La democrazia italiana ha vissuto la giornata più nera della vita repubblicana, il suo arbitro ha tradito la funzione in cui è stato chiamato a svolgere, il segnale nella notte crepuscolare che ha generato la notte nera della repubblica ha voluto dimostrare a tutti noi che i più forti, i corrotti, i furbi possono aggirare le regole tranquillamente eludendo le regole più elementari come la presentazione delle liste, che le saprebbero presentare anche gli ultimi dei più sprovveduti politici, invece di ammettere le proprie colpe, di aver affidato compiti a gente incompetente segnando una chiara confusione e debolezza politica scelgono il ricatto verso il Quirinale. La cosa più pericolosa è che lui ci casca e scende ai suoi patti e alla sua parte politica cosi facendo da un chiaro indirizzo di egemonia di quest'ultimi.
Una domanda che vorrei fare al nostro presidente se si trattava di un altra minuscola formazione politica in un sperduto angolo del nostro amato paese si sarebbe comportato allo stesso modo….., Io sinceramente non penso proprio…….
Gli stessi che hanno bloccato tutto il sistema dell'informazione sia pubblico che privato, facendo si che veniva fuori solo la loro verità senza contraddittorio dopo "parlano di democrazia".
La cosa che più ci fa indignare sia dai berlusconiani che dal Colle che fanno di tutto per convincerci che è solo una norma di interpretazione della legge, trattandoci tutti da imbecilli e da sprovveduti, solo loro sono le massime cariche legislative per dare lezioni a tutti, io riesco a chiamarlo in un solo nome "golpe", se si tratta di cose spicciole puerili come l'elezioni regionali di due regioni figuriamoci in futuro di cose più importanti cosa sarebbe successo? A mio avviso è stato un modo per sondare il terreno per una deriva istituzionale democratica di una repubblica.
Tutto questo in una quiete spaventosa delle opposizioni e in particolar modo del Pd non essendo all'altezza di prendere decisioni serie e responsabili, come del resto è una costante degli ultimi tempi.
Con rispetto della carica e per il ruolo che dovrebbe ricoprire a livello politico ero già cosciente e persuaso a tempi non sospetti per lo spessore politico del nostro presidente Napolitano e della sua storia politica all'interno del mio stesso partito non ho mai condiviso le sue posizioni filo craxiani, cercando di trascinare l'intero partito alla deriva storica craxiana, fortunatamente la storia gli ha dato torto, grazie al grande Berlinguer se oggi possiamo ancora guardarlo con ammirazione e rigore politico.
Detto questo per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, sinceramente nel profondo del mio essere non pensavo che il nostro ondivago presidente, essere in un partito e fare la corte a un altro, arrivasse a tanto di portare la nostra democrazia in un ciarpame politico tale di una deriva autoritaria storica.
Certamente nei paletti berlusconiani - Napolitano possono essere ritenuti un segnale per le basi di una democrazia in pericolo, alzando dei baluardi di non garanzia del nostro presidente e segnerà la vita futura del suo mandato. Se poi si fa un analisi della storia di questo paese un po' più cattiva per l'esperienza politica del nostro Napolitano e del nostro Berlusconi, si può sicuramente arrivare a fare delle conclusioni se Berlusconi è l'erede di Craxi, Napolitano filo craxiano, si può giungere tranquillamente a leggere la stessa faccia della stessa medaglia.
Sicuramente il momento storico politico è cosi delicato che ci impone di diventare più partigiani di vita e non permetterci di distrarci per sorvegliare il percorso di questi personaggi e non accorgerci troppo tardi e provare inutili rimpianti di libertà.
Fantilli silvano |
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