrà - potrà portare avanti, all'interno e/o all'esterno del PRC, del PdCI, della Federazione e del movimento sindacale. Un documento politico condiviso in cui sono poste con forza tutte le questioni strategiche di prospettiva, aperto a tutti coloro che sono ancora disponibili a cominciare dai Circoli del PRC, dalle Sezioni del PdCI, dall'arcipelago dei gruppi e organizzazioni comuniste, dalla diaspora comunista, dagli intellettuali, dalle esperienze concrete unit arie territoriali, dai lavoratori comunisti, dai delegati nei luoghi di lavoro e di produzione, da quella parte di quadri presenti nel PRC e PdCI, e dalle realtà associative o singole personalità esterne e non organizzate. Nel frattempo che fare? I comunisti uniti potrebbero cominciare a lavorare insieme fin da subito su due obiettivi concreti, la costruzione dell'organizzazione di base nei territori con le case comuni dei comunisti e la costituzione dei Coordinamenti territoriali di base dei lavoratori - tra i delegati RSU, i quadri sindacali della sinistra CGIL e del sindacalismo di base, i lavoratori comunisti per una battaglia in difesa dei posti di lavoro, contro la legge 30, in difesa del CCNL e la democrazia sindacale. 
In questo modo si può favorire la formazione di una nuova condizione nella quale siano gli stessi lavoratori a rilanciare dal basso le loro naturali forme elettive di democrazia diretta, insomma, strutture più idonee ed aderenti alle necessità della classe lavoratrice per attuare il proprio controllo sull'organizzazione del lavoro e della produzione. Questi due primi obiettivi sono di interesse fondamentale per i comunisti e per la classe operaia e possono rappresentare un primo passo concreto e comune nella costruzione di un nuovo indirizzo sindacale di classe e nell'edificazione di un nuovo Partito Comunista di quadri e di massa nel nostro Paese! Siamo convinti che della ricostruzione del Partito Comunista vi sia urgente necessità. Nondimeno crediamo che la classe operaia, senza la guida di un partito comunista di quadri e di massa, non sia in grado di reggere lo scontro di classe. La ricostruzione del Partito Comunista in Italia, è compito prioritario, ma senza astrat tismi ideologici, settarismi e estremismi. Oggi, la lotta per la ricostruzione del Partito Comunista è interna/esterna ai due Partiti della Federazione della Sinistra, ma se vogliamo essere parte integrante di questo processo dovremo continuare a sensibilizzare i compagni di base che ancora militano in queste organizzazioni, per la coscienza dialettica, per dare forza, vigore e slancio alla lotta di classe. Quindi, lotta aperta all'opportunismo e al carrierismo che sono fenomeni di degenerazione burocratica dovuti anche allo scollamento con la classe lavoratrice. La forza della teoria marxista-leninista sta nel fatto che essa permette al Partito di orientarsi in una data situazione, di comprendere l'intimo legame degli avvenimenti in mezzo ai quali si trova, di prevedere la marcia degli avvenimenti e di discernere non solo come e in quale direzione sviluppano gli avvenimenti oggi, ma anche come e in quale direzione si svolgeranno in futuro. La storia dei Partiti Comunisti ci insegna che senza ampi legami con le masse, senza un continuo consolidamento di questi legami, senza saper comprendere i loro bisogni, il Partito Comunista non può essere un vero Partito di massa. Negli ultimi 150 anni, vi sono stati periodi fondamentali nello sviluppo del concetto comunista di partito. Sebbene ciascuno di questi sia un periodo distinto, in cui certe idee e forme di lotta prevalevano su altre, essi sono dialetticamente legati tra loro. Tali periodi sono relativi ai principali cambiamenti del capitalismo causati sia dalla lotta di classe che dallo sviluppo di forze, relazioni e processi di produzione nei loro diversi stadi. I Comunisti lottando anche per gli interessi immediati hanno anche un'attitudine scientifica che consente loro di vedere la direzione delle lotte, le loro potenzialità e gli obiettivi di grande respiro (l'egemonia della classe operaia e il socialismo). I Comunisti non inventano le lotte ma esprimono le relazioni reali che derivan o dalla lotta di classe esistente. Il compagno Lenin sostenne un concetto largo di fronte unito, un concetto che derivava direttamente dal Manifesto del Partito Comunista. Questo era, come Gramsci disse, lo spostamento del modo di vedere la lotta per la rivoluzione da "guerra di manovra" a "guerra di posizione". In altre parole, nei paesi capitalisti più avanzati, erano necessarie forme adatte ad una lotta più protratta e strategica. Lenin adottò la formula del "Fronte Unito" come tattica principale del movimento comunista. Al 3° Congresso dell'Internazionale Comunista, respinse il settarismo dell'estrema sinistra ed insistette che i Partiti Comunisti definissero un'arena di lotta molto più vasta e sfaccettata, specialmente in Occidente. Ne "L'estremismo malattia infantile del comunismo", Lenin descrisse le lotte rivoluzionarie come "infinitamente più complesse" di quello che si era immaginato prima e che richiedevano forme più articolate d i lotta. Il Partito doveva lavorare per riconoscerle ed indirizzare la classe operaia sui modi più appropriati per conseguire gli interessi della classe intera. 
In questa fase sta emergendo un nuovo stadio di sviluppo che deve portare coerenza nel ruolo del movimento Comunista nella lotta continua contro l'autoritarismo, il militarismo, il neoliberismo e la frammentazione della sinistra. Nelle condizioni attuali, il capitalismo è entrato in un periodo di politiche estremiste neoliberiste: privatizzazioni, speculazioni, corruzioni e drastici tagli agli standard di vita al fine di accumulare capitali. Con il collasso del sistema monetario, la crisi del petrolio, gli enormi indebitamenti, sono emersi i sintomi di gravi problemi strutturali che fanno pagare la loro crisi ai salari con la crescita della disoccupazione, della povertà, della diffusione di malattie, della crisi ambientale e della guerra. Privatizzazioni, attacco alla proprietà pubblica e ai beni comuni, ai sindacati, ai servizi pubblici ed alla regolamentazione in economia, non sono esattamente "capitalismo ritornato allo stato selvaggio", ma azioni necessarie del c apitalismo in crisi. Ciò significa che le lotte per conseguire obiettivi immediati della nostra classe come parte di un largo movimento popolare, sono la nostra guerra di posizione che si protrae. Se, per sopravvivere, il capitale deve adottare una politica neoliberista con la direzione della destra, allora ogni vittoria strappata, oltre al ruolo delle lotte, è una vittoria di classe. La quantità si trasforma in qualità ed esiste una condizione obiettiva per l'unità crescente tra riforme e obiettivi rivoluzionari, è compito del Partito Comunista aiutare. 
Le lotte politiche e ideologiche della classe operaia e dei movimenti democratici a trovare la via migliore per costruire una nuova società perché è parte egemonica di esse. Questo elemento della lotta e del conflitto è importante perché prepara la nostra classe ed i nostri alleati all'egemonia della classe operaia nella vita politica, economica e culturale. Cercare i punti programmatici di azione nella lotta, non deve richiedere la cancellazione dei valori ideologici e della leadership politica del Partito Comunista. Si deve rifiutare sia l'impulso settario della rigidità, che la tendenza a espellere completamente l'ideologia dalla lotta; il principio marxista di "preoccuparsi del futuro del movimento" è aderente a tutto ciò. Per i vecchi bolscevichi ed il movimento Comunista del passato, questo poteva essere il momento nel quale dichiarare l'attacco per l'egemonia del partito, ma semplicemente questa non è la soluzione migliore. La pratica continua de lla costruzione e della mobilitazione del largo sostegno ad un programma minimo condiviso è il solo strumento praticabile. Ben consapevoli delle difficoltà oggettive, delle profonde e talvolta inspiegabili divisioni che esistono nel movimento comunista con i tanti particolarismi e distinguo non aiutano alla ricostruzione del Partito Comunista la cui assenza è sentita, ogni giorno di più, non solo nei militanti dei vari gruppi e/o partiti, ma soprattutto tra i lavoratori e tra le masse impoverite del nostro Paese, specie dopo la caduta del muro di Berlino e la indecorosa fine del vecchio PCI, finito nello squallore liberaldemocratico del PD. Noi che sosteniamo il "Progetto Comunisti Uniti" pensiamo che compito principale – oggi - per ogni marxista-leninista sta nel coinvolgere il numero più ampio e convergente possibile di compagni e compagne per dare vita, anche nel nostro Paese, ad un vero Partito Comunista, con la consapevolezza dei limiti oggettivi esistenti og gi in Italia per chiunque si dovesse accingere in un'impresa di questo tipo; per rispondere alla esigenza sentita tra i tanti compagni e le migliaia di lavoratori che, ogni giorno, subiscono di persona lo sfruttamento capitalistico e sono merce per i giochi di dominio di questa attuale classe dirigente, formata per lo più da mafiosi, fascisti, clericali e affaristi senza scrupoli che ci impongono una attenta vigilanza democratica. Se, oggi, le conquiste ottenute con le lotte popolari, come la Resistenza o gli scioperi degli anni '50 e '60, stanno per essere lentamente smantellate dalla borghesia imperialista è perché non c'è un vero partito comunista di quadri e di massa. Manca un Partito Comunista che sappia tramutare nella pratica politica la forte spinta contestatrice e di disagio che proviene dal movimento operaio odierno e dalle giovani generazioni. Non pensiamo che PRC/PdCI possano assolvere a questo compito, ma altresì non pensiamo si debba dare vita all'ennesimo partitino autoreferenziale. Siamo invece dell'opinione che occorra - intanto in via transitoria - dar vita a Case Comune dei Comunisti per approdare, con il tempo, alla nascita di un Partito Comunista Unito, ben sapendo che realizzare ciò è un grande e difficile compito, la cui realizzazione richiede tempo e dispendio di energie, ma soprattutto una elaborazione ideologica costantemente confrontata con le lotte e i conflitti sociali, che sappia mettere in campo tutte le risorse possibili e disponibili. Noi pensiamo che per realizzare ciò sia necessario dare vita ad un disegno ben più vasto e di ampio respiro, che riesca ad andare oltre gli steccati di piccolo gruppo/partito che attualmente contraddistinguono le varie organizzazioni esistenti nel nostro paese, per poter coinvolgere, rendere attivamente partecipi ed unire il più possibile tutte le forze comuniste presenti in Italia, per poter dare vita al Partito Comunista che noi tutti vogliamo.



Powered by Wufoo.

Nessun commento:

Posta un commento

Ultime Notizie

Ultime News

Notizie di Politica

Roba Comunista