È una delle inchieste scottanti a seguito delle quali il giornalista ha subito ben tre attentati, è costretto a muoversi con la scorta ed è stato allontanato dai giornali con i quali collaborava.
Per farlo licenziare da La Stampa si è mosso il presidente del Senato Schifani in persona, infastidito da un’inchiesta sul suo coinvolgimento nella costruzione di una superstrada in Sicilia.
L’incontro comincia con un video che riporta una rassegna stampa sugli incidenti nelle centrali nucleari. Si riferisce solo al 2009 ma gli episodi sono moltissimi, a conferma di quanto sia pericolosa e folle la scelta nucleare.
Lannes spiega che in realtà il ritorno al nucleare promosso dal governo Berlusconi non ha lo scopo di produrre energia ad uso civile, ma di processare materiale che serve per alimentare i sommergibili nucleari statunitensi di nuova generazione. Nessuno Stato si è prestato al gioco tranne ovviamente il più fedele alleato degli USA.
A partire da qui il giornalista elenca una serie impressionante di crimini ambientali, alcuni dei quali riguardano da vicino anche la nostra provincia.
Si parte dalla questione dello smaltimento dei rifiuti tossici e radioattivi: Lannes racconta che dopo aver chiesto formalmente la documentazione sulle scorie nucleari della centrale di Caorso, non avendo ricevuto risposta si è recato personalmente alla centrale, è entrato indisturbato e ha notato dei camion che portavano via dei container pieni di materiale. I camion risultano appartenenti a una ditta di Genova in odore di ‘ndrangheta a cui evidentemente qualcuno ha affidato lo smaltimento. I container venivano trasportati a Genova e poi a La Spezia per essere imbarcati.
Quello dei rifiuti tossici e radioattivi è un business gigantesco (si parla di 62 milioni di tonnellate di rifiuti solo in Italia) a cui è legata la storia delle navi dei veleni, le carrette dei mari che vengono riempite e poi affondate un po’ dovunque. Sembra che il numero delle navi affondate nei nostri mari sia addirittura di 180. Alcune sono state rintracciate nello Ionio, altre di fronte alle coste tirreniche calabresi, altre ancora nei pressi delle Tremiti.
Un altro sistema per sbarazzarsi dei rifiuti tossici è quello dei penetratori, siluri riempiti di bidoni che vengono lanciati in mare e si conficcano nel fondo sabbioso.
E in prossimità dei relitti si registrano gravi malattie tra gli abitanti delle zone costiere.
L’interesse dei presenti cresce ancora quando Lannes cita anche la Venus , carretta incagliatasi di fornte a Castiglioncello qualche anno fa, ma anche se incalzato da molte domande non si sbottona rinviando alla conclusione dell’inchiesta che sta preparando e che sarà pronta tra un paio di mesi.
Ma come dicevamo non sono pochi i riferimenti alla nostra zona. Un altro riguarda il Camen (poi Cresam, poi Cisam) di San Piero a Grado, dov’era in funzione un impianto nucleare. Lannes parla di scorie seppellite nella pineta senza la minima registrazione formale relativa alla loro gestione.
Un altro episodio che secondo il giornalista è legato al traffico di armi e rifiuti è la tragedia del Moby Prince: al momento della collisione con la petroliera Agip Abruzzo sembra accertata la presenza in rada di una nave impegnata in qualche attività poco pulita.
Anche l’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia il 20 marzo 1994 si lega a questo filone: i due giornalisti avrebbero ricevuto informazioni su traffici di armi e rifiuti tossici e si apprestavano a dare la notizia al TG3, quando furono assassinati a Mogadiscio.
Ma anche in questo caso c’è un collegamento con la nostra città: l’uccisione del parà Mandolini, avvenuta sulle scogliere del Romito nel 1995 e fatta passare come un torbido episodio di gelosia omosessuale. Ma Mandolini era stato in Somalia e lavorava con il maresciallo dei servizi segreti Licausi, morto anche lui in circostanze misteriose nel novembre del 1993. Proprio Licausi sembra che avesse passato molte informazioni a Ilaria Alpi.
Ma anche in questo caso c’è un collegamento con la nostra città: l’uccisione del parà Mandolini, avvenuta sulle scogliere del Romito nel 1995 e fatta passare come un torbido episodio di gelosia omosessuale. Ma Mandolini era stato in Somalia e lavorava con il maresciallo dei servizi segreti Licausi, morto anche lui in circostanze misteriose nel novembre del 1993. Proprio Licausi sembra che avesse passato molte informazioni a Ilaria Alpi.
Stimolato dal pubblico a parlare di altre questioni di cui si parla in città, boccia senza appello le centrali a biomasse definendole inceneritori mascherati, così come critica duramente anche la costruzione dei rigassificatori, una scelta che risponde agli interessi di pochi imprenditori e politici ma non certo della popolazione.
Molti dunque gli argomenti sul piatto e il numeroso pubblico intervenuto (una cinquantina di persone) ha partecipato con attenzione e curiosità. Ora Lannes dovrà senz’altro ritornare a Livorno alla conclusione della sua inchiesta sulla Venus. Giornalisti veri come lui ne sono rimasti in pochi e ascoltarlo è un piacere, anche se talvolta non guasterebbero toni un po’ meno cattedratici.
Da Senza Soste, Nello GradiràSeguite le notizie de Il Comunista Quotidiano via feed
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